Concetti Chiave
- La guerra in Bosnia-Erzegovina iniziò ad aprile 1992, colpendo anche Medjugorje con attacchi aerei da parte degli aggressori panserbi.
- Medjugorje subì bombardamenti il 7 aprile, mentre altre località circostanti, come Citluk e Siroki Brijeg, subirono danni e vittime.
- Nonostante la guerra, i pellegrini continuarono a visitare Medjugorje, anche se in numero ridotto, superando i turisti nelle coste croate nello stesso periodo.
- I pellegrini e i volontari della pace si attivarono per fornire aiuti umanitari, affrontando pericoli per supportare le vittime della guerra, inclusi profughi e rifugiati.
- Il contributo dei pellegrini fu fondamentale per alleviare la miseria dei colpiti dalla guerra, intervenendo anche in enclaves accerchiate all'interno della Bosnia.
Qual è l'inizio della guerra in Bosnia-Erzegovina?
All'inizio della guerra in Bosnia-Erzegovina nei primi giorni di Aprile del 1992 anche Medjugorje venne a trovarsi sotto la mira degli degli aggressori panserbi.
Attacchi a Medjugorje e dintorni
Il 7 aprile i loro aerei sganciarono su Medjugorje dintorni diverse bombe a grappoli, una delle quali cadde nelle immediate vicinanze della chiesa di S. Giacomo, conficcandosi nel terreno senza esplodere. Altre due volte, il 23 aprile e il 9 maggio dello stesso anno, i dintorni di Medugorje furono colpiti da granate di mortaio. L'abitato di Medjugorje con tutti i luoghi sacri in esso furono risparmiati. Subirono invece danni le località di Citluk, Siroki Brijeg e Grude, dove ci furono pure alcune vittime.
Pellegrini e la loro resilienza
Nonostante la vicinanza di Medjugorje alle linee del fronte croato e di quello bosniaco-erzegovese, e nonostante fossero state interrotte molte delle vie che dal paese e dall'estero portano a Medugorje, dalle regioni vicine e lontane e da tutti i continenti del mondo i pellegrini continuarono ad affluire al santuario mariano di Medjugorje. Il loro numero si ridusse notevolmente è vero: le agenzie turistiche europee ed extraeuropee non si arrischiavano ad organizzare viaggi in zona di guerra perché non erano erano garantite dalle società di assicurazione; sicché continuarono a venire singoli e gruppi privatamente. Così il numero dei pellegrini giunti a Medjugorje dal 1992 al 1995 fu comunque superiore a quello dei turisti presenti nello stesso periodo sulla coste croate dalla Dalmazia centrale e meridionale.
Aiuti umanitari durante la guerra
E' impossibile descrivere quanto fecero in quegli anni i pellegrini di Medjugorje per lenire la miseria di coloro che erano stati coinvolti nella sventura della guerra. Affrontando anche gravi pericoli, nelle difficilissime condizioni belliche, pellegrini e volontari della pace trovarono il modo di aiutare le vittime della guerra di questa regione, penetrando anche nelle enclaves accerchiate all'interno della Bosnia. Aiutarono così coloro che erano rimasti senza lavoro, senza casa , senza genitori e tutori, soprattutto profughi e rifugiati.
Domande da interrogazione
- Quali furono gli eventi chiave che segnarono l'inizio della guerra in Bosnia-Erzegovina?
- Come reagirono i pellegrini nonostante la guerra in corso?
- In che modo i pellegrini contribuirono durante la guerra?
La guerra iniziò nei primi giorni di aprile del 1992, con Medjugorje che divenne un obiettivo degli aggressori panserbi, subendo attacchi aerei e bombardamenti, ma i luoghi sacri rimasero risparmiati.
Nonostante le difficoltà e la riduzione dei viaggi organizzati, i pellegrini continuarono ad affluire a Medjugorje, superando il numero dei turisti sulle coste croate tra il 1992 e il 1995, dimostrando una resilienza straordinaria.
I pellegrini di Medjugorje, affrontando gravi pericoli, si impegnarono attivamente per aiutare le vittime della guerra, portando aiuti umanitari a chi era rimasto senza lavoro, casa e famiglia, inclusi profughi e rifugiati.