Psicologia
Tre principali oggetti di studio
- Funzioni cognitive
- Funzioni affettive
- Comportamento
Sono studiati in un'ottica di sviluppo sano, fisiologico, e deviazione patologica con il fine di raggiungere modelli esplicativi che individuano condizioni di sofferenza psicologica.
La ricerca
La ricerca è rivolta a individui, gruppi, e comunità con applicazioni in diverse aree e contesti. Ne consegue la necessità di introdurre il concetto di specializzazione con specifici interessi, oggetti e metodi di studio specifici e differenziati per rispondere ai diversi quesiti delle scienze psicologiche.
Esempio: psicologia clinica, sociale, delle organizzazioni, del lavoro, neuropsicologia. Nella ricerca è importante dimostrare ipotesi di lavoro tramite procedimenti validi e riconosciuti dalla comunità scientifica, anche grazie all’evoluzione delle conoscenze tecniche e metodiche e con risultati visibili e replicabili. Non tutte le variabili possono essere studiate in modo sperimentale.
La psicologia, oggi, si avvale anche di metodiche neurobiologiche e neurofisiologiche oltre ai tradizionali strumenti comportamentali e fisiologici, e ne derivano modelli esplicativi dei fenomeni psichici maggiormente accurati.
Strutturalismo
Wilhelm Wundt istituì il primo laboratorio sperimentale in psicologia. Con Wundt risale la nascita della psicologia come disciplina scientifica anatomica. L'oggetto di studio sono i processi mentali, con particolare attenzione ai processi sensoriali e percettivi elementari che determinano l’esperienza complessa cosciente. Elemento fondamentale nel processo era l'introspezione.
Il grande merito che viene comunque riconosciuto a Wundt è quello di aver posto le basi per un ragionamento scientifico nello studio dei processi psicologici. Limiti: estrema soggettività dei dati raccolti, con difficoltà di replicare gli esperimenti.
Funzionalismo
William James e James Angell spinsero la ricerca su elementi osservabili in modo oggettivo. L'oggetto di studio sono le operazioni mentali osservabili. Si fonda sulle ricerche sull’adattamento dell’uomo all’ambiente di Charles Darwin (selezione naturale).
Ne deriva un’osservazione e ricerca sulle funzioni mentali, come parte integrante dell’attività biologica dell’organismo. Corpo e mente non sono più considerati elementi separati, ma studiati per comprenderne la funzione di adattamento. Limiti: soggettività delle osservazioni sperimentali e difficoltà di replicare le condizioni degli esperimenti.
Comportamentismo
John B. Watson affermò che la psicologia è una scienza naturale. L'oggetto di studio è il comportamento osservabile. Il comportamentismo si colloca in continuità con il funzionalismo. La mente, non osservabile scientificamente, non può essere indagata psicologicamente. L’esperienza si crea tramite l’apprendimento di associazioni stimolo-risposta utili ai fini dell’adattamento.
Ivan Pavlov: Condizionamento classico. Fisiologo che scoprì che ogni organismo apprende le relazioni causali tra eventi (associazioni stimolo-risposta).
Edward Thorndike: Scoprì che le conseguenze di un’azione possono portare all’eliminazione di alcuni comportamenti nei termini di successo/insuccesso ovvero gratificazione/frustrazione, possono esercitare effetti retroattivi sull’organismo facilitando ovvero inibendo la produzione di determinate risposte. Riformulò la legge dell’effetto: esiti gratificanti legati a un’azione ne aumentano la probabilità di essere ripetuta, viceversa con esiti spiacevoli.
Burrhus Skinner: Condizionamento operante. Introdusse il principio del rinforzo per definire le conseguenze di un determinato comportamento. In particolare, il comportamento sarebbe determinato da rinforzi positivi e da rinforzi negativi.
Condizionamento classico e condizionamento operante
Sono i modelli teorici maggiormente utilizzati per spiegare il processo di apprendimento nel comportamentismo. Ne derivano tecniche terapeutiche oggi utilizzate per trattamenti di diversi disturbi psicologici. Limiti del comportamentismo: disinteresse per lo studio dei processi mentali e riduzionismo dei processi psicologici.
Schema dell’apprendimento
Attraverso il condizionamento classico, questo schema venne messo in evidenza dagli esperimenti di I. Pavlov (1878-1936). In uno di questi esperimenti, a un cane veniva somministrato uno stimolo acustico (S.C.) immediatamente prima che gli venisse somministrato del cibo (S.I.). La presentazione del cibo stimola automaticamente, nel cane, la produzione di saliva.
Pavlov osservò che dopo aver ripetuto questa sequenza di S.C. e S.I. un certo numero di volte, il cane secerneva saliva alla sola presentazione dello stimolo acustico. Si era dunque stabilito un nuovo apprendimento: associazione tra stimolo condizionato e la risposta (inizialmente incondizionata, naturale) condizionata di salivazione.
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