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Informatica giuridica

L’informatica giuridica congiunge le norme giuridiche alle tecnologie informatiche, ma tuttavia non è possibile limitarsi a tale definizione univoca in quanto è da ritenersi, per via della sua complessità, quale meta-disciplina congiungente una pluralità di nozioni interdisciplinari: partendo dall’ipotesi per la quale l’informatica giuridica riguarda il rapporto tra il diritto e l’informatica, non ci troviamo esclusivamente di fronte ad un tipo di informatica applicata al diritto né ad un tipo di diritto applicato all’informatica, ma alle due cose insieme. Il rapporto tra diritto e tecnologie è destinato a rinnovarsi continuamente e in maniera sempre più veloce.

Nascita e sviluppo dell'informatica giuridica

L'informatica giuridica, intesa nell’accezione di utilizzo di calcolatori elettronici nel campo del diritto, vede la propria nascita formalmente ricollocata alla metà degli anni ’40 in cui assistiamo ad uno sviluppo circa l’utilizzo delle tecnologie frutto, sostanzialmente, di esigenze militari mentre fino a quel momento le applicazioni elettroniche non avevano mai sfiorato aree umanistiche, ma si erano limitate ad applicazioni industriali. Durante la II Guerra Mondiale furono fondamentali le pratiche della crittografia basate su sistemi di calcolo che consentivano di decifrare un messaggio agevolando la logistica da adottare in battaglia. Vi erano in tali prime utilizzazioni delle nuove tecnologie problematiche circa il linguaggio con cui bisognava esprimersi in quanto doveva essere il medesimo linguaggio della macchina-computer, ciò presupponeva necessariamente il possesso di determinate e specifiche conoscenze.

Insegnamento e studio dell'informatica giuridica

L’informatica giuridica è spesso insegnata da filosofi del diritto in quanto, la filosofia del diritto assolve il compito di interrogarsi sui confini del giuridico, nel tentativo di cogliere il limite tra ciò che è diritto e ciò che diritto non è: collegare l’informatica giuridica alla filosofia del diritto fa sì che non vi sia alcuno scandalo nel vedere che essa è insegnata da giuristi, filosofi, storici delle dottrine politiche e scienziati politici. In conclusione, si ritiene opportuno inquadrare l’informatica giuridica come un ambito di ricerca intersecato dalla scienza giuridica, ma non di sua esclusiva pertinenza e che anzi necessità di essere indagato anche da figure diverse da quella del giurista. In questo senso la filosofia del diritto è stata la disciplina che meglio si è prestata a introdurre l’informatica giuridica nel vestibolo dei giuristi.

Padri fondatori e sviluppo della giurimetria

Uno dei padri fondatori dell'informatica giuridica è Gottfried Leibniz, il quale già nel XVII secolo avanzava l'idea del ragionamento quale tecnica calcolabile, definendo le caratteristiche fondamentali della logica delle modalità normative. Il fondatore dell'informatica giuridica deve però ravvivarsi in Lee Loevinger (a cui si devono le prime riflessioni sul rapporto tra diritto e tecnologie informatiche, concretizzate in una nuova scienza definita ‘“jurimetrics’’ o ‘‘giurimetria’’) il quale al fine di agevolare i giuristi indicizzando le sentenze dei giudici utilizzando metodi delle scienze esatte ed in particolare dell’informatica nel campo del diritto. Loevinger era molto vicino alle posizioni del realismo giuridico statunitense in quanto è l’impostazione teorica realista che anima il tentativo di fondare una nuova disciplina capace di indagare i problemi fondamentali della filosofia del diritto con un metodo scientifico. Mentre la filosofia del diritto si chiede il “perché”, la giurimetria si pone il diverso problema del “come” e mentre la filosofia del diritto si occupa di questioni come natura, fonti, funzione e scopo del diritto, la giurimetria si concentra sull’analisi quantitativa del comportamento dei giudici, sulla possibilità di applicare modelli logici e matematici al diritto. La giurimetria si pone come obiettivo la prevedibilità delle sentenze giudiziarie: i risultati della giurimetria non sono opinioni, ma sono dati verificabili empiricamente.

Realismo giuridico e suo impatto

Il realismo giuridico statunitense (fine 1800) è una teoria che fonda la validità del diritto sull’analisi dell’effettività ed efficacia delle norme giuridiche. Da qui l'idea, che il diritto vero non sia quello “prodotto” dallo Stato, dalle Regioni, ecc., ma quello che trova applicazione nei tribunali (tesi statunitense). Il compito del giurista è quindi quello di comprendere e razionalizzare il modo in cui il diritto trova concreta applicazione nella soluzione dei casi, compiendo un'attività descrittiva del funzionamento delle Corti.

Contributi di Hans Wolfgang Badee e Norbert Wiener

Hans Wolfgang Badee, introducendo il concetto di scomposizione del diritto così da essere comprensibile per le macchine, riprende la giurimetria di Loevinger introducendo i 3 elementi di raccolta dati per la ricerca automatica, analisi comportamentale delle decisioni/sentenze del giudice ed utilizzo della logica simbolica. Quasi contemporaneo di Loevinger fu Norbert Wiener, fondatore della cibernetica moderna (dal termine ‘‘cibernetica’’ deriva l’acronimo ‘‘cyber-’’): si tratta di una scienza di orientamento interdisciplinare che si occupa non solo del controllo automatico dei macchinari mediante il computer e altri strumenti elettronici, ma anche dello studio del cervello umano, del sistema nervoso e del rapporto tra i due sistemi di comunicazione e di controllo. Tale idea di cibernetica dimostra come le macchine fossero assimilabili agli esseri umani per quelle facoltà - fino ad allora considerate tipicamente umane - come il linguaggio, il comando (maturando l’idea per cui si potesse governare una comunità politica tramite strumenti informatici), il controllo e l'apprendimento. Wiener può essere inoltre considerato il primo studioso a leggere il rapporto tra uomo e macchina in una prospettiva che mette insieme svariate discipline (quali ingegneria informatica e neurofisiologia) inaugurando così il dibattito sulla possibile analogia tra calcolatore elettronico e cervello umano.

Informatizzazione e impatti giuridici

Giovanni Sartor ha sottolineato che "l'informatica giuridica è la disciplina che studia gli aspetti giuridici della rivoluzione tecnologica, economica e sociale prodotta dall'informatica, l'elaborazione automatica delle informazioni. Tale rivoluzione, l'informatizzazione, ha un duplice impatto sul diritto: da un lato determina nuovi rischi e nuove opportunità per l'economia, la politica, la vita individuale e sociale, rischi e opportunità che richiedono una risposta giuridica; dall’altro lato modifica il lavoro del giurista, che sempre più si avvale di strumenti informatici.

Informatica giuridica in Italia e Europa

I primi tentativi di elaborare una disciplina che avesse l’obiettivo di indagare il rapporto tra informatica e diritto sono stati dunque compiuti negli Stati Uniti (un paese caratterizzato da un sistema giuridico di common law). Nello stesso periodo in Europa si inizia a discutere della applicabilità delle tecnologie informatiche a sistemi giuridici di Civil law: in Italia i primi ad occuparsi dell'informatica giuridica furono Vittorio Frosini, Mario Giuseppe Losano, Reanto Borruso e Luigi Ferrajoli. Ferrajoli sostiene la teoria assiomatizzata del diritto per cui viene tradotto il diritto in formule (= formalizzazione logica del diritto): ciò è fondamentale nell’ambito delle tecnologie informatiche in quanto le stesse comunicano tramite algoritmi, calcoli e formule. Losano, parla di ‘‘giuris-cibernetica’’, complesso di ricerche volto a introdurre l’uso di sistemi cibernetici e calcolatori nell’ambito del diritto, con due possibili finalità: quella documentaria, volta a raccogliere, memorizzare, classificare dati su sentenze, leggi e regolamenti e quella modellistica, volta alla sistematizzazione formale delle norme giuridiche e alla riproduzione automatica delle attività decisionali degli operatori del diritto. Losano propose inoltre di sostituire il termine giurimetria con Giuscibernetica e di abbandonare lo schema loevingeriano suddividendo l'intera materia in quattro approcci fondamentali per accostarsi ai rapporti tra cibernetica e diritto: approccio filosofico sociale, cibernetica a retroazione, applicazione della logica alle tecniche di formulazione del diritto ed uso dell'elaboratore nel settore giuridico. Frosini, considerato padre dell’informatica giuridica italiana, parla delle implicazioni esistenti tra diritto, tecnologie ed attività giudiziarie; promotore di un nuovo termine, ‘‘Giuritecnica’’.

Applicazione della tecnologia nel settore giuridico

Intorno alla prima metà degli anni ’70 il rapporto tra diritto e tecnologie informatiche venne esaminato in termini di applicabilità dei calcolatori elettronici alla pratica forense o giurisprudenziale: in sostanza l’informatica giuridica aveva il compito di individuare i problemi pratici potevano essere risolti dall’applicazione di tecnologie informatiche al diritto. Questo obiettivo poteva essere perseguito a diversi livelli che andavano dalla mera sistemazione della giurisprudenza su di una materia ai fini di una ricerca automatica, all’elaborazione di un sistema che consentisse a un giudice di esaminare una questione pratica formalizzata fino a giungere a una sentenza artificiale. Lo spirito che animava queste iniziative coincideva con una fiducia nei confronti dell’elaboratore elettronico come strumento in grado di migliorare il lavoro del giurista. Col passare del tempo la possibilità di applicare le tecniche informatiche al diritto viene affiancata dall’esigenza di individuare misure capaci di disciplinare giuridicamente l’uso pervasivo delle tecnologie informatiche nella nuova società.

Diritto dell'informatica e informatica del diritto

L’informatica giuridica guarda in due direzioni distinte, verso i problemi giuridici dell’informatica (diritto dell’informatica), e verso l’uso dell’informatica nel diritto (informatica del diritto), ma è una disciplina unitaria il cui spirito è appunto costituito dall’interazione tra diritto e informatica.

Nella prospettiva dell’informatica del diritto (lo studio dell’applicazione degli elaboratori elettronici al diritto) i principali contesti applicativi sono l’informatica legislativa, l’informatica giudiziaria, amministrativa e l’informatica delle professioni giuridiche. Queste indicano le applicazioni informatiche che possono migliorare le attività giuridiche ad ogni livello, a partire dagli strumenti di redazione dei testi normativi in ambito parlamentare, fino ad arrivare al software di supporto alla stesura di un contratto. Storicamente uno degli argomenti principali di questo approccio è rappresentato dalle banche dati giuridiche.

Nella prospettiva del diritto dell’informatica il campo d’indagine corrisponde alla ripartizione tra discipline giuridiche classiche. In particolare si parla di diritto penale dell’informatica, diritto amministrativo dell’informatica, diritto costituzionale dell’informatica ecc., per indicare le norme che disciplinano istituti giuridici strettamente connessi allo sviluppo delle nuove tecnologie.

Componenti del computer

  • L’unità di elaborazione o processore (CPU = Central Processor Unit) è un tipo di dispositivo hardware di un computer che si contraddistingue per essere dedicato all’esecuzioni di istruzioni. Provvede all’esecuzione materiale dell’elaborazione dati di un programma tipicamente sotto la supervisione del sistema operativo attraverso il ciclo di fetch-execute (= dinamica generale di funzionamento logico dei processori dei computers i quali eseguono tre operazioni: prelevano un’istruzione dalla memoria primaria, tramite la decodifica interpretano l’istruzione e la eseguono combinandola coi dati relativi all'istruzione stessa). Le altre componenti del computer sono ausiliarie all'unità di elaborazione oppure costituiscono l'interfaccia di input o l'interfaccia di output (periferiche); l’unità di elaborazione, l'interfaccia di input e l'interfaccia di output sono infatti le tre componenti logiche sempre presenti nel computer. Un computer può essere dotato anche di più processori che collaborano tra loro: in tal caso si parla di "computer multiprocessore’’.
  • La scheda madre (‘‘mainboard’’ = scheda principale) è un tipo di scheda elettronica principale, fondamentale per il computer, che raccoglie in sé tutta la circuiteria elettronica ed i collegamenti di interfaccia tra i vari componenti interni principali di un personal computer come memoria e le altre schede elettroniche montate o alloggiate sopra, comprendendo anche i bus di espansione e le interfacce verso le periferiche esterne. È dunque responsabile della trasmissione di segnali diversi, tutti ad alta frequenza e sensibili ai disturbi, tra processore e RAM, schede di espansione e periferiche esterne attraverso i vari bus di sistema. È composta da un circuito stampato estremamente complesso su cui vengono saldati una serie di circuiti integrati.
  • La RAM (dall’inglese Random Access Memory, ovvero ‘‘memoria ad accesso casuale’’ o anche ‘‘memoria di lavoro’’) è un tipo di memoria volatile caratterizzata dal permettere l’accesso diretto a qualunque indirizzo di memoria con lo stesso tempo di accesso. Nella memoria RAM vengono copiati e caricati i programmi che il processore centrale deve eseguire; una volta chiuso il programma, le modifiche effettuate, se non opportunamente salvate su altra memoria non volatile (c.d. memoria secondaria) verranno perse. Per le sue caratteristiche, la RAM viene utilizzata come memoria primaria nei computer più comuni; inoltre si può utilizzare una porzione di RAM come RAM-disk, ovvero trattarla come se fosse memoria secondaria, col vantaggio di avere prestazioni in lettura e scrittura enormemente più elevate, con tempi di accesso significativamente migliori.
  • La memoria di massa o memoria secondaria (detta anche memoria stabile o permanente) è un tipo di memoria che raccoglie tipicamente grandi quantità di dati rispetto alla memoria primaria ed in maniera non volatile cioè permanente allo spegnimento del computer, almeno fino alla volontà dell'utente. La caratteristica principale della memoria di massa è la "non volatilità", ovvero la possibilità di memorizzare permanentemente i dati (per questo si parla anche di memoria di archiviazione); essa è inoltre un dispositivo che consente la registrazione, la conservazione e la rilettura dei dati e può essere di tipo fisso o rimovibile, installato all'interno del computer o esterno e collegato ad esso tramite cavo opportuno o tramite la rete locale, di sola lettura o di lettura/scrittura. La memoria secondaria trattiene i dati che potranno essere visualizzati solo una volta trasferiti/caricati in RAM e contrariamente alla memoria principale, la memoria secondaria presenta un ordine prestabilito mentre la RAM avrà un ordine casuale di volta in volta differente.

Senza la RAM, la quale ha una capienza relativamente limitata che una volta riempita rallenta sino a non funzionare più e a tal ragione non deve mai riempirsi del tutto: al fine di prevenire quanto rappresentato, il sistema operativo o software di sistema (dall’inglese ‘‘Operative System’’, relativo al sistema operativo dell’elaboratore elettronico, creano un ambiente facile da usare ed in cui interagire; es. Windows) raggiunto un certo livello utilizza parte della memoria secondaria come ‘‘estensione della RAM’’ tramite il c.d. ‘‘processo di swapping’’. Sottolineiamo che il sistema operativo viene distinto dal software applicativo, relativo ai programmi applicativi progettati per particolari funzioni che possono essere ad esempio la scrittura, l'elaborazione di immagini, la gestione di dati ed altro (es. Photoshop, Visual Basic, ecc.).

Il file (dall’inglese, archivio) è un contenitore di informazioni digitali leggibili meramente tramite software: il suffisso che accompagna il nome di ciascun file (es. -doc) individua la tipologia di file per individuare il programma tramite cui leggere/aprire il file anche se, talvolta, può scegliere l’utente stesso quale programma adoperare.

Internet e la sua importanza

Internet, è una rete di telecomunicazioni ad accesso pubblico che connette vari dispositivi o terminali in tutto il mondo, rappresentando dalla sua nascita uno dei maggiori mezzi di comunicazione di massa, grazie all'offerta all'utente di una vasta serie di contenuti potenzialmente informativi e di servizi. Si tratta di un'interconnessione globale tra reti di telecomunicazioni ed informatiche di natura e di estensione diversa, resa possibile da una suite di protocolli di rete comune chiamata "TCP/IP" dal nome dei due protocolli principali, che costituiscono la "lingua" comune con cui i computer connessi ad Internet sono interconnessi e comunicano tra loro indipendentemente dalla loro architettura hardware e software, garantendo così l'interoperabilità tra sistemi e sottoreti fisiche diverse.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher apadulamariapia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica giuridica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Pietropaoli Stefano.
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