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Concetti Chiave

  • La Resistenza italiana rappresenta una ripresa attiva dell'antifascismo, con leader provenienti da partiti disciolti e perseguitati durante il fascismo.
  • All'estero, l'antifascismo si è organizzato in movimenti come la Concentrazione Antifascista in Francia e il movimento Giustizia e Libertà di Carlo Rosselli.
  • Nel 1942, si formò il Fronte nazionale d'azione, che unì diversi partiti democratici e promosse significativi eventi di protesta come lo sciopero del 5 marzo 1943.
  • La lotta partigiana si caratterizzò per azioni di sabotaggio e assalti, con la formazione del CLNAI che coordinò la resistenza in Italia settentrionale.
  • La Resistenza italiana si inserisce nel contesto europeo, contribuendo a una lotta comune contro la dominazione nazista e la difesa dei valori civili e democratici.

La ripresa dell'antifascismo

La Resistenza italiana và considerata come la ripresa attiva dell’antico antifascismo; i suoi quadri dirigenti furono infatti formati da esponenti dei partiti disciolti e perseguitati. Fra le persone più eminenti, che, durante il ventennio della dittatura, tennero desta la fiamma ideale della libertà sono da ricordare il liberale Piero Godetti, Antonio Gramsci, il filosofo idealista Benedetto Croce, lo storico laico Gaetano Salvemini e lo storico cattolico Gaetano De Sanctis.

L'antifascismo all'estero

Dopo il 1926 l’antifascismo operò soprattutto all’estero, e in modo particolare in Francia, dove fu fondata (1927) la Concentrazione Antifascista, e Carlo Rosselli diede vita, nel 1930, al movimento di Giustizia e Libertà, mirante all’unione fra repubblicani, liberali e socialisti. Allo scoppio della guerra civile in Spagna, Rosselli accorse fra i primi in difesa dei repubblicani democratici, con alcune decine di uomini del suo movimento. L’ antifascismo clandestino continuò anche all’interno, dove però la sua azione fu progressivamente limitata dalla repressione dell’ O.V.R.A. e del Tribunale Speciale.

Il Fronte nazionale d'azione

Solo nel 1942 si ebbe in Italia la piena ripresa dell’attività dei partiti democratici. In quell’anno, infatti, sorse il Fronte nazionale d’ azione, al quale parteciparono la Democrazia Cristiana (ex Partito Popolare), il Partito d’ Azione (continuatore di Giustizia e Libertà), il Partito Comunista, il Partito Liberale, il Partito Socialista e il movimento di Unità Proletaria. Il ”Fronte”, costituito a Torino, promosse in questa città il grande sciopero economico-politico del 5 marzo 1943.

La nascita del CLN

A Milano, all’indomani della caduta di Mussolini, i partiti antifascisti, che già da tempo avevano ripreso clandestinamente i contatti, pubblicarono un ”Appello al Popolo Italiano” affinché tutte le masse lavoratrici si considerassero ”in stato permanente di allarme e di vigilanza, per affermare con l’azione la loro incoercibile volontà di pace e di libertà”. Il 9 settembre 1943 nacque a Roma il Comitato Centrale di Liberazione Nazionale, presieduto da Ivanoe Bonomi. Comitati di Liberazione Nazionale sorgevano intanto spontaneamente in tutte le città italiane sottoposte al giogo nazifascista.

La lotta partigiana

La lotta partigiana fu dura e difficile e si esplicò in assalti improvvisi, sabotaggi, scioperi politici. La repressione fu terribile. Ricordiamo, tra i più tragici eventi, gli eccidi di Boves (provincia di Cuneo), delle Fosse Ardeatine (24marzo 1944), di Marzabotto, nel bolognese. Intanto i Comitati locali decidevano di unirsi in un solo Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia (C.L.N.A.I.), sotto il comando di Ferruccio Parri e di Luigi Longo, allo scopo di coordinare l’azione partigiana. Alla fine del ‘44, il CLNAI, ebbe il riconoscimento ufficiale degli alleati. Come comandante in capo del Corpo Volontari della Libertà, comprendente tutti i reparti partigiani militarizzati, fu posto il generale Raffaele Cadorna. L’unificazione del comando e i rifornimenti di armi, munizioni, indumenti e viveri, mediante ”aviolanci” da parte degli alleati, consentirono al C.V.L. di svolgere l’opera di liberazione dell’Italia settentrionale che, in molti casi, precedette l’intervento degli anglo-americani.

La Resistenza europea

Sotto l’aspetto della lotta contro l’invasore germanico, la Resistenza italiana s’ inquadra in quella europea. La dominazione nazista fu talmente oppressiva ed ebbe aspetti così brutali, che la rivolta partigiana in tutti i Paesi occupati non ebbe soltanto il valore di una lotta per l’indipendenza nazionale, ma anche per la difesa della civiltà contro la barbarie. Quando fu possibile penetrare, nel1945, in Polonia e nella Germania stessa, si potè constatare con orrore a quale punto di crudeltà disumana e di ferocia criminale fossero giunti Hitler ed i suoi seguaci: furono allora scoperti, infatti, i tristemente famosi campi di sterminio di Auschwitz, Birkeneau, Dachau, Mauthausen, ecc., nei quali erano state soppresse milioni di persone. La Resistenza Europea ebbe tuttavia validi rappresentanti nella Germania stessa, costretta alla vergogna di dover soggiacere ad un tale inumano regime: oltre all’attentato ad Hitler, il 20 luglio 1944, organizzato da alti esponenti dell’esercito e della classe dirigente tedesca, ricordiamo l’ opposizione studentesca della ”Rosa Bianca”, fiorita presso l’ università di Monaco, a testimoniare, in una Germania avvilita dal nazismo, la perennità della Germania democratica, fedele ai valori dello spirito.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della Resistenza italiana nell'antifascismo?
  2. La Resistenza italiana rappresenta la ripresa attiva dell'antico antifascismo, con quadri dirigenti formati da esponenti di partiti disciolti e perseguitati durante il ventennio fascista.

  3. Dove si è sviluppato principalmente l'antifascismo dopo il 1926?
  4. Dopo il 1926, l'antifascismo si è sviluppato soprattutto all'estero, in particolare in Francia, dove sono stati fondati movimenti come la Concentrazione Antifascista e Giustizia e Libertà.

  5. Quali partiti hanno partecipato al Fronte Nazionale d'Azione nel 1942?
  6. Nel 1942, il Fronte Nazionale d'Azione ha visto la partecipazione della Democrazia Cristiana, del Partito d'Azione, del Partito Comunista, del Partito Liberale, del Partito Socialista e del movimento di Unità Proletaria.

  7. Cosa accadde dopo la caduta di Mussolini riguardo ai partiti antifascisti?
  8. Dopo la caduta di Mussolini, i partiti antifascisti pubblicarono un "Appello al Popolo Italiano" e il 9 settembre 1943 nacque a Roma il Comitato Centrale di Liberazione Nazionale, presieduto da Ivanoe Bonomi.

  9. In che modo la Resistenza italiana si inserisce nel contesto europeo?
  10. La Resistenza italiana si inserisce nel contesto europeo come parte della lotta contro l'oppressione nazista, rappresentando una difesa della civiltà contro la barbarie, con eventi tragici come la scoperta dei campi di sterminio.

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