Concetti Chiave

  • Nel Medioevo, l'arte e la poesia avevano scopi religiosi, ma si dedicavano anche a forme retoriche elaborate e spesso difficili da comprendere.
  • Dante utilizza un virtuosismo poetico che gioca con il linguaggio, creando un livello di comunicazione complesso e riservato agli iniziati.
  • Nei versi riguardanti Pier della Vigna, Dante esplora il tema dell'invidia e le conseguenze tragiche delle calunnie, rappresentando un profondo dramma umano.
  • Il chiasmo è un artificio retorico chiave nei suoi versi, evidenziando contrasti e antitesi tra fedeltà e gesto finale di Pier della Vigna.
  • L'artificiosità retorica è presente anche nelle rime petrose di Dante e nei sonetti del Canzoniere di Petrarca, dimostrando una continuità stilistica nell'arte poetica medievale.

Indice

  1. L'arte medievale e la poesia
  2. Virtuosismo poetico di Dante
  3. L'artificiosità retorica in Dante e Petrarca

L'arte medievale e la poesia

Nel Medioevo anche se l’arte aveva uno scopo religioso e moralizzante, non escludeva la cura per gli aspetti formali. Anzi, in particolare la poesia era intesa come un’arte fondata sulle ricerche retoriche. Dante ci fornisce un esempio significativo a questo proposito quando scrive che la poesia è “fictio rhetorica musicaque poïta” (= la poesia è un’invenzione espressa nel rispetto della retorica e della musica). D’altra parte, sul piano teorico, i contenuti moralizzanti erano sempre compatibili con una forma molto elaborata dal punto di vista retorico. Questo spiega perché durante tutto il Medioevo la forma della poesia appare spesso artificiosa, difficile da comprendere fino ad essere perfino oscura, sia per i concetti espressi che per gli artifici verbali utilizzati.

Virtuosismo poetico di Dante

Molto spesso la poesia si presenta anche come un gioco verbale che si risolve in una comunicazione fra iniziati e che fondandosi su di una tecnica da specialisti, utilizza un virtuosismo che si spinge fino all’0incomprensione totale. Addirittura, si era soliti sostenere che quanto più è difficile, tanto più è lodevole trattare bene la materia poetica.
Dante ci dà una significativa prova di tale virtuosismo ai versi 67-72 del canto XIII dell’Inferno, in cui viene descritta la vicenda di Pier della Vigna:

“[l’invidia] infiammò contra me li animi tutti;

e li ‘nfiammati infiammar sì Augusto,

che lieti onor tornarono in tristi lutti.

L’animo mio, per disdegnoso gusto

Credendo col morir fuggir disdegno,

ingiusto fece me contro me giusto”

Questi versi hanno come soggetto l’invidia, di cui era stato vittima Pier della Vigna alla corte di Federico II di Svevia; precedentemente, il vizio era stato descritto, ricorrendo ad una personificazione molto articolata e definita come la prostituta che non distolse mai il suo sguardo sfacciato dalla reggia imperiale. Il significato è il seguente: “[L’invidia] infiammò contro di me tutti gli animi; e i cortigiani accesi d’invidia (= li ‘fiammati) eccitarono a tal punto l’ira dell’imperatore, che i piacevoli onori di convertirono ben presto in situazione luttuose. Il mio animo, per l’amaro piacere che deriva dallo sfogare il proprio disprezzo verso i calunniatori (in silenzio, senza rispondere alle loro infami accuse), credendo di evitare con la morte il discredito di cui mi sentivo circondato, mi indusse a commettere violenza contro la mia stessa persona (= col suicidio), che invece ero innocente (= giusto).

Si può notare la figura del chiasmo nell’ultimo verso che lega il primo emistichio (giusto fece me) con il secondo (contro me giusto), rovesciando la posizione del pronome personale rispetto al complemento predicativo dell’oggetto (ingiusto……giusto). Con questo artificio retorico, Dante ha reso ancora più evidente l’antitesi fra la fedeltà che Pier della Vigna aveva sempre avuto nei confronti del suo sovrano e l’assurdità del suo gesto finale.

L'artificiosità retorica in Dante e Petrarca

L’artificiosità retorica si ritrova anche nelle rime petrose di Dante o in alcuni sonetti del Canzoniere del Petrarca.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della forma nella poesia medievale?
  2. La poesia medievale, pur avendo uno scopo religioso e moralizzante, si distingue per la cura degli aspetti formali, come evidenziato da Dante che la definisce “fictio rhetorica musicaque poïta”, sottolineando l'importanza della retorica e della musica.

  3. Qual è il ruolo della forma nella poesia medievale?
  4. La poesia medievale, pur avendo uno scopo religioso e moralizzante, si distingue per la cura degli aspetti formali, come evidenziato da Dante che la definisce “fictio rhetorica musicaque poïta”, sottolineando l'importanza della retorica e della musica.

  5. Come si manifesta il virtuosismo poetico di Dante?
  6. Il virtuosismo poetico di Dante si esprime attraverso giochi verbali complessi e artificiosi, come dimostrato nei versi dell'Inferno dedicati a Pier della Vigna, dove l'arte retorica si spinge fino all'incomprensibilità totale.

  7. Come si manifesta il virtuosismo poetico di Dante?
  8. Il virtuosismo poetico di Dante si esprime attraverso giochi verbali complessi e artificiosi, come dimostrato nei versi dell'Inferno dedicati a Pier della Vigna, dove l'uso di figure retoriche, come il chiasmo, evidenzia l'antitesi tra fedeltà e gesto finale.

  9. Qual è il significato dell'invidia nella poesia di Dante?
  10. Nell'opera di Dante, l'invidia è personificata e descritta come un sentimento che provoca la rovina di Pier della Vigna, evidenziando l'assurdità del suo suicidio in risposta a calunnie, un gesto che contrasta con la sua fedeltà al sovrano.

  11. In che modo la poesia medievale può risultare oscura?
  12. La poesia medievale può apparire oscura a causa della sua forma elaborata e degli artifici verbali utilizzati, rendendo i concetti espressi difficili da comprendere, come si osserva nel virtuosismo di Dante.

  13. In che modo l'artificiosità retorica si manifesta nelle opere di Dante e Petrarca?
  14. L'artificiosità retorica è presente sia nelle rime petrose di Dante che nei sonetti del Canzoniere di Petrarca, dimostrando come entrambi gli autori utilizzino tecniche elaborate per esprimere contenuti complessi e moralizzanti.

  15. Quali altri autori mostrano artificiosità retorica simile a quella di Dante?
  16. Oltre a Dante, anche Petrarca presenta artificiosità retorica nelle sue opere, come nelle rime petrose e in alcuni sonetti del Canzoniere, evidenziando una comune ricerca di complessità formale nella poesia medievale.

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