Concetti Chiave
- I conquistadores spagnoli, spinti dalla ricerca di oro e gloria, si stabilirono inizialmente nei Caraibi, sfruttando duramente gli indigeni.
- Hernán Cortés conquistò l'Impero azteco grazie a strategie militari, alleanze con popolazioni locali e approfittando delle divisioni interne.
- Francisco Pizarro sconfisse l'Impero Inca sfruttando la superiorità delle armi, divisioni interne e catturando il sovrano Atahualpa.
- La popolazione indigena diminuì drasticamente a causa di sfruttamento, malattie europee e trasformazioni economiche e ambientali.
- La conquista spagnola provocò un trauma culturale e religioso negli indigeni, segnato dalla distruzione delle loro civiltà e tradizioni.
Indice
- Imprese dei conquistadores spagnoli dopo la scoperta dell'America
- La conquista dell’Impero azteco
- La nascita della città del Messico
- La conquista dell’Impero Inca
- Perché gli spagnoli riuscirono a conquistare questi imperi?
- Fattori aggiuntivi ma non meno importanti
- Il crollo della popolazione indigena
- La trasformazione dell’ambiente
Imprese dei conquistadores spagnoli dopo la scoperta dell'America
Nei primi venticinque anni dopo la scoperta dell’America da parte di Colombo, gli europei si stabilirono soprattutto nelle isole dei Caraibi, dove cercavano principalmente l’oro. Gli abitanti indigeni furono sottoposti a uno sfruttamento molto duro e la loro popolazione diminuì rapidamente a causa delle difficili condizioni di vita e delle malattie portate dagli europei.Solo nel 1517 iniziò una vera esplorazione della terraferma americana, dove si pensava esistessero regni potenti e grandi ricchezze. I protagonisti della conquista furono i conquistadores, soldati spagnoli spesso di origine nobile ma poveri, spinti dal desiderio di ottenere oro, ricchezze e gloria. Attraversarono l’oceano per conquistare grandi regni e vasti territori.
La conquista dell’Impero azteco
Nel febbraio del 1519, Hernán Cortés, un nobile spagnolo che aveva studiato all’Università di Salamanca, partì da Cuba con poco più di 500 uomini, alcuni cavalli e pochi cannoni. Dalle coste dello Yucatán avanzò verso il centro dell’Impero azteco, incontrando inizialmente poca resistenza.Quando arrivò nella capitale, Tenochtitlán, fu accolto dal sovrano montezuma secondo. Secondo alcune interpretazioni, il sovrano potrebbe aver visto in Cortés il ritorno di Quetzalcoatl, una divinità conosciuta come il «serpente piumato».
Cortés, invece, fece prigioniero Montezuma e lo costrinse a pagare un enorme riscatto. Poco tempo dopo, però, gli spagnoli furono costretti a fuggire a causa di una rivolta durante la quale morì anche Montezuma.
Dopo aver ricevuto rinforzi dalle isole e aver ottenuto l’aiuto di alcune popolazioni indigene nemiche degli aztechi, Cortés tornò a Tenochtitlán nell’agosto del 1521. Conquistò e distrusse la città, provocando un terribile massacro dei suoi abitanti.
La nascita della città del Messico
Sulle rovine della capitale azteca fu costruita una nuova città secondo il modello spagnolo, chiamata Mexico, l’attuale Città del Messico. Anche il resto dell’Impero azteco fu conquistato e sottomesso. Nel 1522, l’imperatore Carlo quinto nominò Cortés governatore e capitano generale della Nuova Spagna, che poco dopo divenne un vicereame.
La conquista dell’Impero Inca
Un’altra importante impresa fu quella di Francisco Pizarro e Diego Almagro, che nel gennaio del 1531 partirono da Panama, città fondata dagli spagnoli sulla costa del Pacifico nel 1519. Si diressero verso sud con appena 180 uomini e 37 cavalli, attratti dalle notizie sulle immense ricchezze del regno del Perù.Nel novembre del 1532, a Cajamarca, gli spagnoli incontrarono l’esercito inca guidato da Atahualpa, che aveva appena vinto una guerra per la successione al trono. Nonostante la grande inferiorità numerica, gli spagnoli riuscirono a sconfiggere gli incas. Catturarono Atahualpa e lo costrinsero a pagare un enorme riscatto in oro. Tuttavia, anche dopo aver ricevuto il riscatto, lo condannarono a morte: il sovrano fu strangolato il 29 agosto 1533.
Nel frattempo, l'impero inca crollò e, nel 1544, fu istituito il vicereame spagnolo del Perù. La sua capitale fu Lima, fondata da Pizarro nel 1535.
Perché gli spagnoli riuscirono a conquistare questi imperi?
La conquista degli imperi azteco e inca da parte di un numero relativamente piccolo di spagnoli è stata spiegata attraverso diversi fattori.Le armi e i cavalli: le armi da fuoco e i cavalli degli spagnoli provocavano paura e offrivano loro un vantaggio militare. La violenza dei conquistadores: gli spagnoli utilizzarono metodi estremamente brutali durante le conquiste.
Le divisioni interne: i contrasti etnici e le lotte per il potere indebolivano entrambi gli imperi. L’aiuto delle popolazioni indigene: alcuni popoli americani, insofferenti al dominio azteco o inca, si allearono con gli spagnoli e li aiutarono a sconfiggere i loro nemici.
Fattori aggiuntivi ma non meno importanti
Tuttavia, questi fattori non bastano a spiegare completamente la sconfitta. Bisogna considerare anche il profondo trauma psicologico e religioso vissuto dalle popolazioni indigene, che si sentirono abbandonate dai propri dèi e videro crollare il loro mondo culturale e religioso. L’uccisione dei sovrani, considerati figure fondamentali per l’ordine della società, rappresentò un simbolo della fine delle loro civiltà. Questa esperienza dei popoli sconfitti è stata studiata dallo storico Nathan Wachtel nel libro La visione dei vinti, dedicato soprattutto agli indigeni del Perù di fronte alla conquista spagnola. Le conseguenze di quella tragedia continuarono a manifestarsi a lungo nelle tradizioni popolari e nelle arti indigene. La disperazione fu tale da contribuire anche a un aumento dei suicidi.
Il crollo della popolazione indigena
La popolazione indigena dell’America Latina diminuì in modo rapido e drammatico dopo la conquista spagnola. Le cause principali furono diverse.Lo sfruttamento: gli indigeni furono costretti a lavorare duramente per i nuovi dominatori, spesso in condizioni disumane.
Le malattie: gli europei portarono malattie fino ad allora sconosciute in America, come il vaiolo, il morbillo, il tifo e diverse forme influenzali. Le popolazioni indigene non possedevano difese immunitarie adeguate contro queste malattie.
La trasformazione dell’ambiente
Molte opere di irrigazione non furono più mantenute e gli spagnoli preferirono spesso l’allevamento all’agricoltura, provocando cambiamenti che danneggiarono l’economia e le condizioni di vita delle popolazioni locali.La diminuzione della popolazione indigena fu quindi il risultato dell’insieme di violenze, sfruttamento, malattie e trasformazioni economiche e ambientali causate dalla conquista europea.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali motivazioni che spinsero i conquistadores spagnoli a esplorare e conquistare le terre americane?
- Come riuscì Hernán Cortés a conquistare l'Impero azteco?
- Quali furono i fattori che permisero a Francisco Pizarro di sconfiggere l'Impero Inca?
- Perché la popolazione indigena dell'America Latina diminuì drasticamente dopo la conquista spagnola?
- Quali furono le conseguenze psicologiche e culturali della conquista spagnola sulle popolazioni indigene?
I conquistadores, spesso nobili ma poveri, erano spinti dal desiderio di ottenere oro, ricchezze e gloria. Dopo la scoperta dell'America, si stabilirono inizialmente nei Caraibi alla ricerca di oro, per poi esplorare la terraferma in cerca di potenti regni e grandi ricchezze.
Hernán Cortés, con un piccolo esercito, riuscì a conquistare l'Impero azteco grazie a una combinazione di superiorità militare, alleanze con popolazioni indigene ostili agli aztechi e sfruttando le divisioni interne dell'impero. Dopo aver preso in ostaggio Montezuma, tornò con rinforzi e distrusse Tenochtitlán nel 1521.
Francisco Pizarro sconfisse l'Impero Inca grazie alla superiorità delle armi, all'uso dei cavalli e alla cattura del sovrano Atahualpa, che fu costretto a pagare un riscatto. Nonostante l'inferiorità numerica, gli spagnoli sfruttarono le divisioni interne e la recente guerra di successione per ottenere la vittoria.
La popolazione indigena diminuì a causa dello sfruttamento lavorativo, delle malattie portate dagli europei, come il vaiolo e il morbillo, e delle trasformazioni economiche e ambientali che danneggiarono le condizioni di vita locali. La mancanza di difese immunitarie contro le nuove malattie fu particolarmente devastante.
Le popolazioni indigene subirono un profondo trauma psicologico e religioso, sentendosi abbandonate dai propri dèi e vedendo crollare il loro mondo culturale. L'uccisione dei sovrani rappresentò la fine delle loro civiltà, contribuendo a un aumento dei suicidi e lasciando un segno duraturo nelle tradizioni e nelle arti indigene.