Concetti Chiave

  • La malattia da siero è causata dall'introduzione di proteine estranee che portano alla formazione di immunocomplessi, specialmente dopo trasfusioni di siero animale.
  • Gli immunocomplessi si depositano nei tessuti come vasi, glomeruli renali e articolazioni, causando infiammazione e danno tissutale, soprattutto quando prodotti in eccesso.
  • La biochimica degli immunocomplessi gioca un ruolo cruciale, con quelli cationici che si legano a componenti anioniche della membrana basale, causando danni seri.
  • Un meccanismo chiave di danno è l'attivazione del complemento, che richiama fagociti e leucociti, contribuendo all'infiammazione e al danneggiamento dei tessuti.
  • Le manifestazioni cliniche includono vasculiti, nefriti e artriti; la malattia acuta è di breve durata, mentre la forma cronica è più persistente e grave.

Dipende da vari tipi di proteine estranee che sono introdotte, per esempio, quando si fanno dei trattamenti che prevedono la trasfusione di siero da animali immunizzati con lo scopo di indurre immunità passiva (ad esempio contro veleni di serpenti o contro determinate infezioni batteriche).

La risposta contro queste proteine del siero può determinare, a partire dal secondo incontro con questi antigeni eterologhi, la produzione di immunocomplessi che si depositano a livello di vasi, glomeruli renali e articolazioni portando sempre ai sintomi precedentemente citati.

Patogenesi della malattia

La patogenesi della malattia: i complessi antigene anticorpo sono prodotti nel corso delle risposte immuni normali e sono un meccanismo effettore molto importante. Sono responsabili infatti di malattia solo quando sono prodotti in quantità eccessive e non vengono eliminati efficientemente dal sistema immunitario depositandosi così nei tessuti. Gli immunocomplessi più piccoli non vengono facilmente fagocitati, perché difficilmente riconosciuti dalle cellule fagocitiche e sono proprio questi che tendono a depositarsi nelle varie strutture.

Caratteristiche biochimiche degli immunocomplessi

Un’ altra caratteristica importante è data dalla biochimica degli immunocomplessi: immunocomplessi che contengono antigeni cationici si legano molto avidamente a componenti anioniche della membrana basale dei vasi sanguigni e dei glomeruli renali, per questo possono indurre danni gravi e anche durevoli.

Deposizione e ultrafiltrazione

I capillari nei glomeruli renali e nella sinovia sono dei siti dove il plasma è ultrafiltrato. Questa ultrafiltrazione avviene facendo passare il plasma ad alta pressione attraverso membrane basali specializzate. Questi distretti sono tra i siti più comuni di deposizione proprio perché qui si verifica la filtrazione ad alta pressione che determina la precipitazione degli immunocomplessi. È coinvolto anche il pH, nonostante l’ultrafiltrazione rimanga comunque il processo principale.

Danno tissutale e infiammazione

Il meccanismo più importante del danno tissutale causato da malattia da immunocomplessi è una risposta infiammatoria che colpisce soprattutto le pareti dei vasi e la membrana basale del glomerulo. Questa infiammazione risulta dall’attivazione del complemento da parte dell’immunocomplesso e il richiamo dei fagociti e dei leucociti dal sangue, e di conseguenza il legame dei leucociti con FcR all’immunocomplesso. Ciò determina il danno tissutale.

Modelli sperimentali e manifestazioni cliniche

Molte delle attuali conoscenze sulle malattie da immunocomplessi si basano sull'analisi di modelli sperimentali della malattia da siero. L'immunizzazione di un coniglio con una dose elevata di un antigene proteico determina la formazione di anticorpi specifici che si legano ad antigeni circolanti, formando complessi, i quali vengono inizialmente rimossi dai macrofagi epatici e splenici.

A mano a mano che i complessi antigene-anticorpo si accumulano, una quantità sempre maggiore si deposita nel letto vascolare. Qui i complessi inducono un'infiammazione ricca di neutrofili, attivando la via classica del complemento e legando i recettori per l'Fc dei leucociti. I complessi si depositano spesso a livello delle arteriole, dei glomeruli renali e delle sinovie articolari perciò le manifestazioni cliniche e patologiche più comuni sono costituite da vasculiti, nefriti e artriti. I sintomi clinici sono generalmente di breve durata e le lesioni si risolvono rapidamente, a meno che non venga nuovamente iniettato lo stesso antigene. Accanto a questo tipo di malattia acuta esiste una patologia più subdola e protratta detta malattia cronica da siero, determinata da inoculi multipli di uno stesso antigene che provocano la formazione di immunocomplessi di dimensioni minori, i quali si depositano più frequentemente a livello del rene, delle arterie e dei polmoni.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo degli immunocomplessi nella patogenesi delle malattie?
  2. Gli immunocomplessi, prodotti durante le risposte immuni, possono causare malattia quando sono in eccesso e non vengono eliminati, depositandosi nei tessuti e causando infiammazione e danno tissutale.

  3. Come avviene la deposizione degli immunocomplessi nei tessuti?
  4. La deposizione avviene principalmente nei glomeruli renali e nella sinovia, dove l'ultrafiltrazione del plasma ad alta pressione facilita la precipitazione degli immunocomplessi, influenzata anche dal pH.

  5. Quali sono le conseguenze della deposizione di immunocomplessi nei vasi sanguigni?
  6. La deposizione di immunocomplessi nei vasi sanguigni provoca infiammazione, attivazione del complemento e richiamo di fagociti e leucociti, causando danni alle pareti vascolari e alla membrana basale del glomerulo.

  7. Quali sono le manifestazioni cliniche associate alle malattie da immunocomplessi?
  8. Le manifestazioni cliniche più comuni includono vasculiti, nefriti e artriti, con sintomi generalmente di breve durata, a meno di ulteriori esposizioni agli antigeni.

  9. Come si differenziano le malattie acute da quelle croniche da immunocomplessi?
  10. Le malattie acute si sviluppano dopo un'unica esposizione a un antigene, mentre le malattie croniche da siero sono causate da inoculi multipli dello stesso antigene, portando alla formazione di immunocomplessi di dimensioni minori che si depositano più frequentemente nei reni, arterie e polmoni.

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