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Concetti Chiave

  • Nell'antica Roma, le donne erano per lo più escluse dalla sfera pubblica e il loro ruolo era confinato alla vita domestica, rendendo inaspettato il loro coinvolgimento nell'avvocatura.
  • Afrania, una delle prime donne avvocato del I secolo a.C, suscitò scandalo per la sua attività legale, venendo criticata da scrittori dell'epoca come Valerio Massimo.
  • Ortensia, figlia dell'oratore Ortensio, ottenne la cancellazione di una tassa pesante imposta ai cittadini romani, rappresentando con successo le donne in tribunale nel 42 a.C.
  • La crescente preoccupazione per la presenza femminile nell'avvocatura portò alla promulgazione di un editto pretorio che vietava alle donne di rappresentare altri in giudizio.
  • Il fenomeno delle donne avvocato, sebbene inizialmente presente, venne rapidamente soffocato dalla reazione conservatrice della società romana.

L'evoluzione del ruolo femminile

Nessuna legge romana aveva mai vietato alle donne l’esercizio dell’avvocatura per una ragione molto semplice: sin dai tempi antichi lo spazio delle donne era racchiuso tra le mura domestiche; chi poteva dunque pensare che qualcuna di loro aspirasse a un’attività tanto lontana dalle usanze tradizionali e così proiettata verso la sfera politica?

Afrania e lo scandalo

Ma i tempi stavano cambiando e i costumi iniziarono a evolversi, così accadde che nel I secolo a.C alcune donne avvocato si presentassero in tribunale a perorare delle cause. Una di loro fu Afrania, figlia di un senatore che sostenne varie cause pubbliche e visse fino all’epoca del secondo consolato di Giulio Cesare (48 a.C).

La cosa generò uno scandalo presso i benpensanti tanto che la donna fu ricordata con particolare astio dagli scrittori di epoca successiva. Uno di loro, Valerio Massimo, affermava di lei queste cose: “un tale mostro deve essere tramandato alla memoria più per l’istante in cui morì che per l’istante in cui nacque”.

Ortensia e la tassa

Un altro caso celebre fu quello di Ortensia, figlia del famoso oratore Ortensio e dunque figlia d’arte. Di lei si racconta che nel 42 a.C, quando i triumviri imposero alle matrone romane più ricche una pesante tassa per far fronte alle spese militari, le donne la incaricarono di perorare la loro causa ed essa fece così bene che la tassa venne cancellata.

La reazione romana

Con il passare del tempo non solo i letterati, ma anche i semplici cittadini romani finirono per allarmarsi: fu così promulgato un editto pretorio che vietava alle donne di postulare pro aliis (“rappresentare altri in giudizio"), per evitare che, occupandosi di affari pubblici, venissero meno alla pudicizia propria del loro sesso. In tal modo il fenomeno delle donne avvocato non ebbe seguito nella storia del diritto romano.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il primo esempio di donna avvocato nella Roma antica?
  2. Afrania è stata una delle prime donne avvocato a presentarsi in tribunale nel I secolo a.C., sostenendo varie cause pubbliche e generando scandalo tra i benpensanti dell'epoca.

  3. Come ha influenzato Ortensia la questione della tassa imposta alle donne romane?
  4. Ortensia, nel 42 a.C., è stata incaricata dalle matrone romane di rappresentare la loro causa contro una pesante tassa, riuscendo a farla cancellare grazie alla sua abilità oratoria.

  5. Qual è stata la reazione della società romana all'emergere delle donne avvocato?
  6. La crescente preoccupazione portò alla promulgazione di un editto pretorio che vietava alle donne di rappresentare altri in giudizio, per preservare la loro pudicizia e limitare il loro coinvolgimento negli affari pubblici.

Domande e risposte

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