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Quo alio Fabius adfectas imperii uires recreauit quam quod cunctari et trahere et morari sciit, quae omnia irati nesciunt? Perierat imperium, quod tunc in extremo stabat, si Fabius tantum ausus esset quantum ira suadebat: habuit in consilio fortunam publicam et aestimatis uiribus, ex quibus iam perire nihil sine uniuerso poterat, dolorem ultionemque seposuit, in unam utilitatem et occasiones intentus; iram ante uicit quam Hannibalem. Quid Scipio? non relicto Hannibale et Punico exercitu omnibusque quibus irascendum erat bellum in Africam transtulit, tam lentus ut opinionem luxuriae segnitiaeque malignis daret?
In quale altra maniera Fabio rianimò le forze abbattute dell’Impero [romano] se non perché seppe temporeggiare e frenare e aspettare, tutte azioni ignorate dagli adirati (lett.: che coloro che sono adirati ignorano)? Sarebbe perito l’Impero [romano], che allora era sul filo del rasoio, se Fabio avesse osato tutto quello che l’ira gli suggeriva. Ma ebbe come obiettivo principale la sorte dello Stato [romano] e, valutate le forze, dalle quali [ormai] non si poteva togliere nulla senza mettere in pericolo tutto lo Stato, mise in disparte il dolore e la vendetta, proteso verso l’unico vantaggio e verso le occasioni [che potevano determinarlo]; ebbe il sopravvento sull’ira prima di averlo su Annibale. E come ha agito Scipione [di fronte all’ira]? Lasciato in disparte Annibale, l’esercito cartaginese, e tutti coloro verso i quali egli aveva motivo di adirarsi, non trasferì la guerra in Africa, così lentamente (lett.: così lento) da offrire ai [suoi] detrattori l’occasione di un’accusa della [sua] pigrizia e del [suo] lusso sfrenato?
quo→aggettivo interrogativo
vires→accusativo plurale da vis,roboris [forza]
quam quod→se non perché
cunctari→ infinito da cunctor
trahêre→sottinteso habenas [frenare le redini]
Periodo ipotetico dell’irrealtà nel passato
perierat→periisset [apodosi]
si ausus esset→ audeo,-es, ausus sum, audēre (osare) [protasi]
fortunam publicam→la sorte dello Stato
poterat→imperfetto da possum, potes, potui, posse
non→legato a transtulit
relicto Hannibale et Punico exercitu→ablativo assoluto con valore temporale
quibus irascendum erat→relativa
lentus→aggettivo[lento], reso con un avverbio [lentamente]
tam→precede la consecutiva [ut daret]
opinionem dare→motivo d’accusa
Quid alter Scipio? non circa Numantiam multum diuque sedit et hunc suum publicumque dolorem aequo animo tulit, diutius Numantiam quam Carthaginem uinci? Dum circumuallat et includit hostem, eo conpulit ut ferro ipsi suo caderent. Non est itaque utilis ne in proeliis quidem aut bellis ira; in temeritatem enim prona est et pericula, dum inferre uult, non cauet. Illa certissima est uirtus quae se diu multumque circumspexit et rexit et ex lento ac destinato prouexit.
E [che cosa fece] Scipione l’Emiliano (lett.: il secondo Scipione)? Forse che non tenne sotto assedio Numanzia molto e a lungo, e forse che non tollerò con animo tranquillo quella sua amarezza relativa allo Stato, [e cioè che] Numanzia sia stata sottomessa in un periodo di tempo più lungo che non Cartagine? Mentre costruiva trincee e mentre teneva chiuso i nemici(lett.: il nemico) [in città], fece sì che essi stessi si dessero la morte. Pertanto l’ira non è utile neppure nei combattimenti e neppure nelle guerre; induce ad essere temerari (lett.: è orientata alla temerarietà) e non si guarda dai pericoli, mentre vuole portarne [ad altri]. Coraggio molto sicuro è quello che si guarda attorno molto e a lungo, si frena, e avanza lentamente e con uno scopo ben preciso.
sedit→sedo,-is, sessi, sessum, sedêre [assediare]
vinci→infinito presente [tradotto col passato] da vinco, -is, vici, victum, vincêre
dum→regge il presente indicativo, la traduzione deve far riferimento alla reggente
eo→precede la consecutiva
ut cadere→ consecutiva [cado,-is, caecidi, casum, cadêre, cadere]
cadere ferro→suicidarsi
pericula→neutro plurale [accusativo di relazione]
cavet→caveo, -es, cavi, cautum, cavēre [guardarsi da, stare attenti] {+ dat.}
circumspexit, rexit, provexit→perfetti aoristali [utilizzati nelle sententiæ, nei proverbi]
Chi ha dominato l’ira [#291]
Quo alio Fabius adfectas imperii uires recreauit quam quod cunctari et trahere et morari sciit,
quae omnia irati nesciunt? Perierat imperium, quod tunc in extremo stabat, si Fabius tantum ausus
esset quantum ira suadebat: habuit in consilio fortunam publicam et aestimatis uiribus, ex quibus
iam perire nihil sine uniuerso poterat, dolorem ultionemque seposuit, in unam utilitatem et
occasiones intentus; iram ante uicit quam Hannibalem. Quid Scipio? non relicto Hannibale et
Punico exercitu omnibusque quibus irascendum erat bellum in Africam transtulit, tam lentus ut
opinionem luxuriae segnitiaeque malignis daret?
[1]In quale altra maniera Fabio rianimò le forze abbattute dell’Impero [romano] se non perché
seppe temporeggiare e frenare e aspettare, tutte azioni ignorate dagli adirati(lett.: che coloro che
sono adirati ignorano)? Sarebbe perito l’Impero [romano], che allora era sul filo del rasoio, se Fabio
avesse osato tutto quello che l’ira gli suggeriva. Ma ebbe come obiettivo principale la sorte dello
Stato [romano] e, valutate le forze, dalle quali [ormai] non si poteva togliere nulla senza mettere in
pericolo tutto lo Stato, mise in disparte il dolore e la vendetta, proteso verso l’unico vantaggio e
verso le occasioni [che potevano determinarlo]; ebbe il sopravvento sull’ira prima di averlo su
Annibale. E come ha agito Scipione [di fronte all’ira]? Lasciato in disparte Annibale, l’esercito
cartaginese, e tutti coloro verso i quali egli aveva motivo di adirarsi, non trasferì la guerra in Africa,
così lentamente (lett.: così lento) da offrire ai [suoi] detrattori l’occasione di un’accusa della [sua]
pigrizia e del [suo] lusso sfrenato?
quoaggettivo interrogativo
viresaccusativo plurale da vis,roboris [forza]
quam quodse non perché
cunctari infinito da cunctor
trahêresottinteso habenas [frenare le redini]
Periodo ipotetico dell’irrealtà nel passato
perieratperiisset [apodosi]
si ausus esset audeo,-es, ausus sum, audēre (osare) [protasi]
fortunam publicamla sorte dello Stato
poteratimperfetto da possum, potes, potui, posse
nonlegato a transtulit
relicto Hannibale et Punico exercituablativo assoluto con valore temporale
quibus irascendum eratrelativa
lentusaggettivo[lento], reso con un avverbio [lentamente]
tamprecede la consecutiva [ut daret]
opinionem daremotivo d’accusa
Quid alter Scipio? non circa Numantiam multum diuque sedit et hunc suum publicumque dolorem
aequo animo tulit, diutius Numantiam quam Carthaginem uinci? Dum circumuallat et includit
hostem, eo conpulit ut ferro ipsi suo caderent. Non est itaque utilis ne in proeliis quidem aut bellis
ira; in temeritatem enim prona est et pericula, dum inferre uult, non cauet. Illa certissima est uirtus
quae se diu multumque circumspexit et rexit et ex lento ac destinato prouexit.
[2]E [che cosa fece] Scipione l’Emiliano (lett.: il secondo Scipione)? Forse che non tenne sotto
assedio Numanzia molto e a lungo, e forse che non tollerò con animo tranquillo quella sua amarezza
relativa allo Stato, [e cioè che] Numanzia sia stata sottomessa in un periodo di tempo più lungo che
non Cartagine? Mentre costruiva trincee e mentre teneva chiuso i nemici(lett.: il nemico) [in città],
fece sì che essi stessi si dessero la morte. Pertanto l’ira non è utile neppure nei combattimenti e
neppure nelle guerre; induce ad essere temerari (lett.: è orientata alla temerarietà) e non si guarda
dai pericoli, mentre vuole portarne [ad altri]. Coraggio molto sicuro è quello che si guarda attorno
molto e a lungo, si frena, e avanza lentamente e con uno scopo ben preciso.
seditsedo,-is, sessi, sessum, sedêre [assediare]