Concetti Chiave
- I Giansenisti si opponevano all'educazione medioevale e gesuitica, ritenendo negativo il lassismo e l'ambizione promossi dai Gesuiti.
- Le Piccole Scuole fondato dai Giansenisti a Parigi miravano a sviluppare l'autonomia morale e religiosa degli studenti attraverso la ragionevolezza.
- L'insegnamento nelle Piccole Scuole prevedeva castighi limitati e assenza di premi, in linea con le idee gianseniste contro il merito.
- I Giansenisti enfatizzavano lo studio del latino e della grammatica, ritenendoli fondamentali per formare l'intelligenza, ma privilegiavano la lingua materna per esplorare l'animo umano.
- Pascal si preoccupò dell'insegnamento razionale dell'alfabeto, adottando un approccio fonico-sillabico per migliorare la comprensione linguistica.
L'opposizione educativa dei Giansenisti
Dal punto di vista educativo, i Giansenisti, ponendosi sulla stessa linea di Descartes, si opponevano all’educazione derivata dalla filosofia medioevale d’ispirazione scolastica e a quella di tipo gesuitico. Consideravano negativi e corruttori il lassismo gesuitico e la tendenza dei Gesuiti a valorizzare l’ambizione. Essi fondarono alcune Piccole Scuole a Parigi che funzionarono solo 17 anni a causa dell’ ostilità dei Gesuiti che ne ottennero da Luigi XIV la soppressione.
L'approccio educativo delle Piccole Scuole
Nonostante questo, le Piccole Scuole lasciarono una tracia indelebile nella cultura francese. Con l’educazione impartita in esse, i Giansenisti si proponevano di portare il discente verso la più completa autonomia morale e religiosa. Con l’aiuto della ragionevolezza, l’allievo doveva giungere a riconoscere la debolezza della propria natura a cui solo la grazia divina avrebbe potuto porre un rimedio. L’insegnante diventava una guida e un amico e l’unica autorità che esso esercitava era quella della ragione. I castighi erano molto limitati e i premi non esistevano: questo era in linea con le idee dei Giansenisti che consideravano peccaminosa e pagana qualunque idea di merito. Per tali scuole, esistevano anche alcuni manuali di netta impostazione cartesiana. Tuttavia, tutti gli insegnamenti e non solo la logica, avevano un unico scopo: sviluppare la ragionevolezza perché una menta retta vale di più di tutte le conoscenze. Lo stesso Pascal si preoccupò dell’insegnamento dell’alfabeto che doveva essere presentato nel modo più razionale possibile; infatti l’insegnamento dell’alfabeto avveniva con il metodo fonico-sillabico e non alfabetico in quanto le consonanti erano indicate con il loro suono e non con il loro nome.
L'importanza della ragione e della lingua
I Giansenisti rivalutarono lo studio della grammatica e, per primi, sostennero che il latino serviva soprattutto a formare l’intelligenza del discente, come la matematica e la logica. Nonostante questo, essi dettero maggior importanza alla lingua materna, considerato l’unico strumento per indagare l’animo umano nella sua profondità.
Domande da interrogazione
- Qual era l'opposizione educativa dei Giansenisti rispetto ai Gesuiti?
- Qual era l'obiettivo principale dell'educazione nelle Piccole Scuole?
- Come veniva insegnata la lingua nelle Piccole Scuole e quale importanza aveva?
I Giansenisti si opponevano all'educazione gesuitica, considerandola lassista e ambiziosa, e promuovevano un approccio educativo che mirava all'autonomia morale e religiosa del discente, come evidenziato dalla loro fondazione delle Piccole Scuole a Parigi.
L'obiettivo principale era sviluppare la ragionevolezza negli studenti, portandoli a riconoscere la debolezza della propria natura e a cercare la grazia divina come rimedio, come descritto nel testo.
Nelle Piccole Scuole, l'insegnamento della lingua, in particolare del latino, era finalizzato a formare l'intelligenza del discente, ma si dava maggiore importanza alla lingua materna come strumento per esplorare l'animo umano, secondo la visione dei Giansenisti.