Letteratura russa I semestre (2020/2021)
Lezione 1 - Introduzione, 8 settembre 2020
Il corso sarà strutturato su 5 + 10 lezioni. Nelle prime lezioni si analizzerà la storia della Rus’ di Kiev fino al 1800. Nelle seguenti 10 lezioni si parlerà di 5 autori + 5 opere:
- Puškin - La figlia del capitano
- Gogol’ - Il cappotto
- Dostoevskij - Ricordi dal sottosuolo
- Tolstoj - La morte di Ivan Il’ic
- Cechov - La signora con il cagnolino
L’esame sarà di tipo scritto della durata di 1 ora e mezza. Si compone di 6 domande (5-12 righe) di cui:
- Una su un saggio
- Una su una biografia di un autore
- Tre su testi di letteratura
- Una su storia (es. mettere in ordine cronologico cinque eventi dall’anno x all’anno y)
Il tutorato comincerà dalla sesta/settima settimana del corso e nell’ultimo incontro ci sarà un test con valutazione con il quale si potrà aggiungere al punteggio dell’esame finale di max. 2 pt.
Geografia
La Russia attualmente occupa uno spazio vasto, che comprende tutta l’Europa orientale e l’Asia Settentrionale (dove si trovano zone scarsamente abitate per i territori impervi, ma ricche di risorse).
Il territorio è poco vario e vi sono vastissime pianure (le colline sono pianure leggermente sopra il livello del mare). I suoi confini naturali sono i monti Urali (1900 mt monte Narodnij) con l’Europa, non rappresenta un vero e proprio confine naturale, questo spiega perché la Russia si è spinta nel corso della storia tanto ad ovest. Altri confini naturali più rappresentativi il Caucaso a sud e le catene dell’Himalaya ad est.
I fiumi sono grandissimi (es. Volga) ed essendo molto larghi e profondi spesso navigabili, hanno rappresentato per molti secoli le principali vie di comunicazione della nazione, difatti le strade erano molto poche (nel XVII sec. uno scoiattolo avrebbe potuto fare il tragitto da Mosca a San Pietroburgo senza mai scendere da un albero).
Vari biomi (vaste regioni caratterizzate da flora e fauna particolare) caratterizzano il Paese:
- La Tundra, contraddistinta da muschi e licheni, sono le zone artiche, disabitata, con ghiaccio perenne.
- La Taiga, che comprende le città di San Pietroburgo e Mosca, si distingue per le alte foreste di conifere, betulle, inverni rigidi (-30 C°/Mosca è 150/365 gg all’anno coperta da neve) ed estati molto calde (30 C°) un clima continentale e una fauna caratterizzata da alci, orsi, ermellini e volpi (animali nella maggioranza da pelliccia);
- La Steppa, una pianura secca che comprende la fascia sotto la Taiga e dunque sottostante Mosca, caratterizzata da vaste praterie, una vegetazione scarsa, inverni freddi e secchi, estati torride e piovose; una parte della steppa ospita le terre nere, černozëm, che hanno fatto dell’Ucraina il granaio d’Europa. Zona ricca di materie del sottosuolo (oro, petrolio, carbone). Come animali troviamo anche lo zibellino, utilizzato per fare pelliccia (si veda Autunno di Puškin).
A. S. Puškin, Autunno (1833)
[…] Ora è il mio tempo: non amo la primavera; Il disgelo è una noia; puzzo, fango: a primavera mi ammalo; Il sangue s’agita; sentimenti e mente sono presi da angoscia. Sono più contento nel rigido inverno, Amo le sue nevi; al cospetto della luna Come è rapida e libera la spensierata corsa in slitta con l’amica, Quando lei, sotto lo zibellino, è calda e fresca, La mano vi stringe, ardendo e tremando! […]
Temperature medie annuali Mosca
- Gennaio -12/-14 C°
- Aprile, ottobre 0/2 C°
- Luglio 18 C°
Suddivisione amministrativa della Federazione Russa
La Russia è una federazione composta da 83 soggetti federali + 2 (Crimea + Città federale di Sebastopoli), è asimmetrica, ovvero è composta da soggetti diversi (America, Canada).
Es. il distretto della Columbia ha meno diritti a livello amministrativo rispetto ad altri soggetti federali.
Un esempio di Federazione simmetrica è l'Austria o la Germania.
21 Repubbliche (+ 1 Crimea)
Le repubbliche sono elementi con più autonomia rispetto ad altri soggetti, occupate da minoranze etniche (popolazioni non russe), in cui vige come lingua nazionale il russo, ma anche la loro lingua madre utilizzate nei documenti ed imparate a scuola.
- La Repubblica di Tatarstan, o Tartaria, ha una popolazione di quasi 4 mln di abitanti sul medio Volga, popolazione di lingua turanica di cui la maggioranza è musulmana. Tra i settori industriali maggiormente occupati troviamo l’estrazione di petrolio.
- La Repubblica dei Baskiri, islamici turanici.
- La Repubblica dei Komi, in cui le lingue ufficiali sono il komi e il russo, parlati da popolazioni di derivazione ugrofinnica.
- La Repubblica dei Calmucchi, situata vicino al Caucaso, le lingue ufficiali sono il russo e il calmucco e la popolazione è di maggioranza di religione buddista.
46 regioni (oblast’)
Le regioni prendono il nome dalla città di riferimento.
Regione autonoma ebraica
Un territorio dell'estremo oriente assegnato alla minoranza ebraica ai tempi dell'Unione Sovietica, a livello amministrativo gode degli stessi diritti degli oblast’. Un caposaldo della Rivoluzione russa era quello di dare un posto ad ogni popolo e dunque quello di risolvere definitivamente la questione ebraica. Inizialmente si pensa di metterla in Crimea, poi decidono di mandarli ad estremo Oriente.
Nel 1928 partono in 3000 ma 2000 poi ritornano. Con Stalin vengono portati a forza e nel 1934 il 50% della popolazione di quella zona era di religione ebraica. Oggi qui gli ebrei sono solo l’1% della popolazione della regione.
9 territori (Kraj)
Corrispondono a quei territori di confine con bassa densità abitativa. Secoli fa avevano dei diritti speciali in quanto posti al confine, oggi però hanno pari diritti degli oblast’.
4 circondari autonomi (okrug)
Corrispondono a territori più o meno artici abitati da minoranze etniche numericamente poco consistenti. Pur essendo autonomi non godono di un’amministrazione indipendente perché l'amministrazione di riferimento appartiene alle regioni limitrofe. Nonostante abbiano un’autonomia, un ordinamento particolare, agevolazioni fiscali, etc. si vota un'unica amministrazione.
3 città federali
Mosca, San Pietroburgo, Sebastopoli.
Popolazione
Si registra un’alta densità nella parte europea. Solamente Mosca ha 15 mln di abitanti, l’Italia è poco più di un terzo. La Russia ha 150 mln di abitanti, l’intero stato d’Irlanda.
CSI (СНГ - Comunità di stati indipendenti)
Organizzazione internazionale di cooperazione economica, politica e militare, costituita per il libero scambio di persone e merci nata nel 1991 per salvare il mercato e lo scambio in concomitanza con lo scioglimento dell’URSS e con la costruzione di stati indipendenti.
Dal 2009 la Georgia non fa più parte ufficialmente del CSI per problemi dovuti ad un intervento delle armate russe nell'anno precedente, per proteggere le popolazioni di queste regioni che hanno richiesto l’intervento. I georgiani pensavano fosse una vera e propria occupazione, oggi le due repubbliche occupate non pagano più le tasse alla Georgia.
Con l’invasione della Crimea, l’Ucraina ha annunciato di voler uscire dal CSI e nel maggio 2018 ha ritirato tutti i suoi membri degli organi CSI.
Nel febbraio del 2014, con la caduta del presidente filorusso Viktor Ianukovich e la presa del potere da parte dell’opposizione nazionalista e filoeuropea, il Parlamento della Crimea decide di indire un referendum per staccarsi da Kiev. La Russia, che non riconosce il nuovo governo di Kiev invia uomini e mezzi per presidiare i principali centri della penisola, oltre a numerosi mezzi blindati. Il governo provvisorio di Kiev denuncia “l’invasione” e ribadisce a Mosca la volontà di non cedere la Crimea.
Il 20 marzo, 4 giorni dopo il referendum, il trattato di adesione è ratificato dalla Duma. Trattato dichiarato illegittimo sia dall’ONU che dall’Unione europea che ha prolungato fino al giugno 2017 le sanzioni economiche contro la penisola, ma anche dall’Ucraina che considera ancora la penisola di Crimea parte del suo territorio temporaneamente occupato.
Gli slavi
Sugli slavi orientali si hanno varie teorie sulla loro provenienza. Secondo alcuni cronisti romani/bizantini l’idea di slavi orientali ci sono già nel IV sec. Tra i secoli V/VII d.C. ci furono migrazioni da un ceppo centrale (non si sa bene il motivo, forse cercavano nuove zone dove vivere dovuto ad un incremento demografico) in diverse direzioni e gli slavi si divisero in:
- Slavi orientali (odierni russi, ucraini e bielorussi), che incontrano la Taiga e si mescolano con le popolazioni ugrofinniche, popolazioni di tipo stanziale, che esercitavano attività di caccia, raccolta di frutti dal bosco, pesca in laghi e fiumi e agricoltura (cavoli, patate);
- Slavi meridionali (ex iugoslavi e bulgari), i quali trovano la Steppa (pianure) abitata da popolazioni nomadi, essendo un territorio con poca vegetazione c’era necessità di spostamento. Le popolazioni nomadi erano un popolo agguerrito, gli slavi ebbero difficoltà nell’insediamento.
- Slavi occidentali (polacchi, cechi, slovacchi)
Gli slavi erano un popolo stanziale, basato perlopiù sull’agricoltura. Diversamente dai germanici, gli slavi erano delle tribù organizzate in confederazioni di clan, ovvero insieme di famiglie allargate discendenti da un unico capostipite. Vi è dunque una struttura piramidale con un capofamiglia e le decisioni vengono prese in assemblea. Per la difesa si sceglieva un condottiero con truppe mal organizzate. Questo collettivismo lo si vede nella distribuzione collettiva delle terre e dei prodotti.
мир = pace, mondo, anticamente voleva significare anche villaggio come comunità;
Si nota l’evoluzione linguistica del termine da micromondo a macro. Il termine ci conferisce l'idea di umanità e accordo che vigeva in questi villaggi.
All’inizio del 1900 Evel Gasparini ci descriveva gli slavi come popolazioni matriarcali (e non patriarcali) ovvero i rapporti di passaggio di proprietà si definivano su base materna o matrilineare, in base ad alcune testimonianze archeologiche, ma anche al lessico delle lingue (La nomenclatura cognatizia nelle regioni patriarcali è sempre unidirezionale, solo quella del marito, in quella matriarcale abbiamo i due tipi, il fratello della moglie o un fratello del marito si chiamano in maniera diversa, non cognato).
Secondo Gasparini l'orientamento matriarcale favorisce l'idea di proprietà collettiva e di assemblea. Alla morte del capo maschio passava il potere in mano alla donna oppure si veniva a creare un consortium presieduto da un membro anziano della famiglia. Negli altri popoli europei vigevano ordinamenti patriarcali, con una struttura gerarchica della società, la proprietà privata, il pater familias e l'eredità ai figli maschi.
Gli slavi, pur provenendo da una famiglia europea, formano una deviazione da essa.
Con la cristianizzazione dei popoli intorno all’VII/IX sec. si ha una svolta nell’ordinamento patriarcale, ma non nelle campagne; per questo alcuni elementi del matriarcato esistono ancor’oggi.
Un altro esempio che si può prendere è che il suocero poteva avere figli con la donna del figlio, se egli fosse sterile o impossibilitato temporaneamente, per esempio se egli era in guerra.
Secondo alcune testimonianze storiche (reperti archeologici, perlopiù bizantini) gli slavi erano degli agricoltori.
La religione della popolazione contadina era il culto della madre terra. Le feste pagane vennero effettuate anche in età cristiana, per esempio quella di Ivan Kupala (San Giovanni Battista) che avviene attorno al solstizio d’estate ed è a tutti gli effetti una festa pagana cristianizzata. Si dà fuoco ad una barca in mezzo all’acqua imbastita di ceri.
Dei principali del paganesimo slavo:
- Perùn, dio del tuono e della guerra / profeta Elia
- Veles, dio del bestiame
- Dažd’bòg, dio del sole
- Svaròg, dio del cielo e del fuoco
- Stribòg, dio del vento
- Mòkoš’, dea della terra, pioggia, raccolto, cucito, tessitura, protettrice dell’artigianato, delle donne
Con la Cristianizzazione in alcuni casi certi spiriti (come quello della casa) venivano onorati come dèi, in altri (quello del bosco) vengono considerati demoni. In altri casi dei Santi vanno a sostituire quegli spiriti (profeta Elia/Perun).
In tutta l'area slava è tradizionale il credo dei vampiri, uomini morti di morte impura o tabù: maledetti dai genitori, ubriaconi, morte violenta, alcuni giorni dell'anno in cui non si poteva morire. Il vampiro è un morto che non si decompone nella tomba, ma che mantiene le abitudini dei vivi: deve mangiare, succhia sangue ed è anche cannibale; i loro corpi morti venivano lasciati per strada perché così si sarebbero decomposti più velocemente per poi bruciarli. Il vampiro impedisce la fertilità e provoca pestilenza ed eucarestia. Il corrispondente femminile del vampiro è la Rusalka, donne morte vergini o donne suicidate per amore infelice (morte impura).
Baba Jaga è la strega delle fiabe russe. Essere sanguinario, cannibale vive in una casetta che sta su zampe di gallina, ruota su sé stessa e funge da porta di passaggio tra mondo dei vivi e quello dei morti.
Lešij, da lec è il demone del bosco che fa sparire i viandanti, li rapisce e fa loro il solletico fino a farli morire.
Domovoj, spirito della casa.
Lezione 2 storia e cultura (IX-XIII sec.), 15 settembre 2020
Nello scrivere una tesi in russo si utilizza la traslitterazione scientifica del cirillico (ISO9-1968) (Rus’ di Kiev).
Nascita del primo stato russo
Le cronache parlano di tre fratelli variaghi, attorno al 862 (Fondazione della Velikaja Rus') le tribù slave e ugrofinniche non andando d’accordo chiesero aiuto ai variaghi (vichinghi) di governarli, e più nello specifico ai tre fratelli: Rjurik (che danno vita alla dinastia dei Rjurikidi fino al 1598 con un figlio di Ivan il terribile, Fedor anche detto lo zar scemo), Sineus e Truvor, il classico archetipo della fondazione di uno stato ad opera di tre fratelli (es. Roma).
Intorno al IX sec. i vichinghi svedesi (detti anche normanni, variaghi nome dato dai bizantini) scendono a sud tramite i fiumi Neva, Volchov, Dnepr e arrivano fino al mar Nero per commerciare con Bisanzio: loro avevano zanne di tricheco (principale fonte di avorio dell’epoca), pellicce di felini, e lungo questa via fluviale i vichinghi si impadronivano dei villaggi o ne fondarono altri, la via dai variaghi ai greci, così nacque la Rus’ di Kiev (nome del popolo settentrionale vichingo regnante, che alla fine si utilizza per l’insieme degli abitanti di quella zona), detta anche Grande Rus’.
882: [Kiev diventa capitale della Rus’]
Rispetto agli slavi i variaghi erano comandati da capi militari, un Knjaz’ (principe), che aveva la propria guardia militare druzina anziana (da drug, compagni fedelissimi del principe), druzina giovane (servi del principe), mercenari e opolcenie (=milizia popolare volontaria).
Il grad era la fortezza in legno dove viveva il knjaz’ e la propria famiglia. Dall’altra parte del fiume stava il posàd, zona mercantile dove vivevano i mercanti e gli artigiani. I contadini vivevano nell’entroterra e a volte subivano delle razzie regolamentate, saccheggi da parte di persone armate inviate dal knjaz’ (es. ringraziare un druzina per un buon servizio reso); kormlenie è il nome dato a questa sorta di rifornimento. Nel sobborgo mercantile si trovava il vece, l’assemblea di anziani presieduta da un presidente, decisioni su azioni militari, commerciali, vivere sociale.
Conversione al cristianesimo
Dopo una serie di regnanti con una situazione prettamente stabile, verso il X sec. regna una donna (reggente del figlio troppo piccolo), Olga di Kiev, con una mentalità più politica, per lei era infatti necessario per alcune ragioni politiche, commerciali stringere alleanze stabili con bizantini, franchi, germani, per non diventare vassallo di Costantinopoli e il Cristianesimo ne sarebbe stato il “biglietto da visita”. Lei va a Costantinopoli per farsi battezzare come Elena. A 18 anni il figlio sale al trono e non è più interessato a portare avanti le idee della madre e il progetto, dunque, non va a buon fine in quanto lei è l’unica ad essersi convertita mentre la popolazione rimase ancora pagana.
Vladimir (nipote di Olga) si convertirà al Cristianesimo nel 988 d.C. (nonostante si diceva fosse pieno di mogli, amasse bere, fosse collerico). Egli chiese dei rappresentanti dei musulmani, cattolici e ortodossi per conoscere le religioni e scegliere quella che faceva al caso suo. (VEDI DOCUMENTO CRONACHE)
Vladimir decide di adottare il rito greco ortodosso poiché nelle funzioni religiose era esteticamente più bello (canti, scenografie). Motivi della conversione = motivi di estetica, motivi di stringere rapporti commerciali stabili con Bisanzio. Bisanzio manda degli incaricati bulgari che parlano uno slavo quasi comprensibile agli slavi per evangelizzarli. Il greco rimase la lingua colta tra i monaci. Molto spesso anche le cariche religiose nei primi secoli erano ricoperte da emissari di Bisanzio con nomi greci. Il cristianesimo porta anche una cultura scritta. I
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