Introduzione alla letteratura
A cosa serve la letteratura?
- Simulatore della realtà - È il più grande => la letteratura ci pone all’interno di un’infinità di situazioni che altrimenti non potremmo vivere direttamente: perdere un caro e sentirsi soli, fare del male a qualcuno e sentirsi in colpa, provare rimorso, prendere le distanze e lasciare la propria vita per partire per un viaggio improvviso. Non sempre siamo capaci di esprimere tutti questi sentimenti. Lo scrittore può invece esprimere al nostro posto ciò che per noi sarebbe difficile o impossibile da rendere con le parole. Inoltre, spesso nella vita non si ha la possibilità di dire ciò che realmente si pensa, per etichetta, per paura di offendere qualcuno o, peggio, per paura di una ritorsione: nei libri, invece, si possono ritrovare proprio i racconti, le descrizioni genuine di ciò che potremmo sperimentare, di eventi che potrebbero accaderci. Tutto ciò può essere narrato in un libro con assoluta onestà. In questo senso la letteratura elude la superficialità e i compromessi che spesso caratterizzano anche i nostri rapporti umani e ha il potere di mostrarci come le cose appaiono da un punto di vista esterno: ciò ci offre la possibilità di un confronto;
- È una forma d’arte particolare perché, rispetto ad altre forme d’arte che possono agire sui nostri sensi, musica, danza, ecc., agisce sulla nostra anima => la letteratura ci pone nella condizione di porci delle domande non soltanto sul mondo che ci circonda, ma anche sul nostro mondo interiore;
- Il suo strumento, ma anche il suo prodotto, è la lingua => la lingua è intimamente collegata al nostro essere umani.
Le forme della letteratura - Irodalom
Non solo a livello teorico ma anche a livello lessicale in ungherese si opera una distinzione tra:
1. Szépirodalom, “alta letteratura”
- Testi complessi riconosciuti come “opere d’arte”;
- Esigenza estetica => dal linguaggio più curato, queste opere richiedono uno sforzo mentale da parte del lettore;
- Obiettivo: mediazione di valori => i testi pongono il lettore nella condizione di porsi delle domande anche su temi importanti dell’esistenza;
- Provoca catarsi => innesca dei forti sentimenti.
2. Népszerű / Populáris irodalom / Ponyvairodalom, “letteratura popolare”
- Linguaggio semplice;
- Opere di poca pretesa, di facile interpretazione e metabolizzazione, che non richiedono uno sforzo mentale;
- Obiettivo: intrattenimento, divertimento, senza porre dei problemi su cui ragionare e confrontarsi. Dunque lo scopo è unicamente soddisfare le esigenze dei lettori, che in questo senso possono essere definiti come “consumatori”;
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- Manca di originalità;
- Storie lineari, ma emozionanti, avvincenti --> rispondono alle aspettative del pubblico;
- Terminano con un finale felice --> pubblico;
- Facilmente riproducibili, uso di stereotipi e luoghi comuni.
Storia del termine ponyva
- Il termine nasce nel XIX secolo, in coincidenza con il periodo del modernismo letterario ungherese, quando, in seguito alla grande fioritura economica, sociale e culturale, vi è una crescente domanda da parte di un pubblico più vasto e variegato che legge per puro diletto;
- Nelle fiere e nei mercati fanno la loro apparizione i venditori di libri con opere stampate su carta di scarsa qualità --> si assiste alla vendita di libri su un telone a terra, in ungherese un telo duro e grezzo di grandi dimensioni, ponyva, => 1° significato: libro economico come merce;
- Il termine ponyva, che in un primo momento indica l’oggetto del libro, mera merce, si estende successivamente ad indicare anche la letteratura veicolata da tali oggetti;
- Tuttavia, queste opere, e spesso i loro autori, divennero molto popolari;
N.B. “Economico” non sempre significa “di scarsa qualità”: si considerino i libri paperback, libri con la copertina di carta, in ungherese filléres könyvek, lett. “libri che costano spiccioli”, o olcsó könyvtár sorozat, lett. “serie della biblioteca a buon mercato”, letteratura raggiungibile per tutte le tasche. In queste edizioni si trovano tuttavia anche opere di valore estetico.
Népszerű / Populáris irodalom / Ponyvairodalom, “letteratura popolare” - Generi
Esiste una vera e propria discussione circa ciò che rientra in questa categoria e se si possano effettivamente delineare dei contorni precisi per questo tipo di letteratura, per la maggior parte dei generi l’ungherese ricorre alla terminologia inglese.
- Sci-fi (<-- scientific fiction): fantascienza => dallo sfondo scientifico vero o presunto, questi romanzi sono molto spesso ambientati nel futuro;
- Krimi, detektívregény: romanzo giallo, poliziesco;
- Kultuszkönyv: romanzi “cult” => si tratta di libri che sono sì popolari, ma i cui lettori rappresentano una sezione, una generazione particolare. In generale i ponyva rappresentano una letteratura di ampia fruizione, in quanto facile da consumare, ma i cult si riferiscono invece ad una specifica fascia di lettori che si specializzano nella lettura di un genere, che può essere quello fantascientifico, quello fantasy, quello giallo o così via; essi si relazionano al genere anche ricorrendo a strade alternative al libro, ad esempio divenendo membri di un club;
- Lektűr (<-- fr. lecture): ad esempio una parte significativa dei romanzi polizieschi, romanzi d’avventura, biografie romanzate, alcuni romanzi storici e simili => situati al confine tra la ponyvairodalom e l’alta letteratura, la composizione, la struttura del testo e il livello linguistico sono sofisticati al punto da renderli simili alle opere della szépirodalom.
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Anche autori del calibro di Márai scrivono opere che rientrano in questo genere, opere che veicolano, oltre al puro divertimento, anche obiettivi tipici dell’altra letteratura;
- Ifjúsági regény: letteratura per ragazzi;
- Bestseller => libri di incredibile successo venduti in grande quantità.
Si tratta, ad esempio, dei romanzi d’amore popolari di Danielle Steel, di romanzi che narrano storie di donne single, come Il diario di Bridget Jones, oppure dei classici dell’horror, come Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde o Frankenstein, o ancora di thriller del calibro di Stephen King, di letteratura per ragazzi, come Harry Potter, di fumetti, in ungherese képregény. Insomma, non vi è una risposta ben definita a cosa rientri nella ponyvairodalom ed inoltre spesso nel caso dei bestseller il confine tra “alta letteratura” e “letteratura popolare” si fa davvero incerto: basti pensare al romanzo di Gabriel García Márquez Cent’anni di solitudine, senza dubbio un classico che non ha nulla a che vedere con la letteratura ponyva. Per quanto riguarda più strettamente l’ambito ungherese, vi sono molte opere di autori ungheresi novecenteschi che sono divenute bestseller, opere eccellenti e tuttora amate dal pubblico, anche se non vengono prese in considerazione dalle antologie scolastiche e dalla critica letteraria.
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