Concetti Chiave

  • La divisione del sapere in due discipline fondamentali al tempo di Kant includeva la scienza (matematica e fisica) e la metafisica, quest'ultima considerata la più importante ma priva di fondamenti certi.
  • Kant propone un riesame della validità della conoscenza respingendo lo scetticismo scientifico di Hume, ma accettando quello metafisico, evidenziando la necessità di chiarire i fondamenti delle conoscenze.
  • I giudizi sintetici a priori sono cruciali per la scienza poiché ampliano la conoscenza e sono considerati certi, non derivando dall'esperienza ma dalla ragione.
  • Kant introduce una "rivoluzione copernicana" nella filosofia, affermando che la realtà si modella sulle forme a priori della mente umana invece che il contrario.
  • La conoscenza umana è articolata in tre facoltà: sensibilità, intelletto e ragione, che lavorano insieme per elaborare le esperienze e comprenderne il significato.

Divisione del sapere

Al tempo di Kant il sapere era diviso in due discipline: scienza (matematica e fisica) e metafisica.

Importanza della metafisica

La metafisica è sempre stata la più importante di tutte le conoscenze, ma questa importanza è stata persa perché essa non può dare un fondamento reale e scientifico sulle cose. La scienza, pur limitata, permette di avere una conoscenza certa.

Secondo Kant c'è bisogno di un riesame globale della struttura e della validità della conoscenza. Kant respinge lo scetticismo scientifico di Hume ma accetta lo scetticismo metafisico.

La metafisica può essere intesa come una disposizione naturale dell'uomo, che non può essere eliminata e lo spinge oltre i confini naturali. L'uomo è portato a chiedersi che cosa sia l'anima, il mondo e Dio.

Tuttavia siccome matematica e fisica sono delle conoscenze date, come sono possibili?

Domande fondamentali di Kant

Kant si pone quattro domande: com'è possibile la matematica pura? Com'è possibile la fisica pura? Com'è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale? Com'è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?

La metafisica non è una cosa certa perché si è trasformata in una disputa tra filosofi che non ha portato a nulla.

Scetticismo e causalità

Kant si chiede, dopo aver individuato il fondamento della matematica e della fisica, se la metafisica possa essere considerata una scienza. Egli parte dallo scetticismo di Hume e lo ringrazia perché lo ha fatto uscire dal sonno dogmatico mostrando che il principio di causalità non ha un fondamento scientifico ma deriva da una credenza soggettiva e dall'abitudine.

Hume sostiene che la matematica è formata da proposizioni che esprimono relazioni tra idee sono universali e necessarie, ovvero le diamo per certe senza giustificarle, ma non accrescono la conoscenza che noi abbiamo del mondo esterno. La fisica invece si fonda su qualcosa che deriva dall'esperienza ma non è certa, solo probabile. Kant parte da questa idea per formulare il suo ragionamento. Hume si è arenato in un vicolo cieco perché da un lato la matematica è una conoscenza certa che non accresce il mio sapere, dall'altro c'è la fisica che accresce il mio sapere ma è solo probabile. Per Kant la conoscenza umana può essere da un lato universale e necessaria ma anche fondata sull'esperienza e quindi è possibile accrescerla. La scienza presuppone quindi alcuni principi immutabili detti giudizi sintetici a priori. Essi sono giudizi sintetici a priori: giudizi perché sono l'unione di un soggetto con un predicato, sintetici perché il predicato arricchisce il soggetto. A priori perché non possono derivare dall'esperienza.

Giudizi sintetici a priori

Per Kant esistono tre tipi di giudizi: sintetici a priori (fecondi e appartenenti alla scienza), analitici a priori e sintetici a posteriori (entrambi si combinano e danno origine ai giudizi sintetici a posteriori). Però vengono scartati perché i giudizi analitici a priori sono fondati su qualcosa di universale e necessario e non derivano dall'esperienza però sono analitici, cioè il predicato non arricchisce il soggetto quindi è infecondo. Altrettanto i giudizi sintetici a posteriori sono infecondi perché pur aggiungendo qualcosa al soggetto derivano dall'esperienza e non sono universali e necessari.

Invece i principi della scienza sono sintetici perché ampliano la conoscenza ma sono a priori perché non derivano dalla conoscenza e sono certi.

I giudizi analitici a priori si rifanno a Cartesio (idee innate), mentre per i giudizi sintetici a posteriori si rifanno alla tradizione empiristica. Kant supera entrambi perché contro il razionalismo dice che la scienza derivi dall'esperienza, e contro l'empirismo ritiene che alla base dell'esperienza ci siano dei principi che non derivano dall'esperienza stessa.

Quindi la scienza è data da esperienza e principi sintetici a priori, che rappresentano la spina dorsale della scienza rendendola certa e stabile.

Se questi giudizi sintetici a priori non derivano dall'esperienza, da dove derivano? Provengono dalla nostra ragione.

Kant dice che la nostra conoscenza è data da sintesi di materia (molteplicità caotica delle impressioni sensibili) e forma (modalità con cui la nostra mente ordina tali impressioni), cioè di un elemento a posteriori e di un elemento a priori. La nostra mente filtra i dati che provengono dall'esperienza attraverso delle forme innate comuni a tutti gli uomini. Sono a priori rispetto all'esperienza e sono universali e necessarie.

Nella nostra mente come forme a priori esistono spazio, tempo e le dodici categorie.

Rivoluzione copernicana di Kant

Kant opera una rivoluzione copernicana perché si ribaltano i rapporti tra soggetto e oggetto: non è più la mente umana a modellarsi sulla realtà ma è la realtà a modellarsi sulle forme a priori della mente umana. Kant distingue poi tra fenomeno e cosa in sé: il fenomeno è la realtà che ci appare attraverso le forme a priori, non è un'illusione, ma un'esperienza reale a patto che ci sia un soggetto che lo percepisca, mentre la cosa in sé è la realtà indipendentemente da chi la percepisce.

Facoltà conoscitive

Ci sono tre facoltà conoscitive: sensibilità, intelletto e ragione, perché la nostra conoscenza scaturisce dai sensi, va nell'intelletto e viene immagazzinata nella ragione. La sensibilità è la percezione intuitiva attraverso le forme di spazio e tempo; l'intelletto è la facoltà di pensare i dati sensibili mediante i concetti puri o le categorie; la ragione è quella facoltà che va oltre l'esperienza e spiega globalmente che cos'è la realtà mediante le idee di anima, mondo e Dio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la divisione del sapere secondo Kant?
  2. Secondo Kant, il sapere è diviso in due discipline principali: scienza (matematica e fisica) e metafisica, con quest'ultima considerata la più importante, sebbene abbia perso la sua credibilità come fondamento reale e scientifico.

  3. Qual è il ruolo della metafisica nella conoscenza umana?
  4. La metafisica è vista da Kant come una disposizione naturale dell'uomo, spingendolo a interrogarsi su concetti fondamentali come l'anima, il mondo e Dio, ma non fornisce certezze scientifiche, trasformandosi in una disputa tra filosofi.

  5. Come Kant supera lo scetticismo di Hume?
  6. Kant riconosce il contributo di Hume nel far emergere lo scetticismo scientifico, ma propone che la conoscenza umana può essere sia universale e necessaria che fondata sull'esperienza, introducendo i giudizi sintetici a priori come base della scienza.

  7. Quali sono i tre tipi di giudizi secondo Kant?
  8. Kant identifica tre tipi di giudizi: sintetici a priori (fondamentali per la scienza), analitici a priori e sintetici a posteriori, scartando i secondi due poiché non arricchiscono la conoscenza in modo fecondo.

  9. Cosa implica la rivoluzione copernicana di Kant?
  10. La rivoluzione copernicana di Kant implica un ribaltamento nei rapporti tra soggetto e oggetto, affermando che è la realtà a modellarsi sulle forme a priori della mente umana, distinguendo tra fenomeno (realtà percepita) e cosa in sé (realtà indipendente dalla percezione).

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