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Scuola secondaria di primo grado Ardigo’ – a.s. 2006/2007

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

Vorrei

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

0

L’alfabeto del giardino della scuola: il giardino che vorrei…

A come acero saccarino

B come biancospino

C come crocus, ciliegio giapponese e corniolo sanguinello

D come dente di leone

E come edera

F come frassino e forsizia

G come ginko biloba e giacinto

I come iris

L come lauroceraso, lavanda, lantana e liquidambar

M come menta

N come narciso

O come olivella spinosa

P come pratolina e pallon di maggio

Q come quadrifoglio

R come robinia e rosmarino

S come sambuco e salvia

T come tulipano, trifoglio, tarassaco e thuia

U come usignoli

V come viola, verbena e vite americana

Z come zolla e zucca. Letizia Caglioti e Silvia Bellumore 1^H

Ci piacerebbe creare un giardino

Ci piacerebbe creare un giardino fatato, quasi incantato, ricco di sogni e colori, vivido di tanti odori, ricordi di amori, intrisi di sapori e di fiori.

Trifogli e margherite simboli di tante primavere.

I ragazzi del “Laboratorio di Poesia”

Il giardino che vorrei

Il giardino che vorrei dev’essere fatto di colore, vivacità e un po’ d’amore, pieno d’emozione e d’ispirazione.

Luca Migliaccio e Alvaro Mena

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

1

Indice

Presentazione pag. 4

Gli alberi pag. 5

Acero saccarino

Scheda botanica pag. 6

Ciliegio giapponese

Scheda botanica pag. 7

Poesie, acrostici e mesostici pag. 8

Frassino

Scheda botanica pag. 13

Ginko biloba

Scheda botanica pag. 14

Liquidambar

Scheda botanica pag. 15

Acrostici e mesostici pag. 16

Robinia

Scheda botanica pag. 17

Thuia

Scheda botanica pag. 18

I fiori

Poesia pag. 19

Poesie pag. 20

Il ciclo delle bulbose pag. 21

Crocus

Scheda botanica pag. 22

Poesie, acrostici e mesostici pag. 23

Giacinto

Scheda botanica pag. 26

Poesie, acrostici e mesostici pag. 27

Narciso

Scheda botanica pag. 28

Poesie, acrostici e mesostici pag. 29

Calligramma pag. 33

Pratolina

Scheda botanica pag. 34

Poesie pag. 35

Tarassaco

Scheda botanica pag. 36

Tulipano

Scheda botanica pag. 37

Poesie, acrostici e mesostici pag. 38

Il tulipano da oriente e occidente pag. 41

Viola

Scheda botanica pag. 43

Poesie, acrostici e metagramma pag. 44

Gli arbusti e le erbe

Edera

Scheda botanica pag. 47

Poesie, acrostici e mesostici pag. 48

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

2

Forsizia

Scheda botanica pag. 50

Poesie, acrostici e mesostici pag. 50

Lauroceraso

Scheda botanica pag. 52

Lavanda

Scheda botanica pag. 53

Rap, acrostico e parole incatenate pag. 54

Menta

Scheda botanica pag. 55

Poesie, acrostici e mesostici pag. 56

Rosmarino

Scheda botanica pag. 58

Salvia

Scheda botanica pag. 60

Sambuco

Scheda botanica pag. 62

Trifoglio

Scheda botanica pag. 63

Rap, poesie e acrostici pag. 64

Verbena

Scheda botanica pag. 65

Vite americana

Scheda botanica pag. 66

Corniolo sanguinello

Scheda botanica pag. 67

Pallon di maggio 67

Scheda botanica pag.

Lantana

Scheda botanica pag. 68

Olivella spinosa

Scheda botanica pag. 68

Biancospino

Scheda botanica pag. 68

Conclusione pag. 69

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

3

Presentazione

Aiutare i ragazzi a guardare la realtà che li circonda meno distrattamente.

  • Aumentare in loro una sensibilità al miglioramento dell’ambiente in cui vivono.
  • Affidare loro un compito e guidarli alla realizzazione dello stesso stimolandoli a dare sempre
  • il meglio di sé.

Per conseguire tali finalità abbiamo realizzato il libro “Il giardino della scuola: il giardino che vorrei….” che è una raccolta di notizie botaniche, curiosità, miti e leggende sui fiori e alberi del giardino della scuola.

I ragazzi dopo aver imparato a riconoscere e descrivere le varietà delle specie presenti, affascinati dalla storia di ogni albero e fiore, si sono cimentati in varie produzioni di scrittura creativa.

Quella che presentano è solo una parte delle loro libere interpretazioni.

Tutte le immagini e le illustrazioni sono prodotte dai ragazzi.

L’analisi delle diverse specie di alberi, arbusti, fiori ed erbe presenti nel giardino della scuola è stata suddivisa tra le tre classi prime:

1^G

Acero saccarino, frassino, giacinto, lavanda, robinia, sambuco, trifoglio, viola mammola, vite americana

1^H

Ciliegio giapponese, crocus, edera, lauroceraso, liquidambar, menta, narciso, salvia, tulipano

1^I

Forsizia, ginkobiloba, pratolina, rosmarino, tarassaco, tuia, verbena

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

4

Alessandra Francavilla e Martina Elemi 1^H

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

5 Letizia Caglioti 1^H

Gli alberi

Gli alberi in autunno cambiano colore, ma durante la primavera ritornano in loro e mettono allegria in ogni cuore.

In inverno ancor di più, tutti innevati fanno venir voglia di salire fin lassù e toglier la neve da ogni foglia.

Poi ritorna l’autunno, con tutti gli alberi colorati, rossi, gialli e sfumati, insieme a loro ritorna l’allegria.

Letizia Caglioti e Martina Elemi 1^H

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

6

Acero saccarino

Numero esemplari presenti nel giardino: 7

Nome Acer Saccharinum, acero saccarino o d’argento

Deriva da “acer” che significa appuntito e “saccharinum” cioè zucchero.

Famiglia Aceraceae

Distribuzione Specie originaria dell’America Settentrionale e Canada; introdotta in Europa, oggi è diffusa in tutto l’emisfero settentrionale.

Ambiente In America settentrionale e Canada cresce in foreste miste di latifoglie, preferisce climi freddi, adatto a vari terreni.

Descrizione Albero che raggiunge i 40 m d’altezza, con chioma ampia e slanciata verso l’alto, verde scura. Foglie: opposte, decidue, palmate con 5 lobi (meno comunemente 3); il margine di ogni lobo possiede 2-3 grossi denti, intercalati da numerosi piccoli denti acuti. La pagina inferiore è argentea. Corteccia: grigiastra o grigio-brunastra, rugosa e regolarmente fessurata in verticale. Fioritura: produce sia fiori unisessuali sia bisessuali, con tendenza a ripartirsi su individui distinti. Sono provvisti di un lungo peduncolo e disposti in corimbi eretti. Possiedono un calice giallino a 5 lobi, mentre manca la corolla; sbocciano in marzo, prima delle foglie. Il frutto è una samara, spesso irregolare, con piccoli semi ed ali piegate a “U”.

Usi e curiosità La foglia di questo albero è molto conosciuta per essere stata utilizzata come simbolo della bandiera canadese. Nell’antichità il suo legno era usato per fabbricare le lance, che dovevano essere robuste, penetranti e appuntite. Proprio “appuntito” è in latino il significato di acero. Le tribù indiane distillavano zucchero da questa pianta e la loro è ancora in uso in tutto l’America settentrionale. Si praticano due incisioni nel tronco e si lascia colare la linfa, che è raccolta in un recipiente posto ai piedi dell’albero. La linfa si concentra mediante bollitura e diventa uno sciroppo da cui si può ottenere uno zucchero dal sapore particolare, dovuto dalle sostanze aromatiche contenute. Un acero produce fino a 10 litri di linfa al giorno, per un mese ogni anno, e per trent’anni. Dalla lavorazione della linfa si ottiene lo zucchero grezzo. In Italia, l’acero saccarino rende ben poco zucchero, quindi lo si apprezza soltanto come pianta ornamentale, per i colori autunnali. In autunno, infatti, le foglie diventano rosso sangue dopo essere virate dal giallo all’arancio. Tale colorazione fece attribuire a questi alberi un carattere funesto, sicché furono dedicati a Fobos, il dio della Paura figlio di Ares. Per questo motivo i Greci, come anche i Romani preferivano come pianta ornamentale il platano le cui foglie non assumevano quel colore infausto. Il legno grazie alla compattezza e alla bella colorazione delle venature, è usato nei lavori di ebanisteria e di intarsio, oltre che nell’arredamento moderno come rivestimento a impiallacciatura.

Il giardino della scuola: il giardino che vorrei…

7

Ciliegio giapponese

Numero esemplari presenti nel giardino: 1

Nome Prunus serrulata o prunus ojochin

Famiglia Rosacee

Distribuzione Specie alloctona. Deriva dalla Cina centrale e dal Giappone. Comprende un misto di specie selvatiche e di antichi ibridi, spesso di origine incerta.

Descrizione È un piccolo albero con rami distesi, alto 10 m. La chioma è generalmente arrotondata, ma presenta molta variabilità. Ha grandi foglie ovate con molti denti acuti, base arrotondata e un aspetto liscio e lucido. In autunno le foglie diventano rosa dorate e in alcune specie volgono al rosso. La corteccia è bruna e circondata da anelli. I fiori bianchi o sfumati di rosa, in racemi lassi e un po’ penduli, si aprono in aprile o in maggio, insieme alle nuove foglie. Il frutto è ovoide, nero lucido.

Usi e curiosità I fiori rosa e bianchi che ricoprono i rami nel ciliegio giapponese ravvivano in primavera molte vie residenziali. Ne esistono molte specie ornamentali con un’ampia varietà di fiori, di profumi e di colori autunnali e primaverili delle foglie. Si pensa che l’albero sia originario della Cina e che sia stato importato e coltivato in innumerevoli forme in Giappone. I primi esemplari, in Europa, arrivarono dalla Cina nel 1882. Quasi sempre non si riproducono bene per seme, ma occorre ricorrere all’innesto a gemma o a marza, di solito, su una pianta da seme di ciliegio dolce.

Il ciliegio giapponese fu il primo ciliegio da fiore, proveniente dall’oriente, a essere piantato nei giardini europei. Uno dei ciliegi giapponesi più belli è il Tai Haku, albero robusto che produce fiori di un candore smagliante. Per decenni quest’albero andò perduto nella sua terra d’origine, ed era noto ai Giapponesi soltanto grazie ai dipinti.

Venne scoperto dal capitano Collingwood Ingram, un esperto di ciliegi, il quale nel 1923 ne notò un esemplare in un giardino del Sussex. Ingram capì che si trattava di un albero raro e, in una visita al Giappone lo identificò come Tai Haku, considerato una specie da tempo perduta. Poi reintrodusse quest’albero nel suo Paese d’origine.

Il fiore di ciliegio è il fiore del Giappone: è il fiore per antonomasia! Tali fiori, sono simbolo di buon augurio e suggeriscono un futuro luminoso. Gli studenti, che in aprile iniziano un nuovo anno scolastico, e i neo diplomati o laureati che cominciano, sempre nello stesso mese, la loro vita lavorativa vedono nei fiori di ciliegio il futuro radioso che si apre loro davanti.

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8

Poesie, acrostici e mesostici

Il ciliegio giapponese

Il ciliegio giapponese venne scelto dall’imperatore, perché i suoi fiori rappresentano l’onore di molti guerrieri samurai che, quando stanno per essere sconfitti in battaglia, si suicidano sotto la loro boscaglia.

Il ciliegio rappresenta la vita con la sua bellezza e la morte con la sua delicatezza.

I giapponesi festeggiano la fioritura dell’albero in primavera, dalla mattina alla sera, mangiano, giocano e ballano, con i suoi fiori bianchi e rosa, ridono, scherzano e cantano.

Il ciliegio giapponese fa parte della cultura tradizionale, tanto da diventare l’albero nazionale.

I fiori del ciliegio in origine erano bianchi, ma da quando i samurai vennero seppelliti sotto i loro manti, i fiori incominciarono ad assorbire il loro sangue, diventando di un colore rosa langue.

Il ciliegio per i giapponesi è quindi importante, perché è una popolazione sognante.

La sua effimera bellezza suscita, anche sentimenti di tristezza.

Il ciliegio giapponese, anticamente considerato un albero capace di guarire, veniva impiegato per evitare di soffrire.

Per Germania e Danimarca, invece il ciliegio giapponese, dei demoni è il nascondiglio e crea grande scompiglio.

In Italia le ciliegie sono simbolo di cortesia e buona creanza.

San Gerardo, patrono di Monza, e le ciliegie offerte in inverno, verranno ricordate in eterno.

In Giappone il fiore è simbolo di modestia ed integrità, i valori più importanti della società.

In Cina, invece il fiore è simbolo di bellezza, che nei poeti ispirò tanta tenerezza.

Alessandro Salvati 1^H

Come il tramonto è il tuo colore, intenso il tuo profumo, elegante il tuo fiore, lucida la tua foglia. O ciliegio, per me sei il più bello.

Silvia Bellumore 1^H

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9

Il ciliegio giapponese

Il ciliegio giapponese ha una leggenda senza chiese. È una pianta dalle mille sorprese.

Fa sbocciare un fiore che dona a tutti amore, color rosa questo fiore, mette allegria in ogni cuore.

Fa ballare, fa amare, fa venir voglia di sognare.

Dei guerrieri morti in guerra e sepolti sotto terra, il sangue rosso la pianta prese e il suo fiore rosa rese.

Questa è la storia un po’ dolorosa della pianta dai fiori rosa.

Letizia Caglioti 1^H

Il fiore di ciliegio in origine era biancastro, ma ad un tratto divenne rossastro.

Il ciliegio giapponese è nato con migliaia di pretese.

Il ciliegio giapponese è un albero molto cortese.

Alessandra Francavilla 1^H

Oh ciliegio giapponese, non ti ho mai visto, ma non ho pretese. Di te non ho mai sentito parlare, così ti posso soltanto immaginare. Ti immagino come una creatura imponente, come un albero splendente, un qualcosa di importante. Chissà che forse, un giorno potrò vederti, e, in tutta la tua bellezza, ammirarti.

Martina Crespi 1^H

Con il tuo fiore immensa serenità lasci sognare, illumini con il tuo candido colore, estrema grazia, gioviale eleganza infondi nel cuore ora e per quasi tutta l’estate ci fai sognare, anche quando la tua fioritura sarà stesa sui prati e i petali rosa saranno spinti dal vento, noi potremmo non solo ammirarti, ma anche gustarti, grazie al tuo frutto così bello di intenso sapore e dolce profumo.

Silvia Bellumore 1^H

Il ciliegio giapponese, dalle braccia nello spazio protese, è per il popolo giapponese l’inizio della primavera che regala sorprese, i colori luminosi e splendenti sembran nel ciel tante stelle cadenti.

Davide Frisardi 1^H

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10

Acrostici e mesostici

Eccezionale fioritura; gli studiosi aspettano sognando.

Colgo risultati felici, positivi molti; agli esercizi d’estate, intrapresi, innamoriamo regalo appositamente per superare improvvisamente odoroso; prove ed ogni, entrare, guerrieri animo nel, innocenti ravvivono successivo.

Obliamo appassionati, impegno più sempre in profumati.

Abissiant i, persi pensieri, estivi, onorare, esperienziati, nuove emozioni e sensazioni esistenti.

Letizia Caglioti 1^H

Coincidendo con l’equinozio di primavera, il ciliegio rappresenta una rinascita vera; un simbolo di vita ovunque, ma al suo massimo splendore, si stacca e muore, viene portato via dal vento e con esso si disperde nel tempo.

Andrea Pagani 1^H

Caro è il ciliegio, gli uomini festeggiano l’entrata della primavera, giocando e intonando il fiore, girando intorno ad esso, pranzando e parlando con conoscenti divertendosi insieme.

Giada Gresia 1^H

Per i samurai è simbolo di morte, lì si seppelliscono per sfuggire alla sorte; il fiore in origine bianco diventa color sangue e amaranto.

Francesco Tuccillo 1^H

Il ciliegio giapponese, simbolo di vita e di morte, a pensieri apre le vie delle porte. La sua bellezza apre le tristezze, è capace di guarire, si usa per evitare di soffrire. In Italia le ciliegie sono simboli di buona creanza.

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Sintesi
trifoglio-mano.jpg

Il progetto

Il progetto di cui si presenta il prodotto conclusivo ha per obiettivo quello di aiutare i ragazzi a guardare meno distrattamente la realtà che li circonda, aumentare la sensibilità al miglioramento dell’ambiente. Si tratta di una raccolta di notizie botaniche, curiosità, miti e leggende su fiori e alberi del giardino della scuola.

I ragazzi dopo aver imparato a riconoscere e descrivere le varietà delle specie presenti, affascinati dalla storia di ogni albero e fiore, si sono cimentati in varie produzioni di scrittura creativa. La realizzazione di questo testo è il risultato del lavoro di diverse classi e diverse insegnanti della scuola secondaria di primo grado "Ardigò" di Monza.

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