Concetti Chiave
- Lambruschini critica l'educazione tradizionale, evidenziando due fasi: la prima segnata da eccesso di autorità e la seconda da una libertà eccessiva per il discente.
- Propone una metafora in cui l'educatore è paragonato a un agricoltore, che deve curare e nutrire il discente per ottenere buoni frutti.
- Distinguendo tra educazione indiretta e diretta, Lambruschini sottolinea che l'educazione indiretta si concentra sull'ambiente, mentre quella diretta coinvolge l'intervento dell'educatore.
- Il rapporto tra autorità e libertà è fondamentale; premi e castighi devono essere usati con cautela, simili a medicine per ristabilire l'ordine.
- Lambruschini preferisce l'educazione privata, ritenendola più efficace grazie all'amore genitoriale, rispetto alle difficoltà dell'educazione pubblica.
Critica all'educazione tradizionale
Egli esprime le sue idee pedagogiche in tue trattati: “Pensieri di un solitario” e “Della educazione”.
In quest’ultimo, pubblicato nel 1849, innanzitutto esami i difetti dell’educazione tradizionale che nel corso dei tempi ha conosciuto due fasi ben distinte: 1) nella prima fase si peccò di eccesso perché del problema educativo fu fatto un problema di autorità: l’educatore pensava d dover insinuare nell’allievo ogni pensiero, credendo di poterlo modellare come si modella un vaso di argilla. 2) Nella seconda fase si passò all’eccesso opposto. Durante questo periodo si credeva, sulle orme di Rousseau che fosse sufficiente lasciare al discente la piena libertà naturale e la sua natura sembra buona e corretta sarebbe facilmente emersa. Invece per Lambruschini il vero principio consister nell’aiutare il fanciullo che se da un lato possiede i germi della bontà e della verità dall’altro non mancano inclinazioni “inferiori” conseguenza del peccato originale. Per questo motivo è necessario intervenire in modo tale il bambino sia indirizzato verso il bene.
Metafora dell'educazione come agricoltura
A questo proposito Lambruschini ci presenta una metafora: il discente è simile ad una pianta coltivata da un agricoltore: se essa viene curata, difesa e nutrita dall’agricoltore essa darà buoni frutti. Nello stesso modo l’educatore deve nutrire il discente esempi, ammonizioni correzioni. Quindi la vera difficoltà dell’educazione non sta nell’0educando, bensì nell’educatore che deve essere più cooperatore che operatore dell’educazione..Dopo aver presentato questi principi generali, Lambruschini considera i modi con cui può essere svolta l’opera educativa facendo un’importante distinzione fra educazione indiretta ed educazione diretta.
L’educazione indiretta corrispondente, in linea di massima, all’educazione negativa di Rousseau, è essenziale per la formazione del ragazzo. Essa non si rivolge direttamente all’educando, bensì all’ambiente familiare e sociale nel quale esso vive d ha lo scopo che uomini e cose siano in armonia con l’attività dell’educatore e al fine che egli si è prefissato.. Essa può esseere negativa se agisce direttamente sull’ambiente in modo tale da eliminare ogni influenza cattiva oppure positiva se agisce sull’ambiente in modo da promuovere ogni influenza favorevole. L’educazione diretta è la più difficile: con essa l’educatore interviene direttamente con la sua autorità ricorrendo al consiglio, alla lode, al rimprovero, al comando o al divieto. I due tipi di educazione sono necessarie l’una all’altra e si completano a vicenda.
Autorità, libertà e premi
Quindi Lambruschini passa a trattare del problema del rapporto fra autorità e libertà, fra castighi e premi che devono essere utilizzati entro limiti ben precisi e con la dovuta cautela. Anche in questo caso, egli ricorre ad una metafora: i premi e soprattutto le pene sono come le medicine per un ammalato. Ad essere siu ricorre solo quando le funzioni vitali sono sregolate vengono assunte per rimettere tutto nel giusto ordine. Bisogna essere anche molto cauti nell’assegnare i premi i quali non devono mai corrispondere né a fini utilitari (per esempio i dolciumi), né per soddisfare la vanità degli allievi (per esempio i distintivi o le decorazioni). Essi devono essere la dimostrazione di del fatto che l’educatore è soddisfatto della buona condotta dell’educando e” la manifestazione di un giudizio del tutto conforme a quello che la coscienza pronuncia segretamente nel cuore dell’alunno premiato”.
Educazione privata vs pubblica
Infine, Lambruschini si pone il problema se convenga di più l’educazione privata o quella pubblica e si dichiara più favorevole alla prima perché è fondata sull’amore dei genitori, mentre la seconda presenta più difficoltà soprattutto per l’esercizio dell’autorità.
Il tentativo di Lambruschini andò tuttavia fallito in quanto il suo pensiero mancava di una solida tendenza speculativa. La sua regola fondamentale è questa: l’educazione ha la scopo far passare l’educando (soprattutto se in tenera età) da una cognizione confusa, ma sempre globale, verso una cognizione distinta, cioè molteplice, dell’unità.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due fasi dell'educazione tradizionale secondo Lambruschini?
- Qual è la metafora utilizzata da Lambruschini per descrivere l'educazione?
- Qual è la differenza tra educazione indiretta ed educazione diretta?
- Come deve essere gestito il rapporto tra autorità e libertà nell'educazione?
- Qual è la posizione di Lambruschini riguardo all'educazione privata rispetto a quella pubblica?
Lambruschini identifica due fasi dell'educazione tradizionale: la prima caratterizzata da un eccesso di autorità, dove l'educatore cercava di modellare l'allievo, e la seconda in cui si credeva che la libertà naturale del discente fosse sufficiente per emergere, seguendo le idee di Rousseau.
Lambruschini utilizza la metafora dell'educazione come agricoltura, dove il discente è paragonato a una pianta che, se curata e nutrita dall'educatore, darà buoni frutti.
L'educazione indiretta si rivolge all'ambiente familiare e sociale per promuovere influenze positive, mentre l'educazione diretta implica l'intervento diretto dell'educatore attraverso autorità e correzioni, e entrambe si completano a vicenda.
Lambruschini sottolinea che autorità e libertà, così come premi e punizioni, devono essere utilizzati con cautela e all'interno di limiti ben definiti, paragonando premi e pene a medicine necessarie per rimettere in ordine le funzioni vitali.
Lambruschini è favorevole all'educazione privata, ritenendola più efficace poiché si basa sull'amore dei genitori, mentre l'educazione pubblica presenta maggiori difficoltà, soprattutto nell'esercizio dell'autorità.