Infermieristica preventiva e di comunità
Definizioni
Infermieristica: complesso delle cognizioni professionalmente necessarie all’infermiere.
Preventiva: diretta a impedire il verificarsi o il diffondersi di fatti indesiderati.
Comunità: insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni.
Normative alla base della disciplina
Conferenza di Alma Ata (1978):
- Riconoscimento della salute come diritto umano fondamentale, a cui tutti devono contribuire affinché rimanga tale.
- Lo stato riconosce come inaccettabile che ci sia disparità di salute all’interno dello stesso.
- Vi è una responsabilità sia individuale che collettiva nei confronti della salute.
- È necessario puntare sull’educazione e sui principali problemi di salute per prevenirli e controllarli.
Carta di Ottawa (1986): si riconoscono 5 strategie:
- Costruire una politica pubblica per la salute.
- Creare ambienti favorevoli.
- Dare forza all’azione della comunità.
- Sviluppare le abilità personali.
- Riorientare i servizi sanitari.
Tutti devono contribuire affinché la salute rimanga un diritto umano fondamentale e venga perseguito nel tempo. Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono la pace, l’abitazione, l’istruzione, il cibo, un reddito, un ecosistema stabile, le risorse sostenibili, la giustizia sociale e l'equità. Permettere in grado tutte le persone di raggiungere appieno il loro potenziale di salute, l’azione della promozione della salute punta a ridurre le differenze nello stato di salute attuale e ad assicurare pari opportunità e risorse.
Dichiarazione di Jakarta (1997): le priorità per la promozione della salute sono:
- Promuovere una responsabilità sociale.
- Aumentare gli investimenti per il miglioramento della salute.
- Ampliare le partnership per la promozione della salute.
- Accrescere le capacità della comunità e attribuire maggiore potere.
- Garantire infrastrutture per la promozione della salute.
Raccomandazioni di Adelaide (1988): politiche pubbliche sane:
- Impegnarsi a perseguire obiettivi di equità e di promozione della salute.
- Valore della salute: fondamentale diritto ma anche importante investimento sociale.
- Equità di accesso e di sviluppo: ridurre le distanze tra svantaggiati e privilegiati.
- Responsabilità pubblica per la salute: rendere conto ai cittadini delle implicazioni della salute e delle politiche che vengono o non vengono attuate.
- Andare oltre i servizi sanitari: compiere sforzi di promozione mirati allo sviluppo sociale ed economico.
- Partners delle politiche pubbliche per la salute: vengono coinvolti anche i gruppi economici, organizzazioni non governative, esponenti religiosi e pertanto l’intera comunità; si parla di differenti aree di intervento, una di queste è per favorire la salute delle donne; si parla di eliminazione della fame e della malnutrizione, riduzione della coltivazione di tabacco e della produzione di alcolici; creare contesti positivi, migliorando gli ambienti di vita e di lavoro; sviluppo di nuove alleanze per la salute con lo scopo di promuovere le attività di gruppo, e di azioni volte a creare una comunità pubblica sana; impegno per la salute pubblica in modo globale, oltre i confini nazionali.
Health 21 (1998): ha 2 obiettivi principali:
- La promozione e la protezione della salute delle persone lungo l'arco della loro vita.
- La riduzione dell'incidenza delle malattie e delle lesioni principali, e il sollievo alle sofferenze che esse causano.
Si basa su 3 valori:
- La salute come diritto umano fondamentale.
- L'equità nella salute e la solidarietà nell'azione all'interno delle nazioni e fra di esse e i loro abitanti.
- La partecipazione e la responsabilità da parte di individui, gruppi, istituzioni e comunità per lo sviluppo permanente della salute.
Quindi fondamentalmente va a toccare più contesti, che sono la solidarietà, l’equità, la salute fin dalla nascita, malattie mentali e malattie contagiose.
Carta di Bangkok (2005): la promozione della salute diventa il centro dello sviluppo globale. Si punta sul farne una responsabilità chiave generalizzata dell’azione di governo; farne un tema chiave delle comunità e della società civile; farne un requisito per una buona economia.
Salute, OMS, 1946: stato di completo benessere fisico mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità. La salute viene centrata sull'uomo, per cui è una percezione soggettiva della propria condizione: "mi sento bene" è un giudizio valutativo globale che solo la persona può esprimere, nella sintesi della sua unitarietà fisica-psichica-sociale. La salute è uno stato di equilibrio, una condizione dinamica: DINAMISMO=capacità di adattarsi costantemente alle richieste e agli stimoli (soggettiva); COPING= “fronteggiamento”, “gestione attiva”, “risposta efficace”, “capacità di risolvere i problemi.
Patogenesi e Salutogenesi
Patogenesi: l’approccio patogenico considera la capacità di mantenere un equilibrio come condizione normale della vita, dove le persone vengono classificate secondo il loro stato di salute, in sane e malate, e il focus di ciò è la malattia organica e le sue cause.
Salutogenesi: non si concentra sulla malattia ma sulla salute. Il focus è l’individuazione delle fonti della salute che possono crearla e rinforzarla.
Paradigmi contemporanei
- Modello biomedico/biofisiologico: la salute è semplicemente l’assenza di malattia.
- Modello olistico/psicosomatico: la malattia deriva dalla propria storia personale.
- Modello armonico/ecologico: collega la salute al rapporto con l’ambiente naturale e sociale.
Determinanti della salute
Fattori che influenzano e determinano la salute e il benessere degli individui. Si distinguono in:
- Distali: comprendono quei fattori individuali e ambientali che sono responsabili delle disuguaglianze sociali (disoccupazione, acqua, igiene, assistenza sanitaria, alloggi…) e che influenzano l’azione degli altri determinanti di salute.
- Prossimali: includono i processi attraverso cui il contesto sociale e le politiche influenzano direttamente lo stato di salute della popolazione e del singolo individuo.
I determinanti di salute sono classificati anche secondo un modello “a più livelli”:
- A un primo livello, vengono individuati fattori individuali non modificabili (come età, sesso, etnia, caratteristiche genetiche).
- A un secondo livello, vengono individuati gli stili di vita individuali, alcuni dei quali possono essere a rischio (ad esempio l'abitudine al fumo, l'abuso di alcol, la sedentarietà, il consumo di droghe): si tratta di fattori modificabili con opportune politiche e interventi di prevenzione e promozione della salute.
- A un terzo livello, ci sono le reti sociali in cui l’individuo è inserito all’interno della comunità: se deboli, esse rappresentano un fattore di rischio per lo stato di salute e benessere psicosociale dell’individuo; al contrario se forti, sono una risorsa per la comunità intera.
- A un livello macro, si individuano quei fattori strutturali che possono essere propri del contesto (ad esempio, il contesto socio-economico e socioculturale) o individuali (ad esempio il livello di istruzione, la condizione professionale) : il loro effetto sulla salute non è diretto, ma è mediato dai fattori contenuti nei livelli inferiori, ossia dai determinanti di salute prossimali.
Malattie cronico-degenerative
Sono rappresentate da tumori, malattie cardiovascolari, broncopneumopatie croniche, malattie dismetaboliche e malattie mentali, che rappresentano la principale causa di morte. Sono influenzate da:
- Fattori interni non modificabili: fattori individuali, patrimonio genetico, età, sesso, cultura.
- Fattori esterni modificabili: abitudini personali (alimentazione, fumo di tabacco, alcool, droga); contaminazione ambientale (inquinamento atmosferico, idrico, contaminazione alimentare).
Prevenzione, promozione ed educazione alla salute
La prevenzione è un insieme di azioni e di comportamenti che hanno l’obiettivo di impedire l’insorgenza, la progressione delle malattie e il determinarsi di danni irreversibili nel momento in cui la patologia è in atto. Si distingue in:
- Primaria: elimina l'esposizione ai vari fattori che determinano l'insorgenza di malattia (vaccini): riduzione incidenza.
- Secondaria: consiste nell'adozione di interventi atti ad impedire l'insorgere della malattia in soggetti già esposti ad agenti eziologici o a fattori di rischio come il rumore o l’inquinamento ambientale (screening): riduzione prevalenza.
- Terziaria: hanno l'obiettivo di impedire l'invalidità in persone già ammalate di malattie croniche o degenerative, e di favorire il recupero di persone portatrici di handicap: misure riabilitative e assistenziali.
- Quaternaria: complesso di interventi che tendono a evitare o attenuare le conseguenze (negative) di interventi sanitari non necessari o eccessivi (accanimento terapeutico).
Promozione della salute
La promozione (rapporto Lalonde 74) è un processo socio-politico globale che permette agli individui di esercitare maggiore controllo sulla propria salute, e di migliorarla. Si basa su tre aree:
- Area politica: richiedere risorse e accessibilità.
- Area sociale: sviluppare sistemi di comunità, strutture e servizi a tutela della salute a livello locale.
- Area educativa: fornire alle persone conoscenze, atteggiamenti e abilità per migliorare la propria salute.
L’educazione alla salute è un’attività orientata alla promozione di comportamenti con lo scopo di accrescere la salute e diminuire le malattie degli individui e dei gruppi, attraverso l’influenza su attitudini e comportamenti. Non si limita a comunicare informazioni, ma favorisce anche la motivazione, le capacità e la fiducia, riguardo le condizioni socio-economiche ed ambientali che incidono sulla salute, e altre informazioni riguardanti i fattori individuali di rischio e i comportamenti a rischio, oppure l'uso del sistema di assistenza sanitaria. È importante che ogni individuo acquisisca competenza e abilità; in tal senso si parla di:
- Health Literacy: far comprendere ed utilizzare le conoscenze su salute e malattia.
- Life Skills: far sviluppare delle abilità cognitive, emotive e relazionali di base per fronteggiare i diversi problemi della vita quotidiana: empatia, creatività, consapevolezza di sé, senso critico.
- Empowerment: far acquisire potere e controllo sulle decisioni e sulle azioni che riguardano la propria salute.
Si distinguono 3 passaggi:
- Conoscenza: implica l’educazione alla salute ed è costituita da:
- Acquisizione di conoscenze: l’educazione può essere distinta in educazione sanitaria ed educazione alla salute: la prima è PRESCRITTIVA e PASSIVA, mentre la seconda è PARTECIPATIVA ed ATTIVA. Esistono due metodi di educazione alla salute: UNIDIREZIONALI o indiretti adatti a veicolare informazione sanitaria (stampa, cinema, radio, tv) e BIDIREZIONALI basati sulla creazione di rapporti interpersonali (colloquio, discussione, dibattito, lavoro di gruppo, conferenza).
- Modifiche di atteggiamenti: gli atteggiamenti sono degli stati motivazionali che legano insieme le sensazioni le convinzioni e i valori, e determinano i comportamenti di rilevanza sanitaria.
- Adozione di comportamenti: azioni che ogni singolo, che abbia acquisito sufficienti conoscenze e adegua ad esse i propri atteggiamenti, esplica ai fini della tutela e promozione della salute.
- Partecipazione: riconosciuta anche a livello normativo (Alma Ata), le persone hanno il diritto e il dovere di partecipare individualmente e collettivamente alla progettazione e realizzazione dell’assistenza sanitaria di cui hanno bisogno. Si è visto che i programmi di promozione della salute hanno maggiore successo se sono integrati nella vita quotidiana della comunità e condotti dai membri della comunità stessa.
- Coinvolgimento: coinvolgere vuol dire migliorare le conoscenze dei problemi, dei bisogni di salute e delle risorse presenti nella comunità. Consiste nello sviluppo del senso di comunità aumentando il potere della stessa nei confronti della tutela della salute.
Modelli che stimolano al cambiamento
- Approccio cognitivo comportamentale: vengono identificati dei comportamenti rischiosi per la salute, poi si analizza un comportamento ideale che deve essere appreso, e infine, quando l’individuo è in grado di mettere in atto il comportamento, si forniscono ricompense per il mantenimento dello stesso.
- Approccio cognitivo sociale: analizza e lavora sulle aspettative e dalla fiducia dell’individuo sulla propria capacità di tenere un determinato comportamento.
- Approccio socio-ecologico: si basa sul presupposto che i cambiamenti dei comportamenti individuali avvengono attraverso una combinazione di sforzi della società e comunità, sforzi organizzativi, relazionali e individuali.
Cittadinanza attiva
Organizzazione non governativa, nata nel 1978, nata come movimento federativo democratico che opera nell’ambito della tutela dei cittadini e della promozione alla partecipazione civica. Ha oltre 200 sedi sparse su tutto il territorio nazionale e ha come scopo quello di tutelare il diritto della salute, tanto che nel 1980 è stato fondato il Tribunale per i diritti del malato. Ha prodotto due importanti metodi di valutazione civica: l’ospedale sicuro e l’audit civico, riconosciuto dal dipartimento della funzione pubblica della presidenza del consiglio dei ministri, come strumento per la valutazione dei servizi dal punto di vista dei cittadini. Consiste in un’analisi critica e sistematica delle azioni delle aziende sanitarie, e si configura quindi come uno strumento a disposizione dei cittadini per promuovere la valutazione della qualità delle prestazioni delle aziende sanitarie locali e ospedaliere.
Il progetto ospedale sicuro (1998) invece nasce con la finalità di promuovere una politica generale per la sicurezza delle strutture sanitarie, per il monitoraggio e il contenimento dei rischi in ospedale. Attuata attraverso osservazione diretta all’interno degli ospedali e interviste agli operatori sanitari realizzate da gruppi di cittadini comuni.
Programmare interventi di promozione della salute
La progettazione di un intervento educativo implica:
- Ideazione: si identifica la natura e la dimensione dei bisogni di salute della popolazione, le cause e i fattori che contribuiscono a questi bisogni, e le risorse umane organizzative e comunitarie disponibili per poterli affrontare. Si può fare attraverso STUDI TRASVERSALI che si basano sull'osservazione di un fenomeno o di un evento clinico in un determinato periodo di tempo; o attraverso STUDI LONGITUDINALI che consistono nell’isolare un gruppo o una variabile per seguirne l’evoluzione nel tempo.
- Progettazione: si definiscono le finalità educative e si formulano gli obiettivi; si identificano i destinatari e le loro caratteristiche (target); si selezionano i contenuti ed i metodi. Si definiscono anche le risorse, sia umane che materiali, necessarie per l’implementazione del progetto.
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Infermieristica
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Infermieristica
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Infermieristica clinica III - Infermieristica preventiva
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Infermieristica nella comunità - Appunti