Macroeconomia
Sommario
1 Il PIL, Prodotto interno lordo ............................................................................................... 3
1.1 Definizioni e misure del PIL ........................................................................................................ 3
1.2 PIL reale e nominale .................................................................................................................. 3
1.3 Definizione e costruzione del tasso di disoccupazione (u) .......................................................... 3
1.4 Il deflatore del PIL e l’indice dei prezzi al consumo (IPC) ............................................................ 3
1.5 Perché studiamo l’inflazione e la disoccupazione? ..................................................................... 4
1.6 La determinazione della produzione .......................................................................................... 4
2 Il mercato dei beni ................................................................................................................ 4
2.1 Interazione tra domanda, produzione e reddito aggregati ......................................................... 4
2.2 Le componenti del prodotto interno lordo ................................................................................. 4
2.3 La distinzione tra variabili esogene e endogene ......................................................................... 5
2.3.1 La funzione del consumo ........................................................................................................... 5
2.3.2 La funzione del risparmio .......................................................................................................... 5
2.4 Ipotesi del modello e funzione di domanda (Z) .......................................................................... 6
2.5 La produzione di equilibrio ........................................................................................................ 6
2.6 Il moltiplicatore e le variazioni della spesa autonoma ................................................................ 7
2.7 Risparmio e investimento .......................................................................................................... 7
3 I mercati finanziari ................................................................................................................ 7
3.1 Distinzione tra moneta e titoli ................................................................................................... 7
3.2 La scelta di detenere titoli o moneta ......................................................................................... 7
3.3 La determinazione della domanda di moneta ............................................................................ 8
3.4 La determinazione del tasso di interesse: ................................................................................ 8
3.5 Politica monetaria, operazioni di mercato aperto e mercato dei titoli ....................................... 9
3.6 La determinazione del tasso di interesse: ................................................................. 9 =
3.7 La determinazione del tasso di interesse: ................................................................. 10 =
4 I mercati dei beni e delle attività finanziarie: il modello IS-LM ............................................ 11
4.1 Le determinanti dell’investimento ............................................................................................ 11
4.2 Domanda e offerta di beni, la relazione IS e la curva IS ............................................................. 11
4.3 Domanda e offerta reali di moneta, la relazione LM e la curva LM ............................................ 11
4.4 L’equilibrio nel modello IS-LM .................................................................................................. 12
4.5 Politica fiscale .......................................................................................................................... 12
4.6 Politica monetaria .................................................................................................................... 12
4.7 Un mix di politica economica .................................................................................................... 13
4.8 Il modello IS-LM e la trappola della liquidità ............................................................................. 13
4.9 Il modello IS-LM in formule ...................................................................................................... 13
4.10 Introdurre la dinamica del modello IS-LM ................................................................................. 14
5 I mercati dei beni e i mercati finanziari in economia aperta ................................................ 15
5.1 Le tre distinte nozioni di apertura di un’economia .................................................................... 15
5.2 Il tasso di cambio nominale (E) ................................................................................................. 15
5.3 Il tasso di cambio reale () ........................................................................................................ 15
5.4 La bilancia dei pagamenti, il conto corrente e il conto capitale ................................................. 16
5.5 La scelta tra attività finanziarie nazionali ed estere .................................................................. 16
5.6 Uno sguardo più attento alla parità dei tassi di interesse .......................................................... 17
5.7 Domanda nazionale di beni e domanda di beni nazionali .......................................................... 17
5.8 Le determinanti delle esportazioni e delle importazioni ........................................................... 17
5.9 L’equilibrio, la bilancia commerciale e il moltiplicatore ............................................................ 18
5.10 Un riesame dell’equilibrio nei mercati reali e finanziari ............................................................ 18
5.11 Il modello IS-LM in economia aperta ........................................................................................ 18
1 Il PIL, Prodotto interno lordo
1.1 Definizioni e misure del PIL
Vi sono tre modi di definire e misurare il PIL. Ciascuna definizione produce lo stesso valore del PIL.
- Il PIL è il valore dei beni e dei servizi finali prodotti nell’economia in un dato periodo di tempo;
- Il PIL è il valore aggiunto totale, di ogni produttore, nell’economia in un dato periodo di tempo. Il valore aggiunto, ad un certo stadio della produzione, è pari al valore della produzione al netto del valore dei beni intermedi (escluso il lavoro) usati in quel particolare stadio del processo produttivo. Il valore aggiunto è l’aumento di valore, rispetto ai beni intermedi, che si realizza nel processo produttivo;
- Il PIL è la somma dei redditi di tutta l’economia in un dato periodo di tempo. La differenza tra il valore della produzione finale di un’impresa e il valore dei beni intermedi deve prendere almeno una delle seguenti forme: (i) retribuzioni ai lavoratori; (ii) profitti alle imprese; (iii) imposte indirette al governo.
1.2 PIL reale e nominale
- Il PIL nominale nell’anno t è semplicemente la somma delle quantità dei beni e dei servizi finali prodotti nell’anno t, moltiplicate per i loro prezzi correnti. Per questo il PIL nominale è anche chiamato PIL a prezzi correnti;
- Il PIL reale nell’anno t è la somma delle quantità dei beni e dei servizi finali prodotte nell’anno t, moltiplicate per i prezzi degli stessi beni e servizi in un particolare anno, chiamato anno base. Il PIL reale nell’anno t sarà quindi il valore dei beni e servizi finali prodotti nell’anno t e misurati ai prezzi dell’anno base. Il PIL reale è anche chiamato PIL a prezzi costanti.
1.3 Definizione e costruzione del tasso di disoccupazione (u)
Il tasso di disoccupazione rappresenta la percentuale della forza lavoro che non è impiegata. In particolare u = U/L, dove U è il numero di individui disoccupati, L è il numero di individui che compongono la forza lavoro (cioè il numero di disoccupati più il numero di occupati, L = U + N). Per essere considerato disoccupato un individuo: (i) non deve avere un lavoro e (ii) deve avere cercato un lavoro nelle prime quattro settimane.
Il tasso di partecipazione è definito come il rapporto tra la forza lavoro e la popolazione in età lavorativa. Un elevato tasso di disoccupazione è generalmente associato ad un basso tasso di partecipazione. Questo perché quando il tasso di disoccupazione è zero, un maggiore numero di disoccupati esce dalla forza lavoro, accrescendo il numero dei lavoratori scoraggiati.
1.4 Il deflatore del PIL e l’indice dei prezzi al consumo (IPC)
Il deflatore del PIL nell’anno t è definito come il rapporto tra PIL nominale e PIL reale nell’anno t: . = ,-
Il deflatore del PIL fornisce il prezzo medio di tutti i beni e servizi finali inclusi nel PIL.
L’indice dei prezzi al consumo (IPC) misura il prezzo di un paniere di beni e di servizi rappresentativo di un tipico consumatore urbano.
Il deflatore del PIL e l’IPC possono essere usati per calcolare il tasso di inflazione. Il tasso di inflazione.-/.012 nell’anno t (usando il deflatore del PIL) è pari a ..012
1.5 Perché studiamo l’inflazione e la disoccupazione?
Studiamo la disoccupazione per due ragioni principali. Il tasso di disoccupazione indica se l’economia sta operando al di sopra o al di sotto del suo livello normale, in tal modo fornendo indicazioni su quale sia il tasso di crescita della produzione desiderabile. Il tasso di disoccupazione e la natura della disoccupazione sono indicatori della misura della perdita di benessere di coloro che sono disoccupati.
Studiamo l’inflazione per quattro ragioni principali. L’inflazione può modificare la distribuzione del reddito (ad esempio, un aumento dell’inflazione può generare una riduzione del valore reale dei redditi, se questi sono stimati in termini nominali). L’inflazione può causare variazioni dei prezzi relativi, e quindi distorsioni. Se le diverse fasce d’imposta non tengono conto dell’inflazione, quest’ultima può generare distorsioni legate al fatto che le persone slittano da una fascia alla successiva semplicemente per effetto dei prezzi. Come risultato dei punti precedenti, l’inflazione genera incertezza e questo ha effetti negativi sull’attività economica.
1.6 La determinazione della produzione
- Nel breve periodo, le variazioni della produzione dipendono principalmente dalle variazioni nella domanda di beni e servizi;
- Nel lungo periodo, le variazioni della produzione dipendono principalmente dai fattori che operano dal lato dell’offerta, come lo stock di capitale, la forza lavoro e lo stato della tecnologia;
- Nel medio periodo, sia fattori dal lato della domanda sia dal lato dell’offerta contribuiscono a determinare le variazioni della produzione.
2 Il mercato dei beni
2.1 Interazione tra domanda, produzione e reddito aggregati
Per comprendere l’interazione tra produzione, reddito e domanda bisogna supporre che, partendo da una situazione di equilibrio, si verifichi, ad ogni livello di reddito, un aumento della domanda, ad esempio un aumento della spesa pubblica.
- Le imprese rispondono alla maggiore domanda aumentando la produzione. Inoltre il reddito equivale alla produzione;
- L’aumento del reddito provoca un ulteriore aumento della domanda perché gli individui accrescono i loro consumi;
- Questo processo continua finché non viene raggiunto il nuovo livello di equilibrio della produzione.
2.2 Le componenti del prodotto interno lordo
Per meglio comprendere le componenti che costituiscono il prodotto interno lordo è utile pensare ai differenti attori nell’economia.
- Consumo: è la parte più grande del PIL e rappresenta l’acquisto di beni e servizi da parte delle famiglie. Alcuni di questi beni e servizi sono prodotti all’estero;
- Investimento: rappresenta gli acquisti di macchinari e stabilimenti da parte delle aziende e l’acquisto di immobili da parte delle famiglie;
- Spesa pubblica: costituisce gli acquisti di beni e servizi fatti dal governo a livello sia centrale che regionale;
- Esportazioni nette: è la differenza tra le esportazioni e le importazioni. Un modo alternativo per identificare le esportazioni nette è la bilancia commerciale e di solito si parla di avanzo/disavanzo della bilancia commerciale;
- Scorte: si tratta della parte residuale e si riferisce alla differenza tra produzione e vendita (domanda). L’investimento in scorte può essere sia positivo (la produzione è maggiore delle vendite) che negativo (la produzione è minore delle vendite).
2.3 La distinzione tra variabili esogene e endogene
Una variabile endogena è una variabile che è determinata all’interno del modello. Normalmente, la produzione (Y) è una variabile endogena. Una variabile esogena è una variabile che consideriamo come data (ossia determinata al di fuori del modello). Cambiamenti nelle variabili esogene (ad esempio cambiamenti nella fiducia dei consumatori) determineranno cambiamenti nelle variabili endogene. Cambiamenti nelle variabili endogene, al contrario, non causeranno cambiamenti nelle variabili esogene.
2.3.1 La funzione del consumo
Assumiamo che il consumo sia una funzione crescente del reddito disponibile: un incremento del reddito disponibile causa un aumento del consumo. C è descritto dall’equazione di comportamento , = + dove e sono entrambi parametri. rappresenta l’effetto di una data variazione del reddito disponibile : ; ; sul consumo.
Ad esempio, se un aumento di 1€ nel reddito disponibile fa crescere il consumo di = 0,85, 85 centesimi. è chiamata propensione marginale al consumo. Poiché ogni variazione del reddito disponibile si ripartisce tra consumo e risparmio: per questa ragione, è maggiore di 0 e minore di 1. rappresenta il livello di consumo quando è nullo. Per sostenere un livello di consumo positivo quando il loro reddito disponibile è nullo, gli individui riducono i loro risparmi oppure prendono a prestito. è a v