Concetti Chiave
- Dal 1946 al 1948, l'Italia vive un'importante transizione politica con l'estromissione della sinistra, favorita dalla scissione del PSIOUP e dall'appoggio statunitense.
- Le elezioni del 1948 segnano la vittoria della Democrazia Cristiana, sostenuta dagli USA, che conquista la maggioranza assoluta al Senato, mentre le sinistre raggiungono solo il 31% dei voti.
- De Gasperi, pur avendo i numeri per governare da solo, sceglie di formare un governo quadripartito, dando inizio al periodo del centrismo in Italia.
- Il governo democristiano affronta tensioni sociali ricorrendo a misure di repressione, mentre promuove la riforma agraria e la Cassa del Mezzogiorno per sostenere l'Italia meridionale.
- La morte di De Gasperi nel 1954 segna la fine del periodo centrico, con un calo di consensi per la DC e un'affermazione del Partito Comunista Italiano.
Il contesto politico post-bellico
Il periodo compreso fra il 1946 ed il 1948 , per l’Italia, è politicamente molto importante, perché si creano le condizioni per estromettere la sinistra dal governo, avvenuta nel maggio 1947 a conclusione di un progressivo inasprimento dei rapporti fra democristiani da una parte e socialisti e comunisti dall’altro. Il partito della Democrazia Cristiana voleva che l’Italia fosse inserita nel blocco occidentale, dominato dagli Stati Uniti, e sostenevano la necessità di uno Stato forte in grado di reprimere le agitazioni causate dalla povertà mentre la sinistra intendeva introdurre il sistema di governo dell’URSS ed appoggiavano le rivendicazioni dei braccianti, dei mezzadri e la lotte dei disoccupati. L’allontanamento delle sinistre dal governo fu facilitato dalla scissione del PSIOUP e dall’appoggio degli Stati Uniti. Infatti, Saragat ed i suoi seguaci, favorevoli agli Stati Uniti ed ostili al comunismo dettero vita al Partito socialista dei lavoratori italiani che più tardi diventerà Partito socialista democratico italiano.
Le elezioni del 1948
Le votazioni del 1948 videro il trionfo della Democrazia Cristiana (DC), sostenuta dagli Stati Uniti e dalla Chiesa e raggiunse la maggioranza assoluta al Senato. Invece le sinistre (Fronte democratico popolare) raggiungerlo il 31% dei voti, soprattutto per l’appoggio dato dalle regioni meridionali, dove esse avevano appoggiato le lotte contadine. Queste elezioni provocarono una lacerazione del paese fra due opposti blocchi: la D.C., conservatrice e di ispirazione cattolica e quello delle sinistre dominato dai comunisti che potevano anche contare sull’appoggio dei socialisti.
Il centrismo di De Gasperi
La d:C. avrebbe potuto governare da sola dato che ne aveva i numeri, ma De Gasperi preferì accordarsi con i partiti minori e creare un governo quadripartito con il Partito Socialdemocratico, il Partito Repubblicano ed il Partito Liberale. In questo modo iniziava il periodo del centrismo.. Questi erano pertanto gli schieramenti politici:
• al centro: DC + Partito Liberale + Partito Repubblicano + Partito Socialdemocratico
• a sinistra: i socialcomunisti
• a destra: il Movimento Sociale Italiano (MSI) e i neofascisti
Riforme e tensioni sociali
Nello stesso momento si forma il sistema di potere democristiano, cioè il predominio della D.C. in tutti i centri di controllo dell’apparato statale. Per ostacolare e soffocare le agitazioni dei lavoratori, De Gasperi non ebbe scrupoli per ricorrere alle forze di polizia ed è in questa atmosfera di tensione che nell’estate del 1948 si ebbe un forte movimento di protesta a seguito dell’attentato a Roma di Togliatti. una conseguenza di questi fatti fu la rottura sindacale: la CGIL si spaccò e nacque la CISL (Confederazione Italiana sindacati Lavoratori). Negli stessi anni, l’Italia aderisce alla NATO e al Piano Marshall, in quanto fedele alleata degli Stati Uniti. In politica interna, De Gasperi cercò di non aggravare i conflitti sociali e di mantenere il consenso dei ceti popolari. Il principale provvedimento che prese fu la riforma agraria che portò all’espropriazione e alla distribuzione delle terre alle famiglie contadine. La riforma agraria fu affiancata dalla costituzione della Cassa del Mezzogiorno, il cui scopo era quello di far fronte all’arretratezza dell’Italia meridionale con appositi finanziamenti. Essa resterà in vigore fino al 1983.
Le elezioni videro un calo di consensi a favore della DC. ed una buona affermazione del Partito Comunista Italiano. Questa volta, De Gasperi non riuscì a formare un governo centrista e la sua era quindi finita. Lo statista morì l’anno successivo.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali forze politiche in Italia tra il 1946 e il 1948?
- Come si svolsero le elezioni del 1948 in Italia?
- Qual è stato il ruolo di De Gasperi nel governo italiano del periodo?
- Quali furono le conseguenze sociali delle tensioni politiche in Italia?
- Quali furono le principali riforme attuate da De Gasperi?
In questo periodo, le forze politiche principali erano la Democrazia Cristiana (DC), che cercava di allineare l'Italia al blocco occidentale, e le sinistre, rappresentate da socialisti e comunisti, che sostenevano le rivendicazioni dei lavoratori e un sistema di governo simile a quello dell'URSS.
Le elezioni del 1948 videro la Democrazia Cristiana trionfare, sostenuta dagli Stati Uniti e dalla Chiesa, raggiungendo la maggioranza assoluta al Senato, mentre le sinistre ottennero solo il 31% dei voti, principalmente grazie al supporto delle regioni meridionali.
De Gasperi, leader della DC, scelse di formare un governo quadripartito con partiti minori, avviando così il periodo del centrismo, piuttosto che governare da solo, nonostante avesse i numeri per farlo.
Le tensioni politiche portarono a forti movimenti di protesta, come quello dopo l'attentato a Togliatti, e alla rottura sindacale che portò alla nascita della CISL, mentre la DC cercava di mantenere il consenso dei ceti popolari attraverso riforme come quella agraria.
De Gasperi attuò la riforma agraria, che prevedeva l'espropriazione e la distribuzione delle terre alle famiglie contadine, e istituì la Cassa del Mezzogiorno per affrontare l'arretratezza dell'Italia meridionale, mantenendo così un certo consenso tra i lavoratori.