Linguistica lezione iniziale: informazioni organizzative
Contenuti del corso
L'esame verte su:
- Diapositive delle lezioni (pubblicate sull'e-learning)
- Dispense di semantica (pubblicate sull'e-learning)
- Tutto il libro "L'animale parlante" di Nespor
- Libro "Introduzione alla sintassi. La teoria dei principi e dei parametri" di Cecchetto (solo dal Cap. 1 a 5)
*Gli articoli che pubblicherà su e-learning non vengono richiesti in esame.
→ L'esame sarà domande chiuse, 1 domanda aperta, 1 esercizio (albero sintattico; consiste nella rappresentazione sintattica di una frase ambigua).
Ci sarà la possibilità di fare invece degli appelli normali comprensivi di tutto il contenuto del corso, 2 prove in itinere, una a metà corso e una alla fine. Avranno la stessa struttura indicata sopra.
→ Il primo parziale sarà su fonetica, fonologia, morfologia e introduzione alla sintassi.
Per chi decide di fare le prove in itinere dovrà fare una breve relazione su un articolo di approfondimento di un argomento trattato durante il corso. Bisogna quindi scegliere un argomento di nostro interesse affrontato durante le lezioni e trovare un articolo che lo tratta e fare una relazione di massimo 3 pagine su di esso. Prima di fare la relazione scrivere al prof presentando l'argomento di interesse e l'eventuale articolo trovato. L'esposizione a lezione dell'articolo è facoltativa, l'importante è mandarla al Prof.
Linguistica lezione 1
Cap 1 e 2 di L'animale parlante
Introduzione
Reprise di filosofia del linguaggio: origine del linguaggio? Prodotto socio-culturale e cognitivo? Come gli uomini si possono accordare tra loro per istituire, ad esempio, determinate forme di governo, così si accordano per utilizzare una determinata lingua. Ci potremmo aspettare che il grado di complessità di una lingua specifica sia correlato al grado di complessità della società che la parla. Però ciò non spiega appunto come popolazioni completamente isolate e con un livello di organizzazione sociale compatibile a quello dell'età della pietra parlino lingue con complessità analoga alle lingue delle società industrializzate. Quando si parla di "complessità" di una lingua ci si deve riferire al suo dominio grammaticale specifico.
Come si misura la complessità di una lingua?
- Fonetica definisce come vengono rappresentati mentalmente i suoni linguistici (modello della rappresentazione mentale dei suoni linguistici). Conoscenze sistematiche su struttura, proprietà delle sequenze, pronuncia. Studia come i foni, i suoni del linguaggio possono essere fusi tra loro per formare delle parole e anche come vengono rappresentati mentalmente i suoni linguistici; la fonologia si occupa di una competenza che riguarda la composizione dei suoni per formare una parola. Es. la parola pala è formata da 4 suoni che si dividono in due sillabe. Le sillabe compongono le parole. Si occupa anche di come vengono rappresentati mentalmente questi suoni. Es. parola in + barca quando produco questa espressione fondo i suoni della prima parola con la seconda parola. La prima parola in prima era pronunciata con la n, messa di fianco alla parola barca prende il suono im. Es. In fiorentino a volte la c è aspirata. La parola (c)asa e casa sono due suoni diversi che però non hanno caratteristiche distintive differenti. A seconda del contesto le parole possono essere pronunciate con o senza c aspirata.
- Fonetica si occupa delle caratteristiche fisiche dei suoni linguistici (un suono non è altro che un movimento, una vibrazione dell'aria), ma anche delle caratteristiche articolatorie. Quindi si occupa di come vengono percepiti e di come vengono prodotti i suoni.
- Morfologia studio della struttura o forma delle parole, studia i processi di formazione delle parole e la loro struttura interna.
- Sintassi come le parole si combinano tra loro per formare delle frasi. Studio di
- Semantica come associamo significati alle espressioni formate da parole. Determina
- Pragmatica definisce come devono essere usate le parole all'interno di un certo contesto (situazione nella quale produciamo una certa frase).
Altri termini importanti
- Fonema: rappresentazione astratta di un segmento con funzione distintiva /c/
- Fono: suono che ha un valore linguistico [k] → Un fonema può suonare in modi diversi quindi: /x/ [x1], [x2], [x3]..
- Lessema: forme base, memorizzate nel ns. lessico mentale, da cui possiamo derivare parole ad esse associate
- Morfema: espressioni minime (più piccole di una parola) dotate di significato che modificano il significato di parole (lessemi o parole già composte). Ad esempio, in italiano, la parola INESPRIMIBILE è composta da diversi morfemi. Non tutte le parole sono scomponibili. Ad esempio bar, coca cola.
- Sillaba: Gruppo di suoni raccolti attorno ad un nucleo vocalico, secondo una scala di sonorità.
Spesso queste competenze/abilità linguistiche interagiscono tra di loro. Per esempio, la morfologia pone la sua attenzione sulla forma delle parole, mentre la sintassi si concentra sulla posizione delle parole nelle frasi: spesso la posizione che una parola occupa all'interno di una frase determinata la forma che la parola deve avere all'interno della frase (es. pronomi io e tu: 1) io ammiro te 2) tu ammiri me / te, tu è sempre l'ascoltatore. Hanno funzioni sintattiche differenti. Tu, io forma nominativa, la sintassi lo compone con altre parole in posizione di soggetto della frase.
Linguistica
Le lingue più complesse da un punto di vista morfologico spesso sono più semplici da un punto di vista sintattico e viceversa. Se ci fossero lingue maggiormente più complesse di altre ci aspetteremmo che abbiano processi di acquisizione più lenti. Attorno ai 4-5 anni i bambini di tutte le società acquisiscono abbastanza competenze linguistiche. Una lingua maggiormente complessa dovrebbe avere la capacità di trasmettere contenuti più ricchi e concetti astratti più complessi. Falso vedi ipotesi Everett. Le lingue non mostrano differenze di complessità formale ma a livello lessicale le lingue si differenziano tra di loro. Ci sono lingue che vengono usate prevalentemente in contesti informali, come i dialetti, oppure in contesti ufficiali. Le lingue possono variare nella dimensione del lessico, ma tale differenza non è comunque esagerata perché le varie lingue possono facilmente prendere in prestito la parola mancante da altre lingue. Infatti, anche le lingue informali prima di diventare tali erano dei dialetti (fiorentino - italiano). Oltre ad importare parole possiamo crearne di nuove, che esprimano il concetto a partire da parole già esistenti. I processi di composizione sono molto attivi nelle lingue germaniche, così l'inglese. Non ci sono perciò lingue più o meno complesse, hanno solo caratteristiche differenti.
Un'altra corrente ridefinisce il linguaggio come un organo. Secondo tale ipotesi gli individui sviluppano una capacità parte del loro patrimonio genetico e biologico. Se il linguaggio è una funzione organica allora ci aspettiamo che abbia delle caratteristiche tipiche di altre funzioni organiche, come iniziare a camminare, o tessere la tela per un ragno. Ci aspettiamo inoltre che abbia una componente innata e non derivi solo e unicamente dall'esperienza. Quindi ci aspettiamo che questa facoltà sia comparsa a un certo punto della storia dell'homo sapiens. Se assumiamo ciò si pone il problema della variabilità linguistica. Come conciliare l'ipotesi che il linguaggio sia determinato dal nostro corredo genetico con il fatto che ci siano 7117 lingue parlate nel mondo? Durante il corso di filosofia del linguaggio nel discutere le caratteristiche del linguaggio in ipotesi innatista abbiamo definito discretezza (combinare diversi elementi), gerarchia e ricorsione tra le caratteristiche più importanti. Il linguaggio è un'abilità distintiva dell'essere umano. Abilità naturale, caratteristica biologica della specie, no istruzione esplicita, inevitabilità di acquisizione, innatismo e universalità. Ci sono diverse lingue e quindi differenze di lessico e strutture grammaticali ma similitudini riconoscibili in tutte sul piano strutturale grammatica universale (Noam Chomsky).
→ Lingua scritta = lingua gestuale / da lingua scritta (convenzione sociale istruzione esplicita)
Linguistica lezione 2
Cap 3 di L'animale parlante
Fonetica
La Fonetica studia le proprietà articolatorie, acustiche e percettive. Ci sono più sistemi grammaticali che concorrono al funzionamento di una lingua. La nostra abilità fonetica è la più importante: siamo in grado di produrre, percepire suoni, comporre stringhe di suoni secondo determinate regole, rappresentare mentalmente questi suoni.
Suono
Il canale di trasmissione di una lingua è tipicamente l'aria (ma non solo, ad esempio c'è il sistema visuo-gestuale proprio delle lingue dei segni). Iniziamo descrivendo cos'è un suono: consiste in una serie di cambiamenti di pressione di un mezzo di propagazione (ad esempio l'aria) tra la fonte del suono e l'ascoltatore, che percepisce la perturbazione del mezzo di propagazione.
→ Suono: variazioni nella pressione dell'aria, acqua o un altro materiale (mezzo), causate da movimenti della sorgente del suono (un corpo in movimento).
Come si propaga il suono?
Possiamo immaginare una serie di istanti, una fonte sonora, un ascoltatore e un mezzo di propagazione. Il movimento di un diapason, ad esempio, va a urtare la molecola vicino al diapason, un istante dopo la molecola colpita ne colpirà un'altra e così via, finché la perturbazione del mezzo arriva agli organi percettivi dell'ascoltatore, che la percepisce come suono. Il movimento del suono è ondulatorio (andamento vibratorio), infatti parliamo di onde sonore. Le molecole colpite tornano poi al proprio posto di partenza. Nell'oscillogramma rappresentiamo la variazione di pressione nel tempo: se la pressione è alta, avremo delle zone di condensazione, se la pressione è bassa abbiamo delle zone di rarefazione.
A livello fisico, il suono è caratterizzato da alcune proprietà fisiche:
- Periodo (T): intervallo di tempo necessario per compiere una vibrazione completa. Si misura in secondi (s) o millisecondi (ms).
- Lunghezza: è la distanza tra due creste o fra due ventri di un'onda. Si misura in metri (m).
- Ampiezza: spostamento massimo delle molecole del mezzo.
- Velocità di propagazione: velocità con cui il suono si propaga nel mezzo di propagazione, dipende dal mezzo di propagazione (aria: 340 m/s, acqua: 1500 m/s, acciaio: 5000 m/s). Maggiore è la densità (il peso) del mezzo, maggiore sarà la velocità di propagazione. Boyle nel XVII secolo deduce tramite degli esperimenti che il suono non può propagarsi nel vuoto.
- Frequenza (f): è il numero di vibrazioni complete che avvengono in un secondo. Si misura in Hertz (Hz). Intervallo di frequenze udibili dall'uomo: 20-20000 Hz (spesso <16000 Hz), più si invecchia più diminuisce. Questa proprietà divide i suoni in suoni acuti (frequenza elevata) e suoni gravi (frequenza bassa).
- Intensità: permette di distinguere i suoni deboli dai suoni forti. Si misura in Decibel.
Dal suono al messaggio, cenni di fonetica e fonologia
Suoni linguistici: la sorgente del suono è nel tratto vocale (apparato fonatorio). Quando produciamo un suono, l'aria nei polmoni passa dalla trachea, poi tramite le corde vocali (fasce di muscoli), l'aria sale verso l'epiglottide (che funziona come una "saracinesca", può bloccare o permettere il passaggio dell'aria), entra nella faringe, poi passa dal palato molle che può essere alzato o abbassato, quando lo alziamo l'aria fluisce solo nella cavità orale, quando invece è abbassato l'aria fluisce sia nella cavità orale che nasale.
Fonetica
La Fonetica studia le caratteristiche fisiche dei suoni linguistici. Si divide in:
- Articolatoria: studia il modo in cui sono prodotti i suoni linguistici.
- Acustica: studia le proprietà fisiche dei suoni linguistici.
- Percettiva: studia come sono percepiti i suoni nel linguaggio.
La fonologia invece studia:
- La rappresentazione mentale dei suoni linguistici.
- Le conoscenze sistematiche che "dicono" al parlante come fondere tali suoni e pronunciare una parola.
- La struttura e le proprietà delle sequenze di suoni linguistici.
- Quali sequenze di suoni sono ammissibili in una determinata lingua (es. italiano: possiamo formare la sequenza "sedia" (esiste) o "sbedia" (non esiste ma potrebbe), ma non la sequenza "bsdia" (non potrebbe esistere, viola delle regole fono-tattiche fondamentali per la creazione di parole)).
Per poter parlare dobbiamo sapere articolare i suoni della nostra lingua. Per saper comprendere ciò che ci viene detto dobbiamo saper riconoscere tali suoni e saperli interpretare. Questa capacità non è affatto triviale: i suoni della nostra lingua sono percepiti in un ambiente ricco di altri segnali acustici, i suoni si susseguono in un flusso ininterrotto; tra le parole di un enunciato non ci sono pause. Sapere come i suoni vengono prodotti guida il processo del loro riconoscimento.
→ Curiosità: teoria del sound symbolism è la somiglianza tra suono e significato. I suoni sono collegati a dei significati (es. forme rotonde e non) a seconda delle proprietà articolatorie usate. Un suono non ha un proprio significato ma determina il significato di una parola quando esso è distintivo. Consideriamo le parole: pino – fino – tino. Hanno tre suoni in comune, varia solo il primo segmento iniziale. Queste parole hanno tre significati diversi, si dice che i suoni che distinguono le tre parole (in questo caso p, f, t) hanno una funzione distintiva.
Coppie minime e allofoni
Coppie minime: parole che si distinguono solamente per una caratteristica, solo per un segmento (es. iniziale). Allofoni: suoni che NON hanno funzione distintiva. Sono suoni diversi che però non si distinguono tra di loro, quindi hanno la stessa funzione distintiva. Es. Allofoni in italiano: in casa; in tana [nʲ] [ŋ]. Allofoni in fiorentino: in casa; la casa [k] [h]. L'inventario fonologico di una lingua è l'insieme dei suoni che hanno funzione distintiva in quella lingua (30 in italiano). La rappresentazione mentale di tali suoni è parte della competenza fonologica del parlante. I suoni si chiamano foni ma se hanno funzione distintiva vengono chiamati fonemi (=suoni con funzione distintiva).
→ Entità fisica: [f] [o] [n] [o] fono è fisico. Segmento sonoro distintivo: /f/ /o/ /n/ /e/ /m/ /a/ fonema è astratto (una rappresentazione mentale). La fonologia individua quali sono i fonemi (cioè suoni che hanno funzione distintiva) e come vengono modificati in contesti frasali. Per individuarli si confrontano coppie minime.
Fonetica articolatoria
Nell'apparato fonatorio ci sono dei tessuti molli che attutiscono le vibrazioni, e altre parti dure (es. denti, palato duro) che creano delle vibrazioni secondarie nell'aria. I suoni possono distinguersi per sonorità: La glottide (diverso dall'epiglottide) ha dei fasci di muscoli che avvicinandosi (suoni sonori – fanno vibrare i fasci muscolari, tipicamente le vocali) o distanziandosi (suoni sordi – non fanno vibrare i fasci muscolari, es. fiore) impediscono o permettono all'aria di passare. I suoni sono sonori quando le corde vocali vibrano (=si avvicinano i fasci muscolari) ad esempio faro (suono sordo) in quanto non vibrano le corde ma varo (suono sonoro) vibrano.
Vocali e consonanti
Vocali (a, e, i, o, u): molto sonori, prodotti modificando la forma del tratto vocale che rimane più o meno aperto mentre il suono viene prodotto. Durante la produzione delle vocali il flusso dell'aria è relativamente libero. Le loro caratteristiche sono ottenute dalla posizione della parte anteriore, centrale e media della lingua. /i/ è anteriore alta: l'aria fluisce nella bocca mentre la parte anteriore della lingua è in posizione alta /u/ è posteriore.
Consonanti (p, b, t, d, g..): meno sonori delle vocali. Possono essere sonori o sordi. Prodotti restringendo o chiudendo una parte del tratto vocale. La maggior parte delle consonanti non può essere prodotta senza una vocale. L'aria può uscire dal naso o dalla bocca. Possiamo bloccare il passaggio dell'aria dal naso con il palato molle. Possiamo evitare di fare uscire l'aria dalla bocca chiudendo le labbra (avremo un suono nasale bilabiale) o alzando la lingua che crea così una barriera (avremo un suono nasale e velare) oppure dai fasci muscolari/velare (che sono le corde vocali) che si possono avvicinare (suono nasale velare fricativo) o allontanare/chiudere (suono nasale velare occlusivo) o aprire.
Linguistica lezione 3
Cap 3 di L'animale parlante
Fonetica pt2
I suoni possono distinguersi per:
- Sonorità (glottide, suoni sordi o sonori)
- Punto di articolazione: Labiodentale (Fango), Bilabiale (banco), Dentale (tara) Velare (cosa), Palatale (ragno)
- Modo di articolazione: {è il modo in cui l'aria viene bloccata/ostruita. Occlusivo: i due articolatori si toccano in modo da bloccare completamente, seppure per un istante, il flusso d'aria per poi separarsi istantaneamente.
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