Storia della psicologia
Quando e come si arriva alla psicologia scientifica?
Con la naturalizzazione dell’essere umano, ovvero con l'accettazione che esso sia un prodotto della natura.
Pensiero greco
I greci avevano gettato le basi per una psicologia scientifica.
- Filosofia: Aristotele e Platone parlano di percezione e memoria in modo contemporaneo, avviene la teorizzazione della netta divisione tra anima (principio di vita) e corpo (materia inanimata).
- Medicina: Ippocrate è stato il primo ad ipotizzare che il substrato organico biologico dei processi mentali sia il cervello.
Cristianesimo
L’essere umano viene visto in una posizione intermedia tra la natura e Dio, infatti non viene più considerato come un prodotto della natura e quindi non si può studiare con gli stessi elementi di prima. Si crea quindi un’interdizione tra lo studio dell’uomo dal punto di vista mentale (anima, quindi teologia) e corporeo (scientifico).
Rinascimento
Cartesio (1596-1650): si ha una naturalizzazione parziale, in quanto ha creato le condizioni per poter aprire lo studio scientifico del corpo umano. Ripropone la separazione tra l’anima che individua come ‘Res cogitans’ (caratteristica propria dell’essere umano) e il corpo che individua come ‘Res extensa’ (caratteristica comune all’essere umano e agli animali). Per Cartesio, l’anima e il corpo sono unite nell’uomo da una “ghiandola pineale” ovvero un organo di raccordo tra le due sostanze, situato nel cervello. Partendo proprio da questo spunto, nel 1800 si ha un grande impulso verso lo studio del sistema nervoso, ovvero il substrato meccanico dei processi mentali. A tutto ciò si oppone Kant, il quale spiega che nella psicologia non c’è separazione tra il soggetto e l’oggetto di studio, quindi non si potrà mai studiare la mente in modo oggettivo, misurabile e scientifico.
1800: Neuroscienze
- Helmholtz (1821-1894) scopre come siamo fatti dal punto di vista del sistema nervoso. Scopre che il cervello è formato da una rete enorme di neuroni connessi tra di loro. I neuroni sono delle cellule che sono in grado di ricevere, generare e trasmettere un impulso nervoso (o elettrico). Il cervello è racchiuso dentro la scatola cranica ma è connesso con la realtà esterna attraverso le fibre nervose comunemente conosciute con il termine ‘nervo’: queste collegano il cervello con delle cellule recettoriali presenti in tutte le parti del nostro corpo. Le cellule recettoriali sono delle cellule sensibili ad alcune forme di energia. Ciascun nervo non trasferisce lo stimolo in sé ma veicola selettivamente certe informazioni determinando le esperienze sensoriali (Esempio: la stimolazione tale del nervo ottico produce una sensazione visiva attraverso un processo chimico). Inoltre, Helmholtz parla di inferenze inconsce: l’esperienza percettiva (mediata dai nervi), non fornisce una conoscenza degli oggetti esterni in quanto tale poiché in qualche modo c’è una corrispondenza tra le reazioni nervose e i vissuti psichici (quindi l’esperienza). (Esempio: vedo il mondo non solo per ciò che gli occhi mi trasmettono ma anche per quello che già conosco).
- Gall (1825): forma una disciplina chiamata frenologia (al 2° punto perde di credibilità)
- Facoltà mentali indipendenti con sede cerebrale specifica: Ha capito che i processi mentali che servono per i diversi tipi di ragionamento sono indipendenti tra di loro, infatti ogni facoltà mentale ha dei processi specifici che corrispondono ad una sede (parte) specifica del nostro cervello.
- Parte più sviluppata: Dato che tutti abbiamo attitudini o difficoltà diverse e dato che ogni facoltà ha una sede mentale specifica, il singolo soggetto ha delle parti del cervello più o meno sviluppate. Secondo Gall questo può derivare da:
- Dotazione innata: “sono bravo in questo perché ci sono nato”.
- Esercizio: “se sono bravo in questo è perché mi sono esercitato”.
- Conseguenza: Deformazione della scatola cranica, con questo vuole spiegare il perché ciascuno di noi ha la scatola cranica un po’ diversa. Ma noi oggi sappiamo che non è così. Infatti, attraverso gli elettrodi possiamo vedere che il cervello è sempre totalmente attivo, indipendentemente da quello che si sta facendo. Nonostante ciò è possibile vedere che, nonostante tutte le aree lavorino sempre, alcune hanno dei picchi di attività maggiori a seconda di quello che faccio e proprio per questo solitamente si parla di emisfero destro o sinistro in quanto sono specializzati in due macro-ambiti diversi. La teoria di Gall sulla localizzazione non ha avuto seguito in campo scientifico ma si è diffusa molto nell’ambito popolare, tanto che troviamo anche le teorie specifiche di due neurologi:
- Broca: Area per la produzione del linguaggio. Il suo paziente aveva un’afasia non fluente, infatti a seguito di una lesione acquisita nel cervello non riusciva più a parlare ma capiva tutto. Broca però voleva capire se questo paziente avesse dei deficit anche nelle altre capacità mentali. Ha costruito dei test per indagare il resto del funzionamento mentale. Ha preso soggetti della sua stessa età e li ha sottoposti al suo stesso test. Risultato: oltre al deficit del linguaggio, gli altri parametri erano tutti nella norma. Post-mortem: scoprì che la lesione era nell’emisfero sinistro, in particolare alla base del lobo frontale (fondamentale per il linguaggio) e successivamente chiamata ‘area di Broca’.
- Wernicke: Area per la comprensione del linguaggio. Il suo paziente aveva un’afasia fluente, infatti a seguito di una lesione acquisita non riusciva a capire niente quando gli si parlava ma quando parlava spontaneamente, parlava in modo normale. Anche lui costruì dei test. Risultato: oltre al deficit della comprensione del linguaggio, risultò essere nella norma. Post-mortem: la lesione era nell’emisfero di sinistra ma nel lobo temporale (più posteriore) e successivamente chiamata ‘area di Wernicke’.
Neuropsicologia
Nasce quindi la neuropsicologia, ovvero lo studio della prestazione cognitiva in pazienti che hanno acquisito un danno al cervello per ragioni di vario genere.
Relazioni psico-fisiche
Le equazioni matematiche in grado di determinare la relazione tra intensità di una stimolazione fisica e la sensazione dal punto di vista psicologico sono le equazioni lineari. Ad aumenti costanti dell’intensità dello stimolo esterno corrispondono aumenti sempre meno pronunciati della sensazione che percepisco. Esempio: se accendo una torcia nel buio mi fa luce, se la accendo in una stanza illuminata non fa luce eppure la quantità di luce è sempre la stessa.
- Legge di Weber e di Fechner
- Evoluzionismo: Naturalizzazione completa
- Darwin: L’essere umano diviene un prodotto della natura a tutti gli effetti. La sua opera “L’origine della specie” ha avuto un grande impatto in tutto il mondo scientifico.
- I 3 principi di Darwin:
- Non tutti gli individui di una popolazione sono uguali: presenza di varianti. Esempio: non tutti gli esseri umani hanno le stesse caratteristiche fisiche.
- Alcuni individui con determinate varianti sopravvivono meglio e si riproducono con ritmi più elevati. Esempio: se voglio più lana faccio accoppiare due pecore con molta lana.
- I tratti associati a questo vantaggio possono passare in qualche modo dai genitori ai figli. Esempio: gli uomini sono diventati più alti col tempo.
- I tratti e le variazioni vengono selezionati in modo naturale dall’ambiente in modo da poter dare un vantaggio alla razza e alla sua sopravvivenza —> selezione naturale che dipende dall’ambiente. Le funzioni mentali, come le altre caratteristiche biologiche, si evolvono per selezione naturale e non riguardano solo l’essere umano, proprio per questo motivo è importante parlare della nascita della psicologia animale.
Strutturalismo
Wilhelm Wundt: Nel 1879 fonda il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia (Germania). È stato un fisiologo, allievo di Helmholtz e professore di filosofia.
- Oggetto di studio: L’esperienza diretta o immediata. Analisi dei contenuti di coscienza riducendo l’esperienza ai suoi contenuti elementari, intende scoprire le regole con cui i contenuti semplici si combinano e danno luogo alla percezione finale ovvero alla nostra rappresentazione del mondo.
- Metodi utilizzati:
- Introspezione: Ovvero il guardarsi dentro (creo una condizione di laboratorio in cui faccio vedere ai diversi soggetti uno stesso stimolo e un soggetto, per mezzo dell’introspezione, deve cercare di capire quali sono i processi mentali che lo portano a vedere quello che vede).
- Limiti (moltissimi):
- Il più importante è la mancanza di attendibilità dei risultati in quanto non sempre abbiamo accesso alla nostra attività mentale tramite l’introspezione e non sempre essa segue lo stesso identico percorso.
- Vengono studiate solo la sensazione e la percezione, da questo ne deriva la difficoltà nello studio di memoria o immaginazione in quanto non riconducibili a contenuti elementari.
- Il periodo di addestramento è molto lungo.
- Impossibile studiare le menti di bambini, malati mentali e animali.
- Limiti (moltissimi):
- Donders
- Tempi di reazione: Metodo osservativo con i dati (attualmente viene molto utilizzato). I tempi di reazione rappresentano il tempo che intercorre tra la presentazione della stimolazione sensoriale (input) e la prima reazione osservabile da parte dell’individuo (output), ed è composto da:
- Fasi periferiche: Rilevazione dello stimolo ed esecuzione della risposta selezionata.
- Fasi centrali: Processi di elaborazione dell’informazione e selezione della risposta da emettere.
- Donders ha fatto un esperimento, ha messo un soggetto davanti allo schermo di un computer e ogni volta che usciva un triangolo, questo doveva premere un pulsante. Queste sono le situazioni che si sono presentate (TR = tempi di reazione).
- Tre tipi di TR a seconda del compito:
- Compito a: TR semplice (uno stimolo, una risposta)
- Compito b: TR di scelta (due stimoli, due risposte)
- Compito c: TR go/no go (due stimoli, una risposta)
- Osservazione sperimentale: TRa < TRc < TRb
- Tre tipi di TR a seconda del compito:
- Tempi di reazione: Metodo osservativo con i dati (attualmente viene molto utilizzato). I tempi di reazione rappresentano il tempo che intercorre tra la presentazione della stimolazione sensoriale (input) e la prima reazione osservabile da parte dell’individuo (output), ed è composto da:
- Introspezione: Ovvero il guardarsi dentro (creo una condizione di laboratorio in cui faccio vedere ai diversi soggetti uno stesso stimolo e un soggetto, per mezzo dell’introspezione, deve cercare di capire quali sono i processi mentali che lo portano a vedere quello che vede).
Comportamentismo
- Oggetto di studio: Il comportamento. C’è distacco tra oggetto e soggetto perché vedo le reazioni comportamentali dei soggetti ad un fatto che avviene nella realtà. La cosa più importante è che posso manipolare l’avvenimento dei fatti e quindi posso fare esperimenti diversi per vedere le diverse reazioni dei soggetti.
- Metodi utilizzati: Si abbandona l’introspezione ma si creano due approcci diversi:
- Apprendimento per prove ed errori di Thorndike.
- Condizionamento classico di Pavlov.
- Thorndike: Problem-solving = apprendimento per prove ed errori (1911): Ricerche sulla capacità di esperimento con le famose scatole. Si sottopone un problema da cui l’animale (gatto) deve uscire: la soluzione non arrivava all’improvviso ma, dopo i diversi tentativi. Osservò il comportamento di un gatto rinchiuso all’interno di una gabbia, al di fuori della quale era posto del cibo. La gabbia era fornita di un meccanismo tramite il quale era possibile aprirla dall’interno. Il gatto all’interno della gabbia cercava ripetutamente la maniera di uscire per poter raggiungere il cibo. In questo modo, si realizzavano diversi movimenti alla cieca, che portavano all’ottenimento casuale di diverse risposte giuste e sbagliate. Comportamenti prova erano diversi, come graffiare, girare, ma alla fine riusciva ad uscire e a raggiungere il cibo solo premendo la leva (da cui otteneva una risposta corretta). Thorndike notò, inoltre, che le risposte non corrette tendevano ad essere abbandonate; viceversa quelle corrette ad essere ripetute. Il gatto, dunque, dopo diversi tentativi ed errori riusciva ad aprire la gabbia, e quando era rinchiuso nuovamente nella gabbia il tempo che impiegava per uscire diminuiva drasticamente. Quindi, l’animale, dopo diversi tentativi, imparava correttamente ad azionare il meccanismo che consentiva di aprire la gabbia e ottenere il cibo. Il gatto associa nel tempo il suo unico comportamento che gli fa raggiungere l’obiettivo fissato (uscire dalla gabbia per cibarsi) e quindi qualora si ripeta l’evento, il gatto sa già cosa fare e quindi impiega meno tempo. Tutto ciò non avviene in modo intelligente o automatico ma a seguito di diversi tentativi, per questo viene definito apprendimento per prove ed errori.
- Pavlov: (Fisiologo) condizionamento classico. Esperimenti con il cane: l’animale veniva legato in una gabbia e, tramite dei tubi impiantati chirurgicamente nella cavità orale, ne veniva registrato il flusso salivare. Pavlov stabilì innanzitutto che il cibo fosse lo stimolo incondizionato, e la risposta di salivazione del cane la risposta incondizionata. Poi provò a far suonare alcune volte nella stanza una campana (stimolo neutro) che il cane mostrava di sentire senza che però venissero registrate variazioni nel flusso salivare. A questo punto Pavlov iniziò ad associare al suono della campana la somministrazione di cibo all’interno della cavità orale dell’animale. Gradualmente il flusso di saliva del cane cominciò a manifestarsi non appena si presentava il suono della campana, anche in assenza del cibo. Il suono della campana era diventato, nella terminologia di Pavlov, uno stimolo condizionato e il conseguente aumento della salivazione al suono della campana era una risposta condizionata. Tutto ciò è permanente, non solo nel caso del cane ma anche per noi esseri umani. Esempio: ci viene spontaneo associare le sirene a un pericolo.
- Watson: Padre del comportamentismo. Rifiuto dello studio di tutti i concetti mentalistici a livello psicologico perché in quanto astratti, non possono essere studiati scientificamente e sono ad esempio: coscienza, processi mentali, introspezione, scopo, intenzionalità, ecc.
- Oggetto di studio: L’unico aspetto obiettivo (osservabile e misurabile col metodo scientifico) dell’essere umano è il comportamento manifesto, quindi, paradigma Stimolo-Risposta. Questo perché l’organismo è una black box dentro cui non riesco a guardare, ma essa emette dei comportamenti in relazione a ciò che avviene nell’ambiente e quindi c’è sempre una risposta (che può essere studiata) ad un determinato stimolo esterno.
- Scopo: Previsione e controllo del comportamento e quindi nascita delle terapie comportamentali.
Psicologia della Gestalt
Si sviluppa contemporaneamente in Europa, Germania. Antielementismo: credono che ciò che noi percepiamo non è dovuto alla combinazione di contenuti elementari di coscienza ma a dei principi di organizzazione percettiva, scoperti dai gestaltisti.
- Oggetto di studio: Percezione e pensiero (quindi rimane invariato), anche loro useranno gli animali ma le conclusioni si opporranno totalmente al comportamentismo.
- Metodo: Approccio fenomenologico, ovvero la descrizione di ciò che viene percepito da un soggetto quando esso entra in contatto con uno stimolo.
- Wertheimer: Caposcuola che nel 1912 crea le leggi percettive. Le parti di un campo percettivo tendono a costituire delle Gestalt, cioè delle forme organizzate sulla base di una serie di caratteristiche degli elementi che la costituiscono. Esempio: triangolo di Kanizsa = vediamo ciò che percepiamo ma non quello che c’è realmente.
- Principio della somiglianza: Oggetti simili (es: stesso colore) vengono associati tra loro dalla nostra mente ed è come se diventassero un oggetto unico. Esempio: schema di pallini.
- Principio della vicinanza: Oggetti vicini vengono associati tra loro e diventano un elemento unico.
- Kohler (1918): Ricerche sugli scimpanzé. Apprendimento ‘intelligente’ — insight (intuizione), dovuta ad una ristrutturazione del campo percettivo dove gli elementi vengono messi in rapporto dinamico e acquisiscono funzioni nuove. Gli esperimenti condotti dallo psicologo con gli scimpanzé consistevano nell’osservazione del loro comportamento in una situazione problematica = dovevano raggiungere del cibo posto fuori da una gabbia e non raggiungibile senza l’ausilio di uno strumento. In una serie di esperimenti Kohler mise una banana fuori dalla gabbia di Sultan, a una distanza superiore a quella del braccio dell’animale ma all’interno della gabbia venne posto un bastone. Sultan fece un primo tentativo per raggiungere il frutto con il braccio, ma di fronte all’insuccesso ispezionò l’ambiente fino a che non individuò il bastone con il quale fece un secondo tentativo, raggiungendo quindi la meta. Gli esperimenti furono ripetuti anche con strumenti diversi, ad esempio con delle casse che potevano essere spostate per permettere all’animale di salire su e raggiungere la banana appesa sul soffitto della gabbia. Kohler riteneva che i tentativi di Sultan non erano casuali, ma ‘intelligenti’, in quanto l’animale prima...
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Psicologia sociale: Metodologia - introduzione