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Capitolo 13: Nuovi contributi all’analisi dell’impresa e dell’organizzazione del mercato

La teoria neoclassica si è sempre interessata all’attività dell’impresa tramite l'analisi dell’aspetto tecnico logico della produzione, inoltre la teoria neoclassica introdusse un equilibrio di mercato inteso come l’incontro della domanda e dell’offerta, sia i consumatori che le imprese puntano alla massimizzazione del profitto.

Teoria delle funzioni di impresa

Fu ipotizzata da Stigler nel 1951. Questa teoria si basa su due ipotesi: le funzioni dell'impresa non sono tra di loro correlate quindi presentano sinergie nulle; c’è una proporzione sempre costante tra il tasso di output di ogni funzione e quello di input per questo i costi marginali sono costanti. Si può quindi dire che il prodotto marginale ha valori più elevati del prodotto medio fino al punto in cui quest'ultimo raggiunge il massimo; lo eguaglia in questo punto e poi mostra valori sempre più bassi rispetto a quelli del prodotto medio (questo perché si ipotizza un andamento costante tra l’output e l’input quindi il costo marginale è costante mentre quello medio presenta un tipico andamento ad “U” influenzato dai costi di approvvigionamento delle materie prime e dai costi di distribuzione). Si può ricavare il costo medio finale del prodotto come somma dei costi medi delle funzioni dell’impresa.

Se l’impresa dovesse crescere di dimensioni sfrutterebbe i rendimenti crescenti di scala siccome sarebbe in grado di utilizzare macchinari migliori e assumere personale più specializzato.

Esternalizzazione

Per crescere l’impresa potrebbe esternalizzare le fasi di lavoro che rallentano la sua crescita cioè dare queste fasi ad imprese esterne. Questo problema potrebbe essere risolto da Coase che ha stabilito che l’impresa è un’organizzazione economica che offre beni o servizi in un mercato utilizzando risorse umane e capitale, inoltre è un’istituzione che si evolve nel tempo. La teoria delle funzioni è un passo avanti rispetto alla neoclassica perché considera una pluralità di forme organizzative; la teoria presenta il limite di non tenere conto nella sua analisi dei costi di governo e delle relazioni contrattuali.

Nell’esternalizzare i propri processi l’impresa deve tenere conto dei costi di transizione, secondo Coase quando questi costi sono positivi l’impresa esiste, mentre quando sono nulli non esiste. La soluzione di Coase e Stigler prevede che l’impresa deve cercare di produrre ad un costo inferiore rispetto a quello di acquisto sul mercato.

Nella teoria delle funzioni si introduce una visione multifunzionale delle imprese nel quale le imprese non sono più soggetti che offrono beni e servizi solo ai consumatori finali; si comportano come acquirenti di beni e servizi con precisi obiettivi. Per questo il concetto di domanda ora comprende sia i beni finali richiesti dai consumatori finali che quelli semilavorati richiesti dalle altre imprese. A questo proposito il termine scambio viene sostituito da quello di rapporto contrattuale e di transazione. Il contratto che si instaura tra le parti è alla base delle transazioni e inoltre si ha una tutela del tribunale per risolvere le controversie.

I costi di transazione

Secondo l’analisi fornita da Williamson sono di 4 tipologie:

  • Costi di ricerca e di selezione del partner più adatto ad una determinata transazione;
  • Costi di negoziazione, ossia quelli necessari per giungere ad un accordo circa i termini della transazione stessa;
  • Costi di controllo sull’esecuzione della transazione, per assicurarsi che la controparte si attenga scrupolosamente ai termini del contratto;
  • Costi sostenuti per l’imposizione della transazione in caso di non osservanza dell’accordo stipulato.

Caratteristiche della natura umana

Vengono considerate per capire quali siano le strutture più efficienti al fine di minimizzare i costi di transazione:

  • Capacità cognitiva dell’individuo: inteso come comportamento razionale, ossia la capacità di formulare e risolvere problemi complessi. Tale razionalità, tuttavia, è limitata, in quanto si ipotizza che non tutti i soggetti dispongono della stessa quantità di informazioni in termini contrattuali.
  • Comportamento opportunistico: ossia che il soggetto ricerchi sempre il proprio interesse anche con l’astuzia, la frode e l’inganno.
  • Bisogno di riconoscimento: ossia della stima, prestigio, successo personale e tutti gli elementi extra economici che si aggiungono al prodotto economico.

L’obiettivo dell’impresa è quello di minimizzare i costi di produzione e i costi di transazione, per questo dovranno decidere se:

  • Attuare un’integrazione verticale delle proprie funzioni produttive eliminando i costi delle transazioni (make).
  • Esternalizzare le funzioni ottenendole in via contrattuale dal mercato (buy).

In questo modo applicano una strategia di make or buy che permette all’imprenditore di capire se conviene di più produrre internamente una funzione o se acquistarla esternamente.

Caratteristiche della transazione

Gli elementi che compongono questo make or buy si riconducono a tre ben precise caratteristiche della transazione:

  • Specificità delle risorse oggetto della transazione, ossia quelle che comportano degli investimenti durevoli. Il valore di queste risorse diventerebbe di molto inferiore se, in quanto sono specifiche e in seguito alla risoluzione prematura del contratto, esse venissero destinate ad usi diversi o utilizzate da diversi utenti.
  • Incertezza: alla base di ogni transazione vi è una valutazione soggettiva delle singole informazioni. In condizioni di incertezza, queste informazioni non sono più disponibili e utilizzabili da tutti o, almeno, non più con lo stesso grado di affidabilità. Tali problemi si potrebbero evitare con una maggiore informazione. L’incertezza può avere diverse origini, pertanto si distinguono:
    • Incertezza "primaria": ossia riferita ad eventi casuali della natura o riferibili a cambiamenti improvvisi ed imprevedibili dei consumatori.
    • Incertezza "secondaria": ossia attribuibile all’assenza di comunicazione fra gli operatori economici che non permette di scoprire le decisioni del concorrente.
    • Incertezza "comportamentale": ossia la diretta conseguenza dell’opportunismo delle parti che volontariamente alterano le informazioni in modo falso o con minacce.
  • Frequenza delle transazioni: in quanto la maggior ripetitività delle transazioni consente di recuperare facilmente i costi degli investimenti effettuati per l’organizzazione.

I costi di transazione dipendono dalla specificità delle risorse, dall’incertezza e dalla frequenza con cui esse avvengono. In base alle diverse caratteristiche di esse:

  • L’impresa opta per l’acquisto (buy) quando non vi è una specificità delle risorse, vi è certezza nelle transazioni e quando esse sono poco frequenti;
  • L’impresa opta per la produzione interna (make) quando vi è una maggior specificità delle risorse, vi è incertezza nelle transazioni e quando esse sono molto frequenti.

Capitolo 14: L’incertezza e l’informazione

In presenza di asimmetrie informative (condizione in cui un'informazione non è condivisa integralmente fra gli individui facenti parte del processo economico) le forze di mercato non possono allocare in modo efficiente le risorse disponibili. Un altro elemento che può ostacolare il processo decisionale è l’incertezza che influenza sul processo decisionale degli operatori economici i quali devono tenere in conto di grandezze economiche non ancora note.

Essa ha due componenti fondamentali:

  • Una soggettiva, collegata ai limiti della capacità cognitive dei soggetti economici o al comportamento opportunistico che si verifica attraverso la distorsione internazionale dei dati empirici.
  • Una oggettiva in quanto rappresenta la sorte degli eventi naturali.

L’informazione implica due aspetti. Il primo è che essa può essere scambiata ad un certo prezzo come se fosse una merce e questo favorisce la creazione di economie di scala che comportano l’allontanamento dalla situazione concorrenziale. Essa è inappropriabile poiché chi la possiede non la perde e se diffusa diviene un bene pubblico. Il secondo aspetto dipende dal fatto che gli individui hanno differenti informazioni e ciò determina due importanti conseguenze a seconda che le parti abbiano interessi coincidenti o divergenti, ossia che prendano in considerazione rapporti cooperativi, in questo caso la differenza di informazione genera problemi di comunicazione o non cooperativi, in questo caso fra le parti si generano incentivi per l’acquisizione privata dell’informazione che rappresenta una fonte di vantaggio.

Agency problem

Nel contratto d’agenzia si presentano due soggetti l’agent e il principal. L’agent ha il compito di promuovere un prodotto per conto del principal stabilendo una retribuzione, la parte residua di guadagno è il profitto del principal. Tutto ciò è contenuto in un contratto, il cui compenso deve essere incentivante per indurre l’azione dell’agent a raggiungere l’obiettivo voluto dal principal. Il rapporto principal-agent diventa problematico quando nei casi di incertezza l’informazione dei due contraenti è diseguale.

A tal proposito si distinguono due situazioni:

L’azione nascosta

Definito da Arrow, l’azione nascosta, fa l’ipotesi che l’azione dell’agent non sia direttamente osservabile dal principal e quindi il risultato finale sia esclusivamente determinato dall’azione dell’agent. Il risultato è una variabile X, dipende dall’azione dell’agent e dalla moltitudine degli eventi casuali della natura. Il compenso dell’agent sarà variabile, dipende dal suo operato. I 2 contraenti adottano un comportamento per massimizzare la funzione di utilità una volta che il principal definisce la regola del compenso in relazione al risultato conseguito, l’agent potrà massimizzare il risultato in relazione al compenso. Il principal può indirettamente controllare l’operato dell’agent anche se è l’agente che sceglie direttamente l’azione.

Con il concetto di rischio si può notare il rapporto tra i 2 soggetti che evidenzia 2 problematiche:

  • Semplice condivisione del rischio: i contraenti sono avversi al rischio, oltre alla definizione dei compensi si potrebbe definire anche una seconda regola di ripartizione dei rischi connessi all’azione dell’agent, se lui fosse indifferente al rischio il principal potrebbe scaricare tutti gli oneri derivati dalla sua azione, quantifica l’ammontare del rischio e trattiene a sé una quota di reddito, il reddito dell’agent sarebbe composto da un compenso lordo comprendente il rischio dell’azione.
  • Condivisione del rischio in presenza di asimmetrie informative: considera la presenza di asimmetrie informative e si crea il TRADE-OFF, tra compensi ed efficienza del sistema.

Ecco la definizione di agency problem. La caratteristica fondamentale è che il principal non può valutare l’azione dell’agent e non può stabilire un compenso che sia allo stesso tempo incentivante ed efficiente.

L’informazione nascosta

Nel caso di informazione nascosta l’agent e il principal hanno diverse informazioni riguardo alla caratteristica del contratto, l’agent decide la propria azione sulla base delle sue osservazioni. L’azione può essere osservabile dal principal ma non può essere in grado di comprendere se rappresenti o meno l’azione più appropriata ed efficiente, visto che non conosce tutte le possibili alternative dell’agent. Uno dei casi più studiati è quello dell’economia socialista pianificata dove le unità produttrici sono in possesso di informazioni sulle proprie possibilità produttive, molto spesso non vengono comunicate all’apparato centrale. L’agency problem, nella selezione avversa, è quello di stabilire a priori un sistema di incentivi e compensi che si dimostri successivamente inefficiente, le informazioni scambiate fra le parti provocano distorsioni delle scelte e dei risultati.

Asimmetria informativa

La recente letteratura economica fornisce argomentazioni solide per giustificare come il comportamento degli operatori economici porti al fallimento del mercato quando si è in presenza di asimmetrie informative. Vi sono due possibili casi:

Selezione avversa

Essa coincide con la situazione di informazione nascosta. Definisce una situazione nella quale il principal non dispone di tutte le informazioni rilevanti per l’azione mentre l’agent le utilizza per selezionare l’azione. Se l’azione dell’agent e il risultato finale sono osservabili da entrambe le controparti, il principal non può sapere se l’azione scelta dall’agent era efficiente in relazione alle informazioni possedute, si presenta quindi una situazione di opportunismo proposta da Williamson nella quale l’agent ha delle informazioni che non comunica al principal. In presenza di asimmetrie informative il risultato è meno efficiente rispetto a quello che sarebbe se l’informazione fosse uguale per entrambe le parti.

Un simile comportamento dei compratori, nel quale si presentano delle asimmetrie informative crea un incentivo per i venditori opportunisti a collocare sul mercato prodotti scadenti o largamente conosciuti mentre disincentiva prodotti di qualità o innovativi perché il venditore conosce perfettamente i beni, il compratore invece sa che la qualità può essere alta o bassa. Egli non sarà disposto a pagare un prezzo alto quando il rischio di acquistare un bene di cattiva qualità è elevato. Dal lato dell’offerta il venditore conosce perfettamente la qualità del bene, se essa è alta, è lecito che il venditore voglia farlo se il prezzo è sufficientemente alto. A causa della distribuzione asimmetrica dell’informazione, potrebbe accadere che uno dei due mercati fallisca nel realizzare lo scambio. Quando il rischio degli acquirenti è alto, il prezzo da loro offerto non compensa i venditori di alta qualità. Ciò provoca la scomparsa dei beni di alta qualità dal mercato e si ritroveranno solo beni di bassa qualità. Vi è la possibilità di uscire da questa situazione solamente se i venditori siano così sicuri della loro qualità da offrire una garanzia, il compratore può interpretare una simile offerta come un segnale inequivocabile della qualità dei beni venduti. Possiamo allora concludere che, in assenza di un adeguato sistema di comunicazione e di trasmissione dell’informazione, risulta più remunerativo produrre con criteri qualitativi inferiori o allineati alla media del mercato a danni dei produttori di beni di alta qualità. Il modello si può applicare anche a situazioni in cui vi sono produttori che rispettano norme e regolamenti in materia sindacale e fiscale e produttori che operano con frode ed eludono il fisco. I costi della disonestà non consistono solo nella frode, ma anche nella perdita di valore sociale attribuita al venire meno delle attività economiche legittime.

L’azzardo morale

Strettamente collegato all’azione nascosta è invece il fenomeno di azzardo morale, ovvero una situazione in cui il principal e l’agent hanno in comune le stesse informazioni fino a quando l’agent sceglie l’azione e il principal può osservare solo il risultato e non l’azione scelta dall’agent. Il principal pertanto non può distinguere se un risultato sia effetto di una decisione dell’agent o della casualità degli stati della natura. Ogni contratto che non elimina elementi di incertezza deve essere controllato da entrambe le parti per evitare che una delle due parti acquisisca un vantaggio informativo sull’altra. Un tale controllo è una garanzia per l’equa ripartizione dei benefici della transazione e la massimizzazione del benessere sociale e individuale.

L’incertezza lega la mano invisibile

L’incertezza rende impossibile l’azione della mano invisibile secondo la quale il sistema economico si aggiusta da solo senza la necessità di un intervento da parte dello Stato. In condizioni di incertezza il parametro cruciale per determinare l’aggiustamento del mercato è la reattività delle azioni intraprese dagli individui. Esse non sono però prevedibili per cui non è possibile identificare e programmare l’azione ottimale senza conoscere la condizione di equilibrio del mercato. L’incertezza non permette questo: si possono fare stime o probabili tendenze, ma non si è mai sicuri del risultato finale, per cui bisogna aspettare l’esito finale per capire se la scelta adottata dal singolo è stata vincente, ottimale. Inoltre le condizioni di incertezza non assicurano che la scelta dell’imprenditore sia quella ottimale, se non avrà successo cercherà di capire il motivo dell’errore aggiustando il suo comportamento, questo aggiustamento dipenderà dalle condizioni di entrata nel mercato. Se non vi sono barriere, l’aggiustamento individuale troverà pochi ostacoli e facilmente un punto di equilibrio nuovo. Il caso estremo è quello di monopolio, dove avremo tanti equilibri sub-ottimali non stabili e non un unico equilibrio. Al contrario, se le barriere sono irrilevanti come nella concorrenza perfetta, l’aggiustamento individuale sarà quasi immediato.

Capitolo 15: La determinazione del reddito nazionale

Il comportamento del sistema economico può essere analizzato nel suo insieme attraverso individuando due variabili rilevanti come:

  • Reddito nazionale: è la somma dei redditi distribuiti alle imprese e agli individui che hanno fornito i fattori della produzione (capitale, lavoro) alle attività produttive, in un determinato periodo di tempo e in un determinato paese. La produzione dei beni/servizi implica sempre la remunerazione dei fattori produttivi ai relativi proprietari (lavoratori, imprese, enti pubblici) per la loro partecipazione diretta o indiretta: i salari ai lavoratori, i dividendi agli azionisti, i profitti trattenuti.
  • Livello generale dei prezzi: è fornito dalla media dei prezzi delle merci.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fpxdrt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Valeriani Elisa.
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