Letteratura contemporanea e spettacolo
Introduzione 10\02\20
Professore: Giulio Iacoli
Bibliografia:
- Bernardelli, Ceserani “Il testo narrativo” (non frequentati workshop)
- Giovannetti “La letteratura italiana moderna e contemporanea” (no capitoli 3,4,8)
- Pirandello “Quaderni di Serafino Gubbio operatore”
- Pratolini “Il quartiere”
- Pasolini “Ragazzi di vita”
- Bianciardi “La vita agra”
Filmografia:
- Antonioni L’avventura
- Antonioni L’eclisse
- Antonioni La notte
- Antonioni Il deserto rosso
Esame: inizia con due domande sul manuale di Giovannetti, a cui si deve rispondere per accedere all’esame.
Workshop:
- Funzionamento racconto sui vari media
- Minima partecipazione
- Mini saggio di lettura 1
L’universo tematico 12\02\20
Non è un parola poco famigliare, anzi ne abbiamo familiarità fino ai primi anni di scuola. La parola tema deriva dal verbo τίθημι che tema vuol dire porre, ciò che viene pro-posto, cioè una materia che deve essere sviluppata, che è la parte centrale di un discorso. A partire dal Medioevo viene definito anche un soggetto, che deve essere trattato.
Anche nelle discipline musicali si usa questa parola per indicare una melodia caratterizzante che attraverso variazioni viene modulata e modificata. Quindi attraverso queste parole si può capire che il tema è qualcosa che ci porta a parlare l’opera nella sua interezza.
Ci sono 3 possibilità in cui si può riassumere il concetto di tema:
- Materia elaborata
- Idea ispiratrice
- Soggetto di cui il testo costituisce lo sviluppo
A livello della letteratura troviamo una continuità con Platone, la poetica di Aristotele e L’ars poetica di Orazio, in cui insiste sulla rilevanza che il poeta si interroghi sull’importanza della scelta dei temi. I temi non sono stati elementi definiti in maniera approfondita ma sin dalle origini hanno portato i poeti a interrogarsi sul loro fare. Anche nella poesia volgare, Dante spiega il proprio tema e i temi delle fonti. Si giunge a un momento di massima riflessione con poeti come Torquato Tasso.
Non è stato riconosciuto sempre in maniera uniforme:
- 1. Positivismo: nei quali oltre a un particolare interesse per la scienza abbiamo anche una tendenza alla schematizzazione, il positivismo in tutte le sue forme ha un’ossessione per analizzare i fenomeni classificandoli con una tassonomia. I temi quindi in questa fase sono procedure che vanno schematizzate. Cioè individuare alcuni elementi tematici e schematizzarli, Croce lo riconosce come un’esperienza sterile. Roman Jacobson ha definito la critica tematica con il termine di critica del cavallo (perché una volta in molte opere era presente il cavallo), senza che il significato appaia utile.
- 2. Formalismo e strutturalismo: nascono in Russia tra le due guerre del 900 per passare a una fase a Praga quindi da formalismo si passa allo strutturalismo praghese. Ha avuto influenza anche in Italia e Francia negli anni 60-70. Ci si concentra sulla totalità del testo, separandolo da ciò che è extra-testo, cioè si separa il testo dal suo contesto. Il testo diventa il centro dell’attività del formalismo. Con il formalismo si scompone in parti il testo per vedere come sono fatti e come funzionano. Di fronte a tutto questo c’è una sorta di sdoppiamento, perché il formalismo russo trattiene un elemento che è il motivo, che è qualcosa di più concreto e misurabile, elemento tematico ridotto, quindi può essere sottoposto ai processi, serve perché può dirci come funziona il testo. Il tema non ha un suo spazio all’interno degli studi, non trova uno spazio per poter essere preso in considerazione. Uno studioso dei motivi è Ejchet Laum. Il tema quindi chiama in causa qualcosa che è fuori dal testo (l’ideologia dell’autore), fa parte di una dominante critica che ha fatto sentire gli effetti fino agli anni 80 in cui il tema era bandito.
- 3. Critique thématique: applicazione delle costanti tematiche dei singoli autori.
- 4. Nuova tematologia: grande ritorno alla critica tematica anni 80, inizio anni 90. Questa carica tematica indica l’importanza di un tema in diverse epoche e culture, il tema diventa un’entità di lunga durata e trans-culturale ci interessa vederlo con la continuità e differenze della sua apparizione.
Vengono riconosciuti dalla critica gli arcitemi. Tra questi abbiamo anche:
- Il paesaggio
- L’oggetto
- Il viaggio 2
Temi di grandissima ampiezza. Ci sono temi trans-culturali di grande durata o temi che indicano l’epoca che li ha prodotti per poi scomparire (arpa eolia che si diffonde soprattutto durante il romanticismo inglese, il treno che fa la sua comparsa con l’800’).
Il tema e il motivo sono i concetti cardini, entrambi sono unità di significato stereotipe, cioè riconoscibile che ricorrono in uno stesso testo o in gruppi di testi, attraverso queste unità possiamo determinare aree tematiche determinanti per comprendere il testo. La distinzione operati sono:
- Temi: elementi stereotipi che sottendono a un testo o una parte di esso. Riguardano l’interezza di un testo.
- Motivi: sottendono a una parte più ristretta e possono essere molti.
Questo rapporto tra grande e piccoli di motivi e temi è dato perché il motivo ci permette di individuare un tema grande ritorno alla critica tematica. I motivi sono iterabili. I temi sono discorsi che compaiono per parlare di quel testo, entità meta-discorsivi.
Esempio: La città e la casa
Il libro è composto dalle lettere che si inviano i membri della famiglia, tra cui c’e la zia Roberta che è una flat character, personaggio piatto, incapace di comprendere il nipote Alberico, omosessuale che però si occupa di una bimba. Allora c’è una iterabilità dei discorsi, con un ritornello che si ripete continuamente: <<il mattone non delude>>. Questo motivo ripetuto indica una sicurezza, che mira al possesso della casa. Il possesso monetario è fondamentale.
Il tema che potremo quindi cogliere è lo scontro tra generazione, tra due visioni di due tipi di personaggi. D’altra parte in alta il possesso della casa è visto come un disinteresse dalle generazione nuove in contrasto con le vecchie generazioni. I temi che sono qualcosa di più profondo sono qualcosa di fondamentale per comprender. La struttura del testo.
Tematizzazione si traduce due significati:
- Enconding: sapiente inserimento e filatura di motivi-spia di discorsi tematici
- Decoding: operazione di messa a fuoco
C’è un lettore che compie una codifica e il lettore che compie un atto di decodifica, il termine tecnico è inferire. La tematizzazione coinvolge l’autore.
Daniele Gilioli dà l’idea di come questa entità possa essere individuata in una regione di testo, c spazio di tensione che si apre tra l’argomento e il senso. L’argomento è oggettivo, viceversa il senso che è qualcosa che dobbiamo interpretare secondo le proprie idee.
L’universo tematico si compone di diversi elementi tra cui il topos è un motivo standardizzato, cioè è un luogo sentito come un luogo a cui attingere, immagine che si riproduce con una certa familiarità, un motivo standardizzato. Però il topos può essere legato a un’epoca precisa (il cuore mangiato della poesia cortese, in cui le donne calpestano i corpi dei loro amori). Ma al contrario si può dare comunque una lunga durata (locus amoenus) che arriva fino all’800 che viene visto come qualcosa che è tematizzata in maniera ironica. Temi motivi topoi possono avere una vita lunga ma è la scrittura che ne determina il valore 3.
La città 17\02\20
Baudelaire nei I fiori del male esprime alcuni motivi che con poche semplificazioni arrivano fino al 900, parla della città moderna. Descrive lo spirito della grande metropoli Parigi. L’Italia vede il crescere i grandi quartieri oltre il Tevere che saranno disposte a ospitare grandi figure, ma prima di questo Roma non è paragonabile alle grandi città europee che si stanno allargando.
Questi sono i problemi che l’Italia deve affrontare, il ritardo nello sviluppo. Tra questi abbiamo il problema dell’urbanizzazione, Roma è una capitale che deve trovare ancora una sua identità, non troviamo un modello di spirito per questa città, non abbiamo l’equivalente di ciò che avviene nei romanzi di Dickens in cui c’è una città che stritola l’individuo.
Uno dei temi principali è la città che schiaccia la persona che ci vive, già presente in Dickens ma non ancora in Italia in cui dobbiamo aspettare il 900’, perché effetto di un certo ritardo. Ci sono delle immagini delle città, ma non abbiamo esempi di romanzi urbani, perché queste narrazioni prevedono un rapporto antagonista tra il personaggio e la città. Il personaggio italiano rimane all’oscuro di ciò che la città è, proprio a causa di questo ritardo, e ne rimane schiacciato.
L’individuo vede nella città un posto in cui realizzare le proprie aspirazioni, ma è destinato a essere schiacciato dalla città. Tutti questi motivi in Baudelaire ritornano, una città che affascinata schiaccia. In Italia abbiamo un tessuto molto differenziato in cui si rivolgono come l’Italia delle 100 città, territori franamenti e governati singolarmente, non abbiamo una capitale forte.
Spleen: condizione malinconica, senso che si lega alla noia per la vita. Condizione dolente che cattura l’individuo, che deriva dalla teoria degli umori. Ci sono figure del soggetto, alato, che con un gusto del grottesco. Baudelaire esprime nei suoi motivi.
I fiori del male
- Sobborghi presi dalla nebbia, caratteristiche delle città. Una città vista dalle sue periferie, che non rappresenta un paesaggio piacevole.
- Baudelaire crea un quadro unitario, grazie ad aggettivi che fanno leva su un’atmosfera degradato, in cui anche l’immagine delle carte che dovrebbero sembra positive, ricordano gli amori defunti. Trasmette un quadro di desolazione.
Tableu parigini: Baudelaire quasi competendo con il pittore vuole cercare di restituirci la città con pennellate ampie. Cambia l’impostazione della sezione, c’è tuttavia qualcosa che lascia momentaneamente spazio al sole che pero poi scompare.
Il sole: scoperta della città del poeta è unito alla scoperta di rime. La città è un luogo da cui il poeta attinge le rime. Il sole detta le parole che poi il poeta troverà disposti davanti al suo passaggio. Il sole rende più lieto l’invecchiamento. Il sole ha la funzione di far vincere di una vita più splendente la vita. Come il sole anche il poeta ha la capacita di nobilitare con le sue parole anche quelli che sono gli oggetti più vivi che incontra durante il suo passaggio. Da revisita anche i luoghi più tristi.
Motivo dei ciechi: contrapposizione semantica tra dardeggianti che esprime vitalità e palle di buono che spegne la forza. Il poeta si sente nella sua degradazioni nella sua angoscia si sente vicino a loro in un angola rispetto alla città piena di folla. Il poeta si affianca ai ciechi in un posizione marginale.
A une passante: la figura femminile rimane poco caratterizzata. Questa passante rappresenta un punto di svolta nella vita del poeta. Figura che si caratterizza per il nero, ci dice una figura casuale. Donna esile che si scosta il vestito per non sporcarlo, agile e fiera con le gambe come una scultura. Importante è il piacere che è caratterizzato con un’espressione concomitante negativa. Questa bellezza è capace momentaneamente di far riprendere il poeta dal suo stordimento. Tu ignori dove io vada, tu sei sparita, con questa frase dà l’idea di separazione. Senso di una città sempre disposta a offrire incontri fortunati e momentanei.
Il crepuscolo della sera: figure caratteristiche di un quadro parigino. Momento classico della pace. La sera è popolata di demoni malsani che sabato contro imposte e pensile. Quadro 4 composto da malaffare che stanno in disparte che hanno un obbiettivo erotico. La luce è fioca data dalla luce del fanale. Parla della prostituzione con la “P” maiuscola. Descrive la città come un formicaio. É il momento in cui i malati peggiorano, è il momento in cui si agita qualcosa di malsano. Questo crepuscolo e il luogo in cui si addenso le figure caratteristiche di Baudelaire (ladro, prostitute …)
Ipnotiche stagioni: stagioni di transizioni. Pace momentanea che dà al poeta.
Il crepuscolo del mattino: risveglio, momento che è il complementare al crepuscolo serale, in cui però nella città si sveglia una serie di figure. Soggetto femminile che non è la prostituta, ma donne malate che esprime un senso morboso di sedurre. Il gallo è un grido che lacera la foschia. I moribondi che rantolano rappresentano una coesione tematica.
Il vino: le figure che rappresentano la vita di Parigi davanti al vino. C’è l’immagine del giocatore che ritorna. Invocazione a questo elisir che riesce a rendere la vita del poeta contemplata come una divistiche riesce a rendere il poeta quasi simili agli dei.
La metropoli e la vita dello spirito
La figura della città si ritrova anche nell’opera di Simmel “La metropoli e la vita dello spirito” in cui descrive un’intensificazione della vita nervosa che ha luogo nella grande città. Correlazione tra vita nervosa e gli effetti che questa metropolitana inducono nel cittadino. Siamo ai primi anni del 900 e simile individua questo legame tra gli stimoli della città e l’attività nervosa.
Particolare è la figura dell’orologio che scandisce il ritmo. La città è vista come un mostro moderno che ha al suo interno varie figure, ma al tempo stesso li annienta. Simile fa un’analisi di questa isteria che la città produce sull’individuo, ma presenta anche una figura che reagisce a questa sovrastimolazione.
Blasé: degli stimoli, questo personaggio è il prodotto tipico della città. Questa figura ha saputo costruire intorno a se una sorta di corazza, è esperta della città, e attraverso il suo cinismo si difende dagli attacchi della città. Questa intossicazione di stimoli porta l’uomo a spendere tutte le sue risorse, proprio da questa capacità di reggere gli stimoli deriva la caratteristica del Blasé. Si produce una specie di maschera che l’intellettuale mette al volto. Con il Blasé Simmel si riferisce a una figura maschile, la figura femminile è la vittima insieme al marito o la prostituta. In generale la città si articola in temi che mostra il valore attivo nel contribuire a determinare le sorti del personaggio.
Semiologia urbanistica
Rolan Barthes “Semiologia urbanistica”. Conferenza che avvia alla lettura dei segni della città, Barthes si rivolge alla città mostrando sensibilità nei suoi aspetti culturali, mostra anche che c’è una sorta di grammatica mutevole che sta sotto alle città. Siamo nel periodo dello strutturalismo, in cui uno studio secondo modelli è all’ordine del giorno, Barthes ci dice che per comprendere la città bisogna fare riferimento ha qualcosa al di la degli schemi, occorre essere amatori della città. Lui la chiama l’erotica della città. Mostra un atteggiamento dell’amante che va incontro alla città. 5
Effetto rebound: quando il cinema rimbalza nelle forme della letteratura
Rispetto al ben più studiato procedimento che concerne le forme di trasposizione intermediale dal testo narrativo al testo filmico, la forma inversa di influsso o trasposizione (in senso ampio), quella che conduce a ritrovare le immagini del cinema nelle pagine degli scrittori, è stata individuata e studiata solo in tempi più recenti.
Si tratta, con una formula che lo storico del cinema Antonio Costa (1993: 45-46) ha ripreso dal teorico della letteratura Gérard Genette, dell’“effetto rebound”, ovverosia, letteralmente, di un rimbalzo dal grande schermo alla pagina. Che cosa, nello specifico, rimbalza, da dove e verso dove, e perché?
Sono immagini, personaggi, espressioni dei sentimenti umani, idee, che prorompono dallo sterminato immaginario propagato dal cinema, concepibile come una «grande centrale che produce e rielabora desideri, i quali possono condensarsi e assumere vita autonoma» (Manzoli 2003: 111), per venire fissati sulla pagina degli scrittori.
I cui intendimenti sono molteplici: possono esprimere paura e risentimento nei confronti del nuovo mezzo, in una fase ancora identificabile come di giovinezza del cinema, come abbiamo brevemente visto avvenire nei Quaderni di Serafino Gubbio operatore (vedi UD 16), o, al contrario, possono tributare un omaggio alla tradizione e al suo star-system, a un’epoca e alle sue atmosfere caratteristiche.
In ogni caso, nel variare dei propositi che marcano più propriamente le diverse stagioni del film ripreso dalla letteratura, come vedremo, permane l’interesse delle forme letterarie per procedimenti e immagini del cinema, per il funzionamento della macchina spettacolare come pure per la suggestione potenzialmente interminabile che deriva dalle sue creazioni.
Procedimenti e significati dell’effetto rebound
Più antico e ramificato di quanto a tutta prima si possa pensare, l’influsso del cinema sulle forme letterarie novecentesche appare documentato quantomeno a partire dall’immediato secondo dopoguerra, dal 1948 in cui vede la luce il volume di una studiosa francese, Claude-Edmonde Magny, L’âge du roman américain. Nel suo libro, Magny si focalizzava sugli u
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