Concetti Chiave

  • Tra il XIV e XV secolo, gli Stati italiani combatterono per il predominio, ma nessuno riuscì a imporsi, favorendo l'emergere delle compagnie di ventura.
  • La crisi degli eserciti feudali fu causata dalla riluttanza al servizio militare e dalla crescente complessità delle guerre, portando all'uso di mercenari.
  • I condottieri italiani, emersi a partire dalla fine del Trecento, acquistarono terre e potere politico, diventando figure centrali nei conflitti tra le città-stato.
  • Le guerre tra Milano, Venezia e Firenze si svilupparono in tre fasi principali, culminando nella pace di Lodi che portò alla formazione della Lega italica.
  • Il periodo successivo alla pace di Lodi (1454-1494) fu caratterizzato da instabilità politica e conflitti, come la congiura dei Pazzi contro Lorenzo il Magnifico.

Indice

  1. Guerre italiane e compagnie di ventura
  2. Crisi degli eserciti feudali
  3. Mercenari stranieri e condottieri italiani
  4. Qual è il ruolo dei condottieri?
  5. Conflitti tra Milano, Venezia e Firenze
  6. Conseguenze della pace di Lodi
  7. Congiure e instabilità a Milano
  8. Congiura dei Pazzi e conflitti medicei
  9. Diplomazia e frammentazione italiana

Guerre italiane e compagnie di ventura

Tra la fine del XIV secolo e la metà del XV, gli Stati italiani si scontrarono in una serie di guerre per il predominio sulla Penisola. Nonostante ciò, nessuno degli Stati riuscì infatti a imporsi. In compenso furono un bene per le compagnie di ventura e i condottieri: le compagnie di ventura erano piccoli eserciti di mercenari, guidati da un capitano chiamato condottiero perché veniva assoldato mediante un contratto detto condotta.

Crisi degli eserciti feudali

Il fatto che nessuno prestava volentieri il servizio militare determinò la crisi degli eserciti feudali. Tanto più che combattere era diventato sempre più complesso e faticoso ed esigeva un severo addestramento.

Mercenari stranieri e condottieri italiani

Inizialmente, in Italia furono impiegati soprattutto mercenari stranieri, tra cui anche il grande capitano inglesi, John Hawkwood, che gli Italiani chiamarono Giovanni Acuto. Dalla fine del Trecento si affermarono le compagnie di ventura italiane. Erano italiani, infatti, alcuni fra i più famosi condottieri del Quattrocento, personaggi di grande rilievo sociale e con enormi ricchezze.

Qual è il ruolo dei condottieri?

Il capitano di ventura provvedeva ad armare e pagare i suoi soldati e ciò lo rendeva il loro padrone e gli garantiva la loro fedeltà. In Italia l’attività di militare divenne un impiego sicuro: le Signorie stipendiarono stabilmente un condottiero per avere sempre a disposizione le armi. I condottieri presero così ad acquistare terre, assumendo un’importanza sempre maggiore a livello politico, sino a divenire essi stessi signori come avvenne a Milano con Francesco Sforza.

Conflitti tra Milano, Venezia e Firenze

Le lunghe guerre combattute in Italia tra la fine del XIV e la metà del XV secolo riguardarono due questioni:

  • l’espansionismo del Ducato di Milano verso la Repubblica di Venezia e Firenze;

  • la contesa tra Francesi e Spagnoli per la successione nel Regno di Napoli, che coinvolse negli opposti schieramenti anche i maggiori Stati italiani.

  • Le guerre si articolarono in tre fasi.

      Prima fase - Tra il 1385 e il 1402 Gian Galeazzo Visconti fece conquiste a est e nel Centro Italia. La sua morte interruppe questa fase e Milano finì per perdere tutte le conquiste. Ne approfittarono Firenze, che si impossessò di Pisa, ottenendo uno sbocco sul mare, e Venezia, che iniziò la sua espansione nell’entroterra veneto.

      Seconda fase - Con Filippo Maria Visconti il Ducato di Milano riprese la sua espansione. Nel 1427 Milano si scontrò con Venezia e Firenze dalla battaglia di Maclodio e vennero sconfitti. I Visconti sostennero gli Aragonesi contro gli Angioini. Nel 1442 Alfonso V d’Aragona ottenne Napoli. Unì quest'ultimo alla Sicilia e alla Sardegna.

      Terza fase - Nel 1447 Filippo Maria Visconti morì e a Milano si aprì una crisi. Il patriziato ricostituì il sistema comunale con la Repubblica ambrosiana. I Milanesi a chiesero l’intervento di Francesco Sforza, signore di Milano, nella a guerra con Venezia. Il conflitto si concluse nel 1454 la pace di Lodi.

    Conseguenze della pace di Lodi

    Con la pace di Lodi i cinque maggiori Stati italiani si riunirono in una Lega italica. Questi erano Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli.

    Congiure e instabilità a Milano

    Gli Stati italiani si trovavano in una generale stanchezza e a fronteggiare a una situazione interna instabile.

    Gli Stati italiani si trovavano a far fronte a una situazione interna sempre più instabile. Il potere del signore risultava estremamente precario e le congiure che si svolgevano all’interno della stessa corte. A Milano, le principali famiglie aristocratiche complottarono contro Galeazzo Maria Sforza, accusato di tirannia. Il duca venne pugnalato ma il titolo fu ereditato dal piccolo Gian Galeazzo, mentre il potere fu esercitato dallo zio Ludovico Sforza detto il Moro.

    Congiura dei Pazzi e conflitti medicei

    I quarant’anni (1454-1494) successivi agli accordi di Lodi furono in realtà caratterizzati da una pace instabile, interrotta da varie guerre. Un grave conflitto esplose tra papa Sisto IV e Lorenzo il Magnifico. Il pontefice aveva dato in feudo al nipote la contea di Imola suscitando l’opposizione di Lorenzo il Magnifico, interessato ad assumere il controllo della città. Il papa allora si alleò con la famiglia dei Pazzi per rovesciare il potere mediceo

    Durante congiura dei Pazzi nel 1478 i congiurati tentarono di uccidere Lorenzo a messa ma egli fu solo ferito superficialmente e riuscì a scappare. Lorenzo represse gli avversari e aumentò ulteriormente il peso delle istituzioni repubblicane. Il papa tentò ancora di contrastare i Medici alleandosi con Napoli ma la guerra terminò rapidamente.

    Diplomazia e frammentazione italiana

    Negli anni del sistema dell’equilibrio si consolidarono gli apparati delle diplomazie come strumenti della politica estera e vennero istituite ambasciate permanenti. Con la pace di Lodi l’Italia restò frammentata in diversi Stati consapevoli di non poter prevalere sugli altri. Questi anni approfondirono la distanza tra le due aree della Penisola: nell’Italia centrale e settentrionale la pace favorì lo sviluppo economico e la cultura; al Sud una nuova crisi di successione permise alla grande feudalità di sottrarsi al potere centrale.

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    Domande da interrogazione

    1. Quali furono le conseguenze delle guerre italiane per le compagnie di ventura?
    2. Le guerre italiane tra la fine del XIV e la metà del XV secolo favorirono le compagnie di ventura, piccoli eserciti di mercenari guidati da condottieri, poiché nessuno degli Stati riuscì a imporsi, creando opportunità per questi gruppi (testo).

    3. Quali furono le conseguenze delle guerre italiane per le compagnie di ventura?
    4. Le guerre italiane tra la fine del XIV e la metà del XV secolo favorirono le compagnie di ventura, piccoli eserciti di mercenari guidati da condottieri, poiché nessuno degli Stati riuscì a imporsi, creando opportunità per questi gruppi (testo).

    5. Come influenzò la crisi degli eserciti feudali il panorama militare italiano?
    6. La crisi degli eserciti feudali, dovuta alla riluttanza a prestare servizio militare e alla crescente complessità del combattimento, portò all'emergere delle compagnie di ventura come alternativa più efficace (testo).

    7. Come influenzò la crisi degli eserciti feudali il panorama militare italiano?
    8. La crisi degli eserciti feudali, dovuta alla riluttanza a prestare servizio militare e alla crescente complessità del combattimento, portò all'emergere delle compagnie di ventura come alternativa più efficace (testo).

    9. Quale ruolo giocarono i condottieri nella politica italiana del Quattrocento?
    10. I condottieri, armando e pagando i loro soldati, divennero figure politicamente influenti, acquisendo terre e potere, come dimostrato dal caso di Francesco Sforza a Milano (testo).

    11. Quale ruolo giocarono i condottieri nel contesto politico italiano del Quattrocento?
    12. I condottieri, armando e pagando i loro soldati, divennero figure politiche di rilievo, accumulando ricchezze e terre, come dimostrato dal caso di Francesco Sforza a Milano (testo).

    13. Quali furono le principali fasi dei conflitti tra Milano, Venezia e Firenze?
    14. I conflitti si articolano in tre fasi: la prima con le conquiste di Gian Galeazzo Visconti, la seconda con l'espansione di Filippo Maria Visconti e la terza con la crisi dopo la sua morte, culminata nella pace di Lodi (testo).

    15. Quali furono le principali fasi dei conflitti tra Milano, Venezia e Firenze?
    16. I conflitti si articolano in tre fasi: la prima con le conquiste di Gian Galeazzo Visconti, la seconda con l'espansione di Filippo Maria Visconti e la terza con la crisi dopo la sua morte, culminata nella pace di Lodi (testo).

    17. In che modo la pace di Lodi influenzò la stabilità degli Stati italiani?
    18. La pace di Lodi portò alla formazione di una Lega italica tra i cinque maggiori Stati, ma non risolse l'instabilità interna, con congiure e conflitti che continuarono a caratterizzare il panorama politico italiano (testo).

    19. In che modo la pace di Lodi influenzò la stabilità degli Stati italiani?
    20. La pace di Lodi portò alla formazione di una Lega italica tra i cinque maggiori Stati, ma non risolse l'instabilità interna, con congiure e conflitti che continuarono a caratterizzare il panorama politico italiano (testo).

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