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01/04 In A Silvia

Vi è un evento critico che è costituito dalla morte di Silvia e rispettivamente dalla fine delle speranze del poeta. (analogia tra l'io poetico e Silvia).

Questo lo vediamo nella conclusione del Canto, ma al di là di questo evento si situa il tempo sognante e fiducioso della prima giovinezza sia di Silvia sia del poeta, che culmina per entrambi in uno stato di beatitudine: il futuro colmo di promesse di Silvia e un paesaggio primaverile per il poeta.

Questa rievocazione a specchio è costruita anche attraverso movimenti alternati, strofa che compete alla storia di Silvia e una strofa che compete alla storia del poeta > si sviluppano due veri e propri movimenti.

Primo movimento

Il primo movimento è dedicato, dopo l'attacco, alla giornata esemplare di Silvia. (vedi app Giuli sul titolo) > dialogo

Leopardi è un poeta dialogico anche in altre zone dei canti, non solamente qui, certo è che l'ambito dialogico caricato di valenze affettive è particolarmente presente nei pisano-recanatesi, proprio per questo io che riassorbe in sé il dolore di tutti gli uomini.

L'attacco è allocutivo e interlocutivo, che fin da subito mette in campo una tonalità della poesia che è mossa e patetica, piena di enjambment con sintassi più estesa nelle prime stanze e più franta successivamente.

> Dopo questo attacco allocutivo inizia l'alternanza di danze e movimenti dedicati a Silvia e al poeta.

  • Dal v. 7 > giornata esemplare di Silvia.
  • Dal v. 15 > alla esemplificazione della giornata di Silvia corrisponde una strofa del poeta, della sua giornata.

A Silvia, rispetto ad altri canti pisano-recanatesi, ha un lessico realistico ma più stemperato e infatti il balcone diventa verone (v. 19).

Quarto movimento

V. 40 > quarto movimento, dopo quello dedicato alla soavità della condizione di entrambi, ma anche la messa in discussione di questa sua vita (da v. 29), si prende atto che la sorte di Silvia della sua morte. (Par. “Tu prima che l'inverno inaridisse la vegetazione” v. 40)

Quinto movimento

V. 49 > quinto movimento, caduta delle speranze del poeta, che corrisponde alla morte di Silvia della strofa precedente.

V. 59 questa la sorte dell'umane genti? > qui il destino di Silvia e del poeta sono riunificati in una considerazione più generale della condizione degli uomini.

Vv60-64 > si rivolge in tono allocutivo ad un assente, ad una morta e qui Leopardi inaugura un genere che avrà seguito nel 900.

[vedi Montale La casa dei doganieri in cui parla con una ragazza che immagina morta, Annetta Arletta (rispetto a Leopardi che interloquiva nel Se ti va mente un il referente biografico di Teresa Fattorini realmente morta giovane, Montale invece si rivolge ad una donna che morirà invece molto più tardi)].

Tempi verbali e modalità leopardiane

> Si alternano due tempi verbali: l'imperfetto della Rimembranza e il presente delle considerazioni.

> In A Silvia sono presenti due modalità costitutive della poesia leopardiana: il doppio e l'allegoria.

> Il doppio molto presente nelle canzoni, molto spesso era un personaggio storico ma questa modalità si estende anche alle serie successive, vedi Consalvo e il pastore errante dell'Asia.

> L'allegoria invece è esterna alle canzoni e comincia a essere usata solo dopo il silenzio poetico in particolare a partire da A Silvia proprio. > È il primo testo in cui incontriamo una vera e propria allegoria. > Il meccanismo poi ritornerà anche nel Canto notturno del pastore errante dell'Asia. (> poi anche dopo nel tramonto della Luna eccetera.)

Notiamo invece che in Leopardi non c'è un largo uso delle metafore e delle similitudini > in linea con il fatto che la metafora ha una tradizione e appartiene a un filone di poesia più irrazionale mentre l'allegoria ha una tradizione che nasce da Dante e che spesso si accompagna con la poesia di poeti che rifuggono procedure di tipo irrazionale, che hanno un'idea di poesia meno irrazionale di altri.

Non è casuale che Leopardi scopra dopo una certa data questo tipo di costrutto. > Un altro poeta nel Novecento fortemente allegorico è un poeta come Montale, per il quale la poesia è un sogno alla luce della ragione.

Silvia e la speranza giovanile

Silvia è un'allegoria della speranza giovanile ma allo stesso tempo è la peculiarità dell'uso dell'allegoria in questa sede di Leopardi è che è un'allegoria di insieme del figurato e del figurante, infatti il figurato e il figurante in questa allegoria ci sono insieme, sia la speranza che Silvia, è un'allegoria reciproca. (Nell'allegoria normale il figurato è assente ed esiste il figurante > Normalmente ci sarebbe solo Silvia allegoria della Speranza, mentre qui è reciproco poiché Silvia rappresenta la speranza ma allo stesso tempo la speranza rappresenta Silvia). > Uso particolare dell'allegoria da parte di Leopardi.

> Tema della rimembranza e delle illusioni giovanili, che riemergono anche nel cupo disincanto che Leopardi nutre nei confronti delle cose, degli uomini e di se stessi e che abbiamo visto affrontare in questo testo così stilizzato e ben costruito come A Silvia, ritorna anche nel testo che tr

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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