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Concetti Chiave

  • Parmenide, filosofo greco nato intorno al 515-510 a.C. a Elea, ha utilizzato la poesia per esprimere la sua concezione aristocratica della filosofia.
  • Le tre vie di Parmenide includono la via della persuasione, considerata vera, la via non percorribile e la via dell'opinione, che confonde l'essere e il non essere.
  • Noein rappresenta l'intuizione di una realtà unica e l'esperienza estatica che elimina il conflitto tra pensieri opposti.
  • L'essere, secondo Parmenide, è ingenerato, imperituro, eterno, unico, immutabile e finito, descritto come una sfera omogenea.
  • Zenone di Elea, discepolo di Parmenide, ha sviluppato paradossi dialettici, come quello di Achille e la Tartaruga, per dimostrare l'assurdità delle opinioni avversarie.
In questo appunto viene descritta la biografia e le opere filosofiche del celebre filosofo greco Parmenide. Egli nelle sue opere esprime la sua concezione aristotelica della filosofia. Parmenide è stato l'ideatore di concetti filosofici importanti come per esempio quello di noein, quello di aletheia e non solo. Si dà un accenno anche al suo celebre discepolo, Zenone di Elea, di cui si descrive molto sinteticamente il pensiero filosofico.

Parmenide

Parmenide nacque intorno al 515-510 a.c. a Elea, oggi Velia, colonia greca situata sulla costa della Campania. Scrisse versi poetici per esprimere la sua concezione aristocratica della filosofia.
La sua opera, scritta in forma poetica, viene definita filosofica perché nella Grecia antica la distinzione tra le due figure non era così netta e perché la materia del suo messaggio e le movenze argomentative del suo discorso sono decisamente filosofiche e razionali.

Le tre vie

Per Parmenide l’essere è e non può essere; l’essere non è ed è necessario che non sia; l’essere e il non essere sono e non sono lo stesso. La Filosofia di Parmenide: Essere, Aletheia e Paradossi di Zenone articoloLa prima via (quella della persuasione, afferma che quando pensiamo, noi pensiamo sempre a qualcosa e mai il nulla) e la terza sono percorribili, mentre la seconda non lo è. Tra le tre vie l’unica vera è la prima mentre la terza via (quella dell’opinione) non è la verità, ma ciò che gli uomini adottano. Uomini dalla doppia testa: siamo noi, perché con una testa pensiamo che l’essere sia e nell’altra che l’essere non sia. La follia che ci sconvolge è pensare contemporaneamente due cose totalmente diverse considerando cose che con l’altra testa contestiamo.
Noein: Intuire; fenomeno in cui improvvisamente mi appare la realtà unica che sostituisce una molteplicità di pensieri in conflitto tra loro. Il noein si può dire che sia un’esperienza estatica; l’estasi è l’esperienza dell’essere tratta fuori dalla realtà molteplice in una situazione di totale assenza di conflitto. Le sue caratteristiche sono le stesse dell’essere.
Aletheia: verità; qualcosa che si manifesta in quanto si precisa come quell’unità che s’impone su una molteplicità che si dirada. A-letheia: nascondimento, oblio, dimenticanza; e quindi la condizione in cui qualcosa si manifesta.
L’essere è ingenerato e imperituro, infatti se nascesse, esso dovrebbe derivare da ciò che non è, ma nulla può derivare da ciò che non esiste dunque l’essere non può nascere. L’essere è imperituro cioè non può morire, è immortale. L’essere è eterno perché non ha né passato né futuro. Ma è contraddittorio ammettere che l’essere sia “non più” o “non ancora”; l’essere vive in un assoluto presente. L’essere è unico perché se esistesse la molteplicità oppure se si potesse dividere l’essere noi saremmo portati a dire che l’essere “è” e “non è”.
vita e opere di Parmenide
L’essere è immutabile e immobile (non può subire trasformazioni) perché ogni movimento implica una contaminazione tra uno stato A e uno B dei corpi, in cui B deve essere concepito come differente da A. Ma se A è essere, B dovrà “non essere”. Sono in contraddizione. Se l’essere si muovesse dovrebbe andare in un luogo differente dall’essere cioè il non essere. L’essere è finito perché la perfezione non è data dall’infinità. È finito perché esso è completo e perfetto. Essere: è una sfera omogenea e da ogni parte identica a se stessa, in cui tutti i punti urtano in eguale maniera contro i confini che lo circoscrivono.

Zenone di Elea

Discepolo di Parmenide che sostiene le tesi di quest’ultimo in modo dialettico riducendo all’assurdo le opinioni degli avversari (i famosi paradossi). Achille e la Tartaruga: Achille non potrà mai raggiungere la tartaruga qualora questa abbia un vantaggio su di lui. Infatti, mentre Achille avrà raggiunto il punto di partenza della tartaruga lei avrà percorso un altro tratto. Questo paradosso dimostra l’ipotesi che lo spazio sia realmente e fisicamente divisibile in infinite parti. Si tratta di una dimostrazione per assurdo perché passa attraverso la conseguenza assurda dell’antitesi e così nego l’antitesi e dimostro la tesi.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione fondamentale dell'essere secondo Parmenide?
  2. Parmenide sostiene che l'essere è e non può non essere; l'essere è immutabile, imperituro e vive in un assoluto presente, contrariamente all'idea di molteplicità e cambiamento (testo).

  3. Cosa rappresenta il concetto di noein nella filosofia di Parmenide?
  4. Il noein è l'intuizione che porta a una realizzazione estatica dell'unica realtà, superando la molteplicità di pensieri in conflitto, e rappresenta un'esperienza di totale assenza di conflitto (testo).

  5. Come si definisce l'aletheia e quale significato ha per Parmenide?
  6. L'aletheia, o verità, è ciò che si manifesta come unità su una molteplicità che si dirada; implica un processo di rivelazione rispetto al nascondimento e all'oblio (testo).

  7. Qual è il ruolo di Zenone di Elea nella filosofia di Parmenide?
  8. Zenone, discepolo di Parmenide, sostiene le tesi del maestro attraverso argomentazioni dialettiche, utilizzando paradossi per ridurre all'assurdo le opinioni contrarie, come nel famoso paradosso di Achille e la Tartaruga (testo).

  9. Quali sono le tre vie descritte da Parmenide e quale è considerata la vera?
  10. Le tre vie sono: la prima (della persuasione), la seconda (del non essere) e la terza (dell'opinione); la prima è l'unica vera, mentre la terza non rappresenta la verità, ma solo ciò che gli uomini adottano (testo).

Domande e risposte

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