Concetti Chiave
- Masaccio, nato nel 1401 a San Giovanni Valdarno, è noto per il suo lavoro nella Cappella Brancacci a Firenze, completato in collaborazione con Masolino e Filippino Lippi.
- Nel suo affresco 'Il Tributo', Masaccio rappresenta un episodio del Vangelo in cui Gesù incarica Pietro di pagare un tributo, utilizzando la narrazione per evidenziare l'individualità dei personaggi.
- L'opera utilizza una prospettiva geometrica che crea una rappresentazione realistica del paesaggio, con tutte le linee di fuga che convergono sulla testa di Gesù.
- Masaccio incorpora una ripetizione di un personaggio per adattarsi alle richieste della committenza, mostrando un inizio, uno svolgimento e una fine in un'unica immagine.
- L'attualizzazione storica è evidente attraverso elementi tipici del Quattrocento, come l'abbigliamento del gabelliere e l'architettura, sottolineando la rilevanza del messaggio anche nel suo tempo.
Tommaso di Ser Giovanni di Mone Cassai , conosciuto più comunemente come Masaccio nasce a San Giovanni Valdarno (Arezzo) nel 1401.
Nel grandioso ciclo di affreschi della Cappella Brancacci, nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze, Masaccio si rifà a quelli di Giotto. Voluti da Felice di Michele Brancacci, essi vengono eseguiti dal 1424 in collaborazione con Masolino, per essere poi ultimati da Filippino Lippi tra il 1481 – 83. Il tema è quello della vita di San Pietro al quale si aggiungono anche scene tratte dalla Genesi.
Nell’affresco ‘Il Tributo’ ( 241 x 597 cm) primo in altro della parte di sinistra, Masaccio illustra un episodio del Vangelo di Matteo ( 17, 24-27) nel quale è descritto l’ingresso di Cristo e dei suoi discepoli nella città di Cafarnao. Come di consuetudine il gabelliere pretende da loro un tributo per il tempio di Gerusalemme. Gesu, non avendo monete a disposizione incarica Pietro di pescare un pesce nella cui bocca trovera miracolosamente una moneta d’argento con cui pagare la tassa dovuta.
Il primo messaggio che traspare da questo affresco è l’individualità dell’uomo: i personaggi sono tutti diversi e in particolare reagiscono al fatto in maniera differente.
La natura è perfettamente descritta,è infatti una natura eseguita in prospettiva, più precisamente utilizza una prospettiva geometrica la quale basandosi su regole geometriche riproduce fedelmente il paesaggio.
Tutte le linee di fuga coincidono con la testa di Gesù che non a caso è il punto di fugo dell’opera.
Fissando 1 punto di vista, la visione dell’affresco è unitaria: con questa visione prospettica non mi accorgo che un personaggio è ripetuto 3 volte (leggermente camuffato). Perché però c’è questa ripetizione? Andava di moda raccontare storie in un’unica immagine che doveva contenere inizio-svolgimento-fine, questo era ciò che voleva la committenza ma contrastava con le intenzioni di Masaccio. Con l’uso della prospettiva riesce ad appagare il volere della committenza e mimetizzare il personaggio di San Pietro.
L'attualizzazione storica nell'opera
Per rassicurare il popolo che tutte queste novità non rappresentano un pensiero ateo Masaccio si serve dell’attualizzazione storica ossia l’utilizzo di elementi che corrispondono all’epoca della realizzazione dell’opera, in questo caso il 1400.
Con l’attualizzazione storica ci arriva il messaggio che l’episodio e l’insegnamento descritto continua ad essere importante anche nel Quattrocento.
Ma dove sta il ‘400 nell’affresco?
L’attualizzazione storica è presente nell’uomo vestito con il gonnellino e la calzamaglia (il gabelliere) e nell’architettura che è in pieno stile quattrocentesco.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato dell'affresco 'Il Tributo' di Masaccio?
- Come Masaccio utilizza la prospettiva nell'affresco 'Il Tributo'?
- In che modo Masaccio incorpora l'attualizzazione storica nell'opera?
- Qual è il ruolo della committenza nell'affresco 'Il Tributo'?
L'affresco 'Il Tributo' illustra un episodio del Vangelo di Matteo in cui Gesù incarica Pietro di pescare un pesce per pagare un tributo. Il messaggio principale è l'individualità dei personaggi, che reagiscono in modo diverso alla situazione, evidenziando la varietà umana.
Masaccio impiega una prospettiva geometrica che riproduce fedelmente il paesaggio, con tutte le linee di fuga che convergono sulla testa di Gesù, il punto di fuga dell'opera. Questo approccio crea una visione unitaria e permette di mimetizzare un personaggio ripetuto.
Masaccio utilizza elementi contemporanei al 1400, come il gabelliere vestito con gonnellino e calzamaglia, per rassicurare il pubblico che le novità artistiche non rappresentano un pensiero ateo, ma che l'insegnamento dell'episodio rimane rilevante anche nel Quattrocento.
La committenza desiderava che l'affresco contenesse inizio, svolgimento e fine in un'unica immagine. Masaccio, pur rispettando questa richiesta, utilizza la prospettiva per soddisfare le aspettative della committenza e al contempo esprimere le sue intenzioni artistiche.