Concetti Chiave
- Le tensioni religiose tra indù e musulmani in India si intensificarono prima della Grande Guerra, con il Congresso nazionale indiano e la Lega musulmana che cercavano un accordo antibritannico.
- Dopo la Grande Guerra, le speranze di autonomia per gli indiani furono deluse dal governo britannico, che mantenne leggi repressive nel 1919.
- Mohandas Karamchand Gandhi emerse come una figura chiave, influenzato dalla filosofia del giainismo e dal principio dell'ahimsa, promuovendo la non violenza.
- La sua esperienza di discriminazione in Sudafrica lo portò a sviluppare una teoria politica innovativa che sosteneva l'azione politica di massa senza violenza.
- Gandhi si distinse per il suo approccio radicalmente diverso dalla cultura politica occidentale dell'epoca, cercando di unire le comunità indù e musulmane nella lotta per l'indipendenza.
Quali sono le tensioni religiose e politiche in India?
In India, prima della Grande Guerra, la rinascita indù e islamica ha riacceso tensioni tra le due comunità religiose, ciascuna delle quali possiede anche un'organizzazione politica: il Congresso nazionale indiano per gli indù, alla cui guida si è imposto il dirigente di orientamento nazionalista Tilak, e la Lega musulmana per gli islamici che dopo la guerra è guidata da un brillante avvocato, Mohammed Ali Jinnah (1876-1948). Durante il periodo della Grande Guerra, Tilak e Jinnah cercano di stabilire un accordo tra le due organizzazioni sera che tuttavia si giunge alla definizione di un effettiva linea comune antibritannica. Dopo la guerra l'India si aspetta cambiamenti. Nel corso del conflitto oltre un milione di indiani ha combattuto su vari fronti nelle file dell'esercito britannico e sia indù sia musulmani sperano che questo contributo sia riconosciuto dal governo con la concessione di qualche forma di autonomia. Ma nel 1919 governo britannico decide di confermare le leggi eccezionali varate durante il periodo di guerra, infatti sono norme dure che negano ogni autonomia e prevedono l'incarcerazione senza processo per chi manifesti posizioni politiche antigovernative.
Gandhi e la non violenza
È in questa occasione che emerge la figura di Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948). Figlio del Primo ministro del Porvandar, un piccolo Stato semiautonomo dell'India nord-occidentale, Gandhi di religione indù, è stato molto influenzato dal giainismo, una corrente filosofico-religiosa che si fonda fra l'altro sul principio dell'ahimsa (non violenza integrale). Gandhi, il quale ha studiato Giurisprudenza allo University College di Londra, ha le sue prime importanti esperienze professionali e politiche in Sudafrica dove nel 1893 viene inviato da un commerciante musulmano per difendere un suo socio in un processo. Lì Gandhi è turbato dalla dura discriminazione razziale che colpisce i neri così come i numerosi immigrati indiani che vi lavorano (anche lui personalmente è vittima di gravi episodi di discriminazioni). Si impegna allora attivamente nella difesa dei diritti degli indiani del Sudafrica, che negli anni Novanta dell'Ottocento sono stati privati del diritto di voto. È in questa circostanza che elabora una sua teoria politica, radicalmente innovativa e molto distante dalla cultura politica occidentale dell'epoca (ma molto distante pure dalla pratica di moltissimi indiani, sia indù sia musulmani): l'idea che un'azione politica di massa possa essere condotta senza ricorrere alla violenza.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della Grande Guerra sulle tensioni religiose in India?
- Chi è Mohandas Karamchand Gandhi e quale principio ha influenzato la sua azione politica?
- Qual è il ruolo di Gandhi nella lotta per l'autonomia indiana?
Dopo la Grande Guerra, le tensioni tra le comunità indù e musulmane si intensificarono, poiché entrambe si aspettavano riconoscimenti per il loro contributo bellico, ma il governo britannico confermò leggi eccezionali che negavano ogni forma di autonomia, alimentando il malcontento.
Mohandas Karamchand Gandhi, influenzato dal giainismo e dal principio dell'ahimsa (non violenza), emerse come figura centrale nella lotta per i diritti in India, proponendo un'azione politica di massa senza ricorrere alla violenza, un approccio innovativo per l'epoca.
Gandhi, dopo aver vissuto esperienze di discriminazione in Sudafrica, sviluppò una teoria politica che promuoveva la non violenza come strumento di lotta, diventando un leader chiave nel movimento per l'autonomia indiana contro il dominio britannico.