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Concetti Chiave

  • Adolf Hitler è visto come una figura carismatica ma instabile, il cui operato storico è segnato dalla follia e dalla lucidità del suo programma di annientamento.
  • Il "Mein Kampf" del 1925 espone le teorie fondamentali della superiorità razziale tedesca e giustifica il dominio su altre razze, delineando il piano di espansione territoriale.
  • I pilastri dell'ideologia nazista si basano sull'antisemitismo e sulla persecuzione razziale, con leggi che privano gli ebrei dei diritti e culminano nella "soluzione finale".
  • Hitler sostiene che i mali del mondo siano causati dall'ebraismo, presentando una visione biologica delle razze e definendo gli ebrei come una razza maligna e inferiore.
  • Le leggi di Norimberga intensificano la discriminazione, escludendo gli ebrei dalla comunità nazionale e portando all'annientamento sistematico delle loro comunità.

Qual è la follia di Hitler?

In ambito storico, comunque, il tema della follia è maggiormente collegabile alla figura, instabile e allo stesso tempo carismatica di Adolf Hitler.

Il programma di annientamento

La politica antisemita, l'orrore dell'olocausto, la persecuzione anticomunista, facevano parte di un programma accuratamente organizzato il cui tentativo era quello di disumanizzare questi uomini, spogliarli della loro libertà e dignità, renderli schiavi della superiorità tedesca, ed infine privarli della vita stessa. È proprio in questo "progetto di annientamento" che consiste la lucida follia di Hitler.

Le teorie del Mein Kampf

Questo programma era già stato delineato in gran parte nel "Mein Kampf" ('la mia battaglia"), scritto e pubblicato intorno al 1925. Le teorie esposte si articolavano in cinque punti fondamentali:

1. Il concetto di razza: i Tedeschi avevano il diritto di affermare la superiorità della razza tedesca, discendente di quella ariana e per questo la più pura.

2. La difesa della razza: essendo la “razzapadrone”, i Tedeschi dovevano dominare il mondo e le “razze schiave”. Inoltre dovevano preservare la purezza della razza, instaurando l’obbligo ai Tedeschi di sposarsi solo tra loro. Furono sterminati i malati di mente, le persone deboli, gli infermi e chiunque fosse un portatore di handicap.

3. La comunità razziale: lo Stato nazista doveva espandersi sino a creare una comunità che abbracciasse tutti i tedeschi puri nel mondo.

4. Il culto della personalità: era un principio già presente nella dittatura fascista e in quella comunista. Il Capo era l’incarnazione di tutte le virtù e del principio di autorità, per cui bisognava sottostare ai suoi ordini.

5. Lo spazio vitale: i Tedeschi avevano il diritto di espandersi e di conquistare

l’egemonia in Europa, fino ad estendersi verso est in Polonia,

Cecoslovacchia e Russia.

Benché non esistessero fondamenti scientifici, Hitler affermava con grande sicurezza la superiorità della Germania e la purezza della suo popolazione, ricavando tali concetti dalla "Germania" di Tacito, libro scritto durante il primo secolo dell'Impero Romano.

I pilastri dell'ideologia nazista

I pilastri della follia di questo personaggio e, quindi, dell’ideologia nazionalsocialista sono l’antisemitismo e le persecuzioni razziali. Inizialmente i provvedimenti persecutori contro gli ebrei si mantengono sul piano economico e lavorativo, per poi passare progressivamente all’emarginazione, all’esclusione da università, cariche pubbliche e giornali. Con le leggi di Norimberga si ha un netto inasprimento della discriminazione razziale: gli ebrei vengono dichiarati estranei alla “comunità nazionale” e, quindi, privati della cittadinanza tedesca, perdendo ogni tipo di diritto. Poco più tardi verrà avviata la “soluzione finale”, consistente nell’annientamento e nello sterminio delle comunità israelitiche. Nei campi di concentramento, oltre ai comunisti, agli oppositori, ai cattolici, ai democrati, troviamo un numero sempre più crescente di ebrei.

La teoria razziale di Hitler

Hitler formulò un vero e proprio discorso sulla razza: i mali del mondo (comunismo, capitalismo) sono dovuti all’ebraismo. Il führer sostiene la tesi per la quale i mali provengono dagli ebrei non solo su basi ideali, ma anche biologiche: teoria biologica per la quale i diversi ceppi sono diversi gli uni dagli altri per elementi biologici e non solo culturali. Gli ebrei non hanno patria, sono avidi di denaro, legati al commercio e hanno contribuito alla diffusione del comunismo e per questo motivo sono una razza maligna, inferiore e devono essere eliminati.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale obiettivo del programma di annientamento di Hitler?
  2. Il programma di annientamento mirava a disumanizzare gli individui considerati inferiori, privandoli della libertà, dignità e infine della vita stessa, come parte della lucida follia di Hitler.

  3. Quali sono i cinque punti fondamentali esposti nel "Mein Kampf"?
  4. I cinque punti fondamentali includono il concetto di razza, la difesa della razza, la comunità razziale, il culto della personalità e lo spazio vitale, tutti volti a giustificare la superiorità tedesca e l'espansione territoriale.

  5. Come si manifestò l'antisemitismo nell'ideologia nazista?
  6. L'antisemitismo si manifestò attraverso provvedimenti economici e lavorativi, emarginazione, esclusione dai diritti civili e culminò con la "soluzione finale", che portò allo sterminio delle comunità ebraiche.

  7. Quali erano le conseguenze delle leggi di Norimberga?
  8. Le leggi di Norimberga inasprirono la discriminazione razziale, dichiarando gli ebrei estranei alla comunità nazionale e privandoli della cittadinanza tedesca e dei diritti fondamentali.

  9. Qual è la visione razziale di Hitler riguardo agli ebrei?
  10. Hitler sosteneva che gli ebrei fossero la causa dei mali del mondo, considerandoli una razza maligna e inferiore, legata al commercio e responsabile della diffusione del comunismo, giustificando così la loro eliminazione.

Domande e risposte

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