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Concetti Chiave

  • Locke sostiene che l'intelletto umano è un "foglio bianco", rifiutando l'innatismo e affermando che tutte le idee derivano dall'esperienza.
  • La conoscenza si divide in due tipi: sensazione, che raccoglie percezioni attraverso i sensi, e riflessione, che elabora le idee generate dalla sensazione.
  • Le idee possono essere semplici, che entrano nella mente in modo diretto, o complesse, che sono formate dall'unione di più idee semplici senza possibilità di invenzione.
  • Locke distingue tra qualità primarie, reali e inseparabili dai corpi, e qualità secondarie, che sono sensazioni prodotte dalle qualità primarie senza somiglianza diretta.
  • Secondo Locke, la conoscenza umana ha limiti: conosciamo solo le "essenze nominali", non avendo accesso alle "essenze reali" oltre le idee semplici.

La teoria delle idee di Locke

Locke riteneva che, una volta mostrato da dove l’intelletto ricavi tutte le idee, gli argomenti contro l’innatismo sarebbero stati accolti con maggior facilità. Si parla ora di idee, cioè l’oggetto dell’intelletto quando pensiamo. Rifiutato l’innatismo, non resta che supporre che la mente sia per così dire “un foglio bianco, privo di ogni carattere, senza alcuna idea”.

Qual è il rapporto tra esperienza e conoscenza?

Dall’esperienza si fonda tutta la nostra conoscenza, e essa può essere di due tipi:

a. Sensazione. Quando i sensi vengono a contatto con gli oggetti trasmettono alla mente le percezioni. La sensazione è un’impressione o un movimento che viene suscitato in quale parte del corpo e produce qualche percezione nell’intelletto.

b. Riflessione. Riflettendo sulle operazioni che riguardano le idee ottenute con la sensazione, la mente dispone di un insieme di idee che non potrebbero essere ricavate dalle cose esterne.

Idee semplici e complesse

Le idee poi, a loro volta, possono essere semplici e complesse. Le idee prodotte dalle cose entrano nella mente non mescolate, semplici. Una volta che l’intelletto immagazzina le idee semplici, può confrontarle e unirle in modi infiniti, formando così idee complesse, ma non può inventarne di nuove né distruggere quelle che ci sono già. Nel ricevere le idee semplici, l’intelletto è del tutto passivo, non è in suo potere rifiutarle quando si presentano. A ben guardare, nella maggioranza dei casi, le idee semplici di sensazione che sono nella mente non somigliano a qualcosa che è fuori di noi.

Qualità primarie e secondarie

La distinzione tra “qualità primarie” e “qualità secondarie” dei corpi e rilevante le prime si trovano realmente nei corpi e sono inseparabili da loro. Invece le qualità secondarie sono soltanto poteri che i corpi hanno di produrre in noi sensazioni per mezzo delle qualità primarie. Le idee prodotte dalle qualità primarie somigliano a queste qualità. Invece le idee prodotte dalle qualità secondarie non somigliano a nulla di ciò che le produce, ma corrispondono nei corpi soltanto a una certa massa, figura e movimento di parti impercettibili.

L'intelletto e le idee complesse

L’intelletto è invece attivo nel combinare tra loro più idee semplici dando luogo a idee complesse. Si tratta di modi (semplici, cioè ripetizione della stessa idea semplice; o complessi, cioè composizione di idee semplici diverse), relazioni (che hanno origine dal confronto di un’idea con un’altra) e sostanze. Queste ultime sono combinazioni di idee semplici che rappresentano cose particolari sussistenti di per sè (eg. uomo). La mente si accorge che un certo numero di idee semplici vanno costantemente insieme, e così le chiama con un solo nome, come se si trattasse di un’unica idea semplice e non di molte idee semplici messe insieme. Ma se ci chiediamo cosa sia questo qualcosa che chiamiamo sostanza non troviamo che risposte oscure e confuse.

Limiti della conoscenza umana

Nessuno di noi conosce le “essenze reali”. Quello che conosciamo è soltanto l’“essenza nominale”, cioè l’insieme delle qualità che una data cosa deve avere per essere chiamata in un dato modo. Locke sta qui indicando con chiarezza il limite della conoscenza umana: al di là delle idee semplici, non sappiamo nulla delle cose, cioè non abbiamo nessuna cosa dell’essenza reale, perché siamo privi di facoltà che ci consentano una simile conoscenza. Le idee semplici sono i confini del nostro pensiero.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Locke riguardo all'innatismo?
  2. Locke rifiuta l'innatismo, sostenendo che la mente è come un "foglio bianco" privo di idee innate, e che tutte le idee derivano dall'esperienza.

  3. Quali sono i due tipi di esperienza che Locke identifica come fondamento della conoscenza?
  4. Locke distingue tra sensazione, che coinvolge i sensi in contatto con gli oggetti, e riflessione, che riguarda le operazioni mentali sulle idee ottenute dalla sensazione.

  5. Come si differenziano le idee semplici da quelle complesse secondo Locke?
  6. Le idee semplici entrano nella mente in modo non mescolato e passivo, mentre l'intelletto può combinare queste idee semplici in modi infiniti per formare idee complesse.

  7. Cosa distingue le qualità primarie dalle qualità secondarie nei corpi?
  8. Le qualità primarie sono reali e inseparabili dai corpi, mentre le qualità secondarie sono solo poteri dei corpi di produrre sensazioni in noi, senza somigliare a ciò che le produce.

  9. Qual è il limite della conoscenza umana secondo Locke?
  10. Locke afferma che conosciamo solo le "essenze nominali", cioè le qualità necessarie per identificare una cosa, ma non le "essenze reali", poiché non abbiamo la facoltà di conoscere oltre le idee semplici.

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