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Concetti Chiave

  • La filosofia di Heidegger si concentra sull'ontologia e l'analitica dell'esistenza, studiando l'essere dell'esserci, ovvero l'esistenza umana.
  • L'esserci è definito come un'entità in relazione attiva con il mondo, caratterizzato dall'essere-nel-mondo e dalla cura degli enti e delle relazioni.
  • Heidegger distingue tre atteggiamenti fondamentali dell'essere-nel-mondo: situazione affettiva, comprendere e parlare, che influenzano l'interazione con l'ambiente.
  • La morte è vista come una possibilità certa che consente all'esserci di affrontare l'angoscia e di comprendere autenticamente sé stesso.
  • La temporalità è centrale nella cura, dove futuro, passato e presente si intrecciano, evidenziando la responsabilità dell'individuo nella progettualità esistenziale.

La filosofia é ontologia,discorso sull’essere e il suo metodo è fenomenologico.

Lo scopo della sua filosofia è costruire un “analitica dell’esistenza”,ovvero uno studio dell’essere dell’esserci: l’esistenza.

Qual è l'essenza dell'esserci?

L’esserci è sempre in relazione al mondo . Designando l’uomo come “esserci”(DASEIN) vuole sottolineare che l’uomo è l’unico che comprende il suo essere.” L’essenza dell’esserci consiste nella sua esistenza” in base alle possibilità d’essere. "Esserci" non indica dunque l'uomo in quanto singolo (questo o quello) ma il suo "essere" in quanto "esistente" (esistente umano).L’esserci si rapporta agli altri enti in quanto è in apertura rispetto al mondo: il suo essere è un “essere-nel-mondo” (In-der-welt-sein),. il mondo in cui l'esserci è il campo d'apparizione degli enti che accompagna la comprensione; il mondo è un esistenziale, cioè una struttura dell'esserci, non un ente esso stesso.

Essere-nel-mondo e cura

L'essere dell'esserci è essere-nel-mondo, il che significa prendersi cura degli enti, utilizzarli , progettare .Gli enti dunque hanno il loro essere nella loro utilizzabilità da parte dell'esserci ,il modo d’essere delle cose è la loro utilizzabilità. L’uomo vive prendendosi cura delle cose e avendo cura degli altri uomini (sign togliere loro le cure o aiutarli).

Atteggiamenti dell'essere-nel-mondo

L’esistenza si connota così per Heidegger secondo tre atteggiamenti tipici del nostro “essere-nel-mondo” (non sia pensabile l’io senza immersione nella totalità dei rapporti con l’ambiente circostante):

• situazione affettiva (in cui l’io, con i suoi diversi stati d’animo, ha un primo contatto con il mondo ,sentirsi emotivamente nel mondo, anche nelle forme anche angosciose dell’“essere-gettato” in esso),

• il comprendere(in cui ad essere priviliegiato è l’iniziativa progettuale dell’io) poter-essere;

• il parlare (che permette l’espressione e la trasmissione di quanto appreso).

Con il linguaggio l’uomo giudica,valuta ecc.. Tuttavia l’esserci tende a uniformarsi e prevale l’anonimia. Heidegger distingue così due situazioni fondamentali: l’inautenticità dell’esserci, in cui affidiamo agli altri ( “si”impersonale, man tedesco) la nostra valutazione sul mondo (esserci nel mondo prigioniero dell’opinione pubblica), e l’autenticità, che si connette alla responsabilizzazione della nostra esistenza e che è a sua volta è implicata nella finitudine della nostra vita. L’essere infatti è anche un “essere-per-la-morte,ovvero l’esserci esiste sempre come un essere in vista della fine .La morte è la possibilità ultima ce l’essere assume alla nascita,è un imminenza che lo sovrasta . L’uomo si rapporta sempre alla sua fine,è l’unica possibilità certa. L’incertezza è il suo quando. La morte non va concepita in modo epicureo come scomparsa dell'io, né in modo inautentico come fatto. La morte è una possibilità dell'esserci, è la possibilità più propria (concerne l'essere stesso), incondizionata (l'uomo vi si trova davanti da solo), insormontabile (si eliminano tutte le altre possibilità), certa.

Con la anticipazione della morte, l'uomo comprende autenticamente sé stesso, ma ha anche la situazione emotiva dell'angoscia, che lo pone di fronte al nulla della morte, che è possibilità dell'impossibilità di possibilità. La morte non va rifuggita, ma affrontata con la decisone anticipatrice di essa: non è il suicidio o l'attesa (forme di realizzazione che tolgono il carattere di possibilità), ma è tenere presente che questa possibilità c'è sempre: così l'uomo si considera come poter-essere e vede le cose come possibilità, vede la sua possibilità di realizzarsi.

Temporalità e storicizzazione

La Cura, cioè l'essere dell'esserci, è temporalità. Il progetto è il futuro essere-avanti-a-sé, l'essere-gettato è il passato essere-stato e lo scadimento è il presente essere-presso. Questa temporalità dell'essere ha poi originato la temporalità della progettazione, quella ordinaria.

Linguaggio e temporalità sono dunque le dimensioni ineliminabili della nostra esistenza: la “cura”proposta da Essere e tempo (e cioè: tendere al mondo in maniera responsabile, mettendo in gioco nel tempo la propria progettualità rivolta al futuro) implica una significativa rivalutazione della sfera della vita pratica e della concretezza dell’essere nel mondo da parte del soggetto. La storia è lo storicizzarsi dell’essere, l’esserci è storico mentre le cose hanno una storia in quanto appartengono ad un mondo storico. Ma l’esserci esiste sempre come essere con gli altri dunque la storicizzazione assume il carattere di un destino comune.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato di "esserci" secondo Heidegger?
  2. "Esserci" (DASEIN) designa l'uomo come l'unico ente capace di comprendere il proprio essere, sottolineando che la sua essenza consiste nella sua esistenza e nelle possibilità d'essere, in relazione al mondo.

  3. Come si manifesta l'essere-nel-mondo dell'esserci?
  4. L'essere-nel-mondo implica prendersi cura degli enti e degli altri, dove l'utilizzabilità delle cose è fondamentale per l'esistenza dell'esserci, che vive attraverso la cura e l'interazione con il mondo circostante.

  5. Quali sono i tre atteggiamenti tipici dell'essere-nel-mondo?
  6. I tre atteggiamenti sono: la situazione affettiva, che coinvolge gli stati d'animo; il comprendere, che privilegia l'iniziativa progettuale; e il parlare, che consente l'espressione e la trasmissione delle esperienze.

  7. In che modo la morte influisce sulla comprensione dell'esserci?
  8. La morte è vista come la possibilità ultima dell'esserci, che lo sovrasta e lo costringe a confrontarsi con la propria finitudine, portando a una comprensione autentica di sé e delle proprie possibilità.

  9. Qual è il legame tra temporalità e cura nell'esistenza?
  10. La cura, che definisce l'essere dell'esserci, è intrinsecamente legata alla temporalità, dove il progetto rappresenta il futuro, l'essere-gettato il passato e lo scadimento il presente, evidenziando la responsabilità nel tendere verso il mondo.

Domande e risposte

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