Letteratura russa
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05/10/20
Quali sono i momenti principali del XX secolo in Russia?
Quali sono i momenti principali del XX secolo in Russia? I momenti culturali fondanti per il XX secolo russo hanno tutti come idea la creazione di spazi che possono essere di tenore diverso, quindi spazi personali, spazi pubblici, spazi politici, spazi obbligati da tutta una serie di avvenimenti e situazioni socio-politiche delle quali parleremo.
L’idea è di partire dalla fine del ‘800, dal modernismo, quindi dagli anni ’90 del 800. Čechov non rientra in nessuna categoria, però è una figura particolarmente significativa per la definizione di quello che avverrà fino alla rivoluzione e che unisce il XIX secolo storico con il XX secolo.
Qual è la situazione sociale, politica e culturale in Russia fino agli anni ’70 del 800?
Qual è la situazione sociale, politica e culturale in Russia fino agli anni ’70 del 800? Gli excursus storici sono necessari per delineare quel contesto culturale che le culture russe del XX secolo presentano. Infatti, qualunque operazione culturale, qualunque fermento culturale, è strettamente legato alla situazione che si crea nel paese.
Questo discorso, in Russia, per lo meno fino agli anni ’70, è particolarmente importante per la comprensione della situazione del paese nel suo complesso. Non è possibile comprendere una cultura, e la sua lingua, senza sapere cosa succede, e da cosa derivano delle cose.
Ci sono delle manifestazioni e momenti culturali in Russia, anche molto banali e quotidiani, che sono incomprensibili ad un occhio non russo, che diventano interpretabili, leggibili nel momento in cui si capisce da dove arrivano. Ancora oggi la cultura russa, almeno fino agli anni ’10 del XXI secolo, era in buona parte debitrice di quello che era avvenuto nei 40/70 anni precedenti, a seconda di come si guarda la storia, e qualunque manifestazione è strettamente legata a tutto questo.
Il fulcro del corso e il periodo sovietico
Il fulcro del corso sarà il periodo sovietico e il primo periodo sovietico, i primi 30/35 anni dopo la rivoluzione. La cultura russa di questo periodo, e tutta la cultura russa del periodo successivo è influenzata dall’idea che tutto l’orrore che c’è stato, tutta la pressione e l’inumanità che quel contesto storico ha portato con sé, ha creato un atteggiamento personalistico, individualistico e atteggiamenti di piccoli gruppi piccoli di reazione spontanea a quello che avveniva, non tanto dal punto in senso politico.
Questo tipo di atteggiamento ha permesso la definizione di questi spazi, che diventano delle camere stagne per una sopravvivenza culturale, per la conservazione di un’umanità, di un atteggiamento umano, in un contesto che di questa umanità era la negazione. Uno dei modi per conservare questo patrimonio umano è il forte legame che si ha con la cultura precedente, cultura pre-sovietica.
Il modernismo e il contesto storico
Il periodo modernista, dagli anni ’90 del 800, data convenzionale —> 1892, è una cultura estremamente belligerante al suo interno, tra i movimenti che nascono, sono scontri piuttosto feroci tra gruppi diversi, es. tra simbolisti e futuristi, ma anche all’interno dello stesso futurismo, oppure tra il decadentismo e il simbolismo.
Sono dei movimenti che nascono e si sviluppano in un contesto storico atroce, non solamente quello della Prima guerra mondiale, ma tutto quello che c’è stato prima, ovvero il periodo che va dagli anni ’80 del 800 alla Prima guerra 1 mondiale in Russia, è stato un periodo terribile, un periodo che ha preconizzato molti degli orrori che saranno quelli che definiranno il XX secolo.
La cultura di questo periodo, non soltanto il modernismo in Russia, ma anche quello occidentale, si pone in un contesto molto difficile e complesso, assolutamente incomprensibile dal punto di vista di chi è civile, in cui tutti i valori morali, tutti i legami che nei secoli precedenti erano stati definiti, vengono meno. Chi vive in quel periodo, però, non sa che sta per finire un’era, semplicemente si trova sballottato in balia di onde storiche, che lasciano inerme, e rispetto ai quali non si può fare niente.
Il modernismo è il periodo conclusivo dell’epoca moderna, epoca che nasce a metà/fine del XV secolo, 1453 o 1492 con la scoperta dell’America, e che prosegue fino ad una parte del XX secolo, a seconda dei paesi. In Russia c’è una fine abbastanza forzosa, la rivoluzione; mentre in occidente il modernismo ha un’onda molto più lunga, fino alle soglie della Seconda guerra mondiale.
L’epoca moderna è un’epoca di grandi speranze, è l’epoca del progresso scientifico, in cui per la prima volta l’uomo riesce a diventare padrone del proprio mondo e della vita. Le discussioni con le religioni e con la metafisica passano in secondo piano in quest’epoca.
La fine dell’epoca moderna, XIX secolo, ma anche prima, è il periodo in cui vengono definiti quei momenti etici, momenti fondanti dell’etica umana, che inizieranno a disgregarsi all’inizio del XX secolo.
Turgenev, Tolstòj e Dostoevskij
Per esempio, tre dei maggiori scrittori russi della seconda metà del XIX secolo, Turgenev, Tolstòj e Dostoevskij, sono tre scrittori diversi: Turgenev ha un lato molto sociale che spesso sconfina nel politico; Dostoevskij ha una visione mistica orizzontale, Dio dentro l’uomo e Dio che si manifesta all’interno dell’uomo, secondo una direzione orizzontale; Tolstòj, il suo mondo è quello delle certezze religiose in senso più verticale.
Tutto questo, all’interno della visione positiva, in forza fino agli anni ’60/’70 in Russia del XIX secolo, fa sì che ci sia una giustificazione di quello che avviene. Dostoevskij è uno scrittore estremamente cupo, triste e pesante, i suoi personaggi sono l’incarnazione del male assoluto e il suo mondo non si risolve, non c’è il bene che trionfa sul male.
Ciò che però c’è in Dostoevskij, e che non ci potrà essere dagli anni 90 in poi, è la spiegazione di questo mondo. Dostoevskij spiega, es. «I Fratelli Karamazov», l’ultimo grande romanzo della speculazione filosofico-letteraria dello scrittore, come questi fratelli incarnino ognuno un aspetto dell’animo umano presente in tutti e che uno di questi tratti può dominare o meno, es. malvagità, l’umanità assolutamente buona, l’uomo del dubbio che soccombe, che mette tutto in discussione.
Quest’uomo, per Dostoevskij, è quello più complesso e soccombe perché con questo dubbio manca la spiegazione. Dostoevskij muore nel 1881, quindi nella parte finale di questo processo del periodo moderno, è la coda del realismo russo che dell’epoca moderna è l’espressione più compiuta.
Un altro esempio è Tolstoj che muore nel 1910, in un periodo molto successivo rispetto alla fine del romanzo novecentesco russo, non è un caso che lui dopo «Anna Karenina» cambi completamente il modo di operare. «Anna Karenina» è l’ultimo grade romanzo di Tolstòj, che fa riferimento alla seconda parte della sua opera, dopo la quale incomincia una tappa diversa.
Tolstòj continua a scrivere romanzi, ma quello che gli interessa è altro: non è il momento didattico che questi grandi romanzi avevano. In «Anna Karenina» è comprensibile che cosa è giusto e cosa è sbagliato, c’è una descrizione di questa eroina combattuta che alla fine commette suicidio. Però si capisce perfettamente che non è lei la colpevole e che non bisogna fare così, ci sono altre vie. Le altre vie sono indicate, accennate quanto meno.
Dagli inizi degli anni ’80, Tolstòj mette in secondo piano tutta la sua produzione precedente, una parte viene addirittura rinnegata, e inizia a scrivere opere didattiche in senso stretto: egli si cala nella parte del proprietario terriero buono, i tolstij 2 erano una delle famiglie più ricche della Russia, e incomincia un’altra vita, si pone come un maestro di coloro che a lui sono sottoposti per legge, i contadini.
Apre scuole di villaggio per loro, dove sia i bambini dei contadini che i suoi figli studiano, lui scrive degli opuscoli poco digeribili dal punto di vista letterario, perché indirizzati ai contadini, es. «sul danno del tabacco»; «la condizione della donna»; opuscoli contro l’alcolismo nelle campagne, sulla religiosità molto mistica <— periodo in cui Tolstòj rompe con la chiesa ufficiale, viene anche scomunicato.
Diventa portatore di una religiosità molto personale, anche se sempre basata sull’ortodossia russa. Questa parte complessa del suo pensiero emergerà da alcuni suoi romanzi come «La morte di Ivan Il’ič» o «Resurrezione» ecc. Ad un certo punto, Tolstòj comprende che il discorso estetico, il discorso del bello viene meno, o almeno si capisce che non è così attuale come prima, perché ora i problemi sono altri.
La servitù della gleba e il terzo ceto
Questo perché uno dei punti focali del XIX secolo è il 1961 in cui viene promulgato una legge che abolisce la servitù della gleba: un’istituzione medievale, che nasce nel medioevo russo, decisamente spostato rispetto al medioevo occidentale, va dall’inizio del XVII sec. Quando Michail Romanov, il primo esponente della dinastia, sale al trono nel 1613 dopo il periodo dei torbidi, che in qualche modo rappresentava il compromesso tra i grandi signori di Russia, e inaugura un tipo di atteggiamento nuovo rispetto allo zarismo, molto più autoritario.
All’inizio del XVII secolo, la chiesa sancisce l’unione con il potere statale, lo zar viene nominato «luogotenente di Dio in terra». Questo avvenimento avrà un’importanza capitale per tutta la storia russa: era costituita per più del 90% da contadini analfabeti ed ignoranti, sui quali questo tipo di discorso religioso aveva molta presa.
Il fatto di sancire questa unione, lo zar non è un uomo normale, è immortale, uno inviato da Dio per illuminare il popolo russo, per mostrare il cammino al popolo russo, ha una valenza fortissima. Infatti, in questo periodo, viene istituita la servitù della gleba, dove i contadini diventano proprietà dei padroni, che prosegue fino al 1861.
In realtà, l’abolizione della servitù della gleba è il punto culminante di un processo incominciato negli anni ’30 del 800, in cui prendono sempre più piede i rappresentanti del terzo ceto, i borghesi, i разночинцы, «coloro che sono di grado diverso», perché non appartengono ai quei ceti che fino ad allora erano stati gli unici in Russia, cioè l’aristocrazia e il clero.
Questi portano una ventata di novità in Russia, tutti i pensatori socialisti degli anni ’60 sono di estrazione di questo ceto. La spinta dei signori più illuminati è quella di liberare questa massa di contadini e queste spinte culturali culminano il 17 febbraio del 1861 con l’abolizione della servitù della gleba.
Avrebbe potuto essere un momento epocale nel momento in cui una massa immensa di persone, 95% della popolazione russa, avrebbe avuto accesso alla società. Da questo momento si crea tutta una serie di movimenti, promossi dai разночинцы, che si pongono lo scopo di sensibilizzare la parte dei contadini in questo senso.
Il narodničestvo e l’andata al popolo
Il movimento più famoso è il народничество, «andate al popolo», l’ideologo del movimento era кропоткин, di area socialista. Questo era un movimento molto spontaneo, promosso da intellettuali di estrazione media, che prevedeva che gli insegnanti di scuola e universitari lasciassero la loro occupazione e andassero nelle campagne, si stabilissero a vivere tra i contadini e un po’ alla volta insegnassero ai contadini l’educazione civica, ovvero che da quel momento avrebbero potuto essere un soggetto attivo all’interno della Russia.
Questo voleva dire cambiare tutto: lo zarismo e lo strapotere dei nobili non avrebbe potuto reggersi su questa base. Anche in considerazione di una propaganda anti-народничество, ma soprattutto in considerazione della visione che il contadino russo aveva del potere, i народники vengono denunciati alla polizia dagli stessi contadini.
Questo perché questo discorso implicava una critica verso lo zarismo, e quindi implicitamente una 3 blasfemia. Se lo zar è il luogotenente di Dio e tu mi dici che lo zar sbaglia, allora stai dicendo che Dio sbaglia e questo non è vero.
I romanzi di Turgenev scritti fino a questo periodo, fine degli anni ’50, parlano di questo: i personaggi sono utopisti che tendono ad un miglioramento della società, spesso sconfitti.
Dostoevskij, l’esilio e le disillusioni socialiste
Dostoevskij nel 48 viene condannato a morte, graziato sul patibolo, ma proprio quando sale sul luogo della sua condanna e sta per essere ucciso, arriva un messo dello zar, dicendogli che lo zar aveva mutato la sua condanna a morte in esilio; questa scena è rimasta nelle pagine dell’«Idiota».
Egli nel ’48 viene condannato per attività socialista a 10 anni di esilio, finisce questo periodo alla fine degli anni ’50 e inizia i suoi grandi romanzi, dopo l’esperienza dell’esilio e della prigione, in questo periodo tutti quegli ideali socialisti che lui aveva professato da giovane diventano poco attuabili, perché c’è tutta una serie di fallimenti e disillusioni causate non dal potere, ma da coloro che Dostoevskij stava aiutando: c’è uno scollamento nettissimo tra il mondo russo e quella parte della società che in qualche modo voleva far divenire un progresso a quella parte enormemente numerosa di contadini.
Intanto la condizione dei contadini peggiora ulteriormente, perché la liberazione dalla servitù ha fatto sì che i padroni potessero affittare i campi e i macchinari che i contadini dovevano pagare per lavorare e sfamare le famiglie.
Incomincia un circolo vizioso in cui si acquiesce una serie di tensioni sociali in Russia, complice il fallimento dell’«andata al popolo» e delle visioni progressiste in Russia, in questo periodo operano scrittori e intellettuali come Bakunin, ideologo dell’anarchismo, Gercen e Černyševskij, due intellettuali di stampo socialista.
Bakunin e Gercen vengono esiliati in Inghilterra, dopo il tentativo di pubblicazione delle prime opere. Černyševskij vagherà per l’Europa perché in Russia era poco ben visto. Questo sancisce la fine di una speranza pacifica di risoluzione delle cose.
Le celle terroristiche e la volontà del popolo
Se la cosa non funziona, allora bisogna agire in modo diverso e dagli inizi degli anni ’70 in Russia si formano i primi nuclei di quelle che saranno le celle terroristiche. Incomincia un periodo di terrorismo che porta ad arresti, processi esemplari ed a centinaia di condanne penali per giovani intellettuali del periodo.
Nel ’77 si forma un partito, Земля и Воля, «terra e libertà», che viene di fatto messo al margine, e la parte più intransigente costituisce un altro gruppo, Народная воля, «volontà del popolo», che è di fatto una cellula terroristica. Farà tutta una serie di attentati verso figure di primo piano della politica russa, fino al 1881, quando al settimo tentativo viene fatta saltare in aria la carrozza dello zar, Alessandro II.
È un momento difficile in Russia, questi rivoluzionari verranno perseguiti per tutto il decennio. Nel 1887 viene arrestato e condannato a morte Dmitri Ulyanov, il fratello maggiore di Lenin.
Politica estera, panslavismo e pogrom
In politica estera questo è un periodo di scontro attivo tra Russia e Turchia con la formazione di fazioni. La Russia viene appoggiata da una serie di paesi, tra i quali molti paesi slavi, idea del panslavismo si forma in questo periodo: movimento di unione dei popoli slavi, con radici comuni che devono essere messe in campo per rafforzare l’unione degli slavi in Europa.
La questione più importante in quel periodo era la liberazione dei Balcani dal dominio turco ottomano, con il quale la Russia aveva dei conti aperti. Il panslavismo, la fratellanza dei paesi slavi, è un’idea che da lì a poco porterà alla formazione di movimenti razzisti, antiebraici, contro tutte quelle minoranze che slave non erano.
Ad Alessandro II succede Alessandro III che attua misure mirate alla lotta al terrorismo, ma anche alla lotta di tutti quei fermenti culturali che ponevano in discussione il potere zarista per come era attuato in Russia in quel periodo.
Sull’onda del panslavismo, dagli anni ’90 in Russia si sviluppa una serie di ondata di persecuzione di minoranze etniche che porterà a delle погром, parola russa entrata nel vocabolario comune, da громить, spaccare, ovvero le persecuzioni 4 della popolazione ebraica.
Con Alessandro III e il suo successore, Nicola II, questo atteggiamento viene fuori in maniera forte, vengono promulgate delle leggi antiebraiche, tese alla limitazione delle libertà sociali economiche e commerciali della popolazione ebraica.
In Nicola II vengono riposte le speranze della parte più liberale della società, queste speranze vengono deluse. Infatti, lui continua le politiche del suo predecessore in questo senso.
Questo è un periodo importante politicamente, nel 1903 a Zurigo c’è il congresso dei partiti comunisti d’Europa, all’interno del partito comunista russo avviene una scissione tra la parte democratica e la parte più intransigente, una minoritaria, i menscevichi, e una maggioritaria, i bolscevichi, letteralmente i maggioritari.
A capo della corrente dei bolscevichi c’è Lenin. Questo fatto porta ad un’attività rivoluzionaria socialista di propaganda molto forte che si insinua nella popolazione. Questo è un periodo in cui,
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