Concetti Chiave
- La prima stesura di Fermo e Lucia, risalente agli anni 1821-1823, si struttura in quattro sezioni che raccontano vicende parallele di Fermo e Lucia, differente da I promessi sposi.
- Fermo e Lucia presenta limiti significativi come un intento didascalico e personaggi piatti, rendendolo più simile a un saggio che a un romanzo rispetto a I promessi sposi.
- I promessi sposi, un romanzo storico, integra la Storia nel racconto di Renzo e Lucia, differendosi dai romanzi romantici per il suo realismo e la rappresentazione della vita quotidiana.
- I nomi dei personaggi in I promessi sposi hanno significati simbolici, come Lucia che rappresenta la fede e Renzo il martirio, conferendo profondità all'opera di Manzoni.
- Manzoni offre una visione negativa della Storia, evidenziando le dinamiche di potere tra i personaggi, e auspica una società giusta guidata da una borghesia cattolica e laica.
Origini e struttura di Fermo e Lucia
La prima stesura risale agli anni 1821 e 1823, contemporanea all’Adelchi, e segue quattro filoni, coincidenti con i quattro volumi pubblicati. Rispetto a I promessi sposi, il Fermo e Lucia è quasi un’opera a parte, ma ricca di macrosomiglianze. Presenta una figura romboidale costituita di quattro sezioni: il matrimonio contrastato (ambientato nel passato), le vicende cittadine di Fermo a Milano, le vicende di campagnole di Lucia, il matrimonio e trasferimento.
Critiche e limiti di Fermo e Lucia
Il Fermo e Lucia è un esperimento e, in quanto tale, molto limitato. Alcuni dei difetti più evidenti sono: l’eccessivo intento didascalico (per il quale Manzoni ammazza documenti volte a convincere il lettore, nel Fermo e Lucia più simile a un saggio che a un romanzo), la canonizzazione contrapposizione dei personaggi (che li rende piatti, negando la Provvidenza e la conversione), un eccessivo gusto gotico e realistico (evidenziato anche nella rappresentazione noir nella storia della monaca di Monza).
Evoluzione e revisione de I promessi sposi
La seconda edizione risale al 1827 e presenta numerosi cambiamenti (titolo, nomi dei personaggi e intento narrativo); compare, inoltre, l’aggiunta del inserto sulla Colonna infame (grida contro gli untori). Questa seconda edizione conferisce maggiore compattezza narrativa, riducendo (o anche sopprimendo) alcune digressioni che avrebbero distratto il lettore dalla vicenda principale. Viene modificato l’ordine degli episodi e dei capitoli per migliorare la coesione strutturale e fatte poche aggiunte, come la pioggia. Soprattutto, viene attuata una generale revisione linguistica dell’ibrido di toscano, dialetto, francese e latino verso una lingua più pura.
Quali sono le caratteristiche e i temi de I promessi sposi?
I promessi sposi è un romanzo storico (trama avventurosa in una cornice storica) basato sul modello di Walter Scott, che, però, a differenza di Manzoni, fa prevalere l’invenzione sulla storia. Manzoni, nella sua ricerca del verosimile, fa prevalere la storia e considera i personaggi come una licenza al vero: il suo romanzo integra la Storia e la completa. Accanto ai personaggi storici (Federico Borromeo, la monaca di Monza, l’Innominato) troviamo personaggi inventati (Renzo, Lucia, don Abbondio, fra’ Cristoforo) che veicolano un esempio. La Grande Storia (peste, calata dei lanzichenecchi, successione di Monferrato) arriva nella piccola storia di Renzo e Lucia.
I promessi sposi è un Novel, ossia un racconto realistico, che si differenzia dal Romance (ossia il racconto fantastico) del Romanticismo per tre motivi:
1. fa riferimento al destino storico degli italiani, attraverso l’analogia con la loro situazione nel Seicento;
2. ha in sé un allusione alla contemporaneità (la dominazione spagnola di allora e quella austriaca dei suoi tempi; le grida);
3. ha un gusto del realismo e dei particolari nella riproduzione della vita quotidiana (è esemplare il caso della polenta) che manca nel Romance. Secondo Natalino Sapegno, il realismo non sfocia in un racconto popolare, ma in uno sfondo popolano.
Struttura narrativa e personaggi
Per quanto riguarda la struttura, non c’è sfasatura tra fabula e intreccio. Le uniche eccezioni sono il passato di Gertrude e quello di frate Cristoforo, entrambi in analisi, e l’anticipazione che frate Cristoforo fa a don Rodrigo con la predizione della sua morte.
Per quanto riguarda il sistema dei personaggi, esso è basato soprattutto sulle opposizioni. Ad esempio, Renzo è il protagonista attivo, mentre Lucia è la protagonista passiva, l’oggetto del desiderio, la causa inconsapevole. Ancora, come mediatori, fra Cristoforo e Federigo Borromeo (strumenti di carità) si contrappongono a don Abbondio e Gertrude (strumenti di oppressione).
Onomastica e significato dei nomi
Importante, sempre a proposito dei personaggi, è la questione dell’onomastica: tutti i personaggi inventati da Manzoni hanno nomi parlanti.
Lucia Viene da luce, in questo caso della fede.
Mondella Secondo alcuni verrebbe da “mondare”, ossia “pulire”, mentre secondo altri verrebbe dalla locuzione latina «Omnia munda mundis.», ossia «Tutto è puro per i puri.»
Renzo Da san Lorenzo, martirizzato sui carboni ardenti, è un’allusione alle peripezie del personaggio.
Tramaglino È sia un’allusione alla laboriosità del personaggio (e al suo mestiere di tessitore), sia al suo essere un personaggio “mobile”, in quanto il tramaglio è la spola del telaio.
Fermo Indica la fermezza del personaggio.
Spolino È equivalente a Tramaglino.
Agnese È un nome onomatopeico, che richiama lo «gna gna», il suono associato alle chiacchiere e ai pettegolezzi delle comari.
Fra’ Cristoforo Cristòs + foròs viene dal greco e significa «portatore di Cristo».
Visione storica e sociale di Manzoni
Scegliendo gli Umili come protagonisti, Manzoni li legittima agli occhi del mondo. Giuseppe Petronio definisce l’opera «epopea del Terzo Stato» proprio in quanto rilancio degli Umili. Questi saranno premiati per il loro parimenti, in quanto strumenti di un male necessario e di una visione ideale della storia. Sembra che la Provvidenza si prenda gioco degli Umili, ma l’unica cosa che conta è il suo disegno trascendente, che distribuisce giustizia.
Nel romanzo emerge una visione negativa della Storia. Calvino dice che I promessi sposi è un romanzo in cui si misurano rapporti di forza tra i personaggi e tra i personaggi e la Storia.
I promessi sposi può essere considerato una piccola Odissea per l’ideale del viaggio segnato dall’esperienza del Male.
Manzoni auspica una società più giusta, guidata da una borghesia cattolica e laica che incarni il solidarismo cattolico. Le masse popolari hanno un ruolo secondario: la Chiesa deve guidare e la borghesia deve farsi guidare. Manzoni desidero uno Stato borghese non più feudali, in cui l'amore caratteristico si tuffa e si evolve nell'economia liberale.
Lingua e stile dell'opera
Per quanto riguarda la lingua dell’opera, il Fermo e Lucia e pieno di latinismi, francesismi e forme dialettali, mentre la ventisettana presenta una lingua poco chiara, ma sottoposta ad una prima epurazione. È solo nella quarantana che si ha la cosiddetta «risciacquatura dei panni in Arno», ossia l’omologazione della lingua al toscano della borghesia colta.
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura principale di "Fermo e Lucia"?
- Quali sono i principali limiti di "Fermo e Lucia"?
- Come si differenzia "I promessi sposi" da un romanzo romantico?
- Qual è il significato dei nomi dei personaggi in "I promessi sposi"?
- Qual è la visione storica e sociale di Manzoni nel romanzo?
"Fermo e Lucia" è strutturato in quattro sezioni che seguono il matrimonio contrastato, le vicende di Fermo a Milano, quelle di Lucia in campagna e infine il matrimonio e il trasferimento, presentando similitudini con "I promessi sposi".
Tra i limiti di "Fermo e Lucia" ci sono l'eccessivo intento didascalico, la piattezza dei personaggi e un gusto gotico e realistico che lo avvicina più a un saggio che a un romanzo, come evidenziato nel testo.
"I promessi sposi" si distingue per il suo riferimento al destino storico degli italiani, l'allusione alla contemporaneità e un forte realismo nella rappresentazione della vita quotidiana, a differenza del romance fantastico.
I nomi dei personaggi in "I promessi sposi" hanno significati simbolici, come Lucia che rappresenta la luce della fede e Renzo che allude al martirio, evidenziando l'importanza dell'onomastica nell'opera di Manzoni.
Manzoni presenta una visione negativa della Storia, legittimando gli Umili come protagonisti e auspicando una società più giusta, in cui la borghesia cattolica e laica guida le masse popolari, come descritto nel testo.