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Il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è il reddito erogato in modo incondizionato a tutti, su base individuale, senza alcuna verifica della condizione economica o richiesta di disponibilità a lavorare. La sua erogazione è indipendente dalla prova dei mezzi, da qualsiasi altra caratteristica socio-demografica della persona e dalla sua disponibilità ad assumere un impegno lavorativo.

È una garanzia di reddito che differisce da quelle esistenti nella stragrande maggioranza dei paesi per tre motivi importanti:

  • È corrisposto su base individuale invece che familiare.
  • È erogato a prescindere dal reddito eventualmente posseduto dal beneficiario.
  • Non dipende dalla quantità/qualità del lavoro prestato, o dalla disponibilità a lavorare in caso di disoccupazione.

Parlando invece della prima legge di contrasto della povertà, bisognava confermare che fossero veri poveri, e fare in modo che venissero rimessi nelle condizioni di lavorare, in quanto lavorare veniva preferito a una forma di assistenza.

Il reddito di cittadinanza è un'utopia, è irrealizzabile. È un trasferimento in denaro non in natura, ossia non sotto forma di servizi, da erogare periodicamente a tutti i singoli cittadini adulti, a prescindere dalla loro condizione economica e dalla disponibilità ad accettare un lavoro, se disoccupati.

Il pagamento dovrebbe avvenire con periodicità mensile o annuale, nell'arco della vita a partire dal compimento della maggiore età. Dovrebbe portare all'eliminazione di tutti gli altri trasferimenti monetari, di natura sia previdenziale che assistenziale.

Quando il cittadino si trova in difficoltà non ha bisogno solo di denaro, ma anche di un professionista che lo indirizzi nel labirinto di servizi.

Assenza di qualsiasi forma di selettività, ovvero non si dice che devi trovarti al di sotto di un certo reddito, e quindi non prevede quella prova dei mezzi, vale a dire l'accertamento della condizione economica, per verificare che la persona non disponga già di un reddito sufficiente.

Punti di forza e di debolezza

  • Siamo nella dimensione dei diritti, ha a cuore che gli individui possano sviluppare tutte le loro possibilità.
  • Costi proibitivi di finanziamento.
  • L'uguaglianza aiuta la coesione sociale.
  • Il fatto che non si chieda la prova dei mezzi fa sì che non ci sia quella dimensione privata che infastidisce, lesione della propria privacy.
  • Superamento dell'asimmetria informativa, quando l'informazione non è simmetrica tra i cittadini e i servizi. Fare in modo che i servizi siano accessibili a tutti.
  • Minor efficienza nel contrasto della povertà, in quanto non tutti sanno gestire bene questo reddito, c'è bisogno di un accompagnamento.
  • Neutralità, rispetto ai comportamenti microeconomici: questo reddito viene garantito e tu lo gestisci come vuoi.
  • Disincentivo all'accumulo di capitale umano e riduzione etica del lavoro.
  • Incentivo sulla modalità nel mondo del lavoro.

Universalismo selettivo

In quanto la. Si pensa a introdurre un correttivo, che andiamo a chiamare universalismo selettivo.

Ossia cercando di favorire tutti ma in maniera più accurata, essere più mirati rispetto al problema che vogliamo affrontare. Se il problema è legato alla povertà allora dobbiamo targettizzare, ovvero rivolgerci alle persone che maggiormente soffrono la condizione di povertà.

Dobbiamo introdurre dei correttivi di tipo selettivo che vadano a colpire più nel segno, per garantire un livello di spesa socialmente accettabile.

Questo implica la coesistenza tra un principio universalistico, ossia l'irrilevanza di qualsiasi variabile categoriale ai fini del diritto all'accesso, e l'applicazione della prova dei mezzi per selezionare la platea dei beneficiari.

Non ci rivolgiamo a categorie, l'unico criterio è il reddito, rispetto ad altri aspetti tutti gli individui sono uguali.

Il welfare invece portava con sé una sorta di stigmatizzazione, infatti aveva molte categorie. L'universalismo ha lo scopo di evitare questo, ma per riuscirci ha bisogno di ridurre la platea, quindi fa riferimento a una soglia, che ci garantisce di essere tutti uguali, ma in meno chiamata.

Reddito minimo garantito

Reddito minimo garantito non categoriale che subordina l'erogazione del beneficio a una stringente verifica della condizione economica e l'associa a programmi di reinserimento sociale o nel mercato del lavoro.

È finalizzato al contrasto del rischio di povertà.

Subordinato alla prova dei mezzi e alla disponibilità dei beneficiari di soddisfare precisi impegni in termini di ricerca di un lavoro.

Interessa una popolazione eterogenea, non solo le famiglie i cui membri non lavorano, ma anche quelle dove pur essendoci un reddito questo non raggiunge un dete.

2015 una pietra miliare

Questo fondo strutturale va a finanziare dei livelli essenziali di servizi che non comprendono solo l'erogazione economica ma l'intero processo di presa in carico della persona, che ha come fulcro il servizio sociale.

Servizi di segretariato sociale, per la valutazione del bisogno, la progettazione personalizzata, inclusiva dei sostegni che si affiancano al beneficio economico del REI/RDC.

Una delle critiche, che è meno efficace, perché con alcune persone è necessario fare una progettazione. Inoltre la povertà non è solo questione di reddito, ma molteplicità di carenze, che richiedono anche altri sostegni.

Sostegni individuati dal decreto che darà istituzione a questa legge, tutta una serie di livelli necessari, oltre al beneficio economico.

Lo abbiamo collocato nella sociologia della cultura, perché siamo riusciti a maturare con tanta fatica, con tante lacune, una norma che inserisce il contrasto alla povertà in una cornice di diritti, e questo non è poco.

Il contrasto alla povertà viene inserito in una cornice di servizi, si riconosce la dimensione multidimensionale della povertà, la dobbiamo.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghetaglia02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zenarolla Anna.
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