Concetti Chiave
- L'Illuminismo è un movimento del XVIII secolo che si sviluppa in Inghilterra e Francia, diffondendosi poi in tutta Europa, con un focus sulla ragione come strumento di conoscenza.
- I filosofi illuministi rifiutano i dogmi religiosi, sostenendo che la conoscenza deve basarsi sull'osservazione e l'applicazione della ragione per raggiungere il progresso e la felicità.
- L'Illuminismo contrasta con la Chiesa, promuovendo l'idea che l'uomo virtuoso ricerca il bene attraverso la ragione, piuttosto che seguire le regole religiose tradizionali.
- Il movimento sostiene l'uguaglianza e i diritti naturali, come libertà di parola e religione, criticando la monarchia assoluta a favore di un governo parlamentare.
- Montesquieu e Rousseau propongono teorie politiche differenti: Montesquieu enfatizza la separazione dei poteri, mentre Rousseau propone un contratto sociale che privilegia gli interessi della comunità.
Origini e diffusione dell'Illuminismo
L'Illuminismo è un movimento di pensiero del XVIII secolo.
In un primo momento, esso si sviluppa in Inghilterra ed in Francia, ma a poco a poco, si diffonde in tutta l'Europa.
Alla base c'è la volontà di spiegare tutto con la ragione, anche le conoscenze ereditate dal passato.
Innanzi tutto, si rifiutano i dogmi perché basati sulla fede. È accettata soltanto la realtà che può essere spiegata con la luce della ragione, che per questo è come se illuminasse l'oscurità del passato.
Questo movimento in Italia fu chiamato "Illuminismo", in Francia "Siècle des Lumières" ed in Germania "Aufklärung", mentre in Inghilterra prese il nome di "enlightenment"
Principi fondamentali dell'Illuminismo
Secondo i filosofi illuministi, la conoscenza ha come base l'osservazione della realtà e quindi l'applicazione della ragione. Per questo motivo non era ammessa alcuna religione e l'unico scopo era il raggiungimento del progresso e della felicità. Inoltre si era convinti che la storia nel corso dei secoli si ripetesse in continuazione, ma per merito della ragione era possibile correggere gli eventuali errori commessi.
Contrasto con la Chiesa e Voltaire
Tale modo di pensare era in contrasto con la Chiesa i cui insegnamenti si basano sulla fede e sui dogmi e non sulla ragione. Occorre anche dire che qualche volta le religioni tradizionali erano giunte al fanatismo o all'intolleranza e perciò alcuni Illuministi si proclamarono atei. Nonostante questo, gli Illuministi credono nell'esistenza di un essere supremo, di cui c'è bisogno per regolare l'ordine delle cose.
Non è necessario rispettare delle regole dettate dalla Chiesa o credere nel soprannaturale; l'uomo virtuoso è quello che ricerca il bene per sé e per gli altri con l'aiuto della ragione.
Fra i più impegnati sostenitori di queste teorie, abbiamo Voltaire: egli lotta soprattutto contro l'intolleranza, il fanatismo e la superstizione.
Diritti naturali e forme di governo
Poichè tutti gli uomini sono in possesso della ragione, tutti gli uomini sono uguali e tutti hanno diritto a conservare i propri diritti naturali: libertà di parola, di pensiero, di religione, di proprietà privata e nessuno può privato l'altro di questi diritti fondamentali.
Di conseguenza, non aveva senso una monarchia assoluta i cui poteri derivavano da Dio ed aveva un potere illimitato sui sudditi.
La forma di governo che corrispondeva meglio ai nuovi principi illuministi era il modello inglese, in cui il governo del re era controllato da un parlamento, eletto dai cittadini. Questo era il parere di Voltaire.
Montesquieu e Rousseau: teorie politiche
Montesquieu, invece, nella sua opera "Lo spirito delle leggi", individua tre forme di governo (la democrazia repubblicana, il dispotismo e la monarchia. Esse si basano su valori diversi (la virtù, il timore, l'onore) e si collegano alle caratteristiche dei popoli, anche climatiche e geografiche.
Egli sostiene che i tre poteri esistenti in qualsiasi forma di governo (legislativo, esecutivo e giudiziario) devono essere attribuiti a tre persone diverse se si vuole garantire la libertà del cittadino.
Invece, Rousseau sostiene la necessità di un contratto sociale, cioè di un patto fra tutti i cittadini in cui gli interessi della comunità possono prevalere sugli interessi del singolo cittadino. Il governo della comunità deve essere affidato ad alcuni funzionari col compito di applicare la volontà generale che possono comunque essere revocati in qualsiasi momento.
Illuminismo in Italia e Cesare Beccaria
In Italia, non si affrontò mai il problema della riforma del governo. Ci si preoccupò piuttosto di migliorare alcuni settori della società come Cesare Beccaria che sosteneva la necessità di abolire la tortura e la pena di morte.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine e la diffusione dell'Illuminismo?
- Quali sono i principi fondamentali dell'Illuminismo?
- Come si pone l'Illuminismo in contrasto con la Chiesa?
- Quali sono le teorie politiche di Montesquieu e Rousseau?
- Qual è il contributo di Cesare Beccaria all'Illuminismo in Italia?
L'Illuminismo è un movimento di pensiero del XVIII secolo che si sviluppa inizialmente in Inghilterra e Francia, per poi diffondersi in tutta Europa, con l'intento di spiegare tutto attraverso la ragione, rifiutando i dogmi basati sulla fede.
I filosofi illuministi sostenevano che la conoscenza si basa sull'osservazione e sull'applicazione della ragione, rifiutando la religione e puntando al progresso e alla felicità, convinti che la storia potesse essere corretta grazie alla ragione.
L'Illuminismo si oppone agli insegnamenti della Chiesa, che si basano sulla fede e sui dogmi, e alcuni Illuministi si dichiararono atei, pur credendo in un essere supremo necessario per mantenere l'ordine.
Montesquieu identifica tre forme di governo e sostiene la separazione dei poteri, mentre Rousseau propone un contratto sociale in cui gli interessi della comunità prevalgono su quelli individuali, con funzionari revocabili dal popolo.
Cesare Beccaria si concentra sul miglioramento della società, sostenendo l'abolizione della tortura e della pena di morte, senza affrontare direttamente la riforma del governo.