Concetti Chiave

  • Le cause della Prima Guerra Mondiale includono tensioni politiche, militari, economiche e culturali tra le potenze europee, con particolare focus sulle ambizioni territoriali di Germania, Austria e Italia.
  • All'inizio del conflitto, l'Europa era divisa in due alleanze: la Triplice Intesa (Russia, Francia, Inghilterra) e la Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia), con l'Italia inizialmente neutrale.
  • La guerra si trasformò rapidamente in una guerra di trincea, caratterizzata da condizioni disumane per i soldati e un'alta mortalità, specialmente sul Fronte Occidentale.
  • Il 1917 segnò una svolta decisiva con l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto e la ritirata della Russia a seguito della Rivoluzione, influenzando l'andamento della guerra.
  • La guerra si concluse nel 1918 con l'armistizio e i trattati di pace, che ridisegnarono i confini europei e imposero pesanti riparazioni alla Germania, cambiando radicalmente la geopolitica del continente.

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Diverse furono le cause che furono all’origine della I Guerra Mondiale.
Causa politica:
Il conflitto di interessi economici fra la Germania, diventata la prima potenza industriale del continente, e la Francia e l’Inghilterra che ostacolavano le pretese della Germania, anche sul terreno coloniale;
Il desiderio di rivincita della Francia dopo la sconfitta del 1870 contro la Germania e la perdita della Alsazia e della Lorena. La spinta verso l’indipendenza dei popoli dominati dall’impero Austriaco e dall’impero russo;
Austria, Russia e Italia miravano ad espandere i loro territori nei Balcani;
La Gran Bretagna si sentiva minacciata dalle ambizioni di grande potenza della Germania;
L’Italia rivendicava Trento e Trieste ancora in territorio Austro Ungarico.
Alla vigilia della guerra l’Europa era divisa in due schieramenti politico-diplomatici:
La Triplice Intesa formata da Russia, Francia e Inghilterra;
La Triplice Alleanza formata da Germania, Austria e Italia.
Causa militare:
Le grandi potenze europee, prima fra tutte la Germania, da anni si dotavano di nuovi e moderni armamenti (aerei, inventati pochi decenni prima, carri armati e sottomarini) in previsione di una possibile guerra.
Causa economica:
Tra le potenze industriali si era scatenata una gara economica per il controllo delle materie prime con la corsa alla conquista degli stati dell’Asia e dell’Africa. Per formare e difendere questi imperi coloniali ed i propri interessi economici era indispensabile ricorrere alle armi. I grandi industriali si arricchivamo dalla vendita delle armi e per questo spingevano le potenze mondiali alla corsa agli armamenti moderni.
Causa culturale:
Una parte dell’opinione pubblica pensava che la guerra fosse l’unica via per cambiare la situazione sociale e politica. Il pensiero che veniva espresso era: “ La guerra fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola”.

1914: inizio del conflitto
Sarajevo, 28 giugno 1914: attentato all'arciduca Francesco Ferdinando.
Il 28 giugno 1914, a Sarajevo, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria e Ungheria, e sua moglie Sofia furono uccisi da un nazionalista serbo (nella foto d’epoca, il momento del suo arresto). L'assassinio fece esplodere le tensioni internazionali. Il 28 luglio infatti l’Austria-Ungheria, con l’appoggio dell’alleato tedesco, dichiarò guerra alla Serbia sostenuta dall’alleata Russia. A questo punto entrarono in gioco le alleanze stabilite negli anni precedenti, con l’eccezione dell’Italia che rimase per il momento neutrale, valendosi delle clausole previste dalla triplice alleanza che aveva scopi di difesa e non di aggressione: l’Italia sostenne di non aver alcun obbligo di schierarsi al loro fianco.

Triplice alleanza
Germania
Austria - Ungheria
Bulgaria
Turchia

Triplice intesa
Francia
Russia
Inghilterra
Serbia
Giappone

In Italia, intanto, l’opinione pubblica era divisa. Da una parte vi era chi voleva mantenere la neutralità (maggioranza) e dall’altra chi voleva combattere a fianco dei francesi e degli inglesi.
Fra i primi chiamati neutralisti, vi erano la Chiesa con il Papa Benedetto XV, socialisti e parlamentari liberali. Lo stesso Giolitti (liberale) era favorevole alla neutralità, poiché pensava che in questo modo l’Italia potesse ottenere le terre che ancora erano sotto il dominio Austriaco.
I secondi, chiamati interventisti, volevano entrare in guerra al fianco della Triplice Intesa, fra questi c’erano i nazionalisti, tra i quali Gabriele D’Annunzio che voleva liberare Trento e Trieste (esercito e ambiente di corte), grandi gruppi industriali ma anche molti democratici e socialisti riformisti come Benito Mussolini, il quale era stato espulso dal PSI proprio perché favorevole alla guerra. La decisione di entrare in guerra o no aveva anche un risvolto economico, infatti, l’Italia importava dall’Inghilterra le materie prime e schierarsi con l’Austria e la Germania avrebbe significato perdere tali rifornimenti.
Dopo mesi di discussione e di contrasti nel paese, il 26 aprile 1915 il governo Italiano, firmò un patto segreto con la Francia e con l’Inghilterra impegnandosi ad entrare in guerra in cambio della promessa di acquisire in caso di vittoria le terre del Trentino, Alto Adige, Trieste, Istria e della città di Valona in Albania (Patto di Londra).
Numerose ed accese furono le manifestazione di piazza per sostenere l’intervento. L’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915 a fianco dell’intesa. La Germania allo scoppio della guerra decise di raggiungere Parigi invadendo il Belgio e il Lussemburgo , che erano neutrali. Le truppe tedesche però non riuscirono a raggiungere Parigi, perché i francesi opposero una forte resistenza sul fiume Marna.
Svanì subito l’illusione di una guerra breve: iniziava la guerra di trincea, infatti le truppe tedesche e quelle franco-inglesi si contrapposero lungo il Fronte Occidentale lungo 800 km all’interno di trincee, lunghi corridoi aperti nel terreno (dove i soldati vivevano esposti alle bombe e alle malattie) e per ben quattro anni la guerra fu un susseguirsi di attacchi da una trincea all’altra per la conquista di pochi km al prezzo di migliaia di morti. Da una guerra di movimento si era passati a una guerra di posizione. Il Fronte Orientale era più lungo e più mobile. Gli austriaci e i tedeschi combatterono duramente per fermare i russi che tentavano di invadere la Germania (Battaglia di Tannemberg e Masuri, 1914) e riuscirono ad ottenere il ritiro grazie anche all’intervento dell’esercito Turco. La Russia perse anche il controllo della Polonia. Sul Fronte Italiano ci furono subito impetuosi attacchi degli italiani contro gli austriaci sul fiume Isonzo, ma presto anche qui la guerra divenne di trincea. L’Italia affrontò la guerra in condizioni di grave impreparazione, per mesi molti soldati italiani non poterono avere l’elmetto indispensabile per la guerra di trincea. Nelle trincee si diffondevano gravi malattie, i rifornimenti erano difficili, il comandante generale Luigi Cadorna aveva imposto una durissima disciplina. Egli non fidandosi dei suoi soldati fece ricorso a gravi pene per ogni mancanza punendo i tentativi di diserzione con la fucilazione. Fra il maggio e il giugno del 1916 l’esercito austriaco si impegnò in quella che venne chiamata “la spedizione punitiva”, in quanto gli italiani erano traditori da punire perché non avevano rispettato la Triplice Alleanza. Gli austriaci volevano penetrare nella pianura Padana attraverso l’altopiano d’Asiago. L’esercito italiano, però, respinse l’offensiva e riuscì a conquistare Gorizia nell’agosto del 1916. Il prolungarsi della guerra iniziava a pesare, soprattutto sugli imperi centrali i quali non potevano procurarsi facilmente le materie prime perché gli Inglesi controllavano i mari. La Germania affrontò la marina inglese nella battaglia dello Jutland ma non bastò a sottrarre agli inglesi il dominio dei mari. Allora i tedeschi intensificarono la guerra sottomarina contro tutte le navi sospettate di portare rifornimenti agli avversari. L’affondamento del transatlantico Lusitania causò la morte di un migliaio di persone fra cui 124 cittadini statunitensi e ciò provocò proteste e gli Stati Uniti entrarono nel conflitto a fianco dell’Intesa il 6 aprile 1917.

L’affondamento del Lusitania
Il 1917 fu un anno decisivo per le sorti del conflitto non solo per l’ingresso degli Stati Uniti in guerra. Nel mese di marzo in Russia esplose una rivoluzione che abbatté il regime dello zar che portò alla Rivoluzione sovietica di ottobre dove il potere venne preso dai comunisti guidati da Lenin. Per evitare l’invasione del proprio territorio, la Russia uscì dalla guerra e il 3 marzo del 1918 la pace di Berst-Litovsk stabilì le condizioni della resa, infatti la Russia cedeva alla Germania la Polonia e i Paesi Baltici e riconosceva l’indipendenza dell’Ucraina. Come conseguenza gli austriaci spostarono le loro truppe dal fronte russo a quello italiano provocando una gravissima crisi militare all’Italia. L’esercito austriaco così rafforzato riuscì a sfondare le linee italiane riportando una netta vittoria a Caporetto vicino Gorizia il 24 ottobre 1917. L’esercito italiano cominciò una ritirata, il nemico catturò decine di migliaia di prigionieri e si impadronì di molto materiale. Con grande fatica si riuscì a stabilire una nuova linea di difesa lungo il fiume Piave. Cadorna venne sostituito dal nuovo comandante Armando Diaz.
Intanto cresceva la disperazione per la guerra, tutte le popolazioni, anche quelle lontane dalle zone di combattimento subivano privazioni e fame, il malcontento cresceva ovunque, in Italia ci furono scioperi e scontri di piazza per la mancanza di generi alimentari. In questa difficile situazione papa Benedetto XV chiese ancora una volta la fine dei combattimenti, invitava i paesi in guerra a rinunciare ai propri interessi in favore di quelli generali dell’umanità.

Papa Benedetto XV
Nella primavera del 1918 la Germania lanciò un’ultima e disperata offensiva, ma anche questa volta i Francesi e gli Inglesi respinsero l’attacco nella seconda battaglia della Marna, e con l’appoggio americano passarono allora all’offensiva. Anche l’esercito italiano passò alla controffensiva ottenendo la decisiva vittoria di Vittorio Veneto. Il 4 novembre 1918 l’Austria chiese l’armistizio e l’Italia risultò vittoriosa (oggi si celebra in questa data la festa delle forze armate italiane). L’11 novembre 1918 veniva firmato l’ultimo armistizio con la Germania. Si chiudeva così la prima guerra mondiale, i morti furono circa 9 milioni , quelli italiani furono oltre 600.000. Occorreva ora giungere alla pace definitiva e i colloqui si svolsero a Parigi e i trattati di pace furono firmati tra il 1919 e il 1920. I rappresentanti delle quattro potenze vincitrici ( Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti) avevano obiettivi diversi e non mancarono momenti di tensione. Il presidente americano Wilson aveva steso un elenco di 14 punti che riassumevano i progetti per la futura politica europea, inoltre egli dava molta importanza alla autodeterminazione delle nazioni, cioè ogni nazione doveva essere indipendente e scegliere la propria forma di governo. La Germania fu ritenuta responsabile della guerra e costretta a pagare 132 miliardi di marchi in oro come danni di guerra, inoltre venne privata delle colonie e dovette ridurre notevolmente l’esercito e la flotta navale. L’Italia ricevette dall’Austria il Trentino, l’Alto Adige, la Venezia Giulia e Trieste. Questo provocò discussioni a Parigi, gli alleati comportandosi da traditori, non avevano dato all’Italia quello che avevano promesso col patto di Londra e a questa tensione si aggiunse la difficile situazione che il nostro paese si trovò a vivere nel dopoguerra. Finalmente il mondo uscì dalla guerra profondamente mutato, non solo dal punto di vista politico ma anche economico. Gli Stati Uniti cominciavano a emergere come potenza mondiale, mentre l’Europa si era indebolita. La guerra cambiò anche l’atmosfera culturale, infatti, con i suoi orrori aveva posto fine all’ottimismo con cui il secolo era iniziato, cominciava così un periodo molto più oscuro con numerose e gravi crisi. La Conferenza di pace si svolse a Parigi

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali cause politiche che portarono alla Prima Guerra Mondiale?
  2. Le cause politiche includevano il conflitto di interessi economici tra Germania, Francia e Inghilterra, il desiderio di rivincita della Francia dopo la sconfitta del 1870, le ambizioni territoriali di Austria, Russia e Italia nei Balcani, e la divisione dell'Europa in due schieramenti: la Triplice Intesa e la Triplice Alleanza.

  3. Come influenzò la corsa agli armamenti l'inizio della guerra?
  4. Le grandi potenze europee, in particolare la Germania, si dotarono di moderni armamenti in previsione di un conflitto, contribuendo a creare un clima di tensione e preparazione militare che sfociò nella guerra.

  5. Quale evento scatenò ufficialmente la Prima Guerra Mondiale?
  6. L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914 scatenò le tensioni internazionali, portando l'Austria-Ungheria a dichiarare guerra alla Serbia il 28 luglio, attivando le alleanze preesistenti.

  7. Quali furono le conseguenze della battaglia di Caporetto per l'Italia?
  8. La battaglia di Caporetto, avvenuta il 24 ottobre 1917, portò a una grave crisi militare per l'Italia, con una ritirata dell'esercito italiano e la cattura di decine di migliaia di prigionieri, costringendo a stabilire una nuova linea di difesa.

  9. Come si concluse la Prima Guerra Mondiale e quali furono le sue conseguenze?
  10. La guerra si concluse l'11 novembre 1918 con la firma dell'armistizio con la Germania. Le conseguenze furono devastanti, con circa 9 milioni di morti e un'Europa profondamente mutata politicamente ed economicamente, mentre gli Stati Uniti emersero come potenza mondiale.

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