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La formula di Cardano per le cubiche
a cura di Flavio Cimolin (ultimo aggiornamento: 19/07/2006)
Per secoli i matematici, dopo aver trovato la famosa formula risolutiva delle equazioni di 2° grado,
hanno tentato di determinare una formula per trovare la radice della generica equazione di 3° grado:
3 2
a x + b x + c x + d = 0
Per riuscire a risolvere tale equazione, bisogna dapprima trasformarla in una più semplice (ed è
sempre possibile con opportune sostituzioni) del tipo:
3 + p x + q = 0
x
La formula che fornisce una delle tre radici dell'equazione, la cui paternità è attribuita a Gerolamo
Cardano (anche se già Tartaglia e Scipione del Ferro prima di lui risolsero il problema) è la
seguente:
Uno dei motivi per cui questa formula è degna di nota, sta nel fatto che visto che p può essere
positivo o negativo, ed il cubo di p non ne altera il segno, può capitare di trovarsi a lavorare con
delle radici di numeri negativi! Questa formula fu il primo grande passo che diede la fiducia ai
matematici del rinascimento che potessero "esistere" degli altri numeri, i cosiddetti numeri
complessi, comprendenti anche le radici dei numeri negativi.
In ultimo, vale la pena ricordare che esiste ancora una formula risolutiva per le equazioni di 4°
grado, mentre a partire dal 5° grado in poi, è stato dimostrato grazie agli studi di Galois che non
possono più esistere formule risolutive espresse per mezzo di radicali.
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