Concetti Chiave
- Essere e tempo, pubblicato nel 1927, è un'opera di ontologia che non fu completata a causa di difficoltà teoriche legate alla filosofia kantiana.
- Il confronto tra Cassirer e Heidegger nel 1929 evidenzia la divergenza di interpretazione di Kant, con Cassirer focalizzato sull'epistemologia e Heidegger sulla storicità della conoscenza.
- Negli anni '30, il "secondo Heidegger" emerge con opere come Introduzione alla metafisica, segnando un interesse per il pensare poetico.
- In La dottrina platonica sulla verità del 1942, Heidegger ridefinisce il concetto di verità come disvelamento, allontanandosi dall'idea di rappresentazione.
- Sentieri interrotti, pubblicato nel 1950, descrive la filosofia come un cammino lungo sentieri insicuri, dove la verità si disvela progressivamente, sempre accompagnata dall'ombra.
Pubblicazione di Essere e tempo
Nel 1927 pubblica Essere e tempo, opera progettata come una «fenomenologia ontologica», cioè come un discorso di ontologia inizialmente concepito in due volumi, ma la seconda parte non venne mai completata, perché in seguito al primo capitolo, Kant e il problema della metafisica, Heidegger si trovò in un’impossibilità teoretica di proseguire; il secondo capitolo di questa ontologia sarebbe dovuto partire dall’esame della filosofia kantiana e da una certa sua interpretazione.
Qual è il confronto tra Cassirer e Heidegger?
A proposito della figura di Kant, nella cittadina svizzera di Davos, in cui si era soliti intrattenere seminari di carattere filosofico, nel 1929 si tenne un celebre confronto tra Cassirer e Heidegger, che non si risolse con la vittoria di uno, ma con una sostanziale incomprensione; per Cassirer Kant è un epistemologo, un filosofo della conoscenza e il cuore della Critica della ragion pura sta nel privilegiamento della conoscenza astorica quale si attua nelle scienze naturali. Heidegger si sofferma sullo schematismo trascendentale, sulla dottrina della temporizzazione delle categorie; perciò, egli non interpreta Kant come epistemologo ma, interessato al cuore metafisico della Critica della ragion pura, come colui che ha scoperto la storicità e la temporalità della conoscenza: Kant sarebbe un precursore dello storicismo e delle sue principali questioni. Infatti, nella prima Critica si sviluppa l’idea di un’immaginazione produttiva e non riproduttiva, vi è quindi l’affermazione che facoltà umana di immaginare non sia tesa a riprodurre quanto già esperito, bensì a creare nuovi dati, così come sostenevano i romantici.
Opere del secondo Heidegger
A partire dagli anni ’30, quindi in seguito alla «svolta», le opere vengono attribuite al cosiddetto “secondo Heidegger”; nel 1935 pubblica Introduzione alla metafisica, nel 1937 Hölderlin e l'essenza della poesia, un interesse verso il pensare poetico che avrà un certo seguito, intorno a cui si svolse nel 1936 una conferenza a Roma.
La dottrina platonica sulla verità
Al 1942 risale La dottrina platonica sulla verità, dove è presente quella “novità” heideggeriana sul concetto greco di verità, non più inteso come rappresentazione ma come disvelamento, alètheia. Nel 1947 pubblica la Lettera sull’umanesimo, in risposta all’Esistenzialismo è un umanismo (1946) di Sartre, sostenendo che la filosofia in generale non è assolutamente umanistica, ma è un anti-umanesimo.
Sentieri interrotti e filosofia
Nel 1950 pubblica una raccolta di saggi intitolata Sentieri interrotti, in cui propone l’immagine di un pensiero che non percorre strade già definite, ma sentieri interrotti e insicuri; fare filosofia è, così come emergeva nelle opere di Jung, camminare lungo “sentieri nel bosco”, i quali non vanno solo intrapresi ma, spesso, richiedono anche di essere costituiti, poiché interrotti; essi, inoltre, non portano alla luce del giorno, quanto a delle radure, il che significa un progressivo disvelamento della verità, mai completo, ma sempre accompagnato dall’ombra.
Cammino verso il linguaggio
Nel 1959 Heidegger presenta ufficialmente la sua nuova filosofia in Cammino verso il linguaggio, dove espone la dottrina dell’essere come evento del linguaggio, dell’uomo come pastore dell’essere, che non è padrone nemmeno del proprio linguaggio (anti-umanesimo). In Nietzsche, del 1961, presenta in due volumi un’interpretazione del filosofo come l’ultimo dei metafisici.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato di "Essere e tempo" nella filosofia di Heidegger?
- Come si differenziano le interpretazioni di Kant tra Cassirer e Heidegger?
- Quali sono le opere significative del "secondo Heidegger"?
- Come Heidegger riformula il concetto di verità nella sua "dottrina platonica sulla verità"?
- Qual è l'immagine del pensiero proposta in "Sentieri interrotti"?
"Essere e tempo", pubblicato nel 1927, è concepito come una "fenomenologia ontologica" e rappresenta un tentativo di esplorare l'ontologia, ma la sua seconda parte non fu mai completata a causa di difficoltà teoriche legate all'interpretazione della filosofia kantiana.
Cassirer vede Kant come un epistemologo focalizzato sulla conoscenza astorica, mentre Heidegger lo interpreta come un precursore dello storicismo, evidenziando la storicità e la temporalità della conoscenza, in particolare attraverso l'idea di un'immaginazione produttiva.
Tra le opere del "secondo Heidegger" vi sono "Introduzione alla metafisica" (1935) e "Hölderlin e l'essenza della poesia" (1937), che riflettono un interesse per il pensiero poetico e la filosofia.
Nella "dottrina platonica sulla verità" del 1942, Heidegger propone una visione della verità non come rappresentazione, ma come disvelamento (alètheia), segnando una novità nel pensiero filosofico.
In "Sentieri interrotti" del 1950, Heidegger descrive la filosofia come un cammino lungo sentieri interrotti e insicuri, dove il pensiero non segue strade già definite, ma richiede un progressivo disvelamento della verità, sempre accompagnato dall'ombra.