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Pressione arteriosa

La pressione arteriosa è la pressione esercitata sulla parete delle arterie dal sangue in esso contenuto, fornire la forza necessaria al flusso ematico per raggiungere i tessuti periferici, fondamentale per.

È determinata dal prodotto tra 2 fattori principali: Pa = GS × R.v.p.

  • Gittata sistolica, cioè il volume di sangue immesso nell’aorta ad ogni contrazione sistolica, correlato all’efficienza della pompa cardiaca.
  • Resistenze vascolari periferiche, correlate al tono delle arteriole, che viene regolato da:
  • Impulsi nervosi corticali e ipotalamici confluenti nel centro vasomotore bulbare, da cui dipende l’ipertensione arteriosa emozionale.
  • Impulsi nervosi provenienti dai recettori cardio-aortici e seno carotidei, da cui dipendono le variazioni posturali con le alterazioni della P arteriosa nei centri vasomotori del tronco encefalico.
  • Stimoli chimici che agiscono direttamente sulle arteriole, cioè ammine simpatico-mimetiche, angiotensina e vasopressina, oppure sui centri vasomotori come ipossia e ipercapnia.

In realtà, la P arteriosa viene regolata da un complesso sistema che comprende:

  • Meccanismi locali: barocettori arteriosi, chemocettori.
  • Meccanismi neuronali: SNC-centri vasomotori del midollo.
  • Meccanismi neuroumorali: SNS.
  • Meccanismi renali: sistema renina-angiotensina.
  • Meccanismi ormonali: aldosterone, peptide natriuretico atriale.

Pressione arteriosa sistolica, diastolica e differenziale

La pressione arteriosa sistolica è la massima pressione vigente nelle arterie durante la sistole.

La pressione arteriosa diastolica è la minima pressione vigente nelle arterie durante la diastole.

La pressione arteriosa differenziale o pressione del polso è data dalla differenza fra la P sistolica e P diastolica.

Tecniche di misurazione della P arteriosa

Esistono varie tecniche di misurazione della P arteriosa:

  • Metodo diretto: misurare la P arteriosa nel piccolo circolo, indicato per; la misura avviene pungendo una arteria collegandosi con l’ago ad un elettromanometro.
  • Metodo indiretto: mediante lo sfigmomanometro di Riva-Rocci.

Nei pz ipertesi e nevrotici si può verificare anche la cosiddetta ipertensione da camice bianco, ecco perché è sempre opportuno ripetere la misurazione dopo 5-10 minuti.

Ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa è una condizione patologica estremamente diffusa in tutto il mondo, caratterizzata da un aumento dei valori della P arteriosa rispetto alla media della popolazione di appartenenza, cioè i valori della P arteriosa non sono assoluti ma sono strettamente correlati alla popolazione di appartenenza.

Linee guida dell’OMS

Secondo le recenti Linee Guida dell’OMS si fa una distinzione tra:

  • Pressione ottimale: Ps < 120 mmHg, Pd < 80 mmHg.
  • Pressione normale: Ps = 129-130 mmHg, Pd = 80-84 mmHg.
  • Pressione normale alta: Ps = 130-139 mmHg, Pd = 85-89 mmHg.
  • Ipertensione lieve o grado 1: Ps = 140-159 mmHg, Pd = 90-99 mmHg.
  • Ipertensione moderata o grado 2: Ps = 160-179 mmHg, Pd = 100-109 mmHg.
  • Ipertensione severa o grado 3: Ps ≥ 180 mmHg, Pd ≥ 110 mmHg.
  • Ipertensione sistolica isolata: Ps ≥ 140 mmHg, Pd ≤ 90 mmHg.

L’ipertensione sistolica isolata è ricorrente nelle persone anziane.

Quando la P sistolica e diastolica di un paziente rientrano in categorie differenti, la classificazione va fatta in base alla categoria maggiore.

Classificazione dell’ipertensione arteriosa dell’OMS

Inoltre, esiste la classificazione dell’ipertenzione arteriosa dell’OMS che tiene conto dei danni d’organo provocati dalla ipertensione arteriosa stessa:

  • Classe 0: nessuna complicanza a livello degli organi bersaglio, cioè cuore, reni e cervello.
  • Classe 1: comparsa di complicanze a carico delle arterie, cioè piccoli incroci artero-venosi, restringimento generale o focale delle arterie retiniche, formazione di placche aterosclerotiche in sede carotidea, aortica, iliaca, femorale, lieve ipertrofia a livello del ventricolo sx.
  • Classe 2: ipertensione grave con lesioni a carico dei reni, con insufficienza renale e a carico della retina con edema della papilla o papilledema.
  • Classe 3: ipertensione grave con prognosi infausta per interessamento di vari organi, cioè:
  • Cuore: ipertrofia ventricolare sx severa, angina pectoris, IMA, scompenso o insufficienza cardiaca.
  • Cervello: ictus, encefalopatia ipertensiva.
  • Reni: insufficienza renale grave con creatininemia > 2 mg/dl.
  • Retina: emorragie ed essudati retinici.
  • Vasi: aneurisma, arteriopatia obliterante sintomatica, dissecante dell’aorta arteriosa.

Classificazione eziologica dell’ipertensione

Inoltre, abbiamo la classificazione eziologica dell’ipertensione con distinzione tra:

  • Ipertensione arteriosa primaria, essenziale o primitiva, ad eziologia sconosciuta o idiopatica, rappresenta la forma più frequente.
  • Ipertensione arteriosa secondaria ad altre malattie:

Ipertensione da malattie renali

  • Patologie del parenchima renale: glomerulonefriti acute e croniche, pielonefrite cronica, nefropatia diabetica, idronefrosi, neoplasie (reninoma)…
  • Patologie nefrovascolari: stenosi o compressione dell’arteria renale, coartazione aortica sovrarenale, vasculite intrarenale.
  • Ipertensione arteriosa da insufficienza renale o perdita di tessuto renale (infarto).

Ipertensione secondaria a malattie endocrine

  • Ipertensioni endocrine primarie: dovute ad alterazioni degli ormoni che regolano primariamente la P arteriosa, come in caso di iperaldosteronismo primario con eccesso di aldosterone, eccesso di mineralcorticoidi (DOC, corticosterone), feocromocitoma ed altri tumori cromaffini, iperreninismo (reninoma), iperestrogenismo, cause iatrogene da eccessiva ingestione di liquirizia, cioè acido glicirrizico, carbe (farmaco anti-ulcera).
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Scienze mediche MED/11 Malattie dell'apparato cardiovascolare

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cardiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Di Biase Matteo.
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