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Concetti Chiave

  • Kant affronta il problema gnoseologico ponendo domande fondamentali sulla possibilità di conoscere e di fare scienza in diversi ambiti, tra cui matematica e fisica.
  • La scienza, secondo Kant, deve fondarsi su principi apriori e sull'esperienza, evidenziando l'importanza delle intuizioni pure di tempo e spazio.
  • L'analitica e le categorie sono cruciali per l'intelletto, consentendo di pensare e comprendere fenomeni attraverso concetti puri, come sostanza e causalità.
  • Kant critica le prove metafisiche tradizionali, sostenendo che le idee di io, mondo e Dio non hanno fondamento scientifico, ma riflettono un desiderio umano per l'infinito.
  • Nonostante la sua critica alla metafisica, Kant riconosce l'importanza di queste idee come esigenze intrinseche dell'essere umano, evidenziando un legame tra scienza e filosofia.

Il problema gnoseologico

In questa opera affronta il problema gnoseologico (che cosa posso conoscere?/di cosa possiamo fare scienza?)

La scienza secondo Kant?

Per Kant la scienza deve basarsi sia sull’apriori che sull’esperibilità (in base ai Giudizi Sintetici Apriori).

Partendo da questo principio, Kant si chiede:

    È possibile la matematica come scienza?

    È possibile la fisica come scienza?

    È possibile la metafisica come scienza?

Per rispondere a queste domande, analizza la sensazione, l’

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Per rispondere a questa domanda afferma che: l’estetica riguarda la sensazione e si basa sulle Intuizioni Pure, ovvero sul tempo (esperienza interiore) e lo spazio (esperienza esteriore).

Di entrambi è possibile fare esperienza ed entrambi sono apriori.

(Kant fa un esempio: sostiene che è come se tutti indossassimo degli occhiali dello stesso colore e vedessimo il mondo allo stesso modo).

La matematica come scienza

Per cui la matematica (suddivisa in Aritmetica e Geometria) sarà possibile come scienza dato che: l’aritmetica si basa sul tempo (perché i numeri si succedono) e la geometria sullo spazio.

L'analitica e le categorie

Per rispondere a questa domanda afferma che: l’analitica riguarda l’intelletto, che riesce a pensare attraverso quelle che Aristotele aveva chiamato Categorie, e che lui chiama Concetti Puri. Essi sono:

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Ad ogni categoria corrisponde un principio sintetico dell’intelletto puro:

 Considera la sostanza il concetto più importante, affermando che “in ogni cangiamento dei fenomeni la sostanza permane”.

 Considerava la quantità, la qualità, la relazione e la modalità come fenomeni fisici.

 Per quanto riguarda la causalità, dice che “tutti i cangiamenti avvengono secondo un nesso di causa ed effetto".

Una volta stabilite queste categorie, si trova davanti al problema della giustificazione della loro validità e del loro uso.

Problema che denomina

Il termine "deduzione" non viene inteso con il significato proprio della filosofia empirista, cioè come un'operazione mentale che va dal generale al particolare, ma in termini GIURIDICI (infatti ricordiamo che lui istituisce il “tribunale della ragione” che mette in discussione se stesso): deduzione vuol dire giustificazione.

Quindi il problema che si pone a questo punto è: come fa il mio intelletto ad unificare le categorie per permettermi di conoscere?

Risponde a questa domanda facendo ricorso ad una facoltà che chiama IO PENSO, al quale non attribuisce un valore ontologico, in quanto esso non fonda l’essere, ma è un semplice spazio logico, ovvero un qualcosa che mi permette solo di pensare (lo chiama anche “appercezione trascendentale”).

La fisica come scienza

Per cui la fisica è possibile come scienza perché “i principi sintetici dell’intelletto puro” mi permettono di unificare i dati di esperienza (i Concetti Puri) per conoscere.
Per rispondere a questa domanda afferma che: la dialettica riguarda la ragione, ed è un ragionamento che va per tesi ed antitesi.

Nella dialettica analizza le 3 facoltà della ragione: io, mondo e

Le idee di io, mondo e Dio

L’idea di io: L’Io è la totalità dell’esperienza interna, e comprende tutto ciò che sento e che provo. Ciò porta a credere all’immortalità dell’anima.

Però, pensando che l’anima sia immortale, non facciamo altro che attribuire ad essa la categoria di sostanza.

Così facendo si cade in un paralogismo (falso ragionamento) in quanto non è possibile fare esperienza dell’anima o dell’Io.

L’idea di mondo: Il mondo è la totalità dell’esperienza esterna. Non è possibile però, fare esperienza dell’origine o della fine del mondo, quindi questo porta a cadere nelle antinomie della ragione (affermazioni contrarie).

L’idea di Dio: si costruisce mettendo insieme l’idea di Io e di Mondo. Tuttavia, ovviamente, non è possibile fare esperienza di Dio.

La critica alla metafisica

Tanto che Kant critica sia la prova apriori di Anselmo D’Aosta ("Dio è ciò di cui nulla esiste di maggiore"), sia quella aposteriori di San Tommaso (che osservando la natura si rese conto che tutto è legato da rapporti di causa ed effetto).

A questo punto, dato che queste 3 idee non hanno fondamento scientifico, conclude che:

Ma, nonostante ciò, Kant si considera profondamente innamorato della metafisica in quanto sente dentro di se il desiderio di infinito. Quindi ciò che non riesce ad affermare scientificamente, lo afferma come esigenza umana.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il problema gnoseologico affrontato da Kant?
  2. Kant si interroga su cosa possiamo conoscere e su quali siano le basi della scienza, ponendo domande fondamentali riguardo alla matematica, alla fisica e alla metafisica come scienze.

  3. Come definisce Kant la scienza?
  4. Secondo Kant, la scienza deve fondarsi sia sull'apriori che sull'esperienza, utilizzando i Giudizi Sintetici Apriori per giustificare la validità delle conoscenze.

  5. Quali sono le categorie dell'intelletto secondo Kant?
  6. Kant identifica le categorie dell'intelletto come Concetti Puri, tra cui sostanza, quantità, qualità, relazione e modalità, che sono essenziali per la comprensione dei fenomeni.

  7. Qual è il ruolo dell'idea di Io nella filosofia di Kant?
  8. L'idea di Io rappresenta la totalità dell'esperienza interna, ma Kant avverte che attribuire all'Io la categoria di sostanza porta a un paralogismo, poiché non possiamo fare esperienza diretta dell'Io.

  9. Qual è la posizione di Kant sulla metafisica?
  10. Kant critica le prove metafisiche di Dio, ritenendole prive di fondamento scientifico, ma esprime un profondo desiderio di infinito, riconoscendo l'importanza della metafisica come esigenza umana.

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