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Il Positivismo

Il romanticismo aveva alimentato il mito ideale dell'individuo quale creatore e soggetto della storia. Le teorie di Darwin sconvolgono la vecchia concezione del mondo che vedeva l'uomo al centro dell'universo (la famosa imprecazione che viene da Copernico). L'uomo è soggetto alle leggi della natura alla pari di tutti gli altri esseri, e forse ancora di più perché la storia dell'uomo è fatalmente legata a quella della natura. L'uomo è solo un momento della evoluzione naturale. Tutto ciò dovrebbe portare un senso di smarrimento, di confusione, di depressione. Invece diventa una "sicurezza" interiore, una forma di ottimismo (avviene nelle opere di Svevo). L'uomo sa che ci sono delle illusioni e degli inganni, e proprio questa verità che dà il coraggio di affrontare il mondo. Queste sono verità effettive, per cui l'uomo torna ad essere integrato nella vita del mondo e ne diventa protagonista attivo. Più conosce il mondo e più prende coscienza di sé. Quindi il nuovo concetto di progresso prende le mosse proprio da questa presa di conoscenza: quanto più l'uomo progredisce, tanto più aumenta il suo grado di conoscenza. Il progresso non può essere separato dalla realtà, ma va di pari passo con la conoscenza di sé. Scienza e conoscenza vanno di pari passo.

Le cosiddette scienze umane possono fare a meno di adeguarsi alle scienze della natura (biologia). Si tratta di fondare una vera e propria "scienza della letteratura". Saint-Simon aveva osservato che la riorganizzazione delle scienze matematiche si era potuto effettuare partendo da una osservazione analitica dei fatti. Questo principio dunque vale anche per le scienze umane (sociologia, politica, religione, morale) seguono lo stesso principio. Si elabora dunque una filosofia "positiva": anziché disorientare l'uomo lo orienta verso una positività. Si intende una volontà di "riorganizzare" la società.

August Comte e il positivismo sociale

Questa idea è svolta in maniera organica da August Comte, che ripropone la scienza come possibilità dell'uomo per rigenerarsi e anche principio del suo dominio sulla natura. Sviluppa un'idea di progresso attraverso la formulazione di una dottrina di natura sociale a cui sono subordinate le altre scienze. La scienza dell'uomo di pari passo con la scienza della natura è un'intuizione di Comte. Per questo egli può essere considerato come l'apripista del positivismo sociale che tanta influenza eserciterà sull'arte in generale, anche sulla letteratura.

Evoluzionismo filosofico e naturalistico

Parallelamente a questo indirizzo vi è un'altra corrente che va sotto il nome di evoluzionismo, ma filosofico e naturalistico. Spencer: tutta la realtà è sottoposta alle leggi di evoluzione (processo di passaggio dall'incoerenza alla coerenza, dall'indefinito al definito, dal semplice al complesso). Quindi è un processo lento che investe la società e tutte le sue forme. Questa gradualità dei passaggi sarà un valido strumento dei progressisti moderati. Non può esserci un improvviso rovesciamento dei valori, o peggio, con una rivoluzione, per rinnovare la società. Ma con un sistema filosofico che nella sua gradualità può portare ad un vero e proprio cambiamento, non radicale e improvviso.

Darwin con l'evoluzionismo della specie ne ha scoperto i fondamenti scientifici. Nel 1859 pubblica "Sull'origine della specie per mezzo della selezione naturale", e fu così esplosivo che venne paragonato a quello della teoria copernicana. L'uomo appare detronizzato, viene fatto derivare da una forma inferiore di vita, e si trova imparentato con la scimmia. Quindi l'evoluzione era la conseguenza di questa selezione naturale secondo cui solo gli individui più adatti, su cui agisce positivamente, possono garantire il susseguirsi delle generazioni e dare origine alla nuova specie. Solo coloro che sono stati selezionati dall'ambiente circostante, possono propagare la specie. Tutto ciò non avviene secondo un programma prestabilito, ma frutto del caso e della necessità naturale. La materia è l'unica realtà che conta.

Diffusione del darwinismo

Questa teoria ebbe ostacoli di vario genere, ma si diffuse in tutta Europa, soprattutto in Francia. Lì però assunse la denotazione di "trasformismo". In Germania questa teoria è stata approfondita da Heckel, uno zoologo di Jena, mentre in Italia è introdotto da Filippo de Filippi, un professore di zoologia di Torino che pubblicò "L'uomo e la scimmia". Ci furono molti scandali per questo studio. Il darwinismo finisce per identificarsi con il positivismo, perché sembra dare su basi scientifiche e materialistiche un pensiero positivo.

Viene a cambiare la concezione del mondo e la posizione dell'uomo nell'universo. La storia dell'evoluzione rappresenta anche la storia della crisi di un modello che era rimasto per troppi secoli inalterato. Era basato sulla convinzione della sostanziale stabilità delle strutture naturali (montagne, oceani, stelle, specie viventi) e la risposta del perché veniva cercata non in operazioni della natura, ma in una visione trascendente, che vedeva come finalità l'assegnazione da Dio dei vari elementi naturali al momento della creazione da nulla. Era invalsa questa immagine e la risposta al perché dell'esistenza di ciò che ci circonda viene cercato all'interno della natura stessa.

Una rivoluzione di questa portata infiamma le polemiche, perché si formano veri e propri schieramenti contrapposti. Si crea una accesa polemica tra un fisiologo materialista russo, Herzen che aveva tenuto a Firenze nel 1869 una conferenza dal titolo "Sulla parentela dell'uomo e la scimmia", e Niccolò Tomaseo che era un difensore delle teorie spiritualiste e dell'assetto provvidenziale dell'universo. Ci sono due mondi contrapposti, da una parte il romanticismo e tutto il suo carattere spiritualistico anche da parte di chi non si professa credente, e di contro un complesso dottrinario dominato dalla realtà come intesa come pura relazione di fatti e di casi.

Il positivismo penetra in Italia negli anni 60-80 dell'800 e orienta il clima culturale: c'è aderenza alla realtà, e alcuni centri si fanno promotori di diffusione delle teorie del positivismo. Nell'università di Torino erano state chiamate in causa alla delusione degli ideali romantici e risorgimentali. In Foscolo è stata forte la delusione degli ideali patriottici e politici. Questa delusione aveva fatto sorgere un forte disinganno. Queste dottrine materialistiche svuotano la politica eroica romantica, e appare addirittura di impaccio alla realizzazione di programmi ispirati su tutt'altri valori. Questi valori del positivismo entrano anche nella letteratura.

Romanticismo e realismo letterario

Nel romanticismo c'è un soggetto creatore e la realtà è sempre frutto dell'idea dell'artista che si lascia guidare dalla fantasia (Leopardi), dall'indefinito. L'espressione dei sentimenti e lo spirito dell'autore sono condizioni fondamentali nello spirito romantico, pure se non palesemente dentro un'opera, c'è sempre il suo intervento di stampo autobiografico. L'opera letteraria è sempre un'opera basata sul punto di vista dell'autore, non arte in cui predomina l'oggettivo. Questo principio viene confessato, ma nel pieno romanticismo in Francia sorge una tendenza realistica polemica con il romanticismo che affermava l'importanza dell'imparzialità. Flaubert disse che non era forse l'ora di introdurre la giustizia nell'arte?

Giustizia → imparzialità della rappresentazione che doveva avere la stessa precisione della scienza. Anche la letteratura deve mantenere la sua lucidità scientifica. Ideale a cui gli scrittori dovevano tendere e annullare ogni formulazione soggettiva in nome di una assoluta impassibilità. Già qui si possono vedere i programmi dei positivisti che intendono introdurre dei modelli di scienza naturale e impassibile nei prodotti artistici, dello spirito. Il realismo di Flaubert e Balzac non ha ancora un apparato teorico vero e proprio che riesca a spiegare la natura e le leggi delle arti. Occorrerà l'impegno di uno scrittore e storico Ippolite Ten a cui si deve l'affermazione del clima positivistico in Francia. A lui si deve l'aver fornito i principi scientifici a quella tendenza letteraria che prende il nome di naturalismo.

La Scapigliatura

L'arte e la filosofia devono essere visti come prodotti di natura: principio del naturalismo. Il letterato naturalista deve esaminare i sentimenti stessi come un composto di un processo meccanico, come farebbe un uomo di scienza di fronte ad un fenomeno chimico o fisico. Il vizio e la virtù sono prodotti come il vetriolo e lo zucchero: ogni dato complesso nasce dall'incontro di altri più semplici da cui dipende. Quindi l'opera d'arte è caratterizzata da tre elementi particolari: la razza, il momento storico e l'ambiente. Già questi aspetti bastano a dare ogni spiegazione. Al di là di ogni principio filosofico che può apparire astratto, uno scrittore può giungere alla precisione dei sentimenti umani attraverso l'osservazione della razza di un individuo piuttosto che da un particolare momento storico piuttosto che l'ambiente geografico circostante in cui si trova a vivere.

L'antesignano è Zola, autore francese, che in un'opera Therese Raquin descrive il sentimento del rimorso e gli effetti evitando qualsiasi considerazione soggettiva, ma analizza i personaggi in base alla loro struttura organica, nel loro temperamento non in base al loro carattere. Mette a punto dei principi metodologici chiamati sperimentali o naturalista. Scrive Il Romanzo Sperimentale, in cui cerca di indagare le leggi delle arti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Autunno1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Palmieri Rossella.
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