Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
vuoi
o PayPal
tutte le volte che vuoi
Parlando dei mass media mi è sembrato doveroso
soffermarmi su Pier Paolo Pasolini. Egli aveva già intuito
i cambiamenti sociali e culturali prodotti dalla
massificazione televisiva. Iniziò ad accorgersi che tutti i
giovani di borgata avevano iniziato a vestire,
comportarsi, pensare in modo analogo.
Argomento correlato è poi la libertà di stampa, vista in
Italia ieri e oggi.
L’ultimo argomento trattato è l’e-commerce: la
compravendita, il marketing e la fornitura di prodotti o
servizi attraverso internet.
L’AUTOVALUTAZIONE
La scelta dell’utilizzo di immagini, disegni, schemi e scritte
colorate è dettata dal fatto che ritengo possano avere
un maggior effetto sul lettore, stimolandolo nella lettura e
interessandolo maggiormente agli argomenti trattati.
Penso che la prima persona che debba essere contenta
del proprio lavoro sia colui che lo fa. Mettendo il massimo
impegno e la massima dedizione si possono ottenere grandi
risultati. Io posso ritenermi soddisfatta di questa tesina.
Buona lettura!
STORIA
I regimi dittatoriali che si
affermarono a partire dagli
anni 20 del ‘900 sono detti
totalitari perché, oltre a
negare i diritti fondamentali,
erano caratterizzati da una
forte propaganda del regime.
Erano i nuovi mezzi di
comunicazione di massa che
esaltavano la potenza della
nazione, l’odio verso ciò che
era considerato diverso,
l’aggressività militare. Regimi
di questo tipo furono la
Germania nazista di Hitler, il
comunismo di Stalin, e il
fascismo di Mussolini in Italia. Il movimento fondato in Italia da
Benito Mussolini fu sempre
intollerante verso le
manifestazioni popolari e
pronto ad appoggiare chiunque
fosse disposto a usare la
"mano forte". Questo sistema
autoritario fu assicurato da una
grande capacità comunicativa,
la "propaganda" appunto,
attraverso la quale fu stabilito
un controllo totale
sull'informazione e la cultura.
L'aspetto fisico del
perfetto fascista prevede
il volto sbarbato e il Il fascista si riconosce da un proprio
corpo allenato da una modo di salutare con braccio e
vita attiva e sportiva. Il
modo di camminare deve mano tesa in avanti: il saluto
dare l'impressione di romano, obbligatorio nelle
sicurezza: movimenti circostanze ufficiali e nelle parate. Il
scattanti e veloci. fascismo tentò senza successo di
abolire l'uso della stretta di mano.
La propaganda fascista
faceva appello al
principio della superiore
unità nazionale,
l'esaltazione di un
ipotetico primato
nazionale, da
raggiungere non più nel
segno della politica
liberale, che aveva
caratterizzato tutto il
periodo del
Risorgimento, ma
attraverso un esplicito
rifiuto degli ideali
democratici.
Avvenne un drastico
annullamento della volontà
individuale per l'esaltazione
della sottomissione alla
volontà del capo per il
bene della patria.
Tramite la propaganda che
effettuò un controllo politico
su tutti i mezzi di
comunicazione, avvenne il
processo di L'Italia fascista veniva celebrata sulla
fascistizzazione del paese, stampa con tutta l’enfasi comunicativa
con lo scopo di orientare possibile; la popolazione venne investita
l’opinione pubblica, di da una emissione continua di messaggi.
caricarla. I messaggi furono Si cercò di dare una giustificazione alle
rivolti a tutte le categorie iniziative di guerra, usando politicamente
della società italiana e la storia, i miti dell’ Antica Roma e le
vennero diffusi imprese coloniali riviste in chiave eroica,
incessantemente attraverso per la costruzione del consenso al
la radio, la stampa e il fascismo.
cinema.
L’uso dei mass media, assume un’importanza dovuta anche alla
novità che i moderni mezzi di comunicazione rappresentavano.
LA RADIO: più di ogni altro
mezzo assunse un ruolo di
primo piano. I programmi
trasmessi, in cui erano presenti
svago ed informazioni allo
stesso tempo per aumentare il
numero degli ascoltatori, erano
costituiti per lo più da discorsi
del Duce o del Furer, marce
ufficiali o conversazioni sul
razzismo. La radio diventava,
così, la voce ufficiale dello
stato.
LA STAMPA: I quotidiani
presentavano, attuando una
censura su cronache nere e
fallimenti economici, il periodo
fascista come un modello
storico di pace e moralità.
Nonostante il controllo attuato
dal fascismo però, alcuni
giornali d’opposizione come La
Stampa e Il Corriere della Sera
riuscirono a sopravvivere.
Con le "Leggi Fascistissime"
Mussolini istituì "L’Ordine dei
Giornalisti" i cui membri
dovevano far parte del partito
fascista, e impose che ogni
giornale, prima di essere
pubblicato, fosse sottoposto al
controllo dell’ Ufficio Stampa.
Il CINEMA: avvenne la costituzione nel 1925
dell’istituto nazionale L.U.C.E. , ovvero
L’Unione Cinematografica Educativa.
Nel 1937 l’Ufficio Questo istituto, i cui cinegiornali venivano
Stampa venne proiettati obbligatoriamente in tutte le sale
trasformato in cinematografiche a partire dal 1926,
Ministero Della rappresenta il più efficace mezzo del regime
Cultura Popolare, nel campo dello spettacolo. La tematica più
che aveva l’incarico ricorrente diventa il mito bellico con il
di controllare ogni conseguente elogio del patriottismo.
pubblicazione
sequestrando tutti
quei documenti
ritenuti contrari al
regime e diffondendo
i cosiddetti "ordini di
stampa" (o "veline")
con i quali
s’impartivano precise
disposizioni circa il
contenuto degli
articoli. Negli anni '30 nascono
gli studi di Cinecittà, il
centro sperimentale di
cinematografia,
importanti riviste di
cinema. Le sale in Italia
L’Unione Cinematografica erano parecchie ma non
Educativa divenne il coprivano tutto il
fulcro del cinema e venne territorio nazionale;
posto alle dirette nacque così il
dipendenze del Capo del Cinemobile che
Governo con l’obbligo proiettava film nelle
della supervisione piazze. Nel 1931
diretta di Mussolini sui avvenne il passaggio dal
materiali realizzati.
Apertura e chiusura erano cinema muto a quello
dedicate a notizie che sonoro.
riguardavano Mussolini o
i Savoia, e all’interno
trovavano spazio i
documentari dall’estero.
ITALIANO
Nel Ventidue, l’anno in cui Mussolini va al potere, Pier Paolo
Pasolini nacque, a Bologna, il 5 marzo. Trascorse l’infanzia in
diverse località, a causa dei continui trasferimenti del padre.
Durante la guerra visse a Casarsa, in Friuli, paese natale della
madre, a cui rimase profondamente legato. Qui scrisse le prime
poesie in dialetto friulano.
Nel 1945 si laureò in
Lettere e iniziò ad
insegnare, ma presto fu
sospeso
dall’insegnamento e
espulso dal Partito
Comunista cui si era
iscritto. Sempre in quel
anno ricevette la tragica
notizia della morte del
fratello Guido di 20
anni.
Nel 1950 si trasferì a Roma con la madre, dove per i primi anni vissero
poveramente, entrando il contatto col mondo delle borgate, socialmente
degradato, ma umanamente ricco. Così Pasolini, scopre il popolo della
periferia: la Roma delle borgate che diverrà lo scenario dei suoi romanzi di
maggior successo: Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959).
Stringe intanto
nuove amicizie, in
particolar modo con
Alberto Moravia e
Elsa Morante.
A partire dal 1960
Pasolini passa dalla
letteratura al
cinema. Nel giro di
pochi anni firma,
oltre a varie
sceneggiature, la
regia di numerosi
film, suscitando
spesso scandalo e
polemica.
Il vertice della saggistica provocatoria dell'autore è costituito, da
due volumi: Scritti corsari e Lettere luterane.
In questi scritti, Pasolini, come un
«corsaro», solitario e controcorrente,
si fa censore del costume
nazionale, scagliandosi contro
tutto ciò che sente non autentico.
Contro il mondo borghese, il
capitalismo e il neocapitalismo, contro
la società di massa e il consumismo,
la televisione, l’omologazione, la
rivoluzione antropologica e contro
l’aborto, il divorzio, lo stalinismo e
l’invasione dell’Ungheria.
Pier Paolo Pasolini muore assassinato in circostanze misteriose.
All’alba del 2 novembre 1975 viene trovato ucciso in uno spiazzo
polveroso, e per una raccapricciante fatalità, proprio nella
periferia suburbana di Ragazzi di vita, e di Una vita violenta.
Pasolini vede negli ultimi quindici-venti anni della storia italiana,
corrispondenti al processo di modernizzazione del paese, la messa in
atto di un vero e proprio genocidio.
Per Pasolini, qualsiasi traccia
di cultura conservatasi
immutata nei secoli all’interno
delle classi sociali più umili, è
stata spazzata via di colpo
dalla nascita della società
dei consumi e dalla
diffusione di modelli di vita
piccolo borghesi.
Anche nelle classi apparentemente estranee a tali modelli, come il
sottoproletariato urbano romano, Pasolini ne denuncia l’avvenuta
assimilazione, che conduce alla tragica conseguenza di rendere
indistinguibili i comportamenti.
In un articolo pubblicato sul
“Corriere della Sera” pochi
giorni prima della morte,
Pier Paolo Pasolini lancia
due proposte per eliminare
la criminalità in Italia:
l’abolizione immediata
della scuola dell’obbligo e
l’abolizione immediata
della televisione.
Per Pasolini l’istruzione di
massa italiana rappresenta
“una scuola di iniziazione
alla qualità di vita piccolo
borghese”.
La televisione invece costituisce il luogo dell’edonismo e del
consumismo, dunque, una delle armi impiegate dalla classe
dominante per mettere in atto il genocidio di un’intera cultura.
Pasolini parla di un vero e proprio “genocidio culturale” : questa
nuova rivoluzione ha spazzato via i valori del passato senza
apportarne di nuovi, ha distrutto senza poi ricostruire. Si tratta di un
progresso falso, anomalo, che si erge sul nulla.
La televisione è per
Pasolini uno dei
fautori di questo falso
progresso, col suo
linguaggio
pragmatico, che non
ammette repliche,
alternative,
resistenza. La
televisione, in quanto
tale, con la sua
intrinseca forza
livellatrice, appiattisce
ogni differenza e
intorpidisce le menti.
Pasolini aveva previsto, con incredibile lungimiranza, quel che la rapida
diffusione e ascesa del mezzo televisivo avrebbe comportato per la
nostra società e soprattutto per la nostra umanità. La televisione è
diventata un preponderante mezzo di diffusione di idee, stili di vita e
di cultura, nel senso più basso del termine, ma anche e soprattutto un
mezzo di potere.
Scriveva Pasolini:
“l’Italia di oggi è distrutta esattamente come l’Italia
del 1945. Anzi, certamente la distruzione è ancora più
grave, perché non ci troviamo tra macerie, sia pur
strazianti, di case e monumenti, ma tra macerie di
valori”.
Emerge però una
conflittualità
nell’utilizzo
pasoliniano del mezzo
televisivo: da una
parte l’attacco frontale
e la denuncia di quello
che è considerato
come uno strumento di
mistificazione e
strumentalizzazione;
dall’altra lo
sfruttamento di quello
stesso mezzo, anche
se in forma
occasionale e non
sistematica, per
portare avanti la sua
riflessione sociologica.
DIRITTO
La libertà di stampa é una
delle garanzie che un governo
democratico, assieme agli
organi di informazione
(giornali, radio, televisioni,
internet) dovrebbe garantire ai
cittadini ed alle loro
associazioni, per assicurare
l'esistenza di una stampa
libera, con una serie di diritti
estesi principalmente ai
membri delle agenzie di
giornalismo, ed alle loro
pubblicazioni.
Nei paesi sviluppati, la libertà di stampa implica che tutte le persone
dovrebbero avere il diritto ad esprimersi tramite i loro scritti o in
qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali. La
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo chiaramente
afferma:
«Chiunque ha il diritto
alla libertà di opinione
ed espressione; questo
diritto include libertà a
sostenere personali
opinioni senza
interferenze ed a
cercare, ricevere, ed
insegnare informazioni
e idee»
Il concetto di libertà di parola viene spesso garantito dalle stesse leggi che
proteggono la libertà di stampa, dando in questo modo gli stessi diritti ai
media informativi ed ai singoli individui.
Alcune organizzazioni non
governative applicano ulteriori
criteri per giudicare il livello della
libertà di stampa attorno al
mondo. Ad esempio Reporters
Sans Frontieres considera anche
il numero di giornalisti uccisi,
espulsi o molestati in qualche
modo, e l'esistenza di un
monopolio di stato nella TV e
radio, e registra anche la
possibile esistenza di casi di
censura ed auto-censura nei
media, per giungere ad una
valutazione dell'indipendenza