Estratto del documento

Linguistica generale

Definizione e statuto della disciplina

La linguistica è lo studio del linguaggio generale della lingua e pertanto non si lega a una particolare lingua. Il linguista cerca di trovare delle modalità per catalogare i numerosi fenomeni linguistici che sono legati a tutte le lingue del mondo. Ovviamente questo richiede numerosi anni di lavoro se non addirittura secoli. Il linguista sa come riconoscere, analizzare, descrivere la maggior parte/tutte le lingue del mondo. Questo non significa che le sappia tutte, ma ci si aspetta ne conosca qualcuna. Quindi la linguistica è lo studio scientifico, la scienza del linguaggio umano. Analizza il sistema linguistico in un dato momento.

Esistono due tipi di linguistica:

  • Linguistica generale: si occupa di cosa sono, come sono fatte, come funzionano le lingue.
  • Linguistica storica: si occupa dell’evoluzione assunta dalle lingue nel tempo sia in avanti che a ritroso. Per esempio la linguistica storica studia come dal latino si sia arrivati alle lingue romanze o si studia partendo da attuali lingue slave, quale sia la lingua generatrice.

La linguistica generale studia le lingue storico-naturali, ovvero le lingue che sono state parlate e che si parlano oggi, ma non la loro evoluzione. Non si interfaccia con lingue inventate.

Il linguaggio verbale umano

È il principale mezzo di comunicazione di cui l’uomo dispone e quindi quello di cui fa più utilizzo. In senso lato tutto comunica qualcosa (es. un cielo nuvoloso comunica l’arrivo di pioggia). Dobbiamo fare una distinzione tra comunicazione e informazione. Nella comunicazione vi è l’intenzione da parte di un interlocutore vivente di trasmettere un messaggio. L’informazione invece può essere trasmessa anche da un oggetto, es. cartello, che non ha quindi intenzione di comunicare.

La comunicazione possiede due parametri fondamentali:

  • Intenzionalità, intenzione di comunicare
  • Motivazione, esistenza di una ragione/necessità di comunicare qualcosa.

I segni della comunicazione (parole) molto spesso non sono motivati, nel senso che nella comunicazione la scelta di un determinato segno (significante) non ha motivazione. Infatti, non esiste un senso per cui in italiano usiamo la parola albero e in inglese usiamo la parola tree, sono due convenzioni differenti adottate dalle due lingue.

I segni della comunicazione

Il sistema di comunicazione può essere in senso stretto (quello appena citato). Il segno si divide in due parti:

  • Espressione, ovvero la parte sensibile del messaggio, ciò che percepiamo con i nostri sensi.
  • Contenuto, ovvero la parte intenzionale del segno, dalla quale estrapoliamo o interpretiamo l’informazione.

Il sistema di comunicazione può essere anche in senso lato quando ciò che trasmette l’informazione è un essere non vivente (come una foto) e quindi non ha intenzione di comunicare.

I segni possono essere classificati in cinque categorie: Indici, segnali, icone, simboli, segni in senso stretto.

  • Indici: espressione e contenuto sono legati da un rapporto di origine naturale. Sono necessari e motivati, ma non intenzionali quindi non vi è la necessità di comunicare qualcosa. Ad esempio, in un cielo grigio l’indice sono le nuvole che possiamo interpretare come messaggio di pioggia. Ma il cielo non vuole comunicare nulla, siamo noi a interpretarlo.
  • Segnali: sono usati intenzionalmente ma hanno origine naturale, per esempio i segnali di fumo, da un segnale scaturisce l’intenzione di comunicare qualcosa.
  • Icone: sono usate intenzionalmente con intenzione comunicativa, non sono esattamente motivati, sono costruiti sulla similitudine tra ciò che sono e ciò che rappresentano. Un quadro per esempio è un'icona, una cartina, un cartello, un grafico, una foto (poiché non rappresenta la grandezza reale del soggetto). Anche l’imitazione di un verso animale è un’icona.
  • Simboli: si avvicinano alla comunicazione verbale. Il simbolo non è di tipo analogico né naturale, sono intenzionali e motivati. I simboli sono di tipo arbitrario e convenzionale. Si usano simboli accettati convenzionalmente. Per esempio dei simboli sono le bandiere, la scelta dei colori del semaforo attribuita al significato. Ma non solo, anche quando rispondendo al telefono diciamo "Pronto?" parliamo di simbolo, poiché stiamo comunicando l’intenzione a parlare.
  • Segni in senso stretto o linguaggio verbale umano è la principale forma di comunicazione umana attivata da un emittente intenzionale che ha come fine un ricevente intenzionale. Essi comunicano attraverso un codice (codice lingua), che è l’insieme di scelte convenzionali e regole attraverso le quali combiniamo i segni, leggiamo i segni.

La lingua come codice

Ogni lingua è un codice. Esiste quindi una differenza tra i vari codici lingua. Il linguaggio verbale umano ha diverse proprietà, ovvero:

  • Biplanarità, rapporto tra significante e significato dove il significante è percepibile fisicamente (lettere che compongono la parola) e il significato è l’immagine che si associa mentalmente a un significante. Il significato non è la realtà, sono la nostra visione mentale del significante.
  • Arbitrarietà, ovvero il rapporto di non motivazione. Abbiamo differenti tipi di arbitrarietà:
    • Arbitrarietà tra significante e significato, perché non vi è una motivazione precisa che spinga ad associare il significante cane al significato.
    • Arbitrarietà tra espressione e contenuto. Parliamo di triangolo semiotico.
    • Arbitrarietà tra forma e sostanza del significato, dove con il termine forma si intende la struttura e l’organizzazione del significato e per sostanza si intende il significato, la quantità di significati. Questo si fa in relazione con le altre lingue.
      es.
      • Italiano: Bosco, legno, legna
      • Francese: Bois, bois, bois
      • Tedesco: Wald, Holz, Holz
      Quindi in francese la forma bois ha una sostanza che corrisponde a tre forme e tre sostanze nella lingua italiana a due forme e due sostanze nella lingua tedesca. Non vi è una motivazione per la quale in italiano si usano tre forme e tre sostanze differenti o una forma e una sostanza in francese, è una scelta convenzionale dei vari codici lingua.
    • Arbitrarietà tra forma e sostanza del significante. Ogni lingua organizza secondo i propri criteri la scelta dei suoni, per esempio la quantità di vocali, la scelta dei toni. Per esempio in italiano la lunghezza delle vocali non produce variazione di significato, mentre in altre lingue come l’inglese l’allungamento delle vocali genera cambiamento di significato.
      es. ship-sheep.

Altra caratteristica delle lingue è la scomposizione

Esistono due livelli di scomposizione, o doppia articolazione.

  • Primo livello di scomposizione: il significante viene scomposto, trovando elementi con un significato (morfemi). Per esempio la parola cane può essere divisa in due morfemi: can- e -e, dove can significa "mammifero domestico.." mentre "-e" è un morfema con valore grammaticale. Entrambi i morfemi possono stare separati perché hanno un significato.
  • Secondo livello di scomposizione: la parola viene scomposta in morfemi scomposti a loro volta in fonemi che insieme ai precedenti formano un codice lingua "economico" perché con una serie di morfemi e fonemi limitata, l’uomo produce/è in grado di produrre parole pressoché infinite per principio della combinatorietà.

Altri principi della lingua

La linearità consiste nella successione di morfemi, fonemi, segni. L’ordine in cui sono disposte le parti del segno è fondamentale per la comprensione.
es. L’uomo ha spinto la donna - La donna ha spinto l’uomo.

Per linearità si intende anche che il segno si realizza e si sviluppa in una successione di tempo e di spazio.

L’onnipotenza semantica è la possibilità di esprimere qualsiasi concetto. Sarebbe più corretto parlare di plurifunzionalità o pluripotenza semantica. La lingua assolve numerose funzionalità, come quella di:

  • Esprimere un pensiero
  • Trasmettere informazioni
  • Instaurare, mantenere, regolare rapporti sociali
  • Manifestare sentimenti e stati d’animo
  • Risolvere problemi
  • Creare mondi immaginari

Riflessività, è una proprietà distintiva del codice lingua che gli permette di formulare messaggi su se stesso.

Distanziamento, la capacità della lingua di far riferimento a cose lontane nel tempo e nello spazio. Strettamente connessa a questa proprietà vi è la libertà da stimoli, ovvero l’elaborazione mentale concettuale che ogni individuo compie dei determinati segni linguistici.

Discretezza, ovvero la differenza tra le unità della lingua. Ogni unità discreta ha la sua corrispettiva corrispondente fonetica.

Produttività, intendiamo la capacità della lingua di creare sempre nuovi argomenti e nuovi messaggi. Questo è strettamente collegato alla doppia articolazione e all’onnipotenza semantica. Per il principio di produttività è possibile combinare in maniera illimitata delle unità di linguaggio che poi formano in unione con altre un messaggio dal numero di componenti pressoché infinito.
es. c a n e can-e parola cane frase: il cane corre unità di seconda unità di prima articolazione articolazione

Parliamo anche di ricorsività, ovvero il fatto che una regola linguistica può essere applicata alla frase precedentemente creata, e quindi da "il cane corre" possiamo formare "il cane corre nel prato verde".

Complessità sintattica

I messaggi linguistici possiedono un grado di complessità strutturale con gerarchie di rapporti tra elementi disposti linearmente (principio della linearità). La disposizione di questi elementi è significativa e prende il nome di complessità sintattica, che possiede alcuni aspetti, tra cui:

  • Ordine, cambiando l’ordine degli elementi il risultato muta.
  • Dipendenze e incassature, le incassature sono delle frasi unite al discorso con dei connettori che potrebbero rendere discontinuo il discorso. Le incassature assumono significato solo se legate alla frase principale. Le dipendenze hanno invece significato anche se prese singolarmente.
  • Equivocità, quando esistono corrispondenze di significati a un significante (es. la parola carica) o quando esistono corrispondenze di significanti a un significato (i sinonimi). es. viso, volto, faccia.

Tre dicotomie fondamentali

Nell’analisi linguistica facciamo riferimento alle cosiddette dicotomie, tre distinzioni che furono elaborate da Ferdinand de Saussure. La lingua è un codice che organizza un sistema di segni del significante fonico-acustico, arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi. Saussure individua tre dicotomie (suddivisioni) che costituiscono i principi generali per l’analisi linguistica:

  • La prima distinzione va fatta tra sincronia e diacronia. Questi termini indicano due condizioni in relazione all'asse del tempo. Per diacronia si considerano le lingue lungo lo sviluppo temporale, nella loro evoluzione storica. Serve a scovare l’etimologia di una parola e a spiegare perché le forme di una determinata lingua sono fatte in un certo modo. Per sincronia si considerano le lingue in base a come si presenta in un determinato momento agli occhi e all’esperienza dell‘osservatore. Serve a descrivere il significato che hanno oggi le parole e a spiegare com'è fatta e come funziona la lingua.
  • La seconda distinzione va fatta tra sistema astratto e realizzazione concreta. Il sistema astratto (langue o sistema o competenza) è l'insieme delle conoscenze mentali, delle regole interiorizzate insite nel codice della lingua che ci permettono di produrre messaggi e sono possedute da tutti i membri di una comunità linguistica. Questo sistema è dunque astratto, sociale e costante. La realizzazione concreta (parole o uso o esecuzione) è invece l’atto linguistico individuale: per essere messi in opera richiedono l’esistenza della langue. Questo sistema è invece concreto, individuale e mutevole. Per studiare la langue, i linguisti usano le parole, da cui ricavano le leggi del sistema.
  • La terza distinzione va fatta tra asse paradigmatico e asse sintattico.

Lingua parlata vs lingua scritta

I segni linguistici possono essere trasmessi per forme differenti: scritta, visiva, orale. La lingua parlata è prioritaria rispetto alla lingua scritta poiché:

  • Da un punto di vista antropologico poiché tutte le lingue sono parlate ma non tutte le lingue sono scritte.
  • Filogenetico, la scrittura si è sviluppata più tardi del parlato e gli uomini imparano prima a parlare e poi a scrivere.

La scrittura ha subito una forte evoluzione (caratteri cuneiformi-ideogrammi-alfabeto-) ci sono inoltre numerosi vantaggi nell’utilizzo della lingua parlata, infatti il canale fono-acustico:

  • Può essere adoperato in qualsiasi situazione ambientale in presenza di ossigeno
  • Non ostacola lo svolgimento di altre attività
  • È possibile localizzare la fonte di emittenza del messaggio
  • Produzione e ricezione avvengono contemporaneamente
  • La comunicazione parlata è più rapida ed efficace
  • È richiesta un’energia ridotta
  • Il messaggio può essere trasmesso simultaneamente a un grande gruppo di destinatari.

Non sempre la lingua parlata ha una priorità infatti in alcuni casi (atti ufficiali) ha la priorità la comunicazione scritta. È anche vero che nella comunicazione scritta esistono dei simboli universali e convenzionali.

Lo schema di comunicazione di Roman Jakobson

Elaborò uno schema basato su un evento comunicativo, tale schema permette di comprendere il modo in cui il messaggio viene trasmesso. Il messaggio può avere diverse funzioni e queste sono attribuite a diversi elementi. La lingua è trasmessa per tradizione all’interno di una società e di una cultura, e nonostante esista una componente innata del linguaggio, questa deve incontrare la componente culturale affinché la lingua madre si sviluppi correttamente. Il limite di età entro il quale deve avvenire il contatto è 11-12 anni. Esempio sono i ragazzi selvatici. Es Bird boy.

I livelli di analisi linguistica

In base ai principi della lingua distinguiamo quattro livelli di analisi:

  • Fonetica e fonologia = studio del significante
  • Morfologia = significante in quanto portatore di significato
  • Sintassi = significante in quanto portatore di significato
  • Semantica = significato

La Fonetica

La fonetica è la parte linguistica che si occupa dei suoni. È la scienza che studia i suoni prodotti e percepiti dagli esseri umani per comunicare verbalmente. Esistono diverse branche della fonetica e quella che noi studieremo è quella che si occupa di come vengono processati e prodotti i suoni. Essa si occupa della forma, del significante. L’unità minima di misura minima nello studio della fonetica sono i foni. Per parlare di fonetica dobbiamo essere in grado di scindere la lingua scritta dalla lingua parlata, la cui trascrizione fonetica viene effettuata mediante l’uso dell’IPA. Distinguiamo due tipi di parlato:

  • Ipoarticolato: quando si parla lentamente, il suono è esteso.
  • Iperarticolato: quando parliamo velocemente, si dice “mangiare le parole”, si stanno eliminando alcuni foni.

La fonetica ha numerose applicazioni, per esempio in psicologia, nel rapporto tra uomo e macchina.

L’apparato fono circolatorio

L’apparato fono circolatorio è l’insieme delle strutture che ci permettono di emettere suoni. Fanno parte dell’apparato fono circolatorio anche organi con funzioni principali differenti. Gli organi che lo costituiscono sono:

  • Polmoni e bronchi
  • Diaframma
  • Trachea
  • Laringe
  • Pliche vocali o glottide, sono due estroflessioni ricoperte di mucosa che in base alle loro vibrazioni producono suoni.
  • Faringe
  • Naso
  • Bocca, di cui:
    • Ugola
    • Velo palatino, viene anche chiamato palato molle, ha il ruolo di separare il cavo orale dal cavo nasale, per esempio durante la deglutizione.
    • Palato duro che si divide in anteriore, medio, posteriore
    • Denti
    • Alveoli, sono quello spazio di gengiva subito dopo gli incisivi
    • Lingua, che si divide in apice, dorso, radice
    • Labbra

Gli organi articolatori si dividono in mobili e fissi. Quelli fissi sono faringe, palato duro, alveoli, denti, mentre quelli mobili sono pliche, velo palatino, lingua, labbra. Ciò che permette di produrre i suoni è il meccanismo laringeo, il modo in cui le pliche vocali lavorano. Il meccanismo può essere attivo (quando le pliche vocali vibrano, si produrranno suoni sonori) e disattivo (quando le pliche vocali sono rilassate, si produrranno suoni sordi). Il modo in cui le pliche lavorano cambia anche a seconda di mormorio (dove le pliche sono aperte nella parte anteriore e debolmente chiuse in quella superiore) e nel bisbiglio (le pliche sono tenute strette ma non vibrano poiché vi è una debolissima apertura che permette il passaggio d’aria con una sola emissione di fiato). Esistono anche altri metodi articolatori, come la modalità apneumonica e la modalità avvulsiva (click). Per descrivere i suoni prodotti utilizziamo la tecnica dell’isolamento, dove a ogni fono corrisponde un’unità discreta che viene trascritta con uno o più segni grafici. Dalla necessità di trascrivere i foni di tutte le lingue nasce l’IPA.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 34
Linguistica generale: appunti Pag. 1 Linguistica generale: appunti Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale: appunti Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale: appunti Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale: appunti Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale: appunti Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale: appunti Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 34.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale: appunti Pag. 31
1 su 34
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziamelis55 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Scienze letterarie Prof.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community