Le dimensioni della gestione dell'impresa
La gestione è un complesso coordinato di operazioni strettamente correlate e interdipendenti per il raggiungimento di un obiettivo unitario, ossia la creazione di valore. Le operazioni si distinguono in:
- Esterne: che si concretizzano in atti di scambio diretti con il mercato (immediatamente valorizzate)
- Interne: si tratta di atti interni all'impresa, privi di contatti diretti con il mercato, ma che troveranno sbocco successivo nel mercato (valorizzate successivamente lo scambio)
Lo scambio consente di valorizzare l'operazione e quindi di misurarla in termini economici e finanziari.
Cicli di gestione
La gestione si svolge in cicli "ripetitivi" di operazioni, senza soluzioni di continuità nel tempo e nello spazio (fenomeno unitario); significa che un'operazione è collegata ad altre operazioni, sia in termini temporali che in termini sistemici (spazio). Esempio: se oggi faccio un acquisto di merci, questa operazione è legata a quella di successiva rivendita delle merci (termini sistemici), anche se quest'ultima avvenga in un tempo successivo lontano (termini temporali).
Operazioni di gestione
- Acquisizione di risorse monetarie: ricerca del capitale monetario (scambio con il mercato: si ottengono finanziamenti)
- Investimento risorse monetarie in risorse operative: approvvigionamento dei fattori produttivi (scambio con il mercato: si compiono gli investimenti nei fattori della produzione)
- Consumo (totale o parziale) delle risorse operative: trasformazione e consumo dei fattori della produzione per ottenere prodotti o servizi (nessuno scambio con il mercato, ma ricerca della massima efficienza)
- Rigenerazione delle risorse monetarie: cessione di prodotti o servizi (scambio con il mercato: ottenimento di nuove risorse monetarie per i nuovi investimenti nei fattori della produzione)
I finanziamenti (fase 1)
Ogni azienda necessita di risorse monetarie iniziali che si ottengono tramite i finanziamenti; questi finanziamenti saranno ricercati in linea con la propria politica degli investimenti. Ci sarà sempre un rapporto di uguaglianza: investimenti = finanziamenti. Investimenti (attivo) = finanziamenti (passivo) → equazione su cui si basa il bilancio d'esercizio. Si dividono in fonti:
- Proprie (conferito dal proprietario o dai soci) → capitale proprio (rischio)
- Di terzi (ottenuto da banche e altre istituzioni finanziarie) → capitale di credito
Capitale proprio + capitale di credito = capitale di funzionamento (ha la funzione di dotare l'impresa di risorse monetarie necessarie alla gestione).
Profili del capitale proprio e del capitale di credito
| Profili | Capitale proprio | Capitale di credito |
|---|---|---|
| Remunerazione | Variabile, legata ai risultati ottenuti (dividendi) | Stabilita per contratto (interessi) |
| Tempi di rimborso | Di norma non sono previsti | Sono stabiliti, sia a breve termine che a lungo termine |
| Rischio | Totale (pieno), di mancato rimborso o remunerazione | Limitato e subordinato al rischio del capitale proprio |
| Profilo giuridico | È la dotazione economica dell'azienda (la sua ricchezza) | È un debito |
Giusto equilibrio
Ogni impresa deve ricercare il giusto equilibrio fra capitale proprio e capitale di credito. La scelta dipende da:
- Il tipo e la durata degli investimenti che si vogliono compiere
- La capacità di acquisire capitale di terzi (affidabilità)
- Il costo del capitale di terzi
- Il rischio che si intende sopportare
- La forza economica e autonomia di cui si vuole dotare l'impresa e il suo soggetto economico
Capitale proprio
Il capitale proprio è la prima risorsa finanziaria dell'impresa, in quanto un'impresa nasce con i conferimenti da parte del titolare o dei soci (svolge un ruolo giuridico ed economico). È soggetto a variazione legate:
- Agli esiti (positivi e negativi) dello svolgimento della gestione
- A nuove politiche di gestione (ampliamento degli investimenti)
Gli aumenti del capitale proprio possono dipendere da:
- Un processo di autofinanziamento, ossia la rinuncia da parte dei proprietari/soci, a percepire la ricchezza generata dalla gestione come remunerazione. L'autofinanziamento netto è la ritenzione di ricchezza creata (reddito) con lo svolgimento della gestione; la ricchezza creata viene trattenuta sommandosi alla ricchezza preesistente (capitale proprio). L'autofinanziamento produce benefici sia dal lato finanziario (limita il ricorso al capitale di credito) sia economico (aumenta la ricchezza dell'impresa).
- Nuovi conferimenti da parte dei soci (consentono di rivedere piani e strategie, ampliando le potenzialità dell'impresa).
Capitale di credito
Il capitale di credito è la risorsa necessaria per integrare il capitale proprio, ampliando le dimensioni e le potenzialità dell'impresa. In base ai tempi di rimborso si dividono in:
- Finanziamenti di lungo periodo, più di 12 mesi (mutui, leasing, prestiti obbligazionari) = redimibilità
- Finanziamenti di breve periodo, meno di 12 mesi (conti correnti, anticipazioni) = esigibilità
Le redimibilità sono meno onerose (eccezione per il leasing) e da abbinare a investimenti di lunga durata, ma più difficili da ottenere. Le esigibilità sono più onerose e da abbinare a investimenti di breve durata.
Il capitale di credito non viene concesso gratuitamente, ma il suo costo è rappresentato dall'interesse, espresso sotto forma di percentuale (tasso di interesse). Come ogni bene, il costo del denaro dipende dalla domanda e dall'offerta. In generale, maggiore è l'offerta, minore è il costo (tasso) e viceversa. Sul costo del denaro incide anche il rischio di insolvenza o di liquidità (vale anche per i paesi: l'Italia è più rischiosa della Germania → SPREAD).
Formule
- I = C x r x t / 100
- I = C x r x m / 1200
- I = C x r x gg / 36500
Il tasso BCE è il tasso di riferimento che rappresenta quanto pagano le banche per prendere in prestito il denaro dalla BCE e la base su cui si fonda.
Mutui
L’impresa ottiene da un istituto di credito un finanziamento di medio/lungo termine, impegnandosi a corrispondere, sulla base di un prestabilito piano di ammortamento, delle rate periodiche. Ogni rata contiene la quota capitale (a riduzione del debito) e una quota di interesse (costo del prestito). I mutui si distinguono secondo:
- Il tasso di interesse: tasso fisso o tasso variabile o altre forme variabili
- La garanzia prestata: chirografari o ipotecari
Leasing
Chiamato anche locazione finanziaria, attraverso il quale l'azienda riceve il godimento di un bene (ma non la proprietà) dietro al pagamento di un canone periodico e alla scadenza del contratto può decidere di prorogare il contratto, restituire il bene o riscattarlo pagando una somma prestabilita. È un contratto atipico (posizione intermedia tra locazione e finanziamento) di durata pluriennale; rispetto al mutuo ha meno garanzie ed è molto più oneroso, ma ha una maggiore adattabilità alle esigenze aziendali. I canoni leasing non sono commisurati solamente all'uso, ma anche al futuro acquisto di una proprietà. Il leasing in alcuni casi si conclude con il pagamento di una cifra irrisoria (stabilita all'inizio del contratto) molto più bassa del mercato, in quanto la differenza era contenuta nei canoni periodici.
Differenze con il mutuo: con il mutuo il cliente chiede soldi alla banca e poi acquista il bene, mentre con il leasing la società ti compra il bene.
Prestito obbligazionario
Forma di finanziamento che si può ottenere a un prezzo più basso rispetto a quello di mercato.
-
Le dimensioni dell'impresa
-
Analisi Settoriale e Gestione Competitiva - le cause della crisi interna dell'impresa
-
Antropologia filosofica - le dimensioni dell'uomo
-
Le finalità imprenditoriali