Marginazione leucocitaria
In una venula c’è un flusso laminare seguito dalle cellule e in questo si muovono più velocemente i globuli rossi e spingono verso la parete.Capillare che entra in una venula, le cellule che vengono riversate vengono assorbite dal flusso laminare e vengono mantenuti i leucociti verso la parete e lo scorrimento dei globuli rossi più velocemente. Quando succede qualcosa che modifica delle pressioni, si aggregano e prendono il nome di Rouleaux,questi fanno si che i globuli rossi non escano, la velocità dei globuli rossi è più lenta. Questi complessi, spingono e spostano i leucociti dal flusso centrale e li spingono contro le pareti. Questo processo consentirà ai leucociti di fuoriuscire.
Dopo incontro con microrganismo:
viene modificato l’endotelio, si espongono delle molecole, selectina, che riconosce glicoproteine, modifiche che si trovano sulla membrana dei leucociti. Nell’area dove c’è stata l’invasione, ci sono alcune cellule deputate alla risposta immunitaria e alla funzione protettiva, i macrofagi.
Liberano dei mediatori che sono citochine e chemochine. Tra le citochine che vengono prodotte sono le IL-1 e il TNF che andranno ad attivare le cellule endoteliali, facendo esporre a queste ICAM-1, CD31, E-selectina. Attraverso le molecole esposte, andranno a riconoscere altre molecole. Molecole presenti sui leucociti prendono il nome di Integrine.
I primi legami che si formano non sono ad alta affinità e quindi non riescono ancora ad essere completamente ferme. Le chemochine andranno a legarsi con i proteoglicani sulle cellule endoteliali. Questo servirà a creare un legame più solido con le integrine dei leucociti.
Queste interazioni tra chemochine e proteoglicani ma anche tra altre molecole presenti, determinano una modificazione morfologica del citoscheletro dei leucociti che andranno a sfruttare i danni alle cellule endoteliali, entrano successivamente nella matrice extracellulare.
Attraverso un movimento delle chemochine liberate, migrano e arrivano nell’area in cui c’è stata l’invasione e vanno a fagocitare i microrganismi.
Nel momento in cui i leucociti sono riusciti ad uscire dai vasi, migrano attraverso un processo chiamato: chemiotassi. Questa è la migrazione orientata dei leucociti verso la sede della lesione seguendo un gradiente di concentrazione di molecole di varia natura (agenti chemiotattici).
Agenti chemiotattici che possono attirare i leucociti
- endogeni: fattori della cascata del complemento, leucotrieni e chemochine- esogeni: proteine di derivazione batterica
I leucociti arrivano, e devono fare un ultimo step ovvero la fagocitosi. Questo avviene grazie all’interazione delle molecole sui leucociti con altre sostanze e componenti che sono in grado di attirarli.
Sulla membrana possono essere presenti:
- recettori per le citochine, dei recettori TOLL-LIKE che vanno a riconoscere delle componenti LPS che è presente sulla parete del microrganismo;
- recettori accoppiati con proteine transmembrana che sono in grado di riconoscere altri mediatori es lipidici, chemochine, N-formilmetionilati che sono presenti sui batteri;
- recettori che riconoscono dei batteri sulle cui membrane si sono legate delle altre molecole, questi batteri vengono detti opsonizzati;
Una volta che questi recettori sui leucociti hanno intercettato il loro ligando specifico, questo legame attiva i leucociti portandoli a svolgere altre funzioni. Ad esempio sono in grado di fagocitare il microrganismo al loro interno o favorire la produzione di specie reattive dell’ossigeno ed enzimi lisosomiali. Oppure portano a favorire la produzione di altri mediatori che possono amplificare la reazione infiammatoria e questo può favorire il richiamo di leucociti che combattono contro l’agente invasore. Quando avviene il legame con chemochine, peptidi e mediatori lipidici si possono avere alterazione del citoscheletro e la trasduzione del segnale.