Concetti Chiave
- Il legittimismo emerse durante il Congresso di Vienna, sostenendo la legittimità dinastica in opposizione alla legittimità rivoluzionaria basata sulla volontà popolare.
- I legittimisti difendevano i diritti delle antiche dinastie e cercavano di ripristinare le tradizioni e le gerarchie sociali dell'antico regime.
- Con l'affermarsi di sistemi politici costituzionali nella seconda metà dell'800, il legittimismo perse influenza e peso politico.
- Nonostante la perdita di potere, il legittimismo rimase attivo in Francia e Spagna, dove le vecchie dinastie erano state rovesciate.
- In Francia, il legittimismo si fuse con un nazionalismo reazionario e clericale, creando tensioni con le istituzioni democratiche.
Quali sono le origini del legittimismo?
Il termine “legittimismo” si cominciò a usare all’epoca del Congresso di Vienna: quando i rappresentanti della Francia sconfitta – nell’intento di difendere l’integrità territoriale del loro paese - si richiamarono al “principio di legittimità”, che fu accettato dalle potenze vincitrici come base per l’assetto europeo.
La legittimità a cui si riferiva era quella dinastica, fondata sul diritto divino dei sovrani: una legittimità contrapposta, nel pensiero dei teorici della restaurazione, a quella rivoluzionaria, che invece vedeva nella volontà popolare, l’unica genuina fonte del potere.
Da allora furono definiti “legittimisti” tutti coloro che difendevano i diritti delle antiche dinastie, quando fossero stati violati da eventi rivoluzionari o da vere o presunte usurpazioni e, più in generale, coloro che si battevano per il ritorno ai principi, alle tradizioni e alle gerarchie sociali dell’antico regime, all’assolutismo monarchico, allo stretto legame fra potere civile e potere religioso.
Evoluzione del legittimismo
Nella seconda metà dell’800, col progressivo affermarsi di sistemi politici costituzionali e rappresentativi, le correnti legittimiste vennero rapidamente perdendo consistenza e peso politico.
Persistenza in Francia e Spagna
Esse rimasero tuttavia attive, soprattutto in quei pesi, come la Francia e la Spagna, dove le vecchie famiglie regnanti erano state rovesciate o sostituite.
In Francia, in particolare, il legittimismo sopravvisse fino al nostro secolo, andando a confluire nella più vasta corrente di quel nazionalismo reazionario e clericale che avrebbe creato non pochi problemi alla vita democratica e alle istituzioni repubblicane.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del termine "legittimismo" e il suo significato storico?
- Come si è evoluto il legittimismo nel corso del XIX secolo?
- In quali paesi il legittimismo ha mostrato una maggiore persistenza e quali sono le sue implicazioni?
Il termine "legittimismo" emerse durante il Congresso di Vienna, quando i rappresentanti della Francia sconfitta si richiamarono al "principio di legittimità" per difendere l'integrità territoriale del loro paese. Questo concetto si riferisce alla legittimità dinastica, basata sul diritto divino dei sovrani, contrapposta alla legittimità rivoluzionaria, che considerava la volontà popolare come fonte del potere.
Nella seconda metà dell'800, con l'affermarsi di sistemi politici costituzionali e rappresentativi, le correnti legittimiste hanno perso consistenza e peso politico, ma hanno continuato a esistere in alcune nazioni.
Il legittimismo è rimasto attivo in Francia e Spagna, dove le antiche dinastie erano state rovesciate. In Francia, ha continuato a influenzare il nazionalismo reazionario e clericale, creando problemi per la vita democratica e le istituzioni repubblicane.