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Parte prima. La poetica della leggerezza

Capitolo I. Il contesto

1. Le ragioni di una ricerca del fantastico nel Decameron

10° giornata, novella IX: Torello e il letto magico di Saladino, elemento magico.  Dibattito sul fantastico medievale: Todorov distingue meraviglioso, strano, fantastico, sulla base del grado di esitazione del  lettore. Dubost scrive che ogni opera infatti, anche quelle medievali, sono rivolte sempre ad un interlocutore. L’estetica della ricezione si incrocia con l’estetica del fantastico. Per una corretta ricerca su meraviglioso e fantastico è necessario però tenere sempre presente il contesto culturale e letterario dell’opera in esame.

  • Divina Commedia e Vita Nuova: i 2 architesti dell’immaginario bocacciano. Oltre a questi: romanzi arturiani, exempla e novelle orientali, Ovidio, Virgilio, Apuleio e racconti di viaggiatori.

Fantastico: termine che ne racchiude tanti altri:

  • I primi sono fantasia e immaginazione. Sinonimi per Dante e San Tommaso, per Dante fondamento della  conoscenza. La fantasia è il limite estremo dell’uomo, che si crea dei phatasmata per sollevarsi dalle cose terrene: il  viaggio di Dante è stato compiuto solo grazie alla fantasia. La debilis fantasia crea false immagini oniriche. La fantasia si sostituisce parzialmente alla vita reale inventando un’altra realtà ed è continuativa agli eventi reali nel  Decameron: i sogni scorrono con la stessa prosa piana della storia e le immagini oniriche sembrano reali a chi dorme, e spesso sono premonitrici. Il volo di Torello avviene con un salto logico da Saladino alla chiesa di Pavia. 
  • I secondi sono meraviglioso/mirabilia. J. Le Goff parla del termine MIRABILIA: nel Medioevo con questo termine si intendeva una serie di oggetti e cose straordinarie, cose quindi concrete, contro il nostro “meraviglioso” astratto.  MIRABILIA da miror, mirari (= guardare), idea di immagine e vista. Immagine riflessa di altre realtà. Indica    anche i prodigi non cristiani contrapposti ai MIRACULA divini. Mirari significa anche meravigliarsi, stupirsi.

Meraviglioso: nel termine volgare c’è l’idea di stordimento e stupore. In Boccaccio meraviglioso è qualcosa di stupefacente o stato di sgomento di fronte a qualcosa.

Fantastico: tutto ciò che altera il normale ordine delle cose, evento dal carattere sovversivo e perturbatore, es. fate e diavoli.  Nel Medioevo c’è un double regie del fantastico: Dio e Diavolo erano l’origine dei fenomeni straordinari medievali. Boccaccio è immerso nell’humus culturale di letteratura di viaggio trecentesca, scritti fantastici della letteratura latina ecc. Nel Decameron c’è l’assenza totale di ogni intervento divino o diabolico nelle vicende narrate, scelta spregiudicata per la mentalità dell’epoca. 

Capitolo II. Quale fantastico

Le donne sono le lettrici ideali poiché leggono per diletto e non per utilità. Donna quindi attiva e indipendente, come Fiammetta, che racconta lei stessa le sue pene d’amore. Nel Decameron le donne malinconose non solo leggono, ma sognano e fantasticano. Esse sono il centro di suggestioni poetiche e centro della comunicazione letteraria: invenzione (donne narratrici) e ricezione (donne lettrici). Le donne del Decameron ascoltano e raccontano: il fantastico vive nelle storie raccontate da loro. 

Nella sua difesa contro la critica, Boccaccio dice di essere lieve e non pesante, e di scrivere per consolare le donne.  Poetica della leggerezza. Le fantasie o chance danno all’opera leggerezza e vivacità.

Boccaccio ha un disprezzo per tutto ciò che è volgare, brutale e trasandato. Nella cornice del Decameron c’è tutt’altro  rispetto alla maleodorante e orrifica Firenze dell’introduzione. Non a caso il palazzo dove si nasconde la brigata è sontuoso: gli animi gentili e aristocratici dei giovani vi si rispecchiano. La vita dei personaggi/narratori è irreale e fiabesca, lontana dalla realtà del tempo: atmosfera di Paradiso terrestre ( spettacolo incantevole della terza giornata, pieno di meraviglie). 

Primo confine tracciato da Boccaccio: luogo dei narratori così perfetto da non far parte della quotidianità. Distaccamento  dai casi umani. Ipotassi (subordinazione) = cornice. Paratassi (coordinazione) = novelle. Magnanimità: tema inseguito dai giovani. 1

Secondo confine: critica serrata e provocatrice degli schemi religiosi e sociali: accanimento contro certi modelli della Chiesa e la loro ipocrisia. Boccaccio è piuttosto indipendente dai dettami della cultura dominante.

Tra Panfilo e Dioneo c’è un arco: (I, 1) Ser Ciappelletto (X, 10) Griselda.

Scandalo, magnanimità.

In mezzo ci sono le fantasticherie femminili libere dal fardello religioso e comportamentale.

Pampinea inaugura il fantastico-avventuroso con Alessandro (II, 3). Filomena inaugura il fantastico macabro (Ambrogiuolo, Lisabetta da Messina, Nastagio degli Onesti). Emilia è la prima a raccontare di un giardino magico. 3 uomini: zona franca delle novelle che pungono, 7 donne: avventura, magia, macabro, visionario. Panfilo non avverte gli altri di non credere al letto magico di Saladino, nonostante esso sia inverosimile. Piacevole per tutto. 

L’idea delle donne di fuggire con degli uomini da Firenze era una pratica del tutto non comune all’epoca, tanto che Filomena e Pampinea devono convincere le altre: ecco che il Decameron inizia con uno strappo alla regola. I personaggi quindi non  temono di scandalizzare le attese del lettore trecentesco, anzi creano le condizioni per narrare storie che non rientrano nella normalità.

Eros e libertà.

La sessualità è un elemento prorompente nelle novelle, che pone tutti sullo stesso piano. La polemica anticlericale si basa infatti sul tema dell’eros. I religiosi nel Decameron sono privi di quella coerenza spirituale che richiede la loro carica. Ma Boccaccio non giudica, bensì si limita a mettere in luce quelle caratteristiche aventi origine dalla forza della carnalità. In certi episodi c’è il rovesciamento dei valori dominanti all’epoca: natura grottesca e carnevalesca. Madonna Filippa (VI, 7) riesce  grazie alla sua scaltrezza e oratoria a evitare il rogo. I narratori vogliono quindi dare un messaggio: la fede e la pratica religiosa di certo non arginano gli istinti carnali dell’uomo, e l’intelligenza umana riesce a fare più che la provvidenza.

Parte seconda – Piccola antologia del fantastico

Capitolo I - L’avventura

1. Il viaggio

L’idea della morte, così vicina alla brigata per la peste, si attenua con degli orizzonti da raggiungere. L’avventura quindi riempie le aspettative del lettore, e segna con più evidenza i rapporti di uomini e donne col mondo. L’avventura si rifà poi al motivo più largo del viaggio.  Viaggio nel Decameron: nuovi spazi geografici e ricerca di sé. Fortuna: tessitrice degli avvenimenti. Il tutto è in continuo divenire come lo stesso Boccaccio dice nella conclusione: “Meglio fare e pentere che  starsi a pentersi”. Vitalità bocacciana, mentalità mercantile.  

Il viaggio è determinante nella letteratura italiana, basti pensare a: Divina Commedia: viaggio nell’aldilà; Decameron: viaggio a Fiesole dei 10 giovani; Petrarca: il Canzoniere è un viaggio introspettivo.

La corale rappresentazione dei fatti terreni è di segno opposto a Dante. Boccaccio si spinge al di là delle temute colonne d’Ercole, dei confini conosciuti. Dimensione avventurosa: mari in tempesta, isole deserte ecc. / pareti domestiche dove si  tenta l’impossibile, si dà spazio ai desideri repressi ecc.

Nel 300: il commercio rendeva necessari continui viaggi e spostamenti in Oriente, testimonianze dei viaggiatori, ampia   diffusione in ambiente mercantile. L’ordine francescano gestiva le comunicazioni tra Oriente e Occidente. Strade fantastiche percorse da Alessandro Magno + romanzi cortesi, influenza su Boccaccio di peripezie e avventure, anche parodie in   alcune novelle.

2. Alessandro: da mercante spiantato a re di Scozia

Avventura: tema dominante della 2° giornata, retta da Filomena. Pampinea: narra la storia di Alessandro (II, 3). Collegamenti con Florio e Biancofiore (Filocolo), dove Biancofiore viene riconosciuta di stirpe reale e la poesia giovanile di Boccaccio. 2

Alessandro (II, 3) rimane di stirpe non nobile, ma è la sorte che lo fa re. C’è quindi uno scarto maggiore tra finzione e quotidianità. L’ambientazione è quella leggendaria.

3. Alatiel e Zinevra: la specularità di due eroine

Alatiel (II, 7), donna bellissima, figlia del sultano di Babilonia. Rapita da diversi uomini, giace con tutti ma una volta tornata a casa

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Brethil di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Viola Corrado.
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