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Fine 41 prima parte

È completa, deve passare il vaglio della censura, prima difficoltà: dicevano che letteratura russa l'anima è immortale, non esiste anima mortale. Opera comunque esce però viene eliminato un episodio, storia di un capitano perché si fa riferimento allo zar, reduce di guerra rientra ma non riesce a ricevere il sussidio e sparisce nella campagna russa.

Delitti e castighi nella letteratura russa

Anime morte/le anime morte, sottile differenza. Doppia lettura riferimento spirituale e concreto (soldi, proprietà). Paradosso che richiude tutta l'opera di Gogol': utilizzo del grottesco, descrizione minuta dei particolari.

  • Anime morte affronta diverse forme di colpa. Narra storia di tentata truffa allo stato, delitto in senso lato. Gogol' continua a scrivere ma le sue condizioni di salute sono sempre più precarie, nel 1845 brucia la prima versione della seconda parte. Muore nel 1852, nell'ultima parte della sua vita scrive le anime morte e brucia anche la seconda parte 15 giorni prima di morire.
  • Delitto e castigo primo grande romanzo di Dostoevskij dove il piccolo uomo del suo esordio cambia, qui assume uno spessore più grande con maggiore analisi del personaggio, maturazione di Dostoevskij. Vittima di un fanatico misticismo nell'ultimo periodo. Si dice che morì di consunzione per prolungato digiuno consigliato dalla sua guida spirituale.
  • Noi uno dei principali testi antiutopici nella letteratura russa, divertito è regolamentato matematicamente. Frammenti che abbiamo della seconda parte sono stati trovati dalle carte di Gogol'.
  • Maestro e Margherita molto legato all'aborto di Gogol. Non più volto di proprietari terrieri ma volto della Mosca burocratica sovietica.
  • Sof'ja Petrovna realtà della reclusione in gulag vista dall'occhio di chi rimane libero.

Tutte opere segnate da vicenda editoriale molto complessa. Dostoevskij obbligato a consegnare i romanzi velocemente. Gli ultimi tre legati all'epoca sovietica. Noi proibito per molti decenni in Unione Sovietica. Lo stesso per Maestro e Margherita iniziato negli anni 20 e finito nella fine della vita della scrittore, censurato.

Nikolaj Vasil'evic Gogol'

Anime morte

Nel regno di Nicola I. Censurato ma fervore culturale fortissimo (Puskin), proliferare delle riviste, sempre più fitta vita culturale.

Anni 30 esordisce Gogol.

Il revisore, somiglianza con anime morte. Alla base c'è la figura di un impostore. In revisore il giovane senza soldi viene scambiato per il revisore e ne approfitta, tutti vogliono ingraziarselo. Alla fine arriva il vero revisore. Punti di contatto: truffa di Čičikov ai danni dell'erario. Anche lui arriva nella capitale di governatorato e viene scambiato per qualcun altro.

Opera divisa in parti diverse. Prima e seconda parte. Gogol' lo chiamerà poema.

Il protagonista arriva in una cittadina capoluogo di governatorato. Qui mette in atto il suo piano: acquistare le anime (termine con cui venivano designati i contadini e la ricchezza del proprietario veniva valutata anche in anime) che risultano vive dal censimento ma morte dall'ultimo censimento. Il proprietario pagava anche per le anime in realtà morte. Lui le voleva ipotecare grazie ai prestiti vantaggiosi che concedeva lo stato ai proprietari terrieri, ottenendo ricchezza impegnando niente in realtà.

Viaggi nella campagna russa tra i diversi possidenti. All'inizio è il viaggio che determina lo sviluppo degli eventi. Tema del viaggio motore dell'azione. Ma non unico motore, è un motore per certi versi ambiguo.

Poema: quest'opera non doveva essere un romanzo ma una sorta di divina commedia russa. Lui si sente investito dalla provvidenza, che rispecchiasse la struttura inferno, purgatorio, paradiso. Voleva farlo per aiutare la salvezza della Russia, descrivere il possibile cammino di redenzione. L'architettura non si realizzò. Abbiamo interamente solo la prima parte, della seconda frammenti e niente della terza. Gogol' si rende conto che questo progetto per lui non è realizzabile.

Dopo la messa in scena di revisore se ne va dalla Russia. Roma diventa sua seconda casa. Numerosi immigrati russi. Opera descrive Russia ma dal ricordo. Sembra che Puskin abbia suggerito l'aneddoto per l'opera. Nel suo esilio aveva conosciuto un uomo che era come Cicikov. Morte di Puskin lo fa precipitare nella disperazione. Puskin diventa in simbolo, un ispiratore a pochi mesi dalla sua scomparsa.

Man mano che l'opera prosegue la legge ad amici. Nella fine degli anni 30 la sua convinzione di essere ispirato dalla provvidenza diventa sempre maggiore. Prega Dio di dargli il tempo di finirla.

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La censura e il titolo

Titolo-заглавие

Richiamo alla situazione della campagna russa: anime censite ma chi sono le anime morte? I contadini morti che vengono venduti e sembrano oggetti ma che al momento della vendita come prendono vita o i proprietari che sono pietrificati nella loro mediocrità, vivi ma come morti.

Le anime morte con articolo determinativo determina, circoscrive, specifica, conferisce un orientamento che il titolo russo non ha. Perde un po' di ambiguità. Sembra un po' più un riferimento alle anime censite.

Struttura

  • Arrivo Cicikov in città
  • La visita a Manilov
  • Imprevista visita a Korobocka
  • Trattoria, incontro con Nozdrëv e visita
  • Sobakevič
  • Pljuškin

Personaggi rappresentano una diversa tipologia di bassezza, struttura cambia col settimo capitolo, rientra in città e registra i contratti di compravendita. Iniziano a circolare voci su di lui. Viene considerato un milionario. Al ballo si comporta in maniera meno affabile del solito e personaggi femminili cominciano a risentirci per la mancata attenzione che dedica a loro. Una proprietaria rientra in città e racconta che affare aveva concluso e cominciano a girare voci. Due partiti, degli uomini che si concentravano sulle anime morte e delle donne che dicono che voleva rapire la figlia del governatore e fuggire. Viene a scoprire che la sua presenza non era più gradita e decide di partire. Ultimo cap sull'origine e vita di Čičikov.

  • Ritorno in città
  • Cicikov il milionario e il ballo
  • Ancora supposizioni. La storia del capitano Kopejkin
  • La partenza di Cicikov, la sua storia.

Struttura ad anello, arrivo e partenza.

04/10/2013

Tema del viaggio motore dell'azione. Ma non unico motore, è un motore per certi versi ambiguo. Metafora strada, viaggio diventerà motivo di riflessione (digressione lirica).

Aspetto del tempo e dello spazio

Spazio sembra abbastanza semplice in realtà cose sono diverse, nell'opera Cicikov perde la strada, incontri subiscono deviazioni: dopo visita Manilov vuole visitare Sobokecev in realtà si perdono e chiedono ospitalità alla possidente. Dilatazione degli spazi: osservazione segno ti dice che abita a 30 verste dalla città in realtà sono 70. Spazio come simbolo, dimensione universale che preoccupa Gogol' inglobando la Russia intera costituisce elemento di dilatazione spaziale.

Tempo, storico con indicazioni sull'epoca in cui i fatti si svolgono. In città viene menzionato il nome di Napoleone, liberato dagli inglesi per tormentare la Russia. Ambientazione contraddittoria per Gogol' non è importante l'ambientazione storica. In che stagione siamo? Non definito, ci sono elementi come l'abbigliamento o la descrizione della natura ma spesso sono contraddittori. Es. Čičikov quando inizia visite ha abbigliamento invernale ma all'inizio i cittadini hanno abbigliamento estivo, quando arriva da Manilov la natura non sembra invernale.

Amore per il contrasto di Gogol'. Le contraddizioni nelle scene non vengono notate dal lettore perché perfettamente inserite. Lui usa ambientazioni particolari perché gli servivano, deforma la natura ai suoi principi narrativi.

Sulla traduzione: una specifica cos'è lo sbiten, l'altra evita di menzionarlo perché non aggiunge niente.

Osservazioni sull'inizio

Città non è specificata nella sua posizione geografica ma descrizione particolareggiata. Viene presentato il protagonista senza essere nominato. Passa del tutto inosservato non solo nella città ma incarna la medietà né alto né basso, né grasso né magro con il grado nel mezzo, né ricco né povero. Descrizione su termini negativi: non bello ma neanche troppo brutto non è troppo grasso ma neanche troppo magro. Descrizione più particolareggiata sarà dei vestiti (classico di Gogol). Il protagonista inizia nel più grande anonimato. Inizio in sordina che contrasta con tutto l'evolversi dell'azione. Assieme al protagonista viene descritto l'equipaggio, la carrozza attira più attenzione di lui.

Descrizione minuta di personaggi che non sono protagonisti. Viene descritto il dialogo tra due contadini che in realtà è una divagazione inutile. Gogol ha capacità di creare personaggi dalle semplici costruzioni verbali del discorso, da digressione che dovrebbe essere di tre parole finisce a dipingere piccoli personaggi e scene. Contrapposizione tra accumularsi dei singoli dettagli e la loro mancanza nella descrizione del protagonista.

Approccio di Gogol al tema del grottesco

Grottesco identifica qualcosa di bizzarro che non necessariamente determina riso. Deriva da grottesca che è una decorazione da soffitto di moda nel '500 perché scoperta Domus aurea che la aveva: figure umane e animali mescolati a figure vegetali rigogliose. Decorazioni erano bizzarrie. Legame del grottesco di Gogol è legato al significato originario. Le figure sono intrecciate, sepolti da miriade di oggetti, da natura che non è semplicemente sfondo e dagli animali.

Importanza degli animali nell'opera di Gogol. Gli animali sembrano assumere un volto umano. Paragone mostrato dei cani con coro. Livellamento di gerarchie tra uomo e animali: l'anima che è morta nei contadini è viva negli animali. Nella visita alla possidente si trova a starnutire e gli rispondono gli animali dell'aia e Čičikov si offende per la risposta come se fossero persone.

Descrizione del venditore di sbiten descritto come un samovar: personaggi nell'opera diventano come oggetti. Gli oggetti vengono descritti minimamente ad accumulo. Attenzione particolare per i casi strani, gli imprevisti e le contrapposizioni nelle descrizioni.

Stanza tranquilla ma con scarafaggi. Nella stanza accanto c'è un vicino tranquillo ma curiosissimo di ogni fatto di chi è arrivato. La facciata riflette contrasto: sopra giallo eterno e sotto i mattoni rossi. C'è sempre un particolare fuori posto, un'eccezione.

Aggettivo russkij ricorre diverse volte e viene esaminato molto dalla critica. Poteva essere sottinteso, era palese che i due contadini erano russi, specificazione era superflua. Denuncia punto di vista e orientamento della narrazione. Era superfluo dal punto di vista descrittivo ma serve a Gogol a ragione programmatica precisa: sottolineare il significato che la narrazione doveva servire alla Russia intera.

L'albero è come tutti gli altri, è un tipico albergo russo. I luoghi sono esemplari, standard. Impronta generalizzatrice ricorre in tutta l'opera. Russicità da un lato ed esemplarità dei luoghi dall'altro. Punto di vista comunque da lontano, nello stesso tempo distante ma anche interna, cioè che è nostro. Presuppone complicità del punto di vista del lettore e del narratore. Il narratore a volte si definisce uno storico che narra fatti accaduti e a volte dice che è tutta finzione, rivendica il proprio ruolo di creatore.

Personaggi

Personaggi, certi critici dicono che i primi sono meno morti degli ultimi. Il primo è Manilov che si caratterizza per mancanza di orientamento spirituale, abilità, tensione, né carne né pesce come gli ignavi di Dante che sono anche loro nel primo girone. Mai descrizione dello sguardo e degli occhi dei personaggi, non hanno anima quindi sguardo è superfluo. Anche il Čičikov il volto è solo abbozzato. Il posto di Čičikov, non è né qualcosa né il suo opposto.

Personaggi: incrocio tra contadini morti e coloro che non hanno un'anima e quindi sono morti.

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Čičikov

Non sappiamo quasi nulla di lui, nemmeno il nome. Dopo il suo arrivo in città si sistema, in un albergo come tanti, rappresentazione tipica. Poi primi passi in città, rapporti con gli abitanti in vista. Qualità di Čičikov delineate grazie ai rapporti che intrattiene.

Progetto non viene menzionato. Si fa notare solo per la sua affabilità. Legate alla sua figura ci sono i due servi, il cocchiere Selifan e Patruska. Si conosceranno per elementi che si ripeteranno: di Petruska verrà ricordato per il suo odore particolare, di Selifan ritornerà il suo rapporto con l'alcool e i suoi discorsi ai cavalli. Quando presenta i servi il narratore si interrompe su Selifan per poi continuare la narrazione. Comunque inseriti nella dinamica della narrazione.

Incontro tra Čičikov e la città

Descrizione importante non tanto per le cose, notiamo i colori della città, soprattutto il grigio e un giallo pallido. Andamento della descrizione. C'è sempre qualcosa di strano che dà una nota ironica: le case erano a uno o due piani che era molto bello, secondo gli architetti del governatorato. Giudizio viene ridimensionato. Lo straniero Vasilij Fëdorov nell'insegna ecc. Parco descritto con alberelli minuscoli poi viene data in citazione la rappresentazione del parco data nei giornali della città. Descrizione piena di pathos.

Capacità di Čičikov di farsi ammirare dai vari personaggi che incontra. (Secondo brano) Riusciva in tutto a conservare il suo stile, era sempre in grado di sostenere la conversazione. In ogni campo del discorso dimostrava di essere una persona come si deve. Sapeva bene come darsi il contegno, parlava con voce né troppo alta né troppo bassa. Medietà che ritorna in tutta l'opera. Era un uomo molto perbene. Tutti parlavano bene di lui. Serie di giudizi fatti dalle persone in vista della città ma indicata solo la moglie del capo della polizia. Personaggi sono abbastanza livellati. Giudizi uguali che amplifica il carattere standardizzato di coloro che esprimono i giudizi. Giudizio di Sobakevič, che Čičikov aveva conosciuto a un pranzo. Narratore però dice che l'opinione positiva sarà destinata a cambiare in seguito alla sua impresa che metterà imbarazzo in città. Anima del personaggio non a caso non viene descritta. Il nome di Čičikov appare solo quando deve registrarsi, c'è scritto sul bigliettino scritto per il capo della polizia letto dal ragazzo che deve portare il biglietto. Prima si parlava solo dello straniero che arriva in città.

Nel secondo capitolo iniziano i suoi viaggi. Ha intenzione di andare da Manilov e Sobakevič.

Manilov

Deriva da: qualcosa che attira, che ammalia, qualcosa di ingannevole. Tutti i personaggi di Gogol sono inseriti nel loro mondo. Alla descrizione dei personaggi corrisponde quella dei loro possedimenti, di come sono vestiti, del loro cibo. Ogni dettaglio viene delineato per spiegare i tratti del personaggio.

Manilov conosciuto già nel primo capitolo. Incontro con Manilov e le parole del narratore sono: una figura che si manifesta per la sua gentilezza e cordialità. Secondo riferimento: un uomo non ancora anziano, gli occhi come lo zucchero (dolcezza non proprio positiva, un po' stucchevole). Nel secondo capitolo viene descritta la sua casa su un alto colle esposto ai venti. Colori della descrizione sono caratteristici, vegetazione all'inglese, tempietto della riflessione solitaria, si contrappone al villaggio dove abitano i contadini che non ha vegetazione. Descrizione del giardino è indicativa. Čičikov parte d'inverno ed è già primavera, né ha bisogno perché agli occhi di Manilov sono stucchevoli. La casa esposta a tutti i venti, carattere di Manilov: dolce come lo zucchero ma non ha carattere, smidollato.

"I giardini inglesi dei possidenti russi" qualcosa di specifico. Segue descrizione due contadine e poi descrizione di un animale, altro fatto ricorrente nella descrizione dei personaggi. Qui c'è il gallo ridicolo, vecchio, spennacchiato. Animali sono specchio dei personaggi, messi al loro stesso livello->decorazione grottesca. Personaggi circondati da animali che assumono significato e dai luoghi che sono lo specchio dei personaggi presentati.

Ultimo passo descrive il personaggio di Manilov. Dialogo tra Manilov e Čičikov, non particolarmente pregnante perché non lo è Manilov, non riescono ad entrare in casa perché si fanno largo l'un l'altro fino a quando non entrano insieme schiacciandosi. Manilov è gente come viene, tratti del viso troppo zuccherosi, voleva sforzarsi a farsi piacere da tutti, quando ci parli dopo un minuto pensavi che persona piacevole ma poi ti annoi subito. Manilov incarna perfettamente la medietà vista per Čičikov. È una cosa informe. Da lui non si può aspettare nessuna parola viva, sembra non avere sosta, privo di spessore, si trasferisce nei luoghi esterni. Casa sferzata dai venti mancanza di sicurezza, giardino all'inglese per la sua stucchevolezza. Sedie coperte da sete tranne due lasciate lì. Libro nel suo studio con segnalibro a metà che sta leggendo da chissà quanto tempo. Figlio, nome Tenistoclus, nome greco ma con desinenza latina, mediocrità del personaggio, ricercatezza del nome del figlio nasconde il nulla. Nemmeno i figli di Manilov faranno una grande figura. Giornata grigia, così così. A lui racconterà le sue intenzioni. Conosciamo il motore dell'opera in questo capitolo. Dialoghi tra Manilov e Čičikov. Vi parla degli abitanti città, su ogni rappresentante illustre si esprime in maniera lusinghiera come fa del resto Čičikov. Dialogo sarà rovesciato in seguito con Sobakevič.

Stanza tranquilla ma con scarafaggi. Nella stanza accanto c'è un vicino tranquillo ma curiosissimo di ogni fatto di chi è arrivato. La facciata riflette contrasto: sopra giallo eterno e sotto i mattoni rossi. C'è sempre un particolare fuori posto, un'eccezione.

Il padrone di casa che voleva la comodità, simmetria viene sconvolta da desiderio del padrone di casa della comodità. Perfino steccato della case non solo è russo ma goffo, eccessivamente robusto. Tutto quello che era nella casa era goffo, scrivania panciuta, su solidissime gambe, tutto diceva anch'io sono Sobakevič. Rapporto tra cosa e personaggio sottolinea immobilismo dei personaggi, oggetti strappati dagli oggetti. Sobakevič appare a Čičikov come un orso.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filippo.pozza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Boschiero Manuel.
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