Concetti Chiave
- Fichte è il fondatore dell'idealismo soggettivo, dove la realtà è identificata con la rappresentazione dell'Io, eliminando il noumeno kantiano come contraddittorio.
- L'Io puro di Fichte si limita ponendo il non-Io, dando origine a una molteplicità di Io empirici che costituiscono l'umanità, in un processo dinamico e logico.
- Schelling critica Fichte e propone un idealismo oggettivo, ponendo l'Assoluto come principio originario della realtà, unendo soggetto e oggetto in un'identità indifferenziata.
- La filosofia della natura di Schelling esplora l’evoluzione della natura verso la coscienza umana, mentre la filosofia trascendentale analizza come lo spirito diventi consapevole e plasmi la realtà.
- Nell'idealismo di Schelling, l'arte rappresenta il vertice della conoscenza, offrendo un'immediata sintesi tra natura e spirito, e cogliendo l'identità tra soggetto e oggetto.
Fondamenti dell'idealismo di Fichte
Fichte è considerato il fondatore dell'idealismo. Il suo è un idealismo etico o soggettivo. Egli elimina il noumeno kantiano, considerandolo contraddittorio: essendo inconoscibile, è illecito smentirne o confermarne. Di conseguenza, la realtà coincide con la rappresentazione del soggetto (l'Io). Per questo il suo idealismo è detto soggettivo.
Fichte spiega la derivazione di tutta la realtà dall'Io attraverso un , riassunto in tre momenti chiamati " i tre principi della dottrina della scienza ":
L'Io puro, natura costitutiva di ogni uomo e principio di ogni cosa, pone se stesso.
L'Io pone davanti a sé il non-Io, un ostacolo, limitandosi.
Io puro e umanità
Nell'atto di limitarsi ponendo il non-Io, l'Io diventa molteplice e si frantuma in una moltitudine di Io empirici, che costituiscono l'umanità.
L'Io puro è un'attività dinamica che costruisce da sé stessa la propria verità (non una sostanza statica e permanente). È vicino alla concezione dell'uomo del Rinascimento: l'essenza dell'uomo consiste nel non avere un essenza prestabilita; egli è chiamato a darsela secondo le proprie scelte. Questo processo è logico, non cronologico: i tre momenti non vengono l'uno dopo l'altro, ma ciascuno implica logicamente l'altro, come in una formula matematica.
Infinitizzazione degli Io empirici
Il compito dei singoli Io empirici e quello di superare la scissione, superare il non-Io, raggiungendo l'Io puro privo di limiti, libero e incondizionato. Tuttavia, questo processo del è solo un ideale: è una meta ideale del loro agire, un continuo sforzo o tensione (Streben). Dunque, meglio parlare di infinitizzazione degli Io empirici più che di infinito.
Questo processo è inesauribile, perché deriva dalla stessa natura logica della realtà. Perciò l'idealismo di Fichte viene caratterizzato come idealismo etico: l'Io empirico ha il preciso compito inesauribile di superamento del limite.
Idealismo oggettivo di Schelling
La filosofia di Schelling viene detta idealismo oggettivo o estetico. Rimprovera a Fichte di aver ridotto la natura a semplice non-Io e la riabilita elaborando la filosofia dell'identità: il principio originario della realtà non è l'Io, ma l'Assoluto, ovvero l'identità indifferenziata di soggetto e oggetto, da cui derivano sia l'Io sia il non-Io, ovvero lo spirito e la natura.
L'Assoluto di Schelling assomiglia alla sostanza di Spinoza, che pur essendo unica Si differenzia negli attributi di estensione e pensiero. Tuttavia, la sostanza di Spinoza era l'ordine statico costitutivo della realtà, mentre l'Assoluto di Schelling è dinamico.
Filosofia della natura e trascendentale
La natura possiede un suo valore autonomo e differisce dallo spirito solo perché è un attività spirituale di grado inferiore o inconscia, che tende verso la coscienza come la meta di un lungo processo che si compie solo nell'uomo. Spirito e natura costituiscono un unico slancio vitale, un'unica totalità (monismo idealistico), che può essere percorsa seguendo due vie differenti:
filosofia della natura: parte della natura e risale dalle sue forme più semplici alle più organizzate e consapevoli, fino all'emergere dell'uomo.
filosofia trascendentale: descrive come lo spirito divenga consapevole nell'uomo, fino a plasmare la realtà e la storia.
Storia filosofica dell'Io secondo Schelling
Schelling traccia una vera e propria storia filosofica dell'Io, individuando tre momenti:
sensazione: l'oggetto (la natura) è avvertito come estraneo a sé, come un dato che limita l'Io.
intuizione: io comincio ad avvertire se stesso, ma si sente ancora immerso negli oggetti.
riflessione e volontà: l'Io arriva a riconoscersi come costitutivo della realtà stessa. Il soggetto percepisce la natura e la realtà come plasmate dalle sue strutture soggettive. Si entra qui nel campo della storia, dove l'Io si autodetermina.
Estetica e arte nell'idealismo di Schelling
L'idealismo di Schelling viene definito estetico perché, mentre la filosofia offre una consapevolezza ricostruita e indiretta, solo nell'arte si può trovare in maniera immediata quell'identità tra natura e spirito (sintesi di soggetto e oggetto). Dunque, L'arte è il vertice della conoscenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento dell'idealismo di Fichte?
- Come si sviluppa l'Io puro nell'umanità secondo Fichte?
- Qual è il compito degli Io empirici nell'idealismo di Fichte?
- In cosa si distingue l'idealismo oggettivo di Schelling dall'idealismo di Fichte?
- Qual è il ruolo dell'arte nell'idealismo di Schelling?
Fichte è considerato il fondatore dell'idealismo soggettivo, in cui la realtà coincide con la rappresentazione del soggetto (l'Io), eliminando il noumeno kantiano come contraddittorio.
L'Io puro, limitandosi e ponendo il non-Io, si frantuma in una moltitudine di Io empirici, che costituiscono l'umanità, rendendo l'essenza dell'uomo dinamica e non prestabilita.
Gli Io empirici hanno il compito di superare la scissione e raggiungere l'Io puro, un processo ideale di infinitizzazione che rappresenta un continuo sforzo di superamento del limite.
Schelling critica Fichte per aver ridotto la natura a semplice non-Io, proponendo invece l'Assoluto come principio originario della realtà, un'identità dinamica di soggetto e oggetto.
L'arte è considerata il vertice della conoscenza nell'idealismo di Schelling, poiché offre un'immediata sintesi tra natura e spirito, a differenza della filosofia che fornisce una consapevolezza indiretta.