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Appunti ed esercitazioni Lab. Sic. sul lavoro TEPALL - II anno

Indice

  • TEPALL e UPG ................................................................................................. 3
  • Il pubblico ufficiale .................................................................................................... 3
  • L’ufficiale di polizia giudiziaria .................................................................................. 3
  • Sequestri .................................................................................................................. 6
  • Diritto penale nel lavoro ................................................................................ 7
  • Oblazione e sanzioni amministrative .......................................................................... 9
  • Infortuni ........................................................................................................ 11
  • Analisi verifica del nesso di causa ............................................................................. 11
  • Definizione delle responsabilità ................................................................................ 12
  • Trasmissione della notizia di reato ............................................................................ 12
  • Vigilanza specifica sulle macchine ................................................................ 13
  • Esercitazioni .................................................................................................. 14
  • Esercitazione 1 .................................................................................................. 14
  • Esercitazione 2 .................................................................................................. 15
  • Esercitazione 3 .................................................................................................. 16
  • Esercitazione 4 .................................................................................................. 17
  • Esercitazione 5 .................................................................................................. 18

TEPALL e UPG

Inquadramento del TEPALL

Art. 1 comma 6 del Decreto Ministeriale n°58/1997: “il TdP opera in regime di dipendenza o libero professionale nell’ambito del SSN e presso tutti i servizi di prevenzione, controllo e vigilanza previsti dalla normativa vigente”.

Art.357 del codice penale: i privati cittadini possono assumere il ruolo, i diritti ed i doveri del pubblico ufficiale nel momento in cui una funzione è regolata da norme di diritto pubblico ed ha il potere di manifestare la volontà della pubblica amministrazione, poteri autorizzativi o poteri certificativi.

Il pubblico ufficiale

Nel momento in cui opera in uno dei servizi di vigilanza, controllo e prevenzione assume il ruolo di pubblico ufficiale, perché entrambi i requisiti sono soddisfatti:

  • È una funzione disciplinata da norme di diritto pubblico.
  • Ha almeno uno dei poteri richiesti: può manifestare la volontà della pubblica amministrazione erogando sanzioni, certificando le circostanze di cui ha avuto cognizione tramite redazione dei verbali.

Non accade quando il TdP opera in strutture private, perché vengono meno i poteri.

Il tipo di inquadramento giuslavoristico non incide sull’inquadramento come pubblico ufficiale del TdP: dal 1990 vige la concezione funzionalistica, quindi per capire se qualcuno ha o meno una qualifica di pubblico ufficiale occorre esclusivamente attenersi a quali sono i suoi compiti ed i suoi doveri.

La qualifica di pubblico ufficiale comporta oneri, doveri ed un aggravio di responsabilità: impone una serie di particolari doveri e di reati propri, la cui violazione comporta sanzioni estremamente gravi (es. 361 c.p. omessa denuncia di reato).

L’ufficiale di polizia giudiziaria

Il TdP può essere inquadrato come ufficiale di polizia giudiziaria per l’unione di:

  • Art.1 comma 2 DM n°58/1997: il TdP operante nei servizi con compiti ispettivi di vigilanza è, nei limiti delle proprie attribuzioni, ufficiale di polizia giudiziaria.
  • All’Art.57 co. 3 CPP: identifica oltre agli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria ex lege, anche altri soggetti, quali le persone alle quali le leggi ed i regolamenti attribuiscono le funzioni previste dall’articolo 55: “funzioni di polizia giudiziaria”.

Svolge attività di polizia nell’ambito del procedimento penale sotto la supervisione del pubblico ministero: quando riceve una notizia di reato hanno avvio le indagini preliminari, e per le investigazioni necessarie può servirsi della polizia giudiziaria.

Non tutti i soggetti negli enti pubblici o nei corpi di polizia sono per forza sempre ufficiali o agenti di polizia giudiziaria: ci sono dei casi nei quali si ritiene preferibile che, per determinate materie settoriali con componenti tecniche molto forti, le funzioni di polizia giudiziaria siano affidate a soggetti specializzati che hanno le competenze necessarie a poter svolgere degli approfondimenti, come il TdP.

Le fasi del processo in cui il TdP, come ufficiale di polizia giudiziaria, è coinvolto attivamente sono:

  • Le indagini preliminari: il pubblico ministero svolge degli accertamenti necessari servendosi degli ufficiali di polizia giudiziaria.
  • Il dibattimento di primo grado: quando il giudice dell’udienza preliminare procede a processo, il pubblico ministero dovrà richiamare gli UPG per riepilogare tutte le attività di indagine preliminare (verbali di accertamento, SIT, accertamenti, ispezioni etc…) e tutti coloro che hanno lasciato dichiarazioni. Per il principio dell’oralità e della formazione della prova in giudizio, il giudice non può infatti consultare le prove acquisite dal pubblico ministero e tutti gli atti prodotti in fase di indagine preliminare, salvo casi particolari: sarà allo scuro di tutto ciò che è stato scoperto in fase di indagine preliminare.

Funzioni dell’UPG

Art. 55 CPP indica funzioni che interessano l’ufficiale di polizia giudiziaria: qualora emergano notizie di reato il TdP inizierà ad operare come ufficiale di polizia giudiziaria e dovrà rispettare tutti i diritti, i doveri e gli oneri dovuti al fatto di operare nell’ambito di un procedimento penale.

  • Funzione investigativa = prendere notizia di reati, anche di propria iniziativa e ricercarne gli autori. Quando durante le funzioni ispettive (controllo e vigilanza) di natura amministrativa emergono notizie di reato, il PU diventa UPG. Dovrà cercare chi è il responsabile del reato:
  • Fronte di fatto: materialmente chi ha tenuto quella condotta.
  • Fronte di diritto: chi è giuridicamente imputabile di quel tipo di mancanza e di imputazione, ricostruendo l’organigramma aziendale e le singole responsabilità all’interno dell’azienda.
  • Funzione repressiva = impedire che vengano i reati portati a conseguenze ulteriori, nel momento in cui si ritiene ci siano i presupposti di un reato.
  • Funzione esecutiva = compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova. Dovrà cercare di cristallizzare il maggior numero di elementi possibili tra quelli che potranno essere utili in futuro al giudice e che gli permettano di valutare la responsabilità penale di un soggetto. Per garantire la genuinità della prova di quanto viene visto e accertato nell’ambito delle primissime attività ispettive, il CPP impone all’UPG di: assumerne le deposizioni dai presenti (s.i.t), realizzare dei verbali, produrre rappresentazioni grafiche, fotografie e tutto ciò che serve per rendere riproducibile e documentabile quanto si è visto e sentito nella fase di indagine preliminare.

NB: in quasi tutti i settori l’accertamento efficace della situazione che si verifica al momento del primo accertamento è molto difficilmente recuperabile nell’ambito delle fasi successive in caso di mancanze e di lacune.

Le attività svolte da un ufficiale di polizia giudiziaria in fase preliminare possono essere attività di iniziativa o attività delegate. Le attività di iniziativa sono quelle che l’ufficiale di polizia giudiziaria svolge di propria iniziativa senza che il pubblico ministero gli dica di compierla: non ci sarà bisogno di aspettare la delega altrimenti verrebbero vanificati gli obiettivi.

Attività di iniziativa

Obbligo di riferire la notizia di reato (art. 347 CPP): l’ufficiale di polizia giudiziaria, senza ritardo (48h), riferisce al pubblico ministero per iscritto, con la comunicazione notizia di reato (CNR), gli elementi essenziali del fatto e gli elementi raccolti, indicando le fonti di prova e le attività compiute (= le coordinate temporali di acquisizione della notizia di reato, le generalità dell’indagato e di chi può riferire notizie rilevanti). Quando sussistono ragioni di urgenza la CNR può essere data in forma orale, ma dovrà comunque seguire quella scritta.

Assicurazione delle fonti di prova (art. 348 CPP): l’UPG deve raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e all’individuazione del colpevole, ricercare cose e tracce pertinenti al reato, provvedere alla conservazione delle cose e dello stato dei luoghi, cercare persone informate sui fatti. Le attività di iniziativa possono essere svolte anche dopo la CNR: svolgerà sia attività delegate che di iniziativa, se necessario, informando prontamente il pubblico ministero dei nuovi elementi.

Accertamenti urgenti (art.354 CPP): sottolinea l’esigenza di conservare lo stato dei luoghi, delle cose e delle persone, tipica degli UPG che intervengono sulla scena del reato durante le attività di tipo amministrativo. Se è possibile che le cose pertinenti al reato vengano compromesse prima dell’intervento del PM, gli ufficiali di

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mimidantoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sicurezza sui luoghi di lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Negri Andrea.
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