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Concetti Chiave

  • Giuliano, ultimo imperatore a incarnare il modello di uomo d'azione e pensiero, rappresentò una svolta importante nella storia romana.
  • Chiamato "l'Apostata", tentò di restaurare il paganesimo escludendo la classe dirigente cristiana e circondandosi di intellettuali pagani.
  • Scrisse un'opera contro il cristianesimo, intitolata Contro i Galilei, per sostenere il suo proposito di rivitalizzare le antiche virtù civili.
  • Giuliano intraprese una guerra contro l'Impero sasanide per rafforzare il prestigio romano, ma fu costretto a ritirarsi e morì in battaglia.
  • La sua morte segnò la fine di un regno di soli due anni, con i successori che abolirono rapidamente le leggi contro i cristiani da lui introdotte.

La svolta di Giuliano

Con Giuliano si verificò una svolta importante, anche se effimera. Egli era un intellettuale di formazione filosofica che, anche nell’atteggiamento, imitava l’esempio di Marco Aurelio: fu anzi l’ultimo imperatore a incarnare quel modello di uomo d’azione e, allo stesso tempo, di pensiero che tanto peso aveva nella storia romana precedente.

Il tentativo di restaurazione

Il breve regno di Giuliano (361-363) vide il tentativo di una restaurazione del paganesimo per cui egli fu chiamato dai cristianil’Apostata”, vale a dire “il Disertore”: infatti, Giuliano, che era stato educato nella fede cristiana, la abbandonò per ritornare alla religione pagana e alla filosofia greca che egli voleva restaurare nell’intento di far rivivere le antiche virtù civili, a suo parere corrotte dal cristianesimo. Il suo proposito si realizzò non per vie violente, ma attraverso l’esclusione dal potere della classe dirigente cristiana; il giovane imperatore, infatti, si circondò di intellettuali e di filosofi d’ispirazione pagana e scrisse egli stesso un’opera contro il cristianesimo, intitolata Contro i Galilei.

La guerra contro l'Impero sasanide

Per rafforzare il suo progetto e rendersi popolare tra le masse, Giuliano, pensò a una guerra che risollevasse il prestigio romano. Decise quindi di dare un colpo decisivo all’Impero sasanide e, dopo avere reclutato un esercito imponente varcò il confine giungendo sino alle porte di Ctesifonte, la capitale persiana. Qui però, messo in difficoltà dalla guerriglia dei nemici, fu costretto a ritirarsi e, durante uno scontro, mentre si esponeva al pericolo nelle prime file, fu ucciso da una lancia. Così finì il sogno di Giuliano, dopo appena due anni di regno, mentre ancora la sua azione doveva dispiegarsi compiutamente: i successori si affrettarono ad abolire le leggi che egli aveva disposto contro i cristiani.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il principale obiettivo di Giuliano durante il suo regno?
  2. Giuliano tentò di restaurare il paganesimo e le antiche virtù civili, abbandonando il cristianesimo e circondandosi di intellettuali pagani, come evidenziato nel testo.

  3. Come venne percepito Giuliano dai cristiani e perché?
  4. Giuliano fu chiamato "l'Apostata" dai cristiani, poiché abbandonò la fede cristiana per tornare al paganesimo, cercando di escludere la classe dirigente cristiana dal potere.

  5. Qual è stata la fine del regno di Giuliano e le conseguenze della sua morte?
  6. Giuliano fu ucciso durante una guerra contro l'Impero sasanide, e la sua morte portò all'immediata abolizione delle leggi che aveva imposto contro i cristiani, segnando la fine del suo sogno di restaurazione.

Domande e risposte

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